SPAL-PAVIA 0-0 (0-0)


Data: 21/12/2003 Ore:14.30 Stadio: Paolo Mazza (Ferrara)
Spal: Pierobon; Corallo, Aurellio (dal 35’ s.t. Scapini); Papa (dal 24’ s.t. Pirri), Di Sole, Marco Aurelio; Temelin, Sifonetti, Selva, Cerbone, Consonni. A disp.: Conti, Macchia, Fedeli, Magri, Ceravolo. All.: Discepoli.
Pavia: Bressan; Gheller, Gruttadauria; Ferraro (dal 41’ s.t. Todeschini), Crippa, Bandirali; Gambadori, Ambrosoni, Nordi, Inacio, Cardamone (dal 37’ s.t. Zanardo). A disp.: Reggiani, Vecchi, Rossini, Breviario, Barbieri. All.: Torresani.
Arbitro: Rodomonti di Teramo.
Note: pomeriggio freddo e grigio (dal 14’ della ripresa si è giocato alla luce dei riflettori), terreno semplicemente perfetto, spettatori 3.584 (2.767 paganti e 817 abbonati) per un incasso di 22.273,50 euro. In tribuna Renzo Castagnini, diesse del Vicenza, e l’ex spallino Saul Malatrasi. Ammoniti: Nordi (P), Crippa (P), Bandirali (P), Inacio (P). Espulso: Nordi (P) al 41’ p.t. per comportamento non regolamentare (pugno ad Aurellio, in azione di gioco). Calci d’angolo 10-1 per la Spal.

Bressan, l'asso del Pavia

la Provincia Pavese — 23 dicembre 2003   pagina 48   sezione: SPORT

 FERRARA. La nave degli azzurri resiste all’uragano Spal e approda al quarto risultato utile consecutivo, un pareggio ottenuto contro una delle squadre più in forma del momento. Gli estensi costringono il Pavia sulla difensiva fin dall’inizio e quando Nordi si fa espellere il risultato appare scontato, invece la squadra di Torresani serra le fila, rinuncia quasi del tutto alle ripartenze e vive un secondo tempo che ricorda quello dell’Italia contro l’Olanda agli Europei 2000. La difesa, guidata da un Crippa perfetto, trascorre un pomeriggio da fronte bellico e quando il nemico la buca ci pensa Bressan a chiudere i varchi facendo salire a 360 minuti l’imbattibilità della sua porta. In un finale che sembra il colpo di coda di una tempesta, il numero uno prima para un rigore poi salva il risultato con una deviazione di piede su conclusione ravvicinata di Cerbone in piena zona Cesarini. I padroni di casa avrebbero meritato la vittoria ai punti, ma il Pavia ha tenuto botta grazie a due doti che fino a qualche tempo fa sembrava non avere: il carattere e il cinismo. Al 41’ della ripresa ha avuto anche una palla gol, ma sfruttarla sarebbe stato un furto.  Cerbone gioca dietro le due punte e Torresani lo fa marcare da Ferraro, ma a differenza di Rimini questa volta la mossa non paga. Il fantasista della Spal porta a spasso il mastino azzurro creando spazi per gli inserimenti degli esterni, che Gheller e Cardamone non seguono né riescono a costringere sulla difensiva attaccandoli. Accerchiata, la difesa del Pavia risponde con l’arma del fuorigioco, ben orchestrato da un Crippa chirurgico negli interventi. All’11’ Ferraro sbaglia il rinvio: il pallone si impenna, Temelin corregge al volo in area ma spizzica e Bressan para. Al 20’ Cerbone si libera di Ferraro con uno stop a rientrare ma il suo sinistro sfiora il palo. A questo punto Torresani decide di passare alla difesa a quattro, rigorosamente a zona, e il Pavia trova l’equilibrio perché i padroni di casa non riescono più a dominare sulla fasce e la maggiore libertà di cui ora gode Cerbone produce solo un assist al 31’ per Temelin che però sparacchia altissimo dai 12 metri. Ora gli azzurri hanno anche meno bisogno di ricorrere al fallo per contenere gli estensi e cercano qualche sortita palla al piede, ma restano episodi isolati perché nella maggior parte dei casi il Pavia preferisce ricorrere al lancio lungo e improduttivo per le due punte. Al 40’ Nordi si fa ammonire per proteste e un minuto dopo viene espulso per aver alzato il braccio sul volto di Aurellio nel tentativo di difendere la palla. Al 42’ dopo Consonni mette le mani addosso a Cardamone, ma non viene nemmeno ammonito. Nella ripresa gli azzurri accorciano la distanza tra i reparti e approfittano di un calo di lucidità della Spal per reggere i primi 30 minuti senza quasi sussulti poi i padroni di casa producono il forcing finale. Al 32’ Sifonetti tenta la percussione centrale infilandosi tra Ferraro e Bandirali. Il centrocampista va a terra in area e per l’arbitro è rigore. Batte Selva alla sinistra di Bressan e segna, ma il signor Rodomonti fa ripetere perché i giocatori della Spal sono entrati in area troppo presto. Selva concede il bis e questa volta il portiere del Pavia ci arriva. Torresani inserisce Zanardo per Cardamone: l’esterno tampona e al 41’ arriva al cross basso da sinistra su cui Inacio ruba il tempo al difensore e al portiere, ma non inquadra la porta. In pieno recupero Bressan esce ad anticipare Temelin e respinge di piede su un tiro dai 10 metri di Cerbone che un attimo prima del triplice fischio manda fuori di un soffio con un colpo di testa. A questo punto più nulla può impedire l’approdo alla barca azzurra. - dall'inviato Claudio Malvicini

 

L'orgoglio di Torresani

la Provincia Pavese — 23 dicembre 2003   pagina 49   sezione: SPORT

 FERRARA. Marco Torresani fa di necessità virtù: la partita di Ferrara era stata preparata in chiave difensiva col chiaro intento di portare a casa almeno un punto e quando Nordi è stato espulso sul finire del primo tempo «non ci è rimasto che difenderci ad oltranza». Ma il tecnico degli azzurri sottolinea che «sia in undici contro undici sia con un uomo in più non mi pare che la Spal abbia avuto grandi occasioni a parte il rigore e l’occasione di Cerbone in pieno recupero».  Mister Torresani ha scelto di partire con Ferraro in marcatura fissa sull’avversario più pericoloso, Cerbone, ma la strategia è stata abbandonata abbastanza presto: «Dava scompensi e creava altri problemi in difesa e allora siamo tornati alla difesa a quattro in linea». Sull’espulsione di Nordi, Torresani non ha pensato a rimpiazzare il capitano con un uomo di peso in attacco, lasciando davanti Inacio che non ha brillato particolarmente: «Siamo rimasti con un 4-4-1 e, per fortuna, mi è rimasta in campo la punta di movimento». Sul fronte opposto, mister Gian Cesare Discepoli si prende a denti stretti il punto col Pavia: «E’ vero che questo è il nostro ottavo risultato utile consecutivo, ma speravo in qualcosa in più. Le occasioni non ci sono mancate, ma credo ne avremmo avute di più se il Pavia avesse provato a giocare non badando solo a difendersi». Ma la tattica difensivista ha fruttato un punto importante per gli azzurri: «Abbiamo giocato una grande partita difensiva, concedendo molto poco agli avversari - conferma Alessandro Gambadori -. Non dobbiamo dimenticare che la Spal viene da un ottimo momento e che fare punti qui non sarà facile per nessuno». L’analisi di Francesco Cardamone va oltre il risultato: «In partite di questo genere, quando sei costretto a difenderti, non sempre riesci a far punti. Siamo cresciuti molto da questo punto di vista se ripensiamo alla sconfitta di Cesena dove eravamo addirittura andati in vantaggio. Con la Spal abbiamo avuto anche un po’ di fortuna, ma c’abbiamo creduto fino in fondo anche con un uomo in meno. Anzi, in dieci abbiamo trovato maggior equilibrio rispetto alle battute iniziali». Cardamone, poi, guarda avanti: «Adesso godiamoci queste feste, poi ci prepareremo bene per la ripresa del campionato perché all’Epifania arriverà la Reggiana e sarà un vero scontro diretto». Sull’altare del prezioso punto conquistato si sacrifica tutto, poco importa se non è stata una partita da esteti e se, con o senza Nordi, il Pavia non è mai ripartito: «Fa niente, ripartiremo la prossima volta», scherza e chiude il team manager Aldo Riccardi. (f.ba)