PAVIA - VARESE 0-1

Data: 18/1/2004 Ore: 14.30 Stadio: Pietro Fortunati (Pavia)

RETI: 77` Fiumicelli (V)
PAVIA: Bressan, Gheller, Zanardo, Gruttadauria (80` Barbieri), Crippa, Bandirali, Vecchi (75` Breviario), Inacio, Nordi, Rossini, Ambrosoni - ALL. Marco Torresani
VARESE: Dei, Dionisio, Porro, Circati, Facciotto, Avallone, Bertani (86` Dalla Bona), Moro, Ligori (66` Fiumicelli), Crisopulli, Pisanu - ALL. Giuseppe Sannino
ARBITRO: Walter Giachero (Pinerolo)
RECUPERO: 5 minuti (1` pt + 4` st)
AMMONITI: Gheller, Gruttadauria (P), Dei (V)
ESPULSI: nessuno
SPETTATORI: 1782 (557 paganti + 1225 abbonati)


Brutto, bruttissimo Pavia.
Senza idee, senza capo nè coda. Insomma, il peggio del peggio: ovvia, e meritata, la contestazione a fine gara quindi. Anche perchè sembra di essere tornati ai tempi delle sconfitte con la Torres.
E, se lo stopo interno con la Reggiana era dovuto ad un inizio ripresa sciagurato, e la sconfitta a Lucca imputabile ad un banale errore di Bressan, con il Varese si torna a mettere tutto in discussione. In particolare, un centrocampo che ha fatto piangere.
Ambrosoni e Vecchi non hanno coperto, non hanno costruito, hanno sbagliato il possibile e l'impossibile.
Viene da chiedersi come si possa cedere Gambadori, che pure non è un fulmine di guerra, ma che è l'unico che corre lì in mezzo.
Vecchi, poi, è stato veramente inguardabile: evidentemente ha pensato bene di venire a Pavia a svernare.
L'attacco non ha punto. Inacio da qualche domenica non è più lui: certo che se va avanti così la serie B la può solo sognare.
Nordi è troppo statico e oggi poteva solo sperare in Mario Rossini, MVP del Pavia, anche per assenza di rivali.
Mario ha giocato alla sua maniera: ottimi spunti, l'unico che riesce a saltare l'uomo, qualche pregevole conclusione respinta da Dei. Nella povertà del gioco pavese è e rimane giocatore insostituibile.
La difesa, almeno fino al gol varesino, non ha demeritato.
Ma neanche mostrato grandi cose. Gheller poteva, e doveva, farsi vedere un po' più spesso in avanti, così come Zanardo che in copertura ne deve ancora mangiare di minestra.
Bandirali e Crippa sufficienti, anche se il patatrac in occasione del gol subito è imperdonabile.
E sì che di fronte non avevamo dei fulmini di guerra: il Varese non è meglio di noi, ma ha interpretato la gara come era nelle proprie possibilità: palla lunga e pedalare. Questo al di là del fatto che a metà campo ci hanno surclassato per tutta la gara.
E, se nel primo tempo non si è visto un gran calcio, nel secondo è stato anche peggio, con un offensiva finale che non ha portato assolutamente a nulla.
A questo c'è da sperare che l'inserimento di Sciaccaluga (ma al posto di chi?) possa servire, anche se un uomo solo difficilmente cambierà identità agli azzurri. D'altronde, la scarsità di idee a metà campo, già manifestatasi lo scorso anno, ora è sotto gli occhi di tutti.
A volte nascosta da qualche spunto personale, da qualche episodio o da giornate di particolare vena. Ma, quando la squadra fa fatica, è da lì che si deve ripartire. Dalla zona nevralgica del campo. E il Pavia di centrocampo non ne ha. Cambia il modulo, cambiano i giocatori, ma alla fine si deve sempre recriminare.
Se lì in mezzo le cose non girano, ne risente la difesa che rimane sempre sotto pressione, e ne risente l'attacco, male e poco servito.
Va da sè che ormai quel che è fatto è fatto, e che ci toccherà finire la stagione così.
Come ho già detto in precedenza, dimentichiamoci di salvezze tranquille e partite vinte senza lottare. Dimentichiamoci di giocatori richiesti dalla B e di senatori in letargo.
Rimbocchiamoci le maniche e salviamo il nostro Pavia.