PAVIA – VARESE 0-2



MARCATORI: Lepore 38’ (Va), 83’ La Marca 83’ (Va)

PAVIA (4-4-1-1): Lucenti 5.5, Donato 5.5 (52’ Pietribiasi 6) , Belotti 5.5, Fogacci 5, D’Agostino 6.5, Giaccherini 6, Todeschini 5, Mandorlini 5 (79’ Petresini sv), Valentini 5 (72’ Selleri sv), Carbone 5.5, De Martin 5. A disp.: Cantele, De Stefano, Bigioni, Stefanini. All.: Alessandro Madocci 6
VARESE (4-3-3): Lorello 6.5, Luoni 6, Silva 6, Casisa 6, Shakpoke 6.5, Miale 6, Grossi 6.5, La Marca 7, Giovio 6.5 (72’ Denilson 6), Lepore 7(92’ Tripoli sv), Dos Santos 6 (90’ Corral sv). A disp.: Sampietro, Scietti, Maccoppi, Sergi. All.: Roberto Lorenzini 6.5
ARBITRO: D’Agostino di Empoli 5 (Colongo di Verbania 6, La Grotteria di Novara 6)
NOTE: spettatori 754 (380 abbonati, 374 paganti)per un incasso 6.524.00 euro; ammoniti: Donato, Todeschini, Pietribiasi (Pv), La Marca , Shakpoke (Va); espulsi: De Martin al 53’ (Pv), Giaccherini all’86’ (Pv); angoli: 7-3; recupero: 2’ pt, 4’ st.

 

Ennesima sconfitta casalinga del Pavia, che ormai non fa più notizia. A portare a casa i tre punti, questa volte, è il Varese, squadra senz'altro più debole di Rodengo e Canavese.
Gli azzurri, con De Martin e Giaccherini dal primo minuto, non demeritano nei confronti dei biancorossi, ma hanno il grande demerito di mettercela tutta per perdere.
Lucenti, dopo Calcio, dimostra di non esserei in grado di giocare da titolare, nemmeno in C2. Il primo gol è totale responsabilità sua. Si tuffa come neanche un sacco di patate e   lascia passare un tiro sul suo palo. Tiro non certo debole, ma neanche eccessivamente difficile da parare. Sul secondo gol, invece, Gaetano nostro è in allegra compagnia con la nostra coppia centrale difensiva, permettendo a La Marca (mica Veronese!) di saltare tutto solo dentro l'area piccola.
Uno 0-2 che, a conti fatti, sembra eccessivo, considerando gioco espresso ed occasioni creati. Il Pavia, se non altro, reagisce al gol subìto, ma purtroppo non trova la via della rete, un po' per colpe proprie, un po' perchè la Dea Eupalla concede al Varese qualche ribattuta su conclusioni a colpo sicuro e qualche strafalcione delle nostre punte.
Carbone e Giaccherini danno un tocco di imprevedibilità, specie quando possono giocare nell'uno contro uno, ma devono capire che una squadra che si deve salvare non può esibire, tocchettini, dribbling, colpi di tacco e tutta una serie di leziosismi che neanche l'Inter si può permettere. Serve umiltà, e anche subito, se ci si vuole salvare. Questo non tutti lo hanno capito.
Serve capire che se non si dà per primi l'esempio, non si può pretendere di urlare dietro ai propri compagni. Fogacci dovrebbe cominciare a giocare a calcio, invece di sbraitare, fare l'attaccabrighe e in generale mostrare un nervosismo veramente fuori luogo. Negli anni passati, chi dava consigli ai compagni, era leader in campo e fuori, Fogacci prenda esempio e la smetta di tenere atteggiamenti insopportabili per chi vede la partita.
Non che il suo compagno di reparto sia meglio: Belotti, vera delusione di questo inizio, è sempre fuori posizione, raramente anticipa di testa, si fa saltare con una facilità impressionante.
Il Varese, comunque, in avanti è ben poca cosa, a parte un Lepore abbastanza ispirato. Questo per far capire come, questa volta, ci saremmo aspettati almeno un pari (o è chiedere troppo?).
Nella ripresa, dopo lo svantaggio, si attacca senza tante idee, ma completiamo sapientemente l'opera con le espulsioni di De Martin e Giaccherini che ci lasciano 9 e senza speranza. Tra le due espulsioni, alcune delle occasioni maggiori create dal Pavia: una girata di Carbone rimpallata, una conclusione di D'Agostino anch'essa deviata in angolo e una deviazione sotto misura di Giaccherini che si inserisce bene ma non ha fortuna.
Certo è che le pecche già ripetutamente sottolineate non mancano neanche questo pomeriggio: a centrocampo abbiamo mostrato un assetto forse migliore del solito. Mandorlini alterna una prestazione buona ad una pessima, oggi ha lottato e gliene va dato atto. Valentini e il Tode hanno fatto legna in mezzo. Sulle fasce, Donato e D'Agostino si barcamenano, senza esaltare, ma anche senza crearsi troppi problemi.
Resta il fatto che, messi insieme, questi giocatori non fanno una squadra. E se dobbiamo salvarci, è in casa che dobbiamo fare i punti. Tre sconfitte, onestamente, sono troppe. Dovrebbero far scattare un campanello d'allarme, ma la società dice che la squadra va bene così e quindi anche noi ci mettiamo il cuore in pace. Il Progetto triennale evocato da Armando Calisti prosegue senza soste, con il Pavia in piena zona retrocessione: ci chiediamo se, oltre a lui, ci creda anche qualcun altro. Il buon Benito, da lassù, qualcosa da dire forse ce l'avrebbe....

 

 

Massimiliano Marino - Le ha provate tutte, ma non c’è stato niente da fare. Alessandro Madocci entra in sala stampa a testa bassa, faccia scura e desolata e risponde amareggiato alle domande dei giornalisti. Anche lui, come i tifosi, sembra aver perso le speranze. “In settimana ho fatto i complimenti alla squadra, l’ho trovata in forma e molto motivata, speravo di portare a casa un risultato importante”. E invece ecco arrivare la terza sconfitta consecutiva davanti al pubblico amico, un 2-0 contro il Varese che non ha scusanti. Neanche l’espulsione di De Martin all’inizio della ripresa, ingiusta e troppo severa secondo il parere del mister, non può creare un’ alibi ad una squadra che ha perso la sua identità. “E’ stata una sconfitta diversa dalle altre” prosegue Madocci “la partita l’ha fatta il Pavia, abbiamo sbagliato occasioni clamorose e pagato a caro prezzo l’errore di Lucenti che ha portato il Varese in vantaggio. Nel secondo tempo, nonostante l’espulsione di De Martin abbia complicato tutto e stravolto i miei piani tattici e la partita, abbiamo costruito qualche palla gol”. Il tecnico prescrive la medicina: “ Dobbiamo essere più cattivi, più cinici; abbiamo creato tanto e sprecato altrettanto; le ho provate tutte, ho utilizzato tutti gli attaccanti a mia disposizione ma oggi è andata così”. Soddisfatto, invece, il tecnico del Varese: “E’ stata una bella partita, siamo stati bravi a rimanere quadrati. Ottimo primo tempo, male il secondo dove ci sono stati quei dieci minuti di apnea dove ho temuto il peggio; ci siamo abbassati troppo, abbiamo sofferto sia sulle fasce che sul raddoppio dell’uomo ma, tutto sommato, sono contento del carattere che ha mostrato quest’oggi la mia squadra”. E, alla fine, non nega che avrebbe firmato per il pari: “Sì, pensavo che sarebbe finita proprio così, invece è arrivata una più che meritata vittoria e per questo sono contento.” Il Pavia sperava invece in una vittoria. In una giornata nera, dettata sia dal tempo grigiastro sia dai disordini prima della gara da parte degli ultrà biancorossi che hanno costretto l’intervento della polizia, niente è andato come previsto. Il primo tempo della partita è stato equilibrato, a tratti anche nervoso, nonostante la pericolosità sui calci piazzati degli ospiti che hanno evidenziato ancora una volta i problemi della retroguardia azzurra fino a quel punto impeccabile. Al 30’ prima palla gol per il Pavia: cross di De Martin, Giaccherini colpisce di testa ma il pallone termina fuori di pochissimo. Il Pavia non c’è, al 38’ il Varese confeziona il vantaggio con un’ottima triangolazione del tridente che porta al gol il giovane Lepore: niente da fare per Lucenti, superato da un potente rasoterra mancino. Nel secondo tempo la partita diventa più cattiva: al 52’ l’arbitro manda sotto la doccia De Martin dopo un calcione rifilato a La Marca ma la sensazione è che il cartellino rosso forse è stato troppo eccessivo. Tensione sugli spalti tra una tifosa ospite e una giornalista pavese, dalla Nord piovono fischi e insulti contro Calisti mentre vicino alla tribuna d’onore interviene la polizia a placare un tifoso azzurro dopo un vivace battibecco con uno sconosciuto. Il clima si surriscalda, la partita viene molto spesso interrotta e l’arbitro è costretto alle maniere forti: cinque ammoniti e due espulsi testimoniano la nervosità in campo tra le due squadre. Al 70’ il Pavia reclama un calcio di rigore ma l’arbitro ammonisce Pietribiasi per una simulazione. I cambi non riescono a stravolgere la gara, il Pavia non riesce a venire fuori dalla morsa degli avversari e anche Carbone fatica a creare e a inventare. All’83’ arriva il raddoppio del Casale: calcio di punizione di Lepore, colpo di testa di La Marca e Lucenti battuto per la seconda volta. Il Pavia non ci vede più, Giaccherini commette un fallo a metàcampo e viene espulso. Finale di gara nervoso, il Varese chiude in attacco ma non succede più nulla. I tifosi reclamano, al termine della gara Carbone viene accerchiato da alcuni giornalisti, impazienti e desiderosi di conoscere, di sapere, di informarsi sulla reale situazione in casa azzurra. Un clima che certo non aiuta né giocatori né società né tifosi. La spaccatura che si è creata è forte e tutti si domandano quando mai si potrà ricucire. Perché così non si può proprio andare avanti. (http://www.agenfax.it/index.php/content/view/12350/101)