PAVIA-VILLACIDRESE-2-0
il Pavia secondo rincorre la vetta


PAVIA (4-4-2): 1 Mandrelli; 2 Daffara, 5 Ricci, 6 Fogacci, 3 Visconti; 7 Ferrini, 8 D’Amico, 4 Thomas, 11 Boldrini (24’ st 18 De Vincenziis); 9 Pavoletti (30’ st 15 Bonacina), 10 Carbone (44’ st 17 D’Errico). A disposizione: 12 Facchin, 13 Acerbi, 14 Caracciolo, 16 Cattaneo. All. Amedeo Mangone.  

VILLACIDRESE (4-4-2): 1 Floris; 2 Bregliano, 5 Marini, 6 Bianchi, 3 Toppan; 7 Lombardo (8’ st 15 Cardeddu), 4 Pinna, 8 Bombagi, 10 Steri (35’ st 16 Trotti); 9 Cappai (12’ st 18 Ricciardo), 11 Mancosu. A disposizione: 12 Pomare, 13 Pili, 14 Palazzo, 17 Dessena. All. Bernardo Mereu.

ARBITRO: Trentalange di Nichelino.

RETI: pt 36’ (rigore) Carbone; st 26’ Pavoletti.

NOTE: calci d’angolo 3-2 per il Pavia, recupero 1’ e 4’. Ammoniti: 3’ st D’Amico (gioco falloso), 20’ st Carbone (comportamento non regolamentare) e Ricciardo (cnr), 23’ st Marini (gf), 37’ st Fogacci (gf). Spettatori 957.

Vinciamo e siamo secondi.
Il Pavia rifila un 2-0 facile facile alla Villacidrese e torna a -2 dal primo posto. Nessun problema di vertigini, quindi, per la squadra di Mangone che anche oggi vince mostrando grande solidità. Non spettacolo, sebbene avere Carbone in squadra sia già garanzia di belle giocate, ma un 11 titolare estremamente forte, tecnico dove serve e compatti in difesa.
Mangone, per la prima volta, fa partire Boldrini in fascia, abbandonando il rombo che sinora non ha mai convinto troppo. D'Amico si mette in mezzo con Thomas sempre vertice basso e Ferrini a destra.
Gli azzurri cercano di allargare il gioco sulle fasce e cercano molto Boldrini che, se non altro, crea qualche grattacapo ai difensori sardi. Nulla di trascendente, ma almeno in mezzo c'è meno traffico e Pavoletti ne beneficia.
Per tutto il primo tempo, infatti, siamo noi a condurre le danze anche perchè la Villacidrese appare squadra nè carne nè pesce. Troppo scarsa in attacco per metterci in difficoltà e tentare qualche sortita, poco solida dietro per cercare di difendere lo zero a zero.
Il Pavia, comunque, fa sempre parecchia fatica ad arrivare alla conclusione ed in effetti Floris non deve compiere grandi interventi per salvare la propria porta.
Solo Carbone (su punizione) e Thomas gli creano qualche grattacapo. Poi, al 35', Pavoletti su azione insistita ai limiti dell'area recupera un buon pallone e viene sgambettato in area. L'arbitro decreta il rigore che Benny realizza con un preciso rasoterra.
Per i sardi, da segnalare solo un calcio di punizione dai 20 metri spedito a lato.
Nella ripresa il copione non cambia granchè. Il Pavia, comunque, abbassa il ritmo e lascia spazio alla (scarsa) iniziativa ospite.
Mandrelli e la difesa fanno buona guardia alla porta pavese, aiutati anche dall'attacco della Villacidrese veramente inconcludente.
La realtà è che si creano spazi interessanti da sfruttare per il Pavia che, però, raramente parte in contropiede. Costruiamo un paio di occasioni con Pavoletti e Carbone (palo su punizione) ma non diamo l'impressione di voler premere sull'acceleratore. Nonostante ciò, basta un cenno d'intesa tra Pavoletti e Carbone per il raddoppio. Leo scatta sul filo del fuorigioco, Benny lo vede e verticalizza ottimamente. La punta azzurra, solo davanti al portiere, lo batte con un preciso rasoterra sul secondo palo. Due a zero e partita virtualmente finita. C'è solo un brivido per il Pavia, al 37', quando un corto retropassaggio di Fogacci permette a XXX di anticipare Mandrelli: il pallone calciato dalla punta sarda sta per entrare in rete ma Ricci salva sulla linea.
Nel finale, con gli ingressi di De Vincenziis e D'Errico, gli azzurri puntano sulla rapidità delle punte e rischiano di segnare il terzo gol. Floris è bravo ad opporsi alle conclusioni di De Vincenziis e di D'Errico che avrebbero meritato miglior fortuna.
Finisce così 2-0 una partita che il Pavia aveva il dovere di vincere dopo la beffa di Noceto.
Gli azzurri non praticano un calcio spettacolare, quanto etremamente redditizio. La forma ancora non ci sostiene fino alla fine, ma è chiaro che alcuni giocatori devono ancora progredire da questo punto di vista. La nostra fisicità, ora che ci attendono i mesi invernali, dovrebbe rappresentare un punto in più a nostro favore.

 

 

Carbone e Pavoletti, il Pavia vola

la Provincia Pavese — 13 ottobre 2009   pagina 48   sezione: SPORT

di Roberto Lodigiani   PAVIA. Implacabile in casa, dove ha conquistato 12 punti su 12, il Pavia liquida la Villacidrese con un gol per tempo, e vola al secondo posto solitario in classifica, ad appena due lunghezze dalla capolista Alghero. Una vittoria propiziata dal rigore trasformato da Carbone dopo 36’ di gioco, e messa in cassaforte dal raddoppio nella ripresa di Pavoletti, abile a sfruttare un assist del capitano sul filo del fuorigioco. Gli azzurri hanno faticato più di mezz’ora per scardinare il bunker sardo, ma hanno poi pienamente legittimato il risultato, sfiorando anche il 3-0 nel finale con De Vincenziis e D’Errico.  E’ un Pavia non ancora gioiosa macchina da guerra, che fatica sempre a produrre occasioni da gol, ma che corre pochi pericoli in difesa (domenica è accaduto solo per autolesionismo, con due pasticci in disimpegno comunque rimediati) e dà una confortante impressione di solidità. La rinuncia al rombo, fatta presagire da Mangone alla vigilia e puntualmente attuata in partita, per passare a un più pratico 4-4-2, ha accresciuto la predisposizione della squadra a occupare ogni zona del campo e a mantenere il pieno controllo del gioco. Un Pavia compatto, che avanza a rullo compressore, senza scatti di ritmo, nè cambi di passo - anche per l’assenza di ali di ruolo in grado di saltare l’uomo e creare la superiorità numerica - ma supportato da uno strapotere fisico-atletico che ha in Thomas il migliore interprete. Il francese, ben coadiuvato dal solito, concretissimo D’Amico, è sempre più il padrone del centrocampo, e alla condizione che cresce abbina la tendenza a cercare giocate non banali e inserimenti offensivi. Se il Pavia troverà un pizzico di fantasia in più negli ultimi venti metri, a prescindere dai tocchi geniali di Benny Carbone, Mangone avrà azzeccato la quadratura del cerchio.  Per ora, intanto, la sensazione è che il tecnico intenda insistere con il 4-4-2 che gli ha dato risposte confortanti contro la Villacidrese.  Sole e temperatura tiepida al Fortunati, in tribuna tanti sguardi catturati da Costanza Caracciolo, la bella velina di Striscia, fidanzata dello stopper azzurro Alessandro Fogacci. Boldrini sveste i panni del trequartista e indossa quelli dell’esterno sinistro, sull’altro out dapprima c’è Pato e subito dopo Ferrini. Schieramento speculare per i sardi di Mereu, che hanno raccolto un solo punto nelle ultime 5 partite dopo i due successi iniziali. Il Villa, squadra giovane, acerba, ma battagliera, sta rintanato nella proprià metà campo e concede pochi spazi al Pavia, che ha comunque il merito di non spazientirsi e di non farsi prendere dalla frenesia nella ricerca del vantaggio. Succede quasi nulla nella prima mezz’ora, ci prova Carbone al 13’ su calcio piazzato, il portiere para ma non trattiene, la difesa libera; al 34’ Thomas da fuori impegna Floris. E’ il preludio al gol, un mezzo regalo di Bombagi che si fa rubare palla in area da Pavoletti (bravo a non mollare la preda) e lo stende. Rigore, il capitano trasforma con la consueta freddezza.  Brivido al 39’, leggerezza di Mandrelli in disimpegno ma Ricci rimedia.  Ripresa. Formazioni invariate, poi Mereu spedisce in campo il lungagnone, e litigioso Ricciardo, che al 20’ si becca con Carbone: giallo per entrambi. Il Pavia non corre pericoli e al 26’ raddoppia: passaggio filtrante in area di Benny per Pavoletti, che scatta sul filo del fuorigioco e supera Floris con un bel diagonale: 2-0 e discorso chiuso. C’è ancora il tempo per un altro tentativo di harakiri degli azzurri, è ancora Ricci a metterci una pezza salvando sulla linea. Ovazione per Carbone, sostituito al 44’ dal baby D’Errico, classe 1992, che per poco non brinda al debutto in campionato con un gol in pieno recupero; sessanta secondi più tardi sfiora il bersaglio grosso anche De Vincenziis, ma forse il 3-0 sarebbe stata punizione troppo severa.  Pavia lassù, vicerè del girone, con l’Alghero capolista nel mirino e un calendario che sembra sorridere. Mangone fa il pompiere, smorza i facili entusiasmi, ma sognare è lecito.

 

 

Il capitano ci prende gusto

la Provincia Pavese — 13 ottobre 2009   pagina 49   sezione: SPORT

  PAVIA. «Adesso bisogna stare tranquilli e andare avanti così, con la consapevolezza che, al di là della vittoria, si è visto un bel Pavia». Parola di Benny Carbone. Il capitano ancora una volta ha messo il suo sigillo sul successo azzurro sbloccando il risultato su rigore dopo una prima parte di gara in cui la Villacidrese aveva concesso poco agli azzurri. «Mister Mangone ha cambiato modulo e ha avuto ragione, si è visto un Pavia più quadrato tatticamente e che ha creato qualcosa in più sul piano offensivo». Se il Pavia è imbattibile finora al Fortunati, qualcuno ricorda a Carbone che domenica si andrà sul terreno di un Legnano che non ha mai vinto in casa. «Vorrà dire che dovrà aspettare ancora un pò - risponde Benny con un sorriso - A parte gli scherzi, se il Pavia dimostra di essere concentrato e convinto nei propri mezzi, può far bene ovunque». Il capitano è il capocannoniere del Pavia con 4 gol: dove vuole arrivare? «Non ci sono traguardi personali, ma di squadra - risponde Carbone - Io poi ho solo una scommessa con il mister. Sicuramente voglio continuare a prendermi soddisfazioni».  Una soddisfazione se l’è presa anche Leonardo Pavoletti, al primo gol al Fortunati. «Sono contento perché dopo la rete di Olbia ci tenevo a sbloccarmi davanti ai nostri tifosi - dice il centravanti livornese - Benny mi ha messo una palla invitante, l’intesa con lui cresce di partita in partita». Pavoletti è stato bravo non solo a inserirsi e a chiudere la gara con il diagonale vincente del 2-0, ma anche a procurarsi il rigore che ha rotto l’equilibrio, sul piano tattico e del punteggio, con la Villacidrese. «Sono stato caparbio a crederci fino in fondo, andando a contrastare l’avversario per recuperare palla - racconta Pavoletti - Il loro giocatore (Bombagi) mi ha toccato e sono finito a terra. Credo non ci siano dubbi, il fallo c’era». Oltre a una dedica speciale per il gol al fratello Lorenzo che domenica compiva 27 anni, Leo sottolinea anche che il cambiamento di modulo lo ha aiutato: «Per caratteristiche partecipo molto al gioco della squadra, lotto, difendo i palloni - commenta l’attaccante - Certamente il cambiamento di modulo tattico mi ha aiutato: devo sacrificarmi meno per la squadra e così ho più lucidità e freschezza in fase conclusiva».  L’addio, almeno per ora, al rombo di centrocampo al 4-3-1-2, con Boldrini spostato da trequartista a esterno di centrocampo, era nell’aria. Alla vigilia della gara con la Villacidrese, analizzando i problemi di attuazione del modulo, Amedeo Mangone aveva spiegato cosa non lo convinceva e lo ha ribadito nel dopopartita. «Con il rombo gli esterni difensivi faticavano a svolgere la doppia fase, difensiva e di spinta - spiega Mangone - Per questo ho scelto quello che oggi è un assetto più equilibrato per la squadra». Un Pavia che ha trovato una Villacidrese ben accorta nella prima mezz’ora, ma ha avuto pazienza fino a trovare il gol. «Senza strafare per 30’ non abbiamo concesso nulla ai nostri avversari e cercato di prendere le misure nell’interpretazione del nostro nuovo modulo tattico - ribadisce Mangone - Si è vista una buona mentalità della squadra anche in fase difensiva. Abbiamo fatto noi la partita come è giusto che fosse in casa, e con la prestazione positiva è arrivata anche la vittoria. La classifica? Per ora la guardo solo se si perde...», chiude con una battuta il tecnico azzurro, che malgrado il secondo posto, smorza gli entusiasmi in vista della trasferta di Legnano (con il Pavia ancora all’asciutto di vittorie esterne). Soddisfatto anche il presidente Pierlorenzo Zanchi: «Stiamo crescendo, la squadra è sulla buona strada per costruire a piccoli passi una classifica importante - ammette il sorridente patron - Siamo tutti convinti che si possa fare ancora meglio ed è logico che sia così, ma non abbiamo mai sofferto e disputato una buona prova. La difesa ha dimostrato ancora una volta di essere la più forte del campionato e l’attacco sta migliorando. Sono contento anche per il primo gol di Pavoletti in casa».  I meriti della difesa Alessandro Fogacci li divide con i compagni: «Non è retorica, si vince in undici, la prestazione è frutto del lavoro collettivo, si fanno sacrifici tutti insieme anche nell’arco della gara - ribadisce il difensore toscano - Non siamo al 100%, ma dopo questa gara siamo ancora più convinti nei nostri mezzi». Enrico Venni

 

PAGELLE PAVIA Thomas dominatore    Mandrelli 6. Stavolta non è costretto a fare i miracoli. Pasticcia su un disimpegno, Ricci evita il patatrac.   Daffara 6. Il passaggio al 4-4-2 gli risparmia maratone sulla fascia. Tampona con efficacia e prova anche a spingere. In crescita.   Ricci 6,5. Rimedia al pasticcio di Mandrelli e nel finale salva sulla linea in occasione di un’altra mezza frittata confezionata dal portiere e da Fogacci. Una sicurezza.   Fogacci 6. Mestiere e concretezza, a parte lo svarione di cui sopra; si guadagna la pagnotta sotto gli occhi della sua bella velina.    Visconti 6. Stesso discorso che per Daffara. Il correttivo tattico di Mangone lo aiuta, lui ringrazia.   Ferrini 6,5. Parte come interno destro, Mangone presto lo dirotta in fascia accentrando D’Amico, e lui se la cava. Prova promettente.    Thomas 7. Il francese fa valere la sua stazza dominando a centrocampo. Qualche errore in appoggio, ma tanta quantità e anche la qualità a poco a poco migliora.    D’Amico 7. Uomo di lotta e di governo, non tradisce mai. Copre, cuce, combatte, recupera palloni in quantità industriale, si butta anche in avanti. Peccato per un appoggio errato in contropiede, tre contro due.   Boldrini 6. Sollevato dall’incarico indigesto di trequartista, si muove con grande volontà ma non sempre i risultati corrispondono alle energie profuse. Comunque sufficiente (dal 24’ st De Vincenziis 6 : solita grande vivacità, sfiora il terzo gol).   Pavoletti 6.5. Alla prima palla buona, la butta dentro senza farsi pregare. Secondo gol in campionato e buoni auspici per il futuro (dal 30’ st Bonacina sv ).   Carbone 7. Esce tra gli applausi. Meritati. Benny è sempre nel vivo del gioco, ha il grande merito di sbloccare il risultato e di innescare Pavoletti per il raddoppio, concede alla platea qualche magia delle sue (dal 44’ st D’Errico sv : al debutto in campionato, poteva persino segnare negli istanti finali).   Villacidrese : Floris 6; Bregliano 5.5, Pinna 5.5, Marini 5, Toppan 6; Lombardo 5.5 (Cardeddu 5.5), Bianchi 6, Bombagi 5, Steri 5,5 (Trotti sv); Cappai 5 (Ricciardo 5), Mancosu 5.   Arbitro 5. Il figlio d’arte Vincenzo Trentalange perdona qualche fallo di troppo agli ospiti e grazia Marini, che doveva essere espulso per fallo da ultimo uomo su Pavoletti, e invece rimedia solo un giallo.