Un Pavia inguardabile perde con pieno merito al Comunale di Valenza, contro una diretta rivale per la salvezza. La peggior prestazione esterna degli azzurri vista in questo campionato appare ingiustificabile, alla luce dell'importanza della gara e del filotto di risultati utili riportati nelle precedenti partite.
C'è ben poco da salvare di quanto visto oggi pomeriggio a Valenza. Una squadra molle, abulica, incapace di creare gioco, imbrigliata da una Valenzana (modulo 4-5-1) senza idee ma che ha saputo metterci la cattiveria necessaria per portare a casa i tre punti.
Per tutta la partita il Pavia soffre terribilmente a metacampo, dove Speranza e Mandorlini, in inferiorità numerica, non riescono a dare geometrie alla manovra. Poco e male serviti gli attaccanti, con Carbone e Giaccherini mai nel vivo del match e De Martin che, dopo due calcioni è stato costretto ad uscire per infortunio.
Dietro, abbastanza bene Belotti e Fogacci, anche se il loro numero 9, Alberti, ha saputo muoversi bene, trovando anche il gol. Sulle fasce, solito disastro di D'Agostino, mentre Todeschini ha tenuto la posizione senza però mai dare aiuto alla manovra offensiva.
In tutta la partita, gli azzurri creano una sola occasione da rete, ad inizio ripresa, quando un bel cross in mezzo trova Valentini incapace di battere a rete da posizione favorevolissima, poi De Martin sul rimpallo non riesce a ribattere.
La Valenzana, al contrario, tira in porta appena può anche se nel primo tempo sono veramente poche le emozioni da annotare.
Nella ripresa, gli orafi trovano la rete dopo circa 20 minuti, con un cross dalla sinistra sul secondo palo. Alberti fa da sponda per Belluomini il cui tiro viene rimpallato. Di nuovo Alberti recupera la sfera vagante e di piatto sinistro mette facilmente in rete. La difesa azzurra appare in questa occasione immobile.
Gli azzurri, nell'ultima mezz'ora, non riescono a creare praticamente nulla; anzi, rischiano di prendere il raddoppio in contropiede (bravo Lucenti su Belluomini lanciato a rete).
Mangone intanto modifica l'assetto inserendo Pietribiasi, Petresini e De Vincenziis, ma la squadra non ha nè grinta nè cattiveria e la trazione anteriore serve a ben poco.  Insomma, un match da dimenticare in fretta, affrontato forse con poca concentrazione o pensando magari di controllare senza soffrire la Valenzana. Purtroppo, nella testa dei giocatori manca ancora la consapevolezza che questo Pavia può perdere (come vincere) con chiunque. E la bella prestazione col Pergocrema non doveva in nessun modo creare una clima di appagamento. La salvezza, se arriverà, dovrà essere sudata fino in fondo. Speriamo che i nostri ragazzi lo capiscano in fretta, perchè il girone d'andata è già terminato e la media punti del Pavia (1,05) non autorizza a pensare ad altro che alla permanenza nella categoria.
Da segnalare la presenza di circa 50 tifosi in terra piemontese. Considerando il giorno feriale, crediamo non sia necessario aggiungere altro....

 

 

MARCATORI: 64' ALBERTI (VA)

VALENZANA (4-4-2):
Vono 6.5, Dionisi 7, Ranellucci 6.5, Niccolini 6.5, Fusaro 6, Antonelli 6 (53' Belluomini 5), Cotelessa 6, Tummiolo 6.5, Margherita 6.5, Alberti 7 (85' Gallotti sv), Gentile 7 (92' Poziello sv).
(a disp.: Cicioni, Del Tongo, Marazzo, Mazzeo)
All.: Carmine Parlato 7
PAVIA (4-4-2): Lucenti 6.5, Todeschini 6, Belotti 5, Fogacci 5, d'Agostino 4.5 (75' De Vincenziis sv), Valentini 4, Speranza 5 (69' Petresini 4.5), Mandorlini 5, Giaccherini 5, Carbone 5.5, De Martin 5 (58' Pietribiasi 4.5).
(a disp.: Cantele, Donato, Convertino, Stefanini)
All.: Amedeo Mangone 5
ARBITRO: sign. Peretti 6 (sign. Provesi 6, Carrucciu 6)
NOTE: giornata fresca, terreno in pessime condizioni. Spettatori: 200 circa (120 abbonati, 80 paganti), incasso non comunicato. Ammoniti: Antonelli, Alberti, Belluomini (VA), Todeschini, d'Agostino (PA). Angoli: 5-3. Recupero: 1' p.t., 4' s.t.

Massimiliano Marino  -  "Questa gara la si sentiva in modo diverso, sembrava un'amichevole: vuoi il campo, vuoi il poco tifo...Non eravamo a nostro agio. E' stata una brutta partita sotto ogni punto di vista: non ci hanno fatto giocare, hanno pensato di pressare a centrocampo e di partire in contropiede, il loro scopo era quello di distruggere il nostro gioco. Non siamo riusciti a girarci, quando prendevi palla avevi già due uomini alle calcagna. Ti obbligavano a fare il loro gioco e quello non è affatto il nostro modo di giocare". Così capitan Carbone sintetizza la sconfitta di Valenza. Poche parole e tanto rammarico per non essere riusciti ad allontanarsi dalle sabbie mobili della classifica e a tenere il più possibile distanti le rivali. "Sinceramente, pensavo di guadagnare un punto" ammette Carbone "ma il calcio è questo e accettiamo la sconfitta. Non dobbiamo demoralizzarci, dobbiamo rimanere tranquilli, abbiamo tanto tempo, tante partite e tante occasioni per rifarci. Dobbiamo tirarci fuori, e sono pienamente convinto che ce la faremo". L'ottimismo non manca, ma serve un altro Pavia. Di sicuro, non quello visto oggi a Valenza: squadra fiacca, debole, poco cinica, svogliata e diciamo anche stanca, dopo la partitona di tre giorni fa contro il Pizzighettone. Poco tempo per riprendersi, poco tempo per smaltire l'entusiasmo e i complimenti. Contro la Valenzana, si è visto un Pavia che non si voleva vedere, una squadra che nessuno si aspettava in queste condizioni. Un paio di tiri in porta, molte imprecisioni, tanti errori. Così non va. Difesa bocciata: a sinistra ci si aspettava molto di più da d'Agostino, giocatore reduce dalla squalifica la cui prestazione è stata impalpabile; al centro Belotti e Fogacci sono stati sovrastati da Gentile e Alberti mentre sulla destra il volenteroso Todeschini ha fatto la sua gara, sicuramente il migliore dei suoi insieme a Lucenti, che ha salvato il risultato in parecchie occasioni e nulla ha potuto in occasione del vantaggio. Con uno Speranza incolore e un Mandorlini impreciso, con il fantasma Valentini e con un Giaccherini sottotono, l'attacco ha fatto quello che ha fatto. Dal canto suo, la Valenzana ha giocato la partita della vita: d'altronde, con una classifica che si commenta da sola, non poteva essere altrimenti. I ragazzi di mister Parlato volevano la vittoria e l'hanno ottenuta. Il come non ha importanza. Sicuramente, l'inedito 4-4-2 con il rombo a centrocampo imposto dal tecnico ha dato i frutti sperati: Antonelli come regista, Tummiolo e Cotelessa in qualità di incontristi e Margherita come smistatore sono stati i punti di forza di una squadra che ha ripreso coraggio vincendo il suo secondo match consecutivo davanti al pubblico amico. Giocatore chiave è stato Gentile, che con le sue giocate ha mandato in tilt la difesa pavese; buona anche la prova di Dionisi in difesa che ha annullato Giaccherini e di Vono, portiere classe 1988 che fa ben sperare. Primo tempo povero di occasioni: da segnalare al 16' un tiro di Mandorlini terminato lontano dallo specchio della porta e al 32' una girata di Giaccherini dallo stesso esito. Finale di tempo abbastanza rovente, tutto dei padroni di casa che si divorano un gol al 38' con Gentile che spara a lato una ghiottissima occasione dopo essersi fatto largo tra la difesa avversaria e al 45' quando la difesa pavese si salva come può in corner dopo un'azione pericolosa di Alberti. Pronti via il secondo tempo regala la prima vera palla gol del match: tiro ravvicinato di Valentini, deviazione di Vono che mette De Martin in buona condizione ma la sua conclusione termina alle stelle. Determinanti i cambi operati da mister Parlato che al 53' inserisce Belluomini e passa al tridente offensivo che espone subito i primi pericoli: al 62' Lucenti compie il miracolo su un colpo di testa di Alberti. Ma il gol è nell'aria e si concretizza due minuti dopo quando lo stesso attaccante supera l'estremo difensore azzurro con un potente diagonale sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Il gol non scatena la reazione ospite: Mangone prova con ogni mezzo a ribaltare il risultato inserendo tutti gli attaccanti a sua disposizione ma invano. La Valenzana stringe i denti, il Pavia appare inesistente e il finale di gara non conosce grandi emozioni. A fine gara, più che legittima la gioia dei rossoblù. "Tre punti legittimi, sono contento della partita: la paura iniziale di affrontare un match così importante è stata subito superata dalla voglia di conquistare una vittoria per noi fondamentale" afferma il vice presidente La Rosa. "Tre punti preziosissimi che accorciano le distanze e aumentano le nostre possibilità di salvezza". Delusione invece in casa azzurra. Mangone si limita ad analizzare una gara quasi a senso unico mentre Lucenti parla di "campo corto e stretto, punto chiave del gioco rossoblù" ma non può certo rappresentare una valida scusante per dei ragazzi che non hanno mai dato l'impressione di essere in giornata. Bisogna riprendersi in fretta: la trasferta di Rodengo e il match casalingo contro il Cuneo sono i due grossi impegni che il Pavia è chiamato ad affrontare prima della pausa natalizia. Ci si aspetta un buon girone di ritorno: e l'augurio del tifo pavese è che si inizi con il piglio giusto.

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