PISA-PAVIA-0-1 (Ciullo)

 

Ennesima vittoria del Pavia, ennesima sorpresa.

Proprio quando la partita si stava avviando sui binari di uno 0-0 senza grandi emozioni, gli azzurri hanno colpito, sfruttando le debolezze di un Pisa in crisi.

Ci si aspetta una gara difficile ed in effetti i pisani esercitano una certa supremazia in fase di controllo di palla. Ma quando arrivano sulla trequarti offensiva è notte fonda.

E' un Pisa senza un gioco apprezzabile che tenta di mettere in difficoltà il Pavia soprattutto sulla sinistra, dove Federici spesso va a creare superiorità numerica e dove non sempre Papini e Preite sono pronti a chiudere dando una mano a Todeschini.

Certo è che la prima vera occasione (direi l'unica) della gara ce l'ha il Pavia al 13', quando Ciullo verticalizza per Zizzari in piena area.

Il centravanti spezzino si porta la palla sul destro e fa partire un rasoterra che Puggioni devìa di piede in angolo.

Per il resto, la prima frazione non offre nulla se non, come detto, una sterile pressione pisana non supportata però dalla necessaria lucidità.

Si vede che gli schemi latitano ed il Pavia ha buon gioco nel bloccare senza fatica ogni offensiva della squadra di casa.

Tanto che gli unici pericoli arrivano su un paio di cross insidiosi in area di rigore sul finire di tempo. Nulla, se valutiamo le potenzialità del Pisa.

In questo quadro, svetta la figura dell'arbitro, per l'ennesima volta di una mediocrità incredibile.

Evidentemente le rimostranze di Mian dopo Pisa-Spezia hanno avuto il suo effetto e l'arbitro Celi, pur non potendo ergersi a protagonista in maniera decisiva (il Pisa in area non ci arriva proprio), riesce lo stesso a dare una mano ai pisani con una gestione generale del match che vede pesi e misure nettamente diverse.

Al Pavia vengono fischiati anche i sospiri, specialmente in attacco dove diventa impossibile per Zizzari e Ciullo saltare in area di rigore senza che ci si veda fischiare un fallo a sfavore.

Viceversa, non si contano le punizioni assegnate ai pisani nella nostra metacampo. Piccole cose, ma che nell'economia della partita pesano eccome.

Si passa alla ripresa e il copione cambia leggermente. I pisani si fanno sotto con più convinzione, il Pavia, come sempre, inizia soffrendo.

Ma è un fuoco di paglia perchè bastano i consueti 15' per prendere le misure giuste senza rischiare nulla.

Reggiani è chiamato ad intervenire solo su cross. Gorini, Preite e Bandirali, infatti, fanno buonissima guardia.

La partita si trascina senza grandi emozioni fino a quando il Pisa non decide di provare a vincere e si sbilancia troppo.

Fino a questo momento la squadra di Cabrini non si è sbilanciata troppo, pur cercando di attaccare con continuità.

Certamente, con il Pavia, anche un pari in casa verrebbe accolto con insoddisfazione ed i tifosi si stanno facendo sentire.

Così Cabrini sostituisce Andreotti con Kalu (cambio salutato dai fischi del pubblico) e per il Pavia la cosa si fa interessante.

Infatti, Torresani toglie Zizzari per Ceccarelli cercando di mettere in difficoltà i pisani sulla destra, così come successo 7 giorni prima con gli spezzini.

Il risultato è che il Pisa, sbilanciato in avanti, se da una parte non trova conclusioni apprezzabili verso la porta di Reggiani, dall'altra parte offre al Pavia spazi impensati.

E gli azzurri ne approfittano a 10' dalla fine, quando Sciaccaluga batte una punizione dalla destra insidiosissima sulla quale Ciullo salta più in alto di tutti e la mette nell'angolo più lontano dove Puggioni non può nulla.

E' la rete dell'1-0, che sancisce come le partite si vincano prima di tutto con la testa.

Il Pavia ha saputo aspettare il momento giusto per colpire e, come a Sassari, questo momento è arrivato proprio nel finale di gara, quando i pisani avevano speso tutto e sembravano un toro ferito a morte.

L'ultimo quarto d'ora (10+5) potrebbe essere di sofferenza, ma così non è. Il Pisa si butta disperatamente in avanti ma gli azzurri chiudono tutti i varchi con grande diligenza.

Anzi, Ciullo in contropiede viene fermato al limite dopo aver saltato di netto due avversari e Ceccarelli, sulla fascia di pertinenza, tiene bene palla perdendo il tempo necessario per arrivare al triplice fischio.

Nel complesso, un Pavia cinico, spietato, che ha capitalizzato al massimo una gara che poteva nascondere grandi insidie.

L'impressione era che, una volta segnato, il Pisa si sarebbe sciolto come neve al sole.

Il gol, in questo caso, è arrivato tardi, ma d'altronde i pisani erano alla canna del gas e hanno giocato più con i nervi che con la testa.

Il Pavia, viceversa, ha contato su una difesa reattiva come non mai per costruire il suo successo.

E con uno come Ciullo là davanti il gol è sempre in agguato.

Si tratta, in sostanza, di un'altra iniezione di morale e di fiducia.

La squadra sembra veramente consapevole della propria forza e sta tenendo un ritmo indiavolato che solo una grande Cremonese sta superando.

Il calendario, che ci ha visto battere la Torres e il Pisa in trasferta e lo Spezia in casa, ci mostra ora il Grosseto come ultimo scalino di questa serie difficilissima.

Batterlo sarebbe coronare un sogno: quello di dare continuità ad una classifica ogni giorno più esaltante.


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