PAVIA-CESENA-1-3

E' dura scrivere un commento per questa ennesima sconfitta casalinga del Pavia. E' stata una sconfitta uguale a tante altre con un Pavia che si impegna, a tratti generoso, ma assolutamente inconcludente e colpevole di errori talmente grossolani che anche un Cesena tutt'altro che irresistibile si porta a casa i suoi tre punti.
Riesce difficile anche trovare qualcosa che funzioni, in questa armata brancaleone che pare non crederci neanche più, bistrattata anche da una serie di episodi contro cui non ha la forza, e il coraggio, di lottare.
Spiace anche vedere tanti, troppi, tifosi prendersela contro Torresani, il quale non ha nessuna colpa se Stocco e Bressan combinano un bel pasticcio sul primo gol, se Ambrosoni crede di giocare a pallavolo (o non ha la malizia necessaria per buttarsi se viene spinto) e se Zanardo pare un novellino alle prime esperienze e consente ai cesenati di chiudere il match.
Il centrocampo, e continuiamo a ripeterci, è oggi il peggiore del girone. La difesa è stata indecorosa. L'attacco abulico anche se a Nordi, povero cristo, non ne va bene una.
Inacio è un fantasma (e forse un po' di panchina non guasterebbe), Cardamone è calato paurosamente in questo girone di ritorno. Gheller, Bandirali e Gruttadauria stanno naufragando con tutto il gruppo.
La cosa che sconforta, tra l'altro, è che invece di migliorare la squadra va sempre peggio.
E qui forse è il caso di fare un certo discorso a tutte le componenti Pavia. Se Torresani, giustamente, fa notare che il pubblico pavese si sfalda alle prime difficoltà (e oggi ne è stata la riprova...), è anche vero che prima di pretendere bisogna assicurarsi di poter parlare da una posizione inattaccabile. E nessuno a Pavia, in questo momento, è esente da responsabilità.
Nè la società che ha palesemente "ciccato" il mercato, nè l'allenatore che non riesce a dare un gioco alla squadra, nè i giocatori che in certi casi sembrano aver già alzato bandiera bianca, nè i tifosi (o alcuni di essi) che abbandonano la squadra quando le cose vanno male.
Contro il Cesena si è ripetuta la gara vista con lo Spezia: azzurri sotto di un gol e incapaci di reagire. Con l'aggravante che stavolta il gol è arrivato dopo soli 7 minuti quando Stocco si dimentica di anticipare di testa  Bernacci. Per di più Bressan parte con quell'attimo di ritardo e la frittata è fatta.
Ma il Pavia non aveva iniziato proprio male: Nordi fa la barba al palo con un tiro radente sul secondo palo, poi è Gilardi a colpire scoordinato dentro l'area. E questo prima di subire lo 0 a 1.
Dopo il Pavia si mette d'impegno, guadagna qualche corner, cerca di mettere paura ai romagnoli; ma il gioco è misero e i nostri avversari corrono ben pochi rischi.

E, al 45', Ambrosoni colpisce inspiegabilmente la palla con le mano in area: i pavesi protestano per un presunto fallo subito (che poteva anche starci) ma l'otto azzurro avrebbe potuto anche, con un po' di malizia, buttarsi.
Fatto sta che l'arbitro fischia il rigore: si incarica Cavalli di realizzare con bel rasoterra molto angolato. Bressan intuisce ma non ci può arrivare.
Il secondo tempo inizia come il primo e cioè con un gol degli ospiti: sempre Brunacci si porta a spasso uno Zanardo dagli evidentissimi limiti in qualità di marcatore e da posizione defilata fa il tris.
Sul tre a zero il Pavia gioca il tutto per tutto offrendo peraltro al Cesena ampie praterie che i romagnoli, per benevolenza, non sfrutteranno a dovere.
Nulla toglie che comunque gli azzurri qualche occasione la trovino: prima fra tutte il rigore che Ambrosoni al 67' si fa parare ma con Cardamone che è pronto a ribattere in gol.
Poco prima intanto Nordi si era visto annullare un gol di testa per fuorigioco.
Poi ci provano Gheller (tiro potentissimo e ben deviato da Indiveri), ancora Nordi (e ancora bravo Indiveri) e Stocco (fuori di testa).
A corollario una quantità di angoli, mischie e ribattute che il Pavia non riesce a tramutare il gol. Quel che è certo è che la partita si era chiusa ben prima e che ora i romagnoli fanno sfogare i pavesi senza correre particolari rischi.
La partita finisce con l'ormai solita contestazione e con un Pavia ora più che mai solo all'ultimo posto. Domenica prossima sarà durissima in terra bresciana contro un Lumezzane secondo in classifica, ma almeno rientrerà Ferretti e potrebbe anche vedersi Sciaccaluga. Per Florean, in cui i tifosi pavesi confidano molto, bisognerà aspettare probabilmente Pavia-Novara.