PAVIA-LUCCHESE-0-1

Esordio amaro, quello del Pavia.
La sconfitta punisce oltremodo i ragazzi di Torresani, ma dimostra che il Pavia non ha l'esperienza e la scaltrezza per vincere questi incontri. Contro una Lucchese non trascendente, squadra molto quadrata e solida, gli azzurri si battono alla pari per tutto il primo tempo.
Poi, nella ripresa un calo netto sia fisico che di concentrazione dà il via libera a Piovani e soci.
Il Pavia parte con una difesa a 3 con l'ingresso di Bandirali a far coppia con Stocco in mezzo. Ferraro marcatore aggiunto con sulle fasce Gheller e Zanardo.
A metà campo Vecchi, Ambrosoni e Cardamone. In avanti Nordi e Inacio che debutta in azzurro quest'anno.
E' un Pavia che non dispiace, che ribatte colpo su colpo. La partita, per la verità, non è che si accenda molto. L'unica vera occasione del primo tempo per gli azzurri è un estemporaneo tiro di Mavillo dai 30 metri di sinistro (!) che fa la barba al palo. La Lucchese è più squadra, anche se non finalizza. Il centrocampo in particolare, con Superbi e Pessotto, è di una spanna superiore al nostro reparto, dove Vecchi perde il tempo troppo spesso e Ambrosoni deve correre come un mulo da soma. Bene invece Cardamone che si danna l'anima ed è una vera spina nel fianco della difesa toscana. Ed infatti è da sinistra che il Pavia costruisce maggiormente: finchè il fiato non viene a mancare, Zanardo e Ciccio danno battaglia.
Anche la Lucchese, comunque, ha la sua palla gol: su cross dal fondo, Bressan non esce ed il pallone taglia tutta l'area piccola finchè non capita sui piedi di Masini che in scivolata spedisce a lato di un soffio.
Finisce senza altri sussulti il primo tempo ed il pubblico, non numerosissimo ma caloroso, può dirsi soddisfatto.
La ripresa, invece, vede una Lucchese più reattiva, che pian piano diventa padrona del campo. E dopo 10 minuti è già avanti di un gol. Pessotto se ne va solo sulla destra, mette in mezzo un pallone invitante sul quale arriva Carruezzo, la cui rovesciata non dà scampo a Bressan. Bel gol, non c'è che dire. La difesa azzurra ha lasciato solo il bomber lucchese per la prima ed unica volta: ma in C1 nulla viene perdonato.
Ci sarebbe tutto il tempo per recuperare, ma si vede che il Pavia ha il fiato corto. Cerca di richiederlo Torresani ma la squadra non risponde. Intanto entrano Rossini e Breviario ma la musica non cambia. A centrocampo si soffre maledettamente. Carruezzo, pur unica punta, fa reparto da solo; Piovani, nonostante le tante primavere sulle spalle, detta il gioco e lo fa bene.
Nel Pavia manca la lucidità per imbastire qualche azione. Gheller è in riserva sparata, Zanardo non ha più la forza per andare sul fondo. E allora ci prova Supermario. Alla mezz'ora si libera di due difensori al limite dell'area e fa partire un destro alto di un soffio. Inacio arriva tardi su un cross di Gheller; il suo colpo di testa è debole e Sarti para.
Neanche nei minuti finali si riesce a schiacciare la Lucchese che, anzi, riparte e fa paura.
Stocco e Bandirali, comunque, reggono. I pericoli maggiori arrivano sulle fasce dove Masini e Pessotto imperversano.
Il Pavia si danna, corre (spesso a vuoto) e fa quel che può. Purtroppo non basta per pareggiare, anche se un eventuale 1-1 non sarebbe stato assolutamente un furto.
E' la prima partita, ed una sconfitta può starci. La squadra però deve trovare un gioco degno di questo nome: troppi lanci lunghi, troppi palloni buttati in avanti e facile preda dei centrali rossoneri. E sì che Zanardo e Gheller come esterni compongono una bella coppia; non sfruttarli sarebbe un delitto.
Il centrocampo è parso il reparto messo peggio. Vecchi è troppo lento mentre Ambrosoni, da solo, argina per quello che può. Breviario non ha lasciato segno. L'unico, se vogliamo, è stato Cardamone che ha fatto il diavolo a quattro.
In difesa sembrano già affiatati Stocco e Bandirali. L'ex Varese si è mosso bene: si vede l'esperienza maturata in anni di C1. Nick si merita la sufficienza in virtù di una buona partita nonostante un cliente scomodo come Carruezzo. Unica pecca il gol, sul quale l'attaccante è stato lasciato libero di colpire.
E l'attacco? Beh, non giudicabile. Nordi e Inacio sono stati serviti poco e male. Difficile, se non impossibile, dare un voto.
Per il resto ho notato, ma vorrei sbagliare, troppi contrasti persi. In C1 la musica è diversa, ed è bene capirlo in fretta. Non si deve tirare indietro la gamba. Bisogna entrare decisi, magari beccandosi un paio di ammonizioni in più. Ci vuole più cattiveria, insomma. Quella che aveva Aldo Preite, per fare un esempio. O Josè La Cagnina, o ancora Luciano Dondo. Gente che se non arrivava alla palla prendeva la gamba dell'avversario. Attenzione: non è incitare al gioco violento, ma quel pizzico di cattiveria ci vuole.
Anche perchè la Lucchese si è rivelata squadra furba e scaltra. Ha perso tempo senza alcun problema, ha fatto girare la palla facendoci correre, ha colpito nell'unica nostra disattenzione.
Domenica prossima, a Varese, la musica dovrà essere diversa.

 

 

Una prodezza di Carruezzo lancia la Lucchese

il Tirreno — 02 settembre 2003   pagina 07   sezione: LUCCA

 PAVIA. Un lampo improvviso di Tony Carruezzo regala alla Lucchese i tre punti nel debutto stagionale di Pavia. I rossoneri - unica squadra ad aver vinto in trasferta nel girone A - salgono al comando della classifica in compagnia di Padova (che incontreranno domenica nel debutto al Porta Elisa), Arezzo e Pistoiese. L’eurogol del bomber tuttavia non cancella certe perplessità emerse nel primo tempo e negli ultimi venti minuti quando i rossoneri si sono chiusi troppo lasciando l’iniziativa agli azzurri. Ma rispetto all’anno scorso la musica sembra davvero cambiata.
Orgoglio, determinazione, carattere sono gli ingredienti necessari per uscire dalla C1. E questa Lucchese, sin dalle prime battute, sembra aver scolpito queste virtù nel proprio Dna. Guai però a fare voli pindarici a pensare che la squadra sia già pronta per un campionato di vertice. Occorre lavorare molto e, con il tempo, serviranno anche un paio di innesti per migliorare un organico già buono. Contro un Pavia abile su piano della corsa e del dinamismo la Lucchese ha saputo soffrire attendendo il momento propizio per colpire con il suo giocatore simbolo: «cobra» Carruezzo. A quel punto la squadra ha badato soltanto a difendersi. Viscidi ha fatto entrare Citterio al posto di Iacopino schierando la difesa a cinque, arretrando il baricentro sino alla propria trequarti e cercando di limitare le scorribande a destra del fantasista Rossini. E alla fine Sarti non ha corso troppi rischi. Per adesso va bene così, ma il tecnico di Bassano del Grappa sa bene che dovrà ancora lavorare sodo specie in fase di costruzione della manovra.
 Sin dall’avvio del match infatti la Lucchese si è affidata solo ed esclusivamente ai lanci lunghi o alle conclusioni dalla distanza (3’ pt Superbi). La partenza è stata aggressiva, ma senza un cervello in mezzo al campo in grado di dettare i tempi della manovra e con gli esterni, specie a sinistra, ancora bloccati e raramente in grado di superare l’uomo nell’uno contro uno, i padroni di casa hanno preso il comando delle operazioni. Gli azzurri di Torresani hanno messo in crisi i rossoneri sino alla trequarti e sulla corsia sinistra dove Nicoletto si è trovato a mal partito con Ignacio e Cardamone, più rapidi e reattivi. Ha funzionato alla perfezione, invece, la tattica del fuorigioco. Per sette volte durante l’intero arco della gara Bianchini e Bellucci hanno messo in offside Nordi e compagni. Così i pericoli maggiori verso la porta di Sarti sono arrivati su conclusioni da fuori (23’ pt Gheller) o su giocate individuali (12’ pt Nordi). Ma il pressing alto asfissiante attuato per 40 minuti dai padroni di casa si è rivelato una sorta di boomerang nella ripresa quando la Lucchese è cresciuta e gli azzurri hanno accusato la fatica.
 Sin dall’inizio si è capito che la partita stava cambiando. Le avvisaglie al 9’ quando Carruezzo ha lasciato sul posto Bandirali e ha rimesso in mezzo dove non c’era nessuno a concludere. Un minuto e mezzo dopo la svolta. Nicoletto, non più pressato come nei primi 45’, si è involato sulla destra lasciando sul posto Ignacio e dal fondo a rimesso in mezzo una palla che Carruezzo, spalle alla porta, ha uncinato in rovesciata fulminando Bressan all’altezza del dischetto. Un gol da grande campione. E su quella rete la Lucchese ha costruito la sua vittoria. Dopo lo shock iniziale il Pavia ha cercato di riorganizzarsi e negli ultimi 20’ si è giocato ad una porta, ma Sarti non ha dovuto compiere parate degne di nota.

PAVIA - LUCCHESE:   0 - 1
PAVIA: Bressan, Gheller, Zanardo, Ferraro (20’ st Rossini), Stocco, Bandirali, Ambrosoni, Inacio, Nordi, Vecchi (36’ st Breviario), Cardamone.
 A disposizione: Reggiani, Todeschini, Gambadori, Gilardi, Barbieri. Allenatore: Torresani.
LUCCHESE: Sarti, Nicoletto, Ferracuti, Superbi, Bellucci, Bianchini, Masini (41’ st Brighi), Pessotto, Carruezzo, Piovani (46’ st Lenzini), Iacopino (34’ st Citterio).
 A disposizione: Tambellini, Deoma, Rondinella, Romanelli. Allenatore: Viscidi.
ARBITRO: Gava di Conegliano.
RETE: 10’ st Carruezzo.
NOTE: serata fresca, terreno in buone condizioni. Spettatori: 2600 circa. Ammoniti: Superbi, Carruezzo, Ferraro. Angoli: 3-1 per il Pavia. Recupero: 4’ e 5’.