TARANTO-PAVIA 2-1


Taranto: Bremec, Cutrupi, Coly, Prosperi, Antonazzo (83' Rizzi), Giorgino, Pensalfini, Garufo, Chiaretti, Guazzo (57' Girardi), Rantier (67' Russo). A disposizione: Faraon, Sosa, Colombini, Sciaudone. Allenatore Dionigi.
Pavia: Facchin, Gheller, Romeo, Caidi, Meregalli, Carotti, Puccio, Falco (67' Verruschi), Meza Colli (63' Bufalino), D'Errico (54' Capogrosso), Rodriguez. In panchina: Meioni, Dall'Oglio, Sprocati, Veronese. Allenatore Domenicali.
Arbitro: Aversano di Treviso.
Marcatori: 24' aut. Antonazzo (T), 48' Chiaretti (T), 93' Russo (T).
Note: espulso Gheller (P) al 52' per doppia ammonizione. Ammoniti Prosperi (T), Puccio, Gheller e Facchin (P). Angoli 11-0. Recupero 0' e 5'. Spettatori 5mila.

 

TARANTO Manuele Domenicali non ci sta. Difficile metabolizzare la prima sconfitta in campionato del suo Pavia, soprattutto se la manovra è risultata soddisfacente: «Sono contento per la prestazione, ovviamente non del risultato – dice – abbiamo affrontato a viso aperto un avversari forte e organizzato come il Taranto, chiudendoci bene e ripartendo, anche affidandoci ai lanci lunghi per i nostri attaccanti. Un palo esterno di D'Errico avrebbe potuto legittimare il vantaggio. Nel primo tempo, abbiamo sofferto pochissimo. Nella ripresa, invece, l'immediato pareggio e l'espulsione ci hanno privato della possibilità di contrattaccare. Sotto il profilo difensivo, la squadra ha operato egregiamente, perché il Taranto non riusciva a trovare i varchi giusti, non ci sono state nitide occasioni». La macchia, però, è nel finale: «Il Taranto stava protestando per un presunto rigore, ma sul rinvio la palla aveva colpito in faccia Bufalino e così sull'esecuzione del calcio d'angolo la mia squadra era in nove. I direttori di gara dovrebbero essere più attenti a monitorare le situazioni su palla inattiva. Secondo me, c'era anche un fallo sul portiere non evidenziato: vorrei rivedere le immagini». Il Pavia ha agito in inferiorità numerica per quasi tutta la ripresa: «La prima ammonizione ci stava, sulla seconda mi pare che Gheller fosse saltato di testa insieme con Rantier. L'arbitro avrà visto meglio di me. Spiace per la perdita di una pedina esperta». Non è bocciata, però, l'evoluzione del Pavia: «La squadra deve crescere e imparare ad evitare le ingenuità – dice Domenicali – sSino all'espulsione di Gheller si era distinta con personalità».

PAVIA Che rabbia. E non solo, perché il Pavia ha anche da recriminare sull’azione decisiva della partita, al minuto 93’, quella del 2-1, e sui “blocchi” fatti dai giocatori del Taranto sui calci d’angolo per andare a disturbare le uscite di Davide Facchin. «Lo hanno fatto per tutta la gara – spiega il portiere – evidentemente era uno “schema” deciso in partenza: cose clamorose, che ho fatto notare subito all’arbitro. La sua risposta è stata che su un portiere grosso come me non ci può essere carica: evidentemente è una nuova regola introdotta in settimana e io non me ne sono accorto...». Tra l’altro il Taranto di calci d’angolo ne ha battuti ben undici in tutta la gara: «Riuscivo comunque a liberarmi, ma è chiaro che in quelle condizioni non arrivi pulito sul pallone. Poi sul gol del 2-1 probabilmente non ci sarei arrivato lo stesso, però il fallo c’era». Sul resto della gara, Facchin commenta: «Abbiamo fatto un’ottima fase difensiva, fino al 93’ e nonostante l’inferiorità numerica». Lorenzo Carotti spiega come la partita di Taranto fosse stata impostata in chiave abbastanza difensiva. «L’avevamo preparata bene – dice il capitano – puntando sulla difesa ma con rapide ripartenze sugli esterni. Abbiamo fatto una bella gara, purtroppo questa conclusione annulla tutto il buon lavoro fatto. Con il pareggio e subito dopo l’espulsione di Gheller è logico che la gara è cambiata, ma nonostante questo siamo riusciti a difenderci bene anche in dieci, senza correre grandi rischi». Come sempre, Carotti resta fiducioso sulle possibilità della squadra: «No, non siamo preoccupati proprio alla luce della prestazione, dobbiamo rimanere tranquilli. Consideriamo anche il fatto che affronteremo due trasferte difficilissime, contro due tra le squadre più forti del girone. Ora dobbiamo riprenderci e fare subito risultato domenica contro il Carpi». Nel primo tempo, dopo il vantaggio ottenuto grazie all’autorete di Antonazzo, il Pavia ha anche rischiato di andare sul 2-0: la conclusione di Andrea D’Errico si è infranta sul palo esterno. «Andare sul 2-0 a Taranto sarebbe stato un bel colpo – dice l’attaccante azzurro – peccato, la palla non è entrata. Comunque abbiamo fatto una grande gara e anche noi abbiamo avuto le nostre occasioni. Poi non era facile giocarsela con un uomo in meno: non ci voleva». Dopo il vantaggio nel primo tempo, all’inizio della ripresa il Pavia ha subito nel giro di pochi minuti prima il pareggio e quindi l’espulsione. Ma D’Errico non crede che ci sia stato un calo di attenzione. «No, loro sono partiti subito forte – dice l’attaccante, che dopo l’espulsione di Gheller è uscito per lasciare il posto a un difensore, Capogrosso – un rimpallo ha favorito Chiaretti, che ha segnato il pareggio. Poi c’è stata l’espulsione e le cose si sono complicate».

1^ Divisione: Taranto ancora nel segno di Chiaretti, Pavia sbaragliato

Il caldo estivo non ferma la marcia del Taranto, giunto alla terza vittoria consecutiva. Vittima di turno il Pavia, squadra ben messa in campo da mister Domenicali che, giunta in riva allo Jonio per non sfigurare, deve soccombere ad un Taranto che non conosce ostacoli. Mister Dionigi fa tirare il fiato a Sosa, Girardi, Rizzi e Sciaudone, schierando dal primo minuto Cutrupi, Garufo, Pensalfini e Guazzo. Il Pavia deve fare a meno di Marchi e Galassi. I rossoblu cominciano male, complice il caldo ma anche la buona concentrazione degli ospiti, che chiudono gli spazi e, con molta malizia, irretiscono i padroni di casa. Chissà se, non ci fosse stato l’autogol di Antonazzo, il Pavia avrebbe trovato la via del gol: certo è che Bremec non ha corso rischi. La strada in salita ha fatto si che gli uomini di Dionigi ritrovassero la forza e la determinazione per giocare con maggior convinzione, siglando due reti dopo aver prodotto molto gioco e molte occasioni. Domenica il Taranto è atteso dal Sorrento, già bloccato in casa dal Pavia e oggi fermato nuovamente sul pareggio dal Como.

Primo tempo: il verbo di Dionigi è turn over, ma nonostante cambi formazione, la qualità non cala. A calare, invece, è l’intensità del gioco, complice un caldo estivo che non accenna a diminuire. Le premesse del Pavia sono delle migliori: si cerca di non sfigurare e magari di ripetere l’impresa di pareggiare su un campo difficile dopo quello di Sorrento. Il Taranto sembra poter dominare sull’avversario, ma i giocatori rossoblu sembrano contratti e il Pavia fa buona guardia. Le azioni da rete latitano e man mano che i minuti passano le gambe dei giocatori cedono al caldo.
A dar vita alla gara ci pensa Antonazzo, che con un beffardo colpo di testa spiazza Bremec in uscita: il Pavia approfitta di tanta grazia per godersi il vantaggio. Il Taranto prova a dar vita ad una reazione, ma le idee latitano. La gara resta contratta, con il Taranto impalpabile e il Pavia in surplace.

Secondo tempo: Le due formazioni tornano in cambio con gli stessi giocatori che avevano terminato il primo tempo. Il Taranto accelera subito ed è Chiaretti, che raccoglie una palla dialogata tra Guazzo e Pensalfini e dal limite fulmina Facchin, riportando il risultato in pareggio. Ma i rossoblu non si accontentano e continuano a spingere. La pressione si fa sentire e Gheller, già ammonito, vede sventolare per lui il cartellino rosso per un fallo ai danni di Rantier. La superiorità numerica è l’ulteriore sprone per il Taranto. Il Pavia si chiude, cercando soltanto le folate offensive con Meza Colli, ma la retroguardia jonica è impenetrabile. Il Taranto oggi non ha le idee chiare, e, nonostante giochi molte palle, non punge come dovrebbe. La girandola delle sostituzioni chiama fuori Guazzo e Rantier per il Taranto, sostituiti da Girardi e Russo. Domenicali si copre, Capogrosso per D’Errico e Bufalino per Meza Colli. Al novantesimo il Taranto passa: undicesimo corner per i padroni di casa, la palla sorvola l’area piccola, dove Russo non fa altro che spingerla in rete da un metro, regalando i tre punti ai suoi. Inutile il tentativo d’assalto del Pavia: gambe e testa sono ormai out per il caldo. Il Taranto amministra e conclude addirittura in attacco. Triplice fischio finale e testa della classifica.

Marcatori: 24° Antonazzo (aut, P), 47° Chiaretti (T), 91° Russo (T)
Taranto: Bremec, Cutrupi, Coly, Prosperi, Antonazzo (83° Rizzi), Giorgino, Pensalfini, Garufo, Chiaretti, Guazzo (57° Girardi), Rantier (77° Russo) Allenatore: Dionigi. Non entrati: Faraon, Sosa, Colombini, Sciaudone.
Pavia: Facchin, Gheller, Caidi, Romeo, Meregalli, Carotti, Puccio, Falco (66° Verruschi), Meza Colli (63° Bufalino), D'Errico (55° Capogrosso), Rodriguez. Allenatore: Domenicali. Non entrati: Meioni, Dall'Oglio, Sprocati, Veronese.
Note: giornata calda, terreno in pessime condizioni. Spettatori 4787, incasso di 51612,20 euro. Ammoniti Prosperi (T), Puccio (P), espulso Gheller (P) per doppia ammonizione. Angoli 11-0. Recupero: 0' pt e 6' st