Tra Siccomario e Lomellina

Il giro che propongo questa volta si sviluppa seguendo gli argini di Po e Ticino nei comuni di Travac˛, Mezzana Corti, Zinasco e Villanova.
Si raccomanda l'utilizzo di mountain bike, in quanto parecchi tratti sono sterrati e spesso le strade arginali si trasformano in difficili pietraie.
Detto questo, Ŕ un bell'itinerario sempre vicino ai nostri fiumi pi¨ importanti, e la natura Ŕ imperante.
Anche i pochi tratti di strada asfaltata sono spesso scarsamente trafficate e poco conosciute.

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Il giro parte dal Ponte Vecchio a Pavia. Si prende la strada dell'argine all'altezza della Cooperativa Artigiani. Si superano le frazioni della Chiavica e della Frua. All'altezza della Battella, appena prima del curvone dove si trova la trattoria Barcela, si imbocca a sinistra la strada dell'argine del Siccomario. Questa strada, quasi totalmente sterrata, Ŕ molto piacevole da percorrere, in virt¨ della totale assenza di traffico.
Nelle foto in alto, la parte iniziale della strada e poi una specie di oasi umida, dove si possono vedere numerosi aironi.
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Qui in alto una veduta di Ticino, pi¨ o meno all'altezza della frazione Boschi. Eccoci alla Chiesa del Novello, dedicata all'Annunciazione; risale al 1600 ed Ŕ caratteristica per la sua posizione sulla golena del Po.
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Iscrizione a Mezzana Corti, in via Fermi:
Mezzana Corti comune di Gere Chiosso
Mandamento di San Martino Siccomario
Provincia di Lomellina
Strada P. da Voghera a Pavia
E viceversa
A Mezzana Corti Ŕ necessario immettersi sulla statale 35 dei Giovi per un brevissimo tratto, in direzione Pavia. Si prende a sinistra per Sommo. Qui, si percorre nuovamente la Strada arginale dei Ronchi fino a Sommo. In foto, costruzione del 1940 con le indicazioni delle piene del '51, '68, '94 e del 2000.
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Monumento all'asino, Sommo, in Strada Comunale della Luisiana. Fuori dal tempo e dalla storia, comune di Sommo.
"Votate il Fronte Democratico Popolare
Pace Lavoro LibertÓ"
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Dopo Sommo, si svolta a sinistra in direzione della Cascina Volpara. In foto: il Po dalle parti della Cascina Volpara. Risaie a perdita d'occhio, cascina Volpara. La strada dell'argine, in queswto tratto, Ŕ abbastanza complicato in quanto composta quasi esclusivamente da pietre.
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Si superano la cascina Margarina e la cascina Sacchi. Si sbuca all'altezza del ponte sul Terdoppio, tra Zinasco e Mezzana Rabattone. In foto: il Terdoppio a Zinasco Vecchio.
Zinasco, o meglio l'attuale Zinasco Vecchio, Ŕ noto fin dal XII secolo come Cinascum. Nell'ambito del dominio pavese fece parte della Lomellina, e precisamente della squadra (podesteria) di Sommo. Nel XV secolo compare anche Zinaschino o Zinaschetto, l'attuale Zinasco Nuovo. Dal punto di vista feudale segui' le sorti di Cava Manara e di molti dei comuni della squadra di Sommo, passando dagli Eustachi di Pavia agli Arborio di Gattinara e infine (1650) ai marchesi Olevano di Pavia. Con la Lomellina fu acquisito dai Savoia nel 1713, e per trent'anni rimase un luogo di confine (l'Oltrepo' Pavese con cui confinava restava infatti all'Austria). Sotto i Savoia fece parte della provincia di Lomellina.
A Zinasco, si svolta a destra sulla provinciale 193 in direzione Pavia, dopo 300 metri si svolta a sinistra in via Negri (direzione Stazione). In foto: altri campi ed altro riso. Stavolta tra Zinasco e Villanova d'Ardenghi.
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Si percorre tutta la via Negri e la via Stazione. Si incontrano la cascina San Damiano e la cascina Santo Spirito. Villanova d'Ardenghi Ŕ un comune di 687 abitanti della provincia di Pavia. Si trova nella Lomellina orientale, sul ciglio del terrazzo che domina la valle alluvionale del Ticino.
Villanova fu un possesso del monastero di Santa Maria Teodote di Pavia fin dal X secolo. Il nome di Villanova indica che fu fondata o rifondata, probabilmente in quel periodo, come insediamento agricolo. Poco dopo ne divennero signori gli Ardenghi, tanto che giÓ nel 1250 era detta Villanova de Ardenghis. Ebbe sempre un forte legame con la vicina Carbonara al Ticino, tanto che in qualche periodo la sua chiesa dipese dalla parrocchia di Carbonara, e anche i comuni furono forse uniti. Comunque feudalmente le sorti dei due paesi furono diverse: mentre infatti Carbonara fu legata al feudo di Gropello, Villanova appartenne dal XV al XVII secolo agli Eustachi di Pavia, feudatari di gran parte della Lomellina sudorientale (Cava Manara, Zinasco ecc.), e dal 1666 ai Peverelli di Milano. Nel 1713 pass˛, con tutta la Lomellina, sotto la sovranitÓ dei Savoia, appartenendo alla Provincia di Lomellina, e dal 1859 alla Provincia di Pavia. 
In foto: la cascina Colombara a Villanova.
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A Villanova si percorre tutta la via Roma, passando per cascina Caselle e cascina Limido. Da qui si sbuca sulla strada dell'argine del Ticino e si puo' tornare a Pavia. Ma non sulla strada dell'argine, bensi' sullo sterrato che, sulla sinistra, costeggia il fiume. In foto: il bivio che indica il sentiero.
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Il Fiume Azzurro. Altre indicazioni
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Il sentiero di Ticino. Spiagge frequentate, il caldo di questo agosto la fa da padrone.
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In acqua, canoe, motoscafi e soprattuto barcŔ, la tipica imbarcazione pavese. Altri barcŔ in acqua.
Il sentiero passa per le frazioni di Canarazzo, Casoni e Cantarana, si supera il nuovo Lido di Pavia, la tangenziale ovest e si sbuca direttamente al Vul vicino al Ponte Vecchio.