PAVIA-RIMINI-0-1


Nulla da dire. Il Rimini vince con merito.
Squadra pi¨ quadrata della nostra (e fin lý niente di strano), soprattutto squadra che Ŕ scesa in campo per vincere, con l'atteggiamento della squadra che vuole condurre il match e che Ŕ consapevole della propria superioritÓ.
Il Pavia, viceversa, scende in campo da ultima della classe, conscio (anche troppo) dei propri limiti. E senza molte idee.
Non che gli azzurri abbiano demeritato o peggio dimostrato di essere nettamente inferiori.
La partita, fino al gol dell'uno a zero a fine primo tempo, si era trascinata su un copione giÓ visto.
Azzurri che cercano di non commettere errori grossolani e di ripartire di rimessa (con Florean e Inacio). Ma, purtroppo, in avanti il gioco latita. Inacio non controlla un pallone e troppe volte vuol far da solo. Florean, pur senza molto fiato nei polmoni, si impegna, lotta, corre, ma alla fine partorisce un solo tiro in porta.
I romagnoli, che giova ricordarlo sono quarti in classifica, puntano su un centrocampo non eccezionale ma che riesce spesso a innescare Ricchiuti, vero fulcro del gioco biancorosso.
Proprio da lui partono le azioni pi¨ pericolose, come al 15' quando imbecca in area Floccari che spara alto.
Poi Ŕ il Pavia a rispondere appunto con Florean e poi con Crippa che, da solo in area, colpisce scoordinato ed il pallone esce altissimo.
Non dispiacciono gli azzurri: ma a metÓ campo Ŕ troppa la differenza tra le due squadre con Ambrosoni assolutamente nullo e Ferretti poco di pi¨.
Tanto che il 90% dei palloni passano per i piedi di Sciaccaluga che pure non Ŕ in giornata di gran vena.
In difesa, invece, meno peggio del previsto. Crippa, al di lÓ dei 38 anni, dimostra di essere di ben altra pasta rispetto a Stocco. Il Grutta concede poco. Gheller e Todeschini lottano. Zanardo, rispetto a come ci aveva abituato, sembra un altro.
Anche se, a tirar le somme, gli azzurri non vanno molto lontano.
Ancora Ricchiuti si mangia un gol fatto alla mezz'ora. Dribbla anche Bressan ma Ŕ Crippa con un intervento "chirurgico" a togliergli il pallone dai piedi.
Poi, come detto, il Rimini passa al 45'. Calcio d'angolo battuto sul secondo palo, Docente lo rimette in mezzo e sottoporta ci pensa il numero 4 D'Angelo a ribadire in gol.
Solita mazzata, verrebbe da dire.
Nella ripresa, gli azzurri non migliorano. Anzi, costretti ad attaccare, lasciano ampi spazi al Rimini che in contropiede si fa pericolosissimo. Ancora Ricchiuti sbaglia due gol praticamente fatti con Bressan che si erge a baluardo della difesa. Poi anche Floccari non riesce, dentro l'area, a chiudere il match.
E allora il Pavia, piccino piccino, vede che tutto sommato i riminesi sono battibili.
Gheller macina chilometri sulla fascia. Mette in mezzo qualche cross interessante. Ma Inacio e uno stanco Florean si rivelano inoffensivi. Intanto entra Nordi per l'ex Prato e poi Rossini per Zanardo. Omarone, per non smentire l'annata, colpisce un palo di sinistro che grida vendetta ancora adesso.
Il Rimini si rifÓ vedere tagliando come il burro una difesa azzurra che vacilla ma non crolla.
Poi non cambia praticamente nulla fino al convulso finale, quando su calcio d'angolo gli azzurri sono capaci di colpire un altro palo e di costringere i romagnoli a ben due salvataggi sulla linea.
E' vero, il Rimini meritava di vincere. Ma, come al solito, una sfiga del genere l'abbiamo vista poche volte.
Intanto giunge la notizia che ha perso anche il Prato. Non cambia la classifica, se non per il fatto che mancano solo 3 giornate e che non si vede come la squadra vista ultimamente possa uscire indenne da Padova e vincere con Spal e Reggiana.
Crederci Ŕ un dovere di tutti. E' bene non dimenticarlo mai.