SAMBONIFACESE-PAVIA-2-1

SAMBONIFACESE (4-3-1-2): 1 Milan; 2 Castellan (36’ st 13 Barbetti), 5 Dal Degan, 6 Orfei, 3 Fiorotto; 7 Staiti, 4 Tecchio, 8 Creati; 10 Schettino (28’ st 14 Porcino); 9 Graziani, 11 Dimas (31’ st 15 Tisci). A disposizione: 12 Fantin, 16 Sarzi, 17 Tartabini, 18 Brighenti. All. Viviani.  
PAVIA (4-4-2): 1 Mandrelli; 2 Ricci (23’ st 18 De Vincenziis), 6 Fogacci, 5 Acerbi, 3 Visconti (41’ st 17 Camilluzzi); 7 Ferrini, 4 Thomas, 8 Mazzocco (31’ st 15 D’Amico), 11 Boldrini; 9 Pavoletti, 10 Carbone. A disposizione: 12 Facchin, 13 Daffara, 14 Bonacina, 16 Stefanini. All. Mangone.
ARBITRO : Terzo di Palermo, assistenti Dal Cin di Conegliano Veneto e Mondin di Treviso.
RETI : pt 39’ pt Dimas; st 1’ Carbone, 10’ Graziani. NOTE : recupero 0’+ 3’. Calci d’angolo 6-4 Pavia. Ammoniti 11’ st Mandrelli (proteste), 16’ st Tecchio (gioco falloso). Spettatori 200 circa.

Prosegue il mal di trasferta degli azzurri dopo la pausa di campionato. Un'altra sconfitta senza tanti attenuanti, maturata al termine di una gara che il Pavia ha giocato al piccolo trotto. Buon possesso palla ma manovra molto sterile, con il portiere locale Milan praticamente inoperoso.
Eppure oggi non vi erano scusanti: un buon terreno di gioco, la squadra titolare al completo, una Sambonifacese in difficoltà. Non è bastato nulla di tutto ciò ad un Pavia che è mancato in termini di grinta, determinazione, corsa. Tutte cose senza le quali sarà dura raggiungere i play-off. Posto che Ferretti ce lo dobbiamo dmenticare e pensare a giocare senza di lui, al Tizian di S.Bonifacio non si è visto un gioco, una verticalizzazione, una sovrapposizione sulle fasce laterali. L'unica volta in cui ciò si è verificato (scambio Ferrini-Ricci sulla destra), gli azzurri hanno trovato il gol del pari, grazie anche ad un errore di Orfei che ha respinto corto sui piedi di Carbone.
Poi possiamo certo appigliarci ad un arbitraggio che in più occasioni ha lasciato a desiderare. Senza dimenticare che il gol su punizione di Dimas è stato generato da una posizione irregolare dello stesso 11 rossoblù segnalato dal guardialinee e sulla quale l'arbitro ha fatto cenno di proseguire.
Tuttavia, si possono chiedere le attenuanti quando la propria squadra ha fatto il possibile per vincere, cosa che oggi non è avvenuta.
Come al solito, non è la giornata storta di un paio di giocatori, ma la prestazione corale ad essere mancata. Possiamo parlare di Pavoletti inconcludente, di Boldrini fumoso, di Ferrini poco propositivo, ma così facendo eviteremmo di analizzare il vero problema: un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. Non basta svolgere il proprio compitino, seppur discretamente. Occorre che dei giocatori acquistati per vincere diano qualcosa in più, si assumano, quindi, maggiore responsabilità e trascinino, se occorre, i propri compagni.
Non è solo Mangone ad avere certe colpe, che pur ci sono. E' la squadra che deve mantenere la stessa tensione e la stessa "fame" vista contro la Valenzana, quando c'era da vendicare l'umiliazione subìta a Trento col Mezzocorona.
Noi tifosi attendiamo fiduciosi.

 

Il Pavia resuscita anche la Sambo

la Provincia Pavese — 15 febbraio 2010   pagina 22   sezione: SPORT

 SAN BONIFACIO (Vr). Ci risiamo. Dopo Legnano e Canavese, il Pavia resuscita anche la Sambonifacese, che in casa nelle ultime cinque gare aveva rimediato altrettante sconfitte. Un incredibile record negativo che i rossoblù di Viviani sono riusciti a spezzare con la complicità degli azzurri, tornati a mostrare lontano dal Fortunati antichi vizi. E dire che il Pavia a inizio ripresa era anche riuscito a recuperare lo svantaggio, dando segni di vitalità. Ma dopo il secondo gol - frutto di una leggerezza difensiva - non c’è stata, come accaduto altre volte in passato, una sufficiente capacità di reazione.  Nel primo tempo, solo un lampo potrebbe illuminare una gara veramente povera di emozioni e anche di gioco. Ed è quello che avviene al 39’, quando Dimas su punizione da venticinque metri infila la palla sotto la traversa. Un po’ quello che era successo, a parti invertite, nella gara d’andata, quando un’invenzione di Carbone aveva sbloccato una partita pure allora molto equilibrata, ma almeno più vivace di quella che si è vista ieri nel primo tempo di San Bonifacio.  Nel primo quarto d’ora le uniche azioni offensive, per così dire, vengono da una buona iniziativa di Staiti, che imbecca a sinistra Fiorotto (Acerbi sbroglia) e al 15’ quando un tiro cross di Castellan crea qualche apprensione alla difesa azzurra. Al 26’ il primo tiro in porta, di Graziani, una mezza rovesciata che però non impensierisce Mandrelli.  Poco dopo la mezzora Pavoletti per poco non la combina grossa nella sua area di rigore: non arriva su un innocuo cross dalla destra, e meno male, perché il tocco probabilmente non avrebbe lasciato scampo a Mandrelli. Il Pavia riesce solo a fare collezione di angoli, ben sei, ma l’unica conclusione è quella di Mazzocco, al volo ma altissima. All’improvviso, quando tutto lascia pensare che si andrà al riposo sullo 0-0, la prodezza di Dimas su una punizione innescata da un retropassaggio di Thomas. Il brasiliano, appena tornato a San Bonifacio dopo la negativa esperienza in Prima Divisione con il Monza, calcia forte e preciso, dove Mandrelli non arriva.  Il secondo tempo inizia però con una marcia diversa, soprattutto per il Pavia. Che dopo 50” agguanta il pareggio con Carbone: il rinvio di testa di Orfei è sbilenco, Benny è in agguato e al volo insacca con la “bicicletta” che già l’anno scorso gli aveva permesso di fare l’1-1 con l’Alessandria.  Gli azzurri hanno un piglio decisamente diverso e prima con Carbone, poi con Ferrini vanno alla conclusione, in entrambi i casi pericolosa. Ma l’illusione dura poco. Su Staiti all’8’ rimedia inn extremis Visconti, ma due minuti dopo il terzino si lascia sfuggire l’esterno della Sambo, che mette dentro: per Graziani è uno scherzo appoggiare in gol quasi sulla linea di porta.  C’è ancora Sambo al 26’ (testa di Castellan di poco alta), mentre il Pavia sembra girare a vuoto e non riesce mai ad arrivare pericolosamente dalle parti di Milan (che concluderà la partita senza aver fatto nemmeno una parata). Nemmeno gli ingressi di De Vincenziis, D’Amico e Camilluzzi, all’esordio nel finale, riescono a invertire la rotta di una partita che si avvia a un epilogo identico a quello di altre gare esterne. L’unico tentativo è di Boldrini, il suo destro al 38’ è di poco largo, mentre nel finale anche Acebi si butta generosamente in avanti.  La Sambonifacese può festeggiare il ritorno alla vittoria in casa dopo quattro mesi, con un successo firmato proprio dalla nuova coppia d’attacco Graziani-Dimas (e il bomber dei veneti, l’ex Pietribiasi, nemmeno è andato in panchina perché infortunato). Il Pavia invece fa ancora un passo indietro, perde una buona occasione per guadagnare punti preziosi per i playoff. E domenica prossima gli azzurri - di fronte ai Crociati di Marco Torresani, a La Cagnina e Pietranera - proveranno ancora a far fruttrare il fattore Fortunati per cercare di ripartire. Ma è evidente che le gare casalinghe sono un jolly che da solo non potrà garantire i playoff. - dal nostro inviato Luca Simeone

 

Benny: «Regalato il 2-1»

la Provincia Pavese — 15 febbraio 2010   pagina 23   sezione: SPORT

SAN BONIFACIO (Vr). Nel dopopartita facile prevedere poca voglia di parlare e a rendere più difficile il tutto l’inacessibilità dell’area spogliatoi dell’impianto veronese. E’ Benny Carbone quindi l’unico azzurro a presentarsi in sala stampa. «Probabilmente venendo da un momento positivo la sosta non ci ha giovato - è il primo commento del capitano azzurro - la Sambonifacese è stata brava a capitalizzare praticamente due tiri in porta. Soprattutto nel secondo caso siamo stati dei polli regalando l’azione del gol ai nostri avversari».  Il Pavia ha invece protestato sull’azione che ha fruttato nel primo tempo la punizione trasformata poi dalla prodezza di Dimas. «Il guardalinee aveva alzato la bandierina per un fuorigioco, ma l’arbitro ha fatto proseguire - spiega Carbone - ma quello che mi ha più dato fastidio è che Dimas in quell’occasione a terra praticamente rendeva ingiocabile la palla e non era un’azione certo regolare. Ma l’arbitro ha visto solo il nostro fallo».  Il miglior momento del Pavia nei primi dieci minuti della ripresa: «E’ vero, perché dopo aver trovato subito il gol del pareggio abbiamo ancora spinto decisamente fino al momento del 2-1 di Graziani, che ripeto è stata una nostra ingenuità - commenta il capitano del Pavia - tornata in vantaggio la Sambonifacese ha potuto attuare il suo gioco, quello di ripartenze che le hanno dato la possibilità di colpirci e metterci in difficoltà perché ci trovava sbilanciati alla ricerca del pareggio». Pavia che paga più la sosta o il solito mal di trasferta? Domanda diretta a cui Benny non si sottrae: «Certamente nel primo tempo abbiamo spinto senza concludere, ma i sei angoli a zero dimostravano la nostra maggior pressione - ricorda Carbone - è vero non siamo stati brillanti come a Vercelli ma senza quell’incertezza sul secondo gol non avremmo perso. Ora dobbiamo solo ripartire a far punti da domenica pensando che oggi è andata male e per fortuna abbiamo limitato i danni rimanendo a tre punti dallo Spezia in una classifica che si è accorciata ancora di più».  Raggiungiamo poi Amedeo Mangone, la cui disamina è in linea con quella del capitano azzurro: «Rispetto ad altre prestazioni negative e sconfitte in trasferta, a San Bonifacio credo che alla fine siano stati solo gli episodi a fare la differenza se stiamo ad esaminare la gara dal primo all’ultimo minuto - dichiara il tecnico del Pavia - il primo gol è stato un calcio di punizione contestato, su cui poi Dimas è stato bravo. Dopo l’ottima reazione in avvio di secondo tempo con il gol del pareggio abbiamo cercato di fare la gara, ma il 2-1 è stato frutto di una nostra disattenzione, siamo saliti lasciandoci infilare. A quel punto il rischio di subire in contropiede del 3-1 ci stava, perché per caratteristiche la Sambonifacese è brava a chiudersi e ripartire. Ma noi ci abbiamo provato».  Guardando la classifica dopo i risultati di ieri c’è più di un rimpianto? «Per fortuna siamo rimasti nel gruppo di testa senza perdere molto e a tre punti dallo Spezia - ammette Mangone - ma quello che ci manca è la continuità di rendimento. Perché non siamo riusciti anche questa volta ad allungare una striscia di risultati utili che si è fermata a quattro. E su questo dobbiamo lavorare per fare la differenza da qui in avanti». Una vittoria che rilancia la Sambonifacese, che non vinceva in casa praticamente da quattro mesi e il suo tecnico Fabio Viviani è contento. Gli si fa notare che a segno sono andati Graziani e Dimas, due dei nuovi arrivati di una campagna acquisti di gennaio che rilancia la Sambonifacese. «Due giocatori che ci possono dare di più non solo individualmente ma nel gioco di squadra - ammette mister Viviani - Graziani rispetto al debutto di due settimane fa ha dimostrato di essere sulla via giusta per recuperare la sua migliore condizione. Anche Dimas è cercato molto dai compagni che trovano in lui un giocatore di qualità e tutto diventa più facile».  E sul Pavia ci sono complimenti: «Sembra retorica ma ho visto una squadra con miglior organizzazione di gioco rispetto all’andata e l’ho detto a Mangone - dichiara il tecnico della Sambonifacese - onestamente quella di oggi è stata una partita equilibrata con poche occasioni per entrambe le squadre per un’ora. Poi dopo il nostro 2-1 le cose sono cambiate. Siamo una formazione che nel gioco di rimessa sfrutta le sue qualità e lo abbiamo fatto anche oggi, pur dovendo fare a meno di un elemento come Pietribiasi. E con il Pavia tutto sbilanciato in avanti alla ricerca del pareggio abbiamo trovato gli spazi e le occasioni che ci potevano dare anche il 3-1». - Enrico Venni

 

Un risultato determinato da errori difensivi e prodezze individuali

la Provincia Pavese — 15 febbraio 2010   pagina 23   sezione: SPORT

 SAN BONIFACIO. Era la prima volta che la Sambonifacese schierava la coppia d’attacco Graziani-Dimas, entrambi arrivati con il mercato di gennaio (Dimas però era alla Sambo già l’anno scorso). E l’inedito duo, pur mostrando che l’intesa deve ancora venire, si è rivelato comunque decisivo.  Graziani, figlio di Ciccio, giocò tra l’altro con la maglia del Mantova la finale playoff di C1 contro il Pavia nel 2004-2005. Il Pavia scende in campo col solito 4-4-2, con Mangone che però inverte più volte gli esterni Boldrini e Ferrini. La Sambonifacese invece propone il rombo a centrocampo, con Schettino preferito a Tisci dietro le due punte.  Ma più che l’assetto tattico delle due squadre, in una gara ben poco spettacolare, fanno le poche giocate individuali (Dimas e Carbone) e le incertezze difensive: quella di Orfei sul pari di Carbone, l’altra di Visconti sul vivace Staiti in occasione del 2-1 della Sambo. (l.si.)

 

Senza Titolo

la Provincia Pavese — 15 febbraio 2010   pagina 23   sezione: SPORT

   LE PAGELLE Acerbi anche in attacco   Mandrelli 6. Sulla prodezza di Dimas è difficile trovargli responsabilità. Poi per la verità non è chiamato a grandi interventi. Si fa inutilmente ammonire per proteste dopo il 2-1 della Sambonifacese.   Ricci 6. Sicuro sulla destra. Solo una volta si fa sfuggire Dimas, per il resto fa ottima guardia. Esce solo perché Mangone cerca di dare più spinta offensiva.  dal 23’ st De Vincenziis 5.5. Appena entrato è protagonista di un’ottima azione. Poi però perde progressivamente brio e non riesce a incidere sulla gara.   Fogacci 6. Due gol presi, ma in realtà la difesa azzurra concede poco alla Sambo e lui chiude a tamponare i rari buchi che si aprono, anche se non sempre con precisione.   Acerbi 7. Ottimo in marcatura, dove non perde un colpo. Si getta avanti nella parte finale, dove a tratti agisce come quarto attaccante, risultando tutto sommato tra i più pericolosi del Pavia.   Visconti 5. Benino nel primo tempo, poi nella ripresa si perde Staiti nell’azione che propizia il vantaggio decisivo della Sambo. E nel finale regala una palla ai veronesi, che per fortuna non ne approfittano.  dal 41’ st Camilluzzi sv.  Ferrini 6. Gara senza infamia e senza lode. Un elemento delle sue qualità può dare sicuramente di più. Bella la sua conclusione a inizio ripresa, male invece sull’ottima apertura di De Vincenziis che avrebbe meritato miglior sorte.   Thomas 5.5 . Pare in calo sia sotto il profilo delle geometrie che su quello della grinta.   Mazzocco 5.5 . Ci si aspetta che illumini il gioco, lui si limita all’ordinaria amministrazione. Ma in una partita del genere non basta. dal 31’ st D’Amico sv.  Boldrini 5.5. L’impegno non manca, ma l’acuto non arriva nemmeno stavolta.   Pavoletti 5. Gli arrivano pochissimi palloni giocabili, ma lui non fa molto per procurarsi occasioni per far male in attacco.   Carbone 7. Il Pavia non riesce a capitalizzare il suo gol. Un altra bella rete, quella del temporaneo 1-1, che lo porta a quota 9 nella classifica marcatori.  Sambonifacese: Milan sv; Castellan 6 (Barbetti sv), Dal Degan 6.5, Orfei 6, Fiorotto 6; Staiti 7, Tecchio 6, Creati 6; Schettino 6 (Porcino sv); Graziani 6.5, Dimas 7 (Tisci sv). (l.si.)

 

Ci vorrebbe un Pavia in formato Varese

la Provincia Pavese — 17 febbraio 2010   pagina 51   sezione: SPORT

  PAVIA. Lo Spezia, capolista del girone A di Seconda Divisione, con tre lunghezze di vantaggio sul Pavia, sarebbe secondo nel girone B e addirittura quarto nel C. Queste dice il confronto fra le classifiche dei tre raggruppamenti di categoria, anche se - in termini assoluti - non si può paragonare il risultato tra realtà ben diverse agonisticamente e tecnicamente. Ma d’altro canto si può dire che il girone degli azzurri è di gran lunga il più equilibrato.  La Lucchese, nobile decaduta toscana, guida con 49 punti il girone B con 9 lunghezze di vantaggio sul Fano, una vera e propria fuga verso il traguardo finale. Nel girone C il Catanzaro ha oggi 51 punti, ma sul campo ne ha conquistati 54, tre sono quelli tolti per penalizzazione dalla Disciplinare per inadempienze del club calabrese. Il raggruppamento meridionale vede un duello per il primo posto tra il Catanzaro e la Juve Stabia che segue a -3. Situazioni ben diverse da quelle che si possono vedere invece nel girone A dove sette squadre non solo sono in lotta per i play-off, ma possono tutte addirittura aspirare al primato perché racchiuse dopo 23 giornate in soli 4 punti. Si può discutere se questo livellamento sia spiegabile per la maggior competitività delle squadre, oppure per un livellamento verso il basso, ma la verità è che un anno fa di questi tempi la situazione non era molto differente. Il Pavia dopo 23 giornate era ottavo a 33 punti, quest’anno ne ha ottenuti finora 4 in più, ma per quanto riguardava la zona play-off i giochi erano apertissimi anche allora. Il Varese di mister Beppe Sannino era capolista, aveva concretizzato la sua lunga rincorsa scavalcando tutte le avversarie. I biancorossi con 42 punti avevano a undici turni dal termine solo tre lunghezze di vantaggio su un quartetto di squadre composto da Olbia, Sambonifacese, Alessandria e Rodengo. Il Como che a fine stagione regolare concluse al terzo posto, era a quota 38, a 4 punti dal Varese.  Sei squadre in quattro punti, contro le sette di oggi. I numeri dicono questo e il campionato rimane apertissimo anche se tutti sono in attesa di uno strappo che qualche settimana fa sembrava potesse operare la capolista Spezia. Gli aquilotti avevano infilato 11 risultati utili consecutivi: 8 vittorie e 3 pareggi che li avevano portati a recuperare il terreno perduto nel girone d’andata e a conquistare la vetta. La corsa dello Spezia si è però fermata domenica scorsa a Vercelli. Laa continuità di rendimento alla lunga può fare la differenza, ma il Pavia non è mai riuscito ad averla. La striscia positiva più lunga degli azzurri è stata di quattro risultati utili. Carbone e compagni ci sono riusciti in avvio di campionato (due vittorie interne e due pareggi esterni), poi lo stop di Salò. Filotto di quattro risultati utili anche nel finale d’andata, con tre pareggi (esterni a Rodengo e Bolzano) e un successo casalingo col Carpenedolo. Serve qualcosa di più sulla distanza, e non solo migliorare il rendimento fuori casa in previsione di un finale di stagione dove saranno 6 su 11 le trasferte che attendono gli azzurri.  Facendo un passo indietro e considerando la classifica finale dello scorso campionato e quella aggiornata alla 23ª giornata, è vero che l’equilibrio sembra simile a quello attuale, ma le squadre che poi hanno duellato fino agli ultimi 90’ minuti, Varese e Alessandria, hanno chiuso in volata, alzando molto il ritmo, rispettivamente con 20 e 22 punti nelle ultime 11 gare. - Enrico Venni