PAVIA-TORRES-1-2

Che dire?
Potrei copiare pari pari il commento di Pavia-Arezzo ma stavolta siamo caduti ancora più in basso. Non c'è una squadra, c'è un insieme di sbandati, senza idee e senza grinta. Da tifoso, la cosa che fa più male è andare allo stadio convinti di potercela fare e vedere in campo gente senza palle, che non dimostra neanche un minimo di attaccamento alla squadra. Si può retrocedere, questo sì, ma con dignità.
E' un po' presto per dirlo, ma se il Pavia gioca come ha fatto oggi pomeriggio, la C2 è dietro l'angolo. Male tutti, male soprattuto a metà campo. Sconcertanti in difesa, con amnesia incredibili di Stocco e Bandirali. Gheller e Zanardo mai serviti adeguatamente. Breviario un ectoplasma. Ambrosoni da cinque meno. In avanti si salva solo, in parte, Inacio autore del gol e di qualche assolo pregevole. Nordi, anche sfortunato per il palo al 27' del primo tempo, sbaglia ancora troppo. Nel complesso: un disastro.
E si giocava con la Torres, mica il Genoa.
Il film, poi, è di quelli già visti. Prima parte noiosa, poi due gol degli ospiti nel primo tempo (15' e 35') ed un acuto di Inacio subito dopo (37'). Quindi, sul finale, un palo esterno di Nordi (44').
Nel secondo tempo entrano da subito Rossini e Gambadori. La squadra spinge un po' di più ma si vede che non c'è l'ombra di uno schema di qualcosa simile al gioco del calcio. Qualche geometria di Rossini quando arretra, tanta buona volontà di Gambadori, ma a sfiorare il gol è sempre e comunque la Torres che, pur scarsa, ha il merito di crederci e di arrivare sempre per prima sulla palla.
Poi un incredibile palla gol di Inacio con il portiere ospite che risponde con un paratone, e qualche mischia che serve a poco.
Infine, l'espulsione del numero 7 della Torres ed il contemporaneo infortunio di Nordi con il Pavia che termine in 10 perchè tutte le sostituzioni erano già state effettuate.
A prescindere dall'ennesima sconfitta casalinga, ora è il momento di intervenire. Il commento sembrerebbe scontato: ridateci Josè, Lucianone, e Preite. E sì, perchè con loro magari si retrocede lo stesso ma almeno si lotta. La mollezza con cui sono scesi in campo oggi gli azzurri è stata sconcertante, ed il pubblico durante tutta la partita li ha sostenuti sempre.
Un esame di coscienza da parte di tutti è indispensabile, quantomeno per capire dove si sbaglia e perchè anche oggi molti hanno avuto paura ad entrare nei contrasti e ad affrontare l'avversario con grinta.
Per certi versi, ma spero di sbagliarmi, mi sembra di rivedere il Pavia '91/'92, quello con Mucciarelli, Di Vincenzo e Grotto.
Ve lo ricordate? E vi ricordate pure come è finita, vero?
Spero solo che non si contribuisca a rompere ulteriormente questo giocattolo con l'esonero di Torresani. Non lo merita ed è l'unico senza colpe. Piuttosto facciamo capire a certi elementi che la responsabilità ce l'hanno loro sulle spalle.

 

 

Due zampate di De Angelis e la Torres vola

la Nuova Sardegna — 29 settembre 2003   pagina 20   sezione: SPORT

PAVIA. Evviva la Torres. Nel giorno più drammatico di questo titubante avvio di campionato i rossoblù hanno sollevato di colpo la testa, segnando i primi gol e soprattutto conquistando la prima vittoria della stagione (2-1) sul campo del Pavia, uno dei tanti avversari diretti per la salvezza. A firmare questo importante successo è stato Gian Luca De Angelis con una splendida doppietta nel primo tempo, rompendo così il ghiaccio a livello personale e dell’intera squadra, ancora a secco di reti dopo 4 turni.  Il bomber napoletano con due grandi invenzioni arrivate nel giro di 20’ ha messo praticamente a sedere l’avversario, creando così le premesse per una vittoria che vale platino e non solo a livello aritmetico. Con l’exploit di ieri, infatti, la squadra di Bernardo Mereu ha guadagnato importanti posizioni in classifica, lasciando lo scomodo fanalino di coda agli stessi lombardi, sorpassando Pistoiese e Spal, ma soprattutto agganciandosi in maxi compagnia al treno delle quartultime, sei formazioni complessivamente a quota cinque, con la prospettiva di giocare domenica in casa con il pur difficile Novara e compiere così ulteriori progressi in una graduatoria che oggi fa certamente meno paura di ieri.  Le reti che hanno dato l’impronta al match sono arrivate al 17’ e al 36’ del primo tempo, entrambe appunto segnate da un De Angelis che ha finalmente fatto vedere di che pasta sia fatto. Lo scugnizzo napoletano ha messo a sedere l’incolpevole portiere di casa con due conclusioni di enorme effetto. Il primo gol lo ha firmato con una acrobatica e quasi impensabile rovesciata nell’area piccola su una delle tante punizioni pennellate da Fadda, mentre il secondo è arrivato al termine di una testarda azione personale che lo ha portato a battere Bressan dopo aver soffiato la palla a Gheller e averla difesa a denti stretti dall’assalto di un mucchio di difensori azzurri.  A questo punto, pur con oltre un tempo ancora da disputare, il gioco e il risultato sembravano fatti, ma dopo una manciata di secondi ci ha pensato la trottola brasiliana Inacio, la firma più illustre del Pavia, a battere il solito super bravo Pinna con un rasoterra avvelenato dalla distanza infilatosi tra palo e portiere, rimettendo di nuovo in piedi la partita.  E nella ripresa il Pavia, sino a quel momento facile preda della migliore Torres dell’anno, ha sentito giustamente odore di pareggio, cingendo per larghi tratti d’assedio la metà campo e financo l’area sassarese, con due, tre e perfino quattro attaccanti. Ma l’indomabile e a tratti anche commovente squadra rossoblù ha stretto i denti, facendo quadrato davanti a Pinna e quando il solito imprendibile Inacio palla a terra e Gruttadauria con una deeviazione aerea da due passi sembravano aver riaperto la saracinesca, ci ha pensato il portierone (il migliore in campo insieme a De Angelis e al superman brasilero) ha mettere in cassaforte i primi tre punti interi del torneo.  E proprio come era accaduto due partite fa a Pistoia, con uno schieramento privo di pezzi pregiati, la Torres ha dimostrato di essere lo stesso viva e di non essere assolutamente disposta a porgere l’altra guancia.  E alla fine, pur dopo una ripresa giocata quasi sempre in trincea, è arrivato questo exploit non previsto ma altrettanto meritato in una delle domeniche più belle colorate di rossoblù. - dal nostro inviato Raimondo Angioni