PAVIA-MONTICHIARI-1-0 (LA CAGNINA 89')

 

Vittoria sofferta e un po' fortunata: se il 2003 si vede dall'inizio, il Pavia può ben sperare!
Contro un Montichiari non certo trascendentale ma ben organizzato, gli azzurri faticano ma alla fine conquistano 3 punti che valgono doppio, specialmente dopo il pari del Novara ad Alessandria che riduce lo svantaggio da tre ad un punto solamente.
Contro i bresciani, Torresani schiera inizialmente l'ennesima formazione rivoluzionata, stavolta con i due nuovi acquisti Buglio e Gambadori in campo per la prima volta.
Rientra Zocchi dall'infortunio ma è fuori Dondo per squalifica, mentre Preite e La Cagnina sono acciaccati.
Parte discretamente il Pavia facendo pressione sugli ospiti, senza tuttavia concretizzare la buona mole di gioco. Il Montichiari difende con discreto ordine e si propone in avanti, sfruttando la nostra fascia destra dove Gheller è troppo solo per far male e nessuno lo aiuta.
Infatti, la squadra è tutta sbilanciata a sinistra dove agiscono sia Cardamone che La Cagnina.
Il gioco nasce e muore tutto su questa laterale, ma gli azzurri non impensieriscono più di tanto la retroguardia avversaria.
L'unica emozione del primo tempo consiste in una bella staffilata di Gheller su punizione dai  25 metri: il portiere ospite devìa il pallone che finisce sui piedi di Cardamone. Ciccio tenta la conclusione di sinistro ma la sfera si perde sul fondo.
Per il resto segnaliamo un buon primo tempo di Gambadori che somiglia molto a Garzon come tipo di gioco, così aiutando Ambrosoni che, come al solito, lì in mezzo è immenso. Buglio, dal canto suo, è un po' preso in mezzo tra il centrocampo e l'attacco, e solo poche volte
riesce a rendersi utile. Ha i piedi buoni e si vede dalle aperture intelligenti e dal gioco di prima; la collocazione in campo, invece è ancora da definire.
Nel secondo tempo il Pavia inizia senza premere troppo e concedendo al Montichiari un paio di occasioni interessanti: Zocchi quest'oggi si prende qualche pausa e ne risente tutto il reparto.
Le idee sono poche e ci si affida, come al solito, a lanci lunghi, facile preda dei difensori
bresciani.
Poi, verso la metà della ripresa, arriva la sostituzione che dà la carica al Pavia: entra Pierotti per Sanavio (buona la sua prova) e il Pavia, finalmente!, sfrutta le fasce laterali.
Giungono alcuni cross insidiosi in area bresciana, e poi è Zocchi in rovesciata a far gridare al gol:  bravo il portiere ospite a smanacciare in corner.
Gli ultimi 10 minuto sono giocati all'arma bianca e, quando tutto sembrava perduto, arriva il sospirato uno a zero.
Un difensore ospite rinvia corto dalla propria area di rigore, il pallone viene controllato da La Cagnina quasi al limite dell'area. Josè si mette il pallone sul sinistro e fa partire un preciso diagonale che non lascia scampo al portiere.
E' l'uno a zero ed il Comunale esplode in un urlo liberatorio!
Il finale non concede altre emozioni e quindi spazio ai festeggiamenti, soprattutto considerando il pari del Novara ad Alessandria.
Per quanto riguarda i singoli, mi ripeto come al solito per Ambrosoni, grande come sempre. Bene anche La Cagnina, l'unico a metterla dentro, e Inacio poco servito ma sempre dinamico.
Come già detto, luci ed ombre per i nuovi: Gambadori sembra l'uomo giusto per affiancare Ambrosoni, anche se non ha aiutato molto Gheller, mentre Buglio ha mostrato qualche buona geometria, ma il suo ruolo è ancora da definire. Rossini giocava più da mezza punta che da regista avanzato, Buglio forse è abituato a giocare più in mezzo e oggi ha fatto del suo meglio pur in una squadra ancora sconosciuta.
Ma, nonostante infortuni, squalifiche e giocatori nuovi, il Pavia è ancora lì; anzi:
- ha ridotto ad un punto lo svantaggio dal Novara
- vince anche quando gioca così così
- con Gambadori e Buglio ha l'occasione di trovare un assetto migliore
Queste le note positive di oggi, ma domenica prossima si farà sul serio perchè al Brianteo ci aspetta il Monza che, a mio avviso, è la terza forza del campionato ed è la squadra con cui all'andata abbiamo sofferto di più.
Rientrerà anche Nordi e questo è un bene, vedremo Torresani cosa s'inventerà.