SORRENTO-PAVIA-2-2
SORRENTO (4-2-3-1):
Rossi; Vanin, Terra, Nocentini, Bonomi (28' st Sabato); Camillucci (35' st Tognozzi),
Armellino ; Corsetti (23' st Galabinov), Carlini, Bondi; Ginestra.
A disp: Chiodini, Di Nunzio, Greco, Niang. All.: Sarri
PAVIA (4-2-3-1): Facchin; Gheller, Romeo, Fissore, Meregalli; Carotti ,
Puccio; Falco, Meza Colli (30' st Bufalino), DErrico (36' st
Verruschi); Rodriguez (40' st Veronese).
A disp: Cacchioli, Capogrosso, Caidi, Dall'Oglio. All.: Domenicali
ARBITRO: La Penna di Roma 1 (Bottegoni - Garito).
NOTE: Ammoniti: Gheller (P), Bonomi (S), Fissore (P), Corsetti (S),
Rodriguez (P). Angoli 10-4. Facchin ha parato un rigore a Ginestra al 6' st. Recuperi: 1'
pt, 6' st.
Pareggio prezioso del Pavia allo stadio Italia di Sorrento. Partita densa di occasioni e a
tratti spettacolare tra due squadra votate al gioco offensivo. I pavesi recuperano due
volte lo svantaggio grazie ad uno splendido Falco e a Facchin che para uno dei due rigori
tirati dal bomber Ciro Ginestra.
Prova di carattere quella del Pavia che dà morale e fiducia dopo il mezzo passo falso di
domenica scorsa contro la Reggiana di Mangone.
PAVIA Sono già i ragazzi terribili del Pavia, attaccanti che saltano luomo, costruiscono occasioni e segnano. Entrambi 19enni, nati a 41 giorni di distanza luno dallaltro, Filippo Falco e Andrea DErrico ricordano fisicamente Giaccherini, un altro esterno azzurro che ha fatto carriera, tanto da esordire ieri nella Juve. Sono loro le stelle di questo avvio stagionale del Pavia e ieri hanno permesso alla squadra di Domenicali di evitare la prima sconfitta in campionato. Già contro la Reggiana Falco aveva dimostrato di poter fare male con i suoi dribbling, tanto da spingere Sperotto a un inutile fallo e al conseguente secondo giallo. Ieri al 20 della ripresa il mancino Falco si è accentratoda destra, ha saltato luomo e ha battuto il portiere con un sinistro velenoso sul palo più lontano. E stato il suo primo primo gol in Lega Pro: «E stata una soddisfazione e spero che sia il primo gol di una lunga serie», spiega lattaccante arrivato dalla Primavera del Lecce e fortemente voluto dai dirigenti di via Alzaia. «Abbiamo giocato bene perché la squadra era corta e compatta, e ripartiva in velocità dice Falco, nato l11 febbraio 1992 . Nel primo tempo le occasioni migliori le abbiamo avute noi, con Rodriguez, poi abbiamo rischiato di finire in svantaggio di due gol per due rigori inesistenti, ma ci siamo ripresi e sul 2-2 potevamo ancora segnare». Anche il Sorrento poteva vincere nel finale. «Giocavano in casa, cera da aspettarsi che attaccassero continua lesterno destro degli azzurri . Noi però abbiamo dimostrato di voler fare la partita sempre e contro tutti, sono convinto che possiamo fare un grande campionato». Al settimo cielo anche Andrea DErrico, al quinto gol tra Coppa Italia e campionato (una rete in Prima divisione anche nella scorsa stagione): «In svantaggio non ho mai smesso di pensare che avremmo segnare, perché eravamo brillanti e affamati spiega lesterno sinistro del Pavia, nato il primo gennaio 1992 . La parata di Facchin sul secondo rigore ci ha dato la carica». Prima del 2-2 DErrico aveva avuto già unoccasione per segnare: «Ho saltato un avversario e in area ho cercato un compagno invece di tirare, ma lazione è sfumata ricorda . In quelle condizioni bisogna tirare, ma poco dopo mi sono rifatto». Con unazione simile a quella del suo gemello del gol: ingresso in area dalla fascia e diagonale sul palo più lontano. «A questo punto spiega spero di fare ancora tanti gol e salvare così il Pavia». Lo stesso obiettivo di Falco, con cui si trova a meraviglia: «Siamo affiatati e ci cerchiamo anche se giochiamo ai lati opposti del campo spiega lattaccante cresciuto nelle giovanili del Pavia e lanciato nella scorsa stagione da Benny Carbone . Sono contento ma mi resta un po di rammarico perché penso che se avessimo vinto non avremmo rubato nulla». A dimostrazione che i gemelli del gol hanno ancora fame.(cla.mal)
SORRENTO In pochi avrebbero detto che il Pavia sarebbe ripartito da Sorrento con il rammarico di non aver strappato tre punti, invece è successo. Lele Domenicali ha la soddisfazione per un punto prezioso e meritato stampata sul volto: «Abbiamo giocato una grande partita - esordisce il tecnico in sala stampa -. In settimana ci eravamo preparati per giocare una gara d'attacco, anche perché sarebbe stato un suicidio venire a Sorrento, in casa di una squadra attrezzata per il salto di categoria, con l'unico obiettivo di non prenderle. Alla fine ci è andata bene e il risultato è giusto». Una squadra giovane al cospetto di un'altra che presenta nell'undici tanti giocatori navigati. Ma qual è il segreto di Domenicali: «Non c'è nessun segreto confida il trainer del Pavia . La politica societaria è quella di puntare sulla linea verde. Inizialmente abbiamo pagato un po' l'inesperienza, poi siamo cresciuti». Parlando di giovani, non si può non citare Falco, che a soli 19 anni ha dimostrato anche a Sorrento di essere un elemento imprescindibile per gli schemi del Pavia: «Filippo è stato strepitoso - ammette Domenicali - ma non è stato l'unico a disputare una gran partita. Tutti quelli che sono scesi in campo hanno dato il massimo». Una nota di merito non può che essere riservata anche a Facchin, che con le sue parate ha salvato in più di un'occasione il risultato: «Sono felice della sua prestazione. E' stato decisivo in più di un'occasione, soprattutto sul rigore parato a Ginestra».
PAVIA Parliamoci chiaro, se Davide
Facchin non avesse parato il secondo rigore a inizio ripresa, il Pavia avrebbe rischiato
il tracollo. «Sul 2-0 sarebbe stata dura dice il portiere degli azzurri
invece è andata bene». Sì ma non è stato un caso. «Ho pensato che Ginestra aveva
tirato a destra il rigore contro il Monza e il primo contro di me laveva piazzato a
sinistra racconta Facchin per cui lintuito mi ha suggerito che il
secondo lavrebbe tirato a destra e mi sono buttato da quella parte». Il portiere
del Pavia ha respinto il rasoterra, poi Ginestra ha provato il tap in, ma Facchin è
riuscito a chiudergli lo specchio e gli azzurri hanno tirato un sospiro di sollievo.
«Sarebbe stato un 2-0 immeritato continua il numero uno del Pavia perché
la nostra squadra era viva e in partita più di loro». Lanno scorso in trasferta il
Pavia aveva sofferto molto più che in casa, tanto da vincere una sola volta lontano dal
Fortunati, contro il Pergocrema (1-2), e raccogliere appena nove punti in 17 gare. «E
presto per fare bilanci spiega Facchin ma di certo siamo una squadra di
carattere, che non punta soltanto a difendersi e che per questo può vincere o perdere
contro chiunque». A Sorrento il pronostico era sfavorevole al Pavia. «Una piazza del Sud
è calda e si sente chiude il portiere ma è bello giocare con così tanta
gente sugli spalti». Tanti tifosi a cui Facchin ha dato la prima delusione, altre due le
hanno aggiunte Falco e DErrico.(cla.mal)
FONTE METROPOLIS QUOTIDIANO Sudato,
amareggiato. In sala stampa fuma sigarette una dietro laltra, quasi fossero delle
caramelle. Vogliono che qualcuno muoia in campo prima di capire che è assurdo
giocare alle 15?. Non ha peli sulla lingua, Maurizio Sarri. E mai ne avrà. Dice le
cose che pensa, perché onesto, limpido, senza freni. Non ce lha solo con la
malasorte, che quando il Sorrento incrocia il Pavia diventa allimprovviso una fedele
compagna di viaggio. Figuriamoci se poi lesordio del campo Italia si consuma in un
pomeriggio torrido di inizio settembre, il mese per eccellenza della città di Sorrento
ancora invasa di vacanzieri e turisti.
La scelta degli orari è inadeguata spiega lallenatore del Sorrento -.
Andare in campo alle 15, di questi tempi, è un attentato alla salute dei giocatori. Se si
aspetta la morte di qualche ragazzo per poi prendere provvedimenti lo dicano chiaramente.
Ormai mi sembra incredibile che si sia arrivati a questo punto. Vorrei parlare con chi ha
stabilito questi orari
Quali sono le necessità per cui bisogna giocare alle 15? Non
credo ci siano esigenze televisive. Sarri è un fiume in piena: Lo ripeto
chiarisce il tecnico -. Siamo dinanzi ad un attentato alla salute dei calciatori. A
settembre è prevedibile che ci sia caldo. Se poi si gioca su una superficie in erba
artificiale come il nostro è ancora peggio. Credo che la temperatura, in campo, sia
arrivata addirittura a 50 gradi.
Dopo lo sfogo parte lanalisi di una partita che, per come si era messa, poteva
sicuramente dire meglio. Non ci è andata bene dice Sarri -. A tratti abbiamo
sofferto il Pavia ma abbiamo sbagliato un rigore, preso un palo e nel finale il portiere
ha fatto due miracoli su Carlini. Senza dimenticare che larbitro non ha espulso
Gheller, che ha commesso il fallo del penalty dell1-0 ed era già ammonito.
Comunque, accettiamo il pari. Sapevamo che non sarebbe stata facile ed il Pavia ci ha
saputo mettere in difficoltà: non so se fra due mesi sarà la stessa squadra brillante
vista qui, vedremo. Bravi a riportare la partita dalla nostra parte dopo il rigore
fallito, ma quando vinci 2-1 ad un quarto dora dalla fine
bisogna vincerla.
Sì, serviva più attenzione.
Un pari che dà adito ai rimpianti, ma Sarri invita a rimanere sereni perché
evidenzia lallenatore abbiamo comunque fatto 4 punti in 2 partite. Un pizzico
di rammarico resta anche per la sfortuna di non aver potuto inserire Tognozzi al posto di
Ginestra prima del gol del 2-2. Avremmo giocato con tre mediani davanti alla difesa.
Purtroppo la palla non è mai uscita e DErrico ha fatto gol. E domenica si va
a Como. Trasferta difficile come tutte quelle che ci sono in questo campionato.
Andremo lì conclude Sarri per fare risultato.