Qui si fa credito
di Marco Liguori
> 28/9/2006
Giovedì 28 settembre 2006
«Il Collegio sindacale aveva richiesto agli amministratori, che ne avevano assunto
formale impegno, di pervenire quanto prima ad una più efficace ed efficiente struttura
organizzativa e dellassetto amministrativo-contabile della società». Questa ammonizione
è stata data dal collegio sindacale al consiglio di amministrazione della Gea World, nel
corso della riunione del 12 novembre 2004. I tre sindaci, nella loro relazione allegata al
bilancio al 31 dicembre 2005, riportano però che lefficienza aziendale non è stata
raggiunta neppure nel corso dellultimo esercizio, precedente alla messa in
liquidazione (come anticipato da La Padania il 29 luglio) avvenuta dal 1° agosto scorso.
«Ad oggi deve constatarsi che proseguono i tre professionisti nonostante lo
sforzo profuso dalla direzione aziendale e volto al miglioramento delloperatività,
le procedure interne dellarea amministrativa non si mostrano del tutto adeguate alle
esigenze poste dallaccresciuta attività aziendale e necessitano pertanto di
ulteriori miglioramenti».
Fatta questa premessa, i sindaci hanno svolto un importante rilievo sulla gestione
societaria, riguardante i cospicui «crediti nei confronti di calciatori e società
calcistiche» vantati dalla Gea. Alla fine dello scorso anno questa voce (registrata come
crediti verso clienti) ammontava a 3,87 milioni di euro, tutti esigibili entro lesercizio
successivo, in crescita del 21,6% rispetto ai 3,17 milioni del 2004 e pari a poco più
della metà dei ricavi della società nel 2005 (6,6 milioni). Riguardo alla consistente
cifra da riscuotere alla fine del 2005, il collegio sindacale ha evidenziato che si doveva
considerare «la difficile situazione economico-finanziaria che caratterizza lintero
settore del calcio professionistico ed il significativo rallentamento dellattività
aziendale a seguito delle note vicende giudiziarie». Ma i tre sceriffi
societari hanno lanciato anche un preciso monito: «Ove la società nel breve termine non
riuscisse ad incassare una congrua parte dei crediti verso clienti non sarà in grado di
fronteggiare con fondi propri le uscite programmate». I sindaci sottolinearono che nel
caso in cui non fossero stati recuperati i crediti «per garantire la continuità
aziendale, dovrà farsi ricorso allindebitamento bancario e/o allapporto degli
azionisti, poiché il problematico incasso dei crediti potrebbe generare difficoltà nel
puntuale adempimento dei debiti verso fornitori e tributari». I nomi dei debitori della
Gea non sono noti: in tutti i bilanci dal 2001 sino al 2005 non sono menzionati nomi di
calciatori e di società. Di sicuro la Juventus, dove fino allo scorso maggio era
direttore generale Luciano Moggi, non è presente nella lista nera di chi deve
danari alla società di procuratori: infatti, stando ai bilanci 2002/03, 2003/2004 e
2004/2005 del club bianconero, la galassia Gea (ossia la Gea World e la sua
controllante Football Management) ha introitato una cifra superiore ai 2,8 milioni.
Nel bilancio si nota anche che la Gea è stata anche vittima del crack Parmalat. Nella
nota integrativa redatta dal consiglio di amministrazione, alla voce altre
partecipazioni si nota una somma pari a 6252 euro. «Trattasi della partecipazione e
warrant della Parmalat spa si legge nel documento del cda assegnati alla Gea
World per conversione dei crediti da essa vantati, già svalutati in precedenti
esercizi». Molto probabilmente, la Gea aveva investito in obbligazioni Parmalat: in
seguito ha aderito al piano predisposto dal commissario straordinario della società
emiliana, Enrico Bondi, che ha convertito le cifre investite nelle obbligazioni in propri
warrant e nuove azioni.
Marco Liguori