PRO BELVEDERE-PAVIA-1-3

 

PRO BELVEDERE (4-4-2): 1 Coser; 2 A. Coletto (15’ st 13 Bocca), 5 M. Coletto, 6 Citterio, 3 Candi; 11 Mauri (8’ st 18 Matteassi), 8 Scazzola (42’ st 17 De Lorentiis), 4 Lemma, 7 Cagliano; 9 Scapini, 10 Bertolini. A disposizione: 12 Dan, 14 Borin, 15 Lorenzini, 16 Caredda. All. Motta.   

PAVIA (4-3-3): 1 Mandrelli; 2 Ricci, 5 Acerbi, 6 Fogacci, 3 Visconti; 7 Bonacina, 4 Mazzocco (34’ st 14 Thomas), 8 Ferrini; 11 De Vincenziis (26’ st 15 Stefanini), 9 Cammilluzzi (8’ st 17 Ferretti), 10 Boldrini. A disposiz: 12 Facchin, 13 Daffara, 16 L. D’Errico, 18 A. D’Errico. All. Mangone.

ARBITRO : Stefano Pagano di Torre Annunziata.

RETI : pt 34’ Bonacina, 39’ De Vincenziis; st 30’ Scapini, 43’ Ferretti.

NOTE : recupero 1’ e 5’, calci d’angolo 4-3 per il Pavia (pt 1-0). Ammoniti: 38’ pt Citterio (gioco falloso), 42’ st Coletto (gf). Spettatori 603 (di cui 357 abbonati).

 

 

Il Pavia spezza il digiuno di vittorie

la Provincia Pavese — 15 marzo 2010   pagina 24   sezione: SPORT

  VERCELLI. E’ destino che Vercelli e il suo stadio ricco di storia e di gloria calcistica portino sempre bene al Pavia, che qui, il 24 gennaio, ottenne la sua unica vittoria in trasferta, e pure l’ultima, prima di un digiuno lungo cinquanta giorni. Bonacina, d’astuzia, poi De Vincenziis con un’altra acrobazia e infine il redivivo Ferretti stendono la Pro Belvedere, riportando gli azzurri in zona play off. Tre punti assolutamente meritati, frutto di una netta supremazia territoriale nel primo tempo e di una ripresa gestita con saggezza tattica, se si eccettua lo sbandamento passeggero a ridosso del gol dell’1-2 di Scapini.  Un Pavia che lascia Vercelli rinfrancato nel morale e nella classifica, ma che è riuscito anche a dimostrare di non essere Carbone-dipendente, grazie al suo potenziale offensivo in grado di offrire più soluzioni a Mangone.  L’assenza del capitano, infortunato (si tenterà di recuperarlo per il posticipo di lusso del 29 con la capolista Spezia), induce il tecnico milanese a rivedere l’assetto tattico, presentando al Piola uno spregiudicato 4-3-3. E’ Boldrini a indossare i panni del vice-Benny, non come trequartista alle spalle delle due punte Cammilluzzi (preferito in extremis a Ferretti che ha accusato un risentimento nella rifinitura del sabato) e De Vincenziis, ma avanzando sulla linea degli attaccanti, come esterno offensivo di sinistra dello scacchiere azzurro. Che sia giornata propizia lo si intuisce fin dalle prime battute. E’ un Pavia spavaldo, che occupa ogni zona del campo facendo valere la sua superiore fisicità e un atteggiamento aggressivo che tiene in costante soggezione la squadra dell’ex Motta. Tocca proprio a Boldrini spedire il primo messaggio alla Pro: è il 12’ Michele difende con caparbietà una palla sulla linea di fondo, salta Cardi, evita anche Citterio in piena area e spara a rete, Coser salva. Il Pavia fa la partita, i vercellesi si difendono come possono e fanno trascorrere a Mandrelli 45’ di assoluto riposo. La squadra di Mangone conclude poco, ma dà la sensazione di poter passare in ogni momento.  Bisogna comunque aspettare il 34’ perchè si spezzi finalmente l’equilibrio a favore degli azzurri: punizione di Visconti che prova la conclusione diretta verso la porta, Bonacina appostato in area anticipa Cagliano che cerca di cinturarlo e con un tocco d’astuzia brucia Coser. Il Pavia ha il merito di insistere e raddoppia 5’ più tardi: calcio piazzato dalla trequarti destra ancora di Visconti, De Vincenziis lasciato colpevolmente solo dai difensori avversari si esibisce in una spettacolare mezza rovesciata che batte l’estremo ospite. Un 2-0 più che meritato per gli azzurri, Ivan firma il secondo gol d’autore consecutivo dopo quello rifilato domenica scorsa al Legnano.  La ripresa si apre con l’infortunio di Cammilluzzi, che all’8’ lascia il campo a Ferretti. Brivido al 18’, legnata da fuori di Bertolini sulla quale Mandrelli si rifugia in angolo; Pro ancora pericolosa subito dopo, provvidenziale l’anticipo di Visconti su Scapini. Al 20’, i padroni di casa restano in dieci: Bocca, appena subentrato al laterale destro Coletto, appoggia male il piede ed è costretto ad uscire, con i tre cambi già effettuati da Motta.  A quel punto, avanti 2-0 e con l’uomo in più, tutti pensano a un Pavia che dilaga e invece è la Pro che con la forza della disperazione dimezza lo svantaggio: Scapini scatta sul filo del fuorigioco, facilitato forse dall’errato piazzamento di un difensore azzurro e batte Mandrelli con un preciso diagonale.  Siamo alla mezz’ora, chi si immagina un finale di sofferenza non ha fatto i conti con la tempra del Pavia che a scanso di equivoci si ributta in avanti e al 43’ chiude il discorso: Ferretti si propizia una punizione dal limite e la esegue magistralmente, con un tiro ad effetto che aggira la barriera e si insacca alla destra di Coser. Poco prima, timide proteste dei locali per un intervento di Visconti su Matteassi, ma anche il Pavia ha il suo presunto rigore con un fallo su Stefanini giudicato, forse erroneamente, fuori area. E il 3-1 finale non fa davvero una grinza. - dal nostro inviato Roberto Lodigiani

 

Boldrini terzo attaccante per sopperire all assenza di capitan Carbone

la Provincia Pavese — 15 marzo 2010   pagina 25   sezione: SPORT

  VERCELLI. Privo di capitan Carbone, il Pavia non affoga ma trova in Boldrini l’attaccante aggiunto che crea problemi alla Pro Belvedere fin dalle prime battute di gioco. Ci si aspettava una squadra schierata con il classico e prudente 4-4-2, invece Mangone spariglia le carte e avanza Boldrini sulla linea degli altri attaccanti.  Il tridente, che era già stato provato, con altri uomini, e risultati disastrosi, contro il Mezzocorona, nella nefasta trasferta di Trento, stavolta funziona e finalizza il gioco corale di una squadra ben messa in campo e diretta saggiamente a centrocampo da Mazzocco. Il Pavia metabolizza anche l’infortunio di Cammilluzzi a inizio ripresa, perchè può permettersi il lusso di tenere in panchina un tipo come Ferretti, che non sarà un cuor di leone, ma al pallone sa dare del tu. La punizione che fissa il 3-1 finale esalta il bagaglio tecnico di questo giocatore. (r.lo.)

 

Senza Titolo

la Provincia Pavese — 15 marzo 2010   pagina 23   sezione: SPORT

Nel momento più critico, con la vittoria che mancava da cinquanta giorni e il suo capitano e uomo di maggior classe, Benny Carbone, costretto in tribuna da uno stiramento, il Pavia rialza la testa e torna a conquistare il bottino pieno. Tre punti ottenuti con pieno merito che ripropongono gli azzurri in zona play off. E’ ancora lo stadio Piola a sorridere alla squadra di Mangone, di nuovo vittoriosa a Vercelli, stavolta ai danni dei cugini più giovani della Pro Belvedere. Semplice coincidenza, è chiaro, ma qualcuno scherzosamente nell’entourage azzurro proponeva di giocare sempre qui le trasferte.  In realtà, la vittoria di ieri non è frutto di combinazioni fortunate o di incroci del destino, ma della prestazione collettiva di una squadra che ha reagito all’assenza della sua bandiera con una partita di grande sostanza e temperamento. Certo, questa Pro non è una macchina da guerra e il suo penultimo posto in classifica non nasce per caso, ma proprio la sua disperazione poteva essere il peggior nemico del Pavia, tanto più in questa fase della stagione, dove le energie cominciano a scarseggiare e la determinazione, le motivazioni possono contare più delle qualità tecniche e del blasone.  Invece gli azzurri non hanno mai vacillato dimostrando fin dal fischio d’inizio le loro intenzioni, con un atteggiamento che rare volte, forse mai, avevano saputo mostrare lontano dal Fortunati. Adesso, però, dovranno metterci anche la continuità troppo spessa mancata in questo campionato, perchè si avvicinano le sfide decisive e tempo per rimediare potrebbe non essercene più. (r.lo.)

 

 LE PAGELLE Mazzocco, che geometrie   Mandrelli 6. Primo tempo di assoluto riposo, una sola parata importante nella ripresa. Fossero così tutte le domeniche...   Ricci 6. Utilizzato come laterale destro, di fatto bada soprattutto alla fase difensiva, lasciando a Visconti il compito di avventurarsi in avanti.   Acerbi 6. La difesa azzurra sbaglia solo in occasione del gol di Scapini; per il resto monta buona guardia.    Fogacci 6. Stesso discorso di Acerbi. La trappola del fuorigioco non scatta e la Pro dimezza lo svantaggio, ma è un mal di testa passeggero.   Visconti 7. Mette lo zampino sul primo gol, spinge molto sulla fascia sinistra soprattutto nei primi 45’.   Bonacina 6,5. Ha il gran merito di sbloccare il risultato, con quel tocco astuto e un po’ fortunoso sulla punizione di Visconti.   Mazzocco 6,5. Metronomo del centrocampo, riscatta la prova opaca col Legnano. Le sue geometrie consentono alla squadra di esprimersi in modo ordinato. Cala alla distanza, ma questo può starci (34’ st Thomas sv ).   Ferrini 6. Interno sinistro nel centrocampo a tre, svolge il suo compito con dedizione e buona efficacia.   De Vincenziis 7. Ivan strappa il sorriso anche a Mangone, con quella sua girata capolavoro che regala il 2-0 al Pavia. Ci sta abituando benissimo, speriamo continui così (26’ st Stefanini sv ).   Cammilluzzi 6. Si muove da centravanti puro, facendo a sportellate con gli avversari e cercando sponde per gli inserimenti dei compagni, anche se non lo si vede praticamente mai in fase conclusiva. Un infortunio lo toglie di scena a inizio ripresa (8’ st Ferretti 7 . Muscoli di seta, ma classe da vendere, se trovasse più continuità e ci mettesse un pizzico di grinta e cattiveria in più, sarebbe un fenomeno. I numeri, però, ci sono, basta vedere la magia su punizione che ammazza definitivamente la Pro).    Boldrini 6,5. Piace la sua intraprendenza quando il match è ancora sullo 0-0. Guastatore aggiunto in attacco, adempie al ruolo inedito con spunti interessanti.    Pro Belvedere : Coser 6; A. Coletto 6 (15’ st 13 Bocca sv), M. Coletto 5.5, Citterio 5, Candi 5.5; Mauri 5 (8’ st Matteassi 6), Scazzola 5 (42’ st De Lorentiis 6), Lemma 5.5, Cagliano 5.5; Scapini 6, Bertolini 5.   Arbitro 6. La sostanziale correttezza delle squadre facilita il compito del signor Pagano, che dirige senza strafalcioni. (r.lo.)

 

 

Pavia, Carbone corre verso lo Spezia

la Provincia Pavese — 16 marzo 2010   pagina 51   sezione: SPORT

  PAVIA. Il grande assente della sfida di Vercelli ha sofferto in tribuna, nascondendo la tensione dietro un paio di occhiali neri da sole. E al gol liberazione di Ferretti, che certificava la vittoria sulla Pro Belvedere, lui e Pato D’Amico sono corsi fino alla rete di recinzione per festeggiare con il compagno. «Ci voleva questa vittoria», dice Benny Carbone che si sente stretto nei panni di spettatore e giura che farà di tutto per rientrare già il 29 contro lo Spezia.  Il capitano vuole bruciare i tempi di recupero dallo stiramento per non saltare il big match con la capolista. «Andrò anche a Lourdes, se necessario - scherza, ma neppure troppo, il fantasista azzurro - E’ una partita così importante che sarebbe davvero un peccato saltarla. E poi io, come tanti altri miei compagni, al primo posto ci credo ancora, nonostante i sette punti di svantaggio. Il Milan insegna: finchè la matematica non condanna, bisogna sempre provarci».  Tanto ottimismo è giustificato dalla prova del Pavia, che ha vinto e convinto pur privo del suo capitano e giocatore simbolo. «La mia sofferenza in tribuna è stata ripagata dai compagni - racconta Benny - Abbiamo dimostrato di essere ancora vivi e la vittoria è arrivata nel momento più importante, dopo una serie di risultati non soddisfacenti».   Ora però in attacco siete in tanti. Non teme che al rientro in campo farà fatica a riconquistare un posto da titolare?   «Non bisogna avere paura della concorrenza - risponde Carbone - Il fatto di essere in tanti è una risorsa, non una debolezza. Cammilluzzi a Vercelli ha fatto fino in fondo il suo dovere. Lo stesso Stefanini, in un altro ruolo, ha ripagato la fiducia dell’allenatore. Siamo una rosa di ventidue. Io farò di tutto per esserci a La Spezia, ma se il mister mi terrà in panchina accetterò la decisione serenamente».   A proposito di panchina, domenica lei doveva andarci anche se infortunato. Poi cos’è accaduto?   «L’idea era quella, dovevo contribuire a fare gruppo anche da strappato, poi d’accordo con il mister abbiamo deciso diversamente e di premiare un giocatore della Berretti».   Ferretti l’ha ringraziata per l’incoraggiamento al suo ingresso in campo.   «Io ci tengo tantissimo ad Andrea. Lui è uno che soffre alla prima difficoltà, ma se matura e impara a tenere duro, ha tutto per giocare anche in serie A. Lo ha dimostrato pure a Vercelli, con quel gol su punizione che ha fatto sembrare semplice, ma semplice non era affatto».   Un pronostico da tifoso interista sulla sfida di Champions con il Chelsea.   «Da tifoso, e da italiano, spero ovviamente che l’Inter ce la faccia, ma temo che sarà molto, molto difficile. Io ho giocato in Premier league e conosco il clima inglese, lo Stamford Bridge sarà una bolgia. Una speranza c’è, ma anche il Manchester insegna che non è facile per niente fare risultato con le inglesi».