PRO PATRIA - PAVIA 2-2 (0-1)

Data: 12/11/2006 Ore: 14.30 Stadio: Carlo Speroni (Busto Arsizio)

RETI: 19` Bandirali (P), 69` Veronese (P), rig. 83` Temelin (P), 90` Rosso (P)
PRO PATRIA: Arcari, Candrina, Giani, Citterio (56` De Agostini), Perfetti, Imburgia (50` Rosso), Valtolina, Biava (80` Iacono), Artico, Marino, Temelin - ALL. Marco Rossi
PAVIA: Casazza, Di Fausto, Foglio, Camillini, Grassi, Bandirali, Rossi, Lunardini, Veronese, Valdifiori, Massaro (80` Selleri) - ALL. Marco Torresani
ARBITRO: Alessandro Ruini (Reggio Emilia)
RECUPERO: 5 minuti (0` pt + 5` st)
AMMONITI: Biava, Imburgia, De Agostini, Valtolina (P), Selleri (P)
ESPULSI: 66` PERFETTI, 71` CANDRINA (P)
SPETTATORI: (13000 paganti + abbonati)

 

Una Pro Patria tutto cuore pareggia 2-2 contro il Pavia riequilibrando una gara che a soli 8' dal termine sembrava ormai compromessa. Sotto di due gol e in nove contro undici per effetto delle reti di Bandirali e Veronese e delle espulsioni di Perfetti e Candrina, i tigrotti trovano un incredibile pareggio grazie al rigore di Temelin e al colpo di testa vincente di Daniele Rosso. Con questo pareggio la Pro resta a due punti dalla zona playoff, ma deve tenere d’occhio anche i playout, distanti solo tre lunghezze.

 

CALCIO D'INIZIO - Grossi problemi di formazione per Marco Rossi, costretto a rivoluzionare il suo schieramento a causa delle assenze. Difesa a quattro con Citterio centrale al fianco di Perfetti e Giani spostato a sinistra. Imburgia avanza così sulla linea di centrocampo, che vede Dino Marino in cabina di regia insieme l confermatissimo Biava. Opposto il discorso per Marco Torresani: il tecnico del Pavia può contare sulla formazione tipo, che vede una difesa a tre e un centrocampo molto folto. Da segnalare la presenza dell’ex tigrotto e capitano pavese Roberto Bandirali.

 

IL PRIMO TEMPO - Parte forte la Pro Patria, che al 5' potrebbe già festeggiare quando Artico serve di tacco Temelin, il cui destro a botta sicura trova l’opposizione di un difensore. Poi per circa un quarto d’ora il nulla totale, con le due squadre preoccupate più a non scoprirsi che ad offendere.

A risvegliare tutto lo “Speroni” ci pensa proprio Bandirali, vecchio cuore biancoblu, e non si tratta di un bel risveglio per i tifosi della Pro: al 19’ Lunardini calcia una punizione dai trenta metri che trova l’incornata vincente del granata rendendo vano il tuffo di Arcari. Palla in rete quindi e Pavia in vantaggio, con tutta la panchina ospite a festeggiare il proprio capitano, al suo secondo centro in campionato.

La reazione della Pro Patria sta tutta in una possibilità capitata sui piedi di Artico, che al 32’ riceve palla in area spalle alla porta, si gira di scatto e lascia partire un destro deviato in angolo da Casazza. Per il resto, la formazione pavese si limita a controllare agevolmente il risultato di fronte a una squadra spuntata, senza idee né gioco, che paga sicuramente le pesanti assenze, ma anche una sterilità offensiva difficile da risolvere. 

LA RIPRESA - Rossi cerca di cambiare il corso della gara inserendo Rosso al posto di Imburgia. Il giovane attaccante si va a posizionare al fianco di Temelin, ma l’occasione del pareggio porta la firma di Biava, la cui conclusione dal limite è respinta da Casazza: la sfera giunge così a Citterio, che di destro spara clamorosamente alto. Pochi minuti dopo ci provano Marino e Artico, ma il pallone non ne vuole sapere di entrare. Al 21’ l’episodio che direziona sempre più il match verso Pavia: su un lancio lungo apparentemente innocuo, grave errore in disimpegno di Perfetti, che di testa serve l’accorrente Veronese. L’attaccante ospite si lancia verso la porta e viene strattonato dallo stesso Perfetti, il cui intervento impedisce al numero 9 granata di concludere: fallo netto ed espulsione sacrosanta. Sulla punizione conseguente non accade nulla, ma 3' dopo Veronese in contropiede festeggia la rete che sembra chiudere il match. Con il colpo di testa vincente il bomber si porta a quota quattro. Passano altri 3' e la Pro Patria si ritrova in nove per il cartellino rosso sventolato da Ruini nei confronti di Candrina, colpevole di aver rifilato una gomitata a Foglio. Poi lo “Speroni” si scalda per l’ennesimo calcio di rigore negato ai tigrotti: anche stavolta il penalty sembra netto, con Temelin a terra dopo l’intervento irregolare di Camillini.
Nel momento di maggior sconforto i giocatori biancoblu mettono in campo tutta la grinta che hanno e accorciano le distanze con Temelin, che su rigore, peraltro dubbio (Marino atterrato da Casazza), alimenta le speranze in casa Pro Patria. Il quarto centro stagionale del “gatto” galvanizza la squadra biancoblu, sempre più a caccia di un pareggio quanto mai insperato.
E il pareggio arriva proprio al 90' grazie al colpo di testa di Rosso, bravissimo a spingere in rete la palla su un cross proveniente dalla destra: inutile l’intervento di Casazza, che allontana la sfera quando questa era già entrata in porta. Il giovane attaccante della Pro realizza il primo gol in campionato nel momento meno atteso in assoluto: una rete che significa un punto, un punto che, per come è arrivato, ne vale tre.

 

ROSSI - Ecco il tecnico della Pro Patria, al termine del match: «Abbiamo le potenzialità per andare ai playoff, ma se giochiamo come abbiamo fatto nel primo tempo dobbiamo solo guardarci alle spalle. Ringrazio i miei giocatori per la reazione d’orgoglio che hanno avuto, e quei venti-trenta tifosi che hanno cantato per novanta minuti».

Il tecnico biancoblu, pur lamentando le numerose defezioni, non è contento della prestazione dei suoi: «Oggi avevamo tante assenze e alcuni miei giocatori erano in una giornata negativa, ma un gol come il primo non dovevamo prenderlo. Proviamo tante cose durante la settimana, cose che puntualmente non vengono svolte la domenica. Forse mancano le motivazioni: la squadra deve convincersi di poter lottare. La reazione del finale di gara deve essere presa ad esempio per il prosieguo del campionato».