TRAVOLTI DALLA SCOMODA JUVE

Repubblica — 13 marzo 1990 pagina 37 sezione: SPORT
HO CELEBRATO anche io la XXVIII di campionato recandomi di contraggenio a Torino per Juventus-Milan. Nella gentile capitale sabauda ho appreso e visto cose tristissime. In primo luogo, ho incontrato un amico juventino che m' ha spiegato perché Pierin Boniperti abbia divorziato da don Giovanni e perché sia stato licenziato Dino Zoff (in pectore), molto prima che il provvedimento risultasse minimamente logico: all' Avvocato avevano fatto grande impressione le vittorie del Milan in Coppa Campioni: qualcuno gli aveva fatto credere che il merito fosse del modulo e non degli uomini, quasi tutti nazionali d' Olanda e d' Italia: perciò aveva seguito il consiglio di suoi amici milanisti e deciso di assumere in Maifredi uno zonagro all' altezza dei tempi nuovi. Rimasto a lungo senza fiato, mi compiacqui tuttavia di avere già intuito e scritto simili nefandezze. Quello che più mi addolorava era constatare come anche i grandi uomini siano piccini quando s' illudono di interpretare e manovrare il calcio a piacer loro. Poi entrai nel magnifico stadio che Torino aveva costruito nel ' 33 in soli sei mesi per ospitare prima i Campionati Mondiali Universitari e poi i primi Campionati Europei di atletica (' 34). Il sole era caldo e luminoso come a maggio. Con mio grande stupore, vidi e intuii subito che le magre di Coppitalia, campionato e Coppa Campioni non avevano detto nulla di nulla a Righetto Sacchi. Aveva bensì riconosciuto il tecnico che i suoi rossoneri erano stanchi e provati dallo stress dei troppi impegni, però se n' era bellamente dimenticato al calcio di avvio! Benché privo di Rijkaard, il Milan si era avventato in avanti. La difesa della Juve lo aveva accolto con alcune impressionanti ciccate. A Massaro era capitata fra i piedi una palla-gol dopo 2' senza cavarne più di un angolo. Dopo soli 5' la Juve segnava in contropiede il primo dei suoi 3 gol. Ho contato mezza dozzina di scambi: l' ultimo ha avuto luogo fra il magnifico Aleinikov di gran lunga il migliore in campo e Schillaci, che ha perentoriamente infilato Galli con un diagonale sinistro. Qui, pretendere da Sacchi che difendesse la sconfitta sarebbe stato troppo: Sacchi è intelligente e brioso (cocoricò in francese) ma difetta di senso tattico. Ha lasciato che il Milan tornasse sotto, sbilanciandosi ancor più di prima e la Juventus ha di nuovo segnato al 18' : lancio di Barros a De Agostini: cross da sinistra: arresto, dribbling e caduta di Schillaci, palla rotolante verso Galia, che tira: deviazione incompleta di Galli: palla che rotola verso il gol: scatto fulmineo di Barros e tocco in rete. Sempre il contropiede lasciato autolesionisticamente alla Juventus, che pare tutta di marziani. In difesa è ricca di valorosi brocchi, di ruderi, di ripieghi, però il Milan è troppo monotono per non esaltarli. E quando il cauto Van Basten irrompe in area, esce all' incontro Tacconi e sventa da campione il suo tiro-gol. Alla ripresa, la rotta dei milanisti si fa più mortificante. Qualcuno perde anche i freni inibitori e va a cercarsi insulti gratuiti. Sono annichiliti i difensori ad eccezione di Maldini; è nullo il centrocampo imperniato sull' asfittico Ancelotti. Massaro svolacchia e Van Basten incattivisce. La gente juventina decreta orejas y musica a Zoff, caldamente pregato di restare. Messo alle strette, l' ineffabile Avvocato cade dalle nuvole: Chi ha mai detto che mandiamo via Zoff (Maifredi ha firmato da tre mesi)? Deciderà alla fine il presidente Chiusano. Ora ci si aspetta che Sacchi venga fraternamente consigliato a considerare l' opportunità di onorare di più la difesa. Lui è uno che dal cosmico riesce solo a togliere una esse. E' da mo' che Baresi si è lagnato che non si cercasse qualche volta di non correre rischi pareggiando solo. Eccoci ora sconfitti per la quinta volta! El grande slam - in del gnabel ghe l' hemm. Dimenticarsi della difesa in Italia significa fare la fine che fu sempre degli olandesi fino all' ultimo europeo. Non basta un ordine né un modulo per cambiare la psicologia razziale di un popolo. Son cose vecchie, che ho perfino pudore di ripetere, Fidel. Salutami con affettuoso rispetto il Capitano. Ancor nulla è perduto, se non si continua beceramente a sbagliare regalando spazio agli avversari, quali che siano. Il Napoli privo di Careca non è andato oltre il golletto di Carnevale, che la difesa non ha poi saputo difendere: così non ha raggiunto il Milan in classifica. Bigon ha deplorato che i suoi abbiano perduto un punto e Mazzone gli ha rifatto il verso garantendo che il suo Lecce avrebbe meritato la vittoria. Qualche stupore in me per aver visto sor Carletto dare fuori da matto quando Pasculli ha segnato di astuzia l' 1-1. Il Trap ha concesso lunghe interviste per tornar a deplorare la neghittosa indolenza con cui i suoi prodi si sono abbandonati ai furori della Lazio, dimenticando che il Milan accusava patenti stanchezze e che battendolo nel derby sarebbero tornati tranquillamente in corsa. I suoi prodi avevano sentito con diverso stato d' animo le reprimende astute del signor Ernesto da Taliedo. Qualcuno si era apertamente ribellato, qualche altro aveva espresso con arroganza il desiderio di non venir sfrucoliato. Troppo ricchi sono, questi professionisti, per spaventarsi di così picciole cose! Poi si era fatto vivo il Verona e, pur concedendo una decina di palle-gol irrisorie, era riuscito a portar fuori un impagabile 0-0. Schopenhauer Bagnoli a nasone spiegato aveva espresso buffe ironie sulla fortuna, fatta coincidere con la parte che serve all' uomo per stare seduto. Domenica verrà celebrato il derby di Milano e l' Inter giocherà con rabbia: se Righetto Sacchi le lascerà le palle-gol del Verona, sarà un altro crudo scempio ai danni degli zonagri. La Samp è andata al Flaminio per giochicchiare con la Roma. Ha segnato Pelasgio Conti un gol memorabile, che l' ha indotto a inginocchiarsi per ringraziare Giove ottimo massimo. Poi è andato sotto il solo attaccante doriano che non abbia mai paura, il bergorusso doriano, e ha segnato l' 1-1 con una prodezza balistica da grande: un esterno collo destro indirizzato all' angolino alto a sinistra di Tancredi. Vujadin Boskov ha spropositato che la Samp è ancora in corsa per lo scudetto. Di quale anno? L' incompleta Lazio è stata travolta dall' Atalanta, nel cui attacco incomincia a far capire chi sia certo Caniggia, argentino di fantasia. Poiché Mondonico è impegnato con il Torino, il cui presidente gli ha garantito una squadra degna delle tradizioni, l' Atalanta verrà sollecitata dall' avvocato ad accollarsi il contratto di Maifredi: a gvatis o quasi, natuvalmente. I bergamaschi sono anche fortunati. Volpecina, terzino laterale fiorentino, ha mandato in gol Bruno Giordano, centravanti del Bologna: lo ha fatto con un oblioso passaggio indrio. Ho temuto che Giorgi ne avesse un coccolone. Macché: i pavesi sono forti. Se propi i voeuran anda' in B ch' i vagan. Non traduco per carità di patria. Chiudo con il Genoa imbattuto anche a Marassi, dove è più vulnerabile quando si fa illusioni. Pitin a pitin se salvemu, ho detto. Il prof. Scoeugiu ci lascia coperta perché non abbiamo a raffreddarci troppo i piedi. Saggio egli è. - di GIANNI BRERA