PAVIA-SPEZIA-2-0
PAVIA: 2 - SPEZIA: 0 PAVIA
(4-4-2): 1 Mandrelli; 2 Daffara (40 st 13 Ricci), 6 Fogacci, 5 Acerbi, 3 Ferrini; 11
Boldrini (26 st 15 Visconti), 4 Thomas, 8 DAmico, 7 De Vincenziis; 9 Ferretti
(38 pt 17 Pavoletti), 10 Carbone. A disposizione: 12 Facchin, 14 Caracciolo, 16
Bonacina, 18 DErrico. All. Mangone. SPEZIA (4-3-1-2): 1 Aprea; 4 Enow
(26 st Cintoi), 2 Salvalaggio, 3 Milone, 6 Scantamburlo (26 st Herzan); 8 Dal
Padrone, 5 Grieco, 10 Padoin; 7 Capuano; 9 Lazzaro, 11 Moro. A disposizione: 12
Mozzachiodi, 14 Lollo, 16 Ferdani, 17 Ronchetti, 18 Triglia. All. DAdderio. ARBITRO
: Operato di Isernia. RETI : pt 14 Ferretti; st 43 Visconti. NOTE : recupero 240+3,
angoli 5-1. Ammoniti Ferrini (17 pt, gioco falloso), Salvalaggio (12 st, gioco
falloso), Capuano (28 st, proteste). Spettatori paganti 911 (di cui 169 da La
Spezia), più 269 abbonati, per un incasso di 8.914 euro.
Signori, giù il cappello per
questo Pavia.
La vittoria contro lo Spezia ha dimostrato che questa squadra non è prima per caso e che
può puntare, senza nascondersi, ai vertici della classifica.
Tale e tanta è stata infatti la superiorità mostrata oggi da pavesi al cospetto di una
squadra che pure può annoverare giocatori esperti e tutt'altro che finiti (Grieco,
Padoin, Moro). Il fatto che gli spezzini non abbiano però mai concluso pericolosamente a
rete è significativo della forza della nostra compagine, mai in difficoltà, sempre alla
ricerca della segnatura.
E il 2-0, che non fa una grinza, avrebbe potuto essere anche più rotondo se gli azzurri
non avessero sprecato alcune palle gol in contropiede.
Ma in fondo va bene così, anche perchè a fronte della migliore partita stagionale sin
qui disputata, si è assistito al ritorno di un pubblico finalmente degno della classifica
che occupiamo.
Entrando nel merito della partita, Mangone ha cambiato nuovamente le carte in tavola:
fuori Visconti e Pavoletti, dentro il recuperato Ferrini (terzino) e Ferretti.
Proprio Ferretti incanta i propri tifosi per una buona mezz'ora con giocate sopraffine ed
un gol di ottima fattura sottomisura. Oltre a lui, è la fluidità della manovra offensiva
la lieta notizia della giornata. Con due esterni molto larghi (Boldrini e De Vincenziis),
il Pavia attacca su tutto il fronte offensivo e trova spazi inaspettati. Troppo lenta, e
spesso in difficoltà, la difesa bianconera che soffre terribilmente sulla sinistra con un
mediocre Scantanburlo, per non parlare dei due centrali Salvalaggio e Milone, lenti e
macchinosi come pochi. Il povero 38enne Grieco, perno basso del centrocampo, viene preso
in mezzo da Carbone e Thomas. Il francese, ancora una volta, risulta essere il migliore in
campo, grazie ad una condizione atletica eccellente. Il suo compagno di reparto, Pato
D'Amico, lotta come un leone e vince una miriade di contrasti.
E con un centrocampo così, la difesa ne beneficia. Fogacci e Acerbi sono insuperabili, e
rendono impossibile la vita a Lazzaro. Moro, sulla sinistra, combina poco o nulla, anche
grazie a Manuel Daffara che gioca quasi sempre d'anticipo e spesso si sovrappone in fascia
a De Vincenziis.
Insomma, è un bel giocare e gli azzurri strappano sovente gli applausi del pubblico.
Tutto poi è reso più semplice dal vantaggio giunto al 15', ma questo semmai è un merito
del Pavia, non certo un colpo di fortuna capitato per caso.
Nella ripresa, poi, il Pavia non smette di attaccare, concedendo pochissimo ai liguri.
Tant'è che le uniche vere occasioni sono di marca pavese che più volte giungono alla
conclusione.
Che poi il raddoppio arrivi al 42' grazie ad una bella triangolazione tra De Vincenziis e
Visconti è solo un dettaglio. In realtà lo Spezia aveva smesso di crederci già da tempo
e il Pavia fisicamente aveva ancora energie da spendere.
PAVIA. Quattro anni e mezzo fa il Pavia aveva conquistato per lultima volta la vetta (della C1) dopo uno 0-0 con lo Spezia. Domenica, per una curiosa combinazione, gli azzurri erano chiamati a confermare proprio contro i liguri il primo posto in classifica ritrovato sette giorni prima - grazie al successo sulla Pro Belvedere - dopo quella lunghissima astinenza. E la prova è stata superata con disinvoltura. Il Pavia ha liquidato anche i bianconeri, allungando un ruolino di marcia casalingo davvero straordinario: sei vittorie su sei gare, oltretutto senza subire nemmeno un gol. E stato un Pavia solido mentalmente, invalicabile in difesa, concreto, anche se va detto - per restare con i piedi per terra ed evitare eccessive esaltazioni - che di fronte cera uno Spezia in parabola discendente (due ko consecutivi) e che mai è apparso in grado di creare problemi agli azzurri. Ancora una volta, come sette giorni prima, mister Amedeo Mangone ha azzeccato in pieno i cambi, sia prima che durante la gara: i gol del 2-0 finale sono arrivati proprio da Ferretti, schierato a sorpresa dal 1 al posto di Pavoletti, e da Visconti, mandato allultimo momento in panchina per lasciare posto a De Vincenziis, ma subentrato nella ripresa e autore di un gol bellissimo, un piccolo gioiello in questa categoria. Il Pavia non patisce il ruolo di primo della classe e anzi fa valere il peso della superiorità con un buon inizio in cui fa la gara. De Vincenziis non ci crede su un cross lungo che scavalca Enow, poi Carbone, pescato a centro area, non riesce a imprimere la forza necessaria di testa, quindi costringe il portiere dello Spezia a un goffo intervento su conclusione da fuori. Il gol arriva appena prima del quarto dora, su corner del capitano che Ferretti in qualche modo (lui stesso ammetterà poi di non sapere bene come ha colpito la palla) gira in rete. Lo Spezia, fino ad allora inconsistente, prova a reagire. Al 18 su insidioso angolo Lazzaro non trova la deviazione vincente di testa da distanza ravvicinata e poi Scantamburlo manca quella di piede di poco. Ancora Lazzaro ben servito in area si gira ma il tiro è telefonato. Quindi al 40 a Mandrelli tocca uscire per anticipare di piede il solito Lazzaro, apparso per la verità in fuorigioco. Mangone è costretto a sostituire Ferretti (che zoppica per una botta) con Pavoletti, ma il tempo si chiude con una buona opportunità per il Pavia: De Vincenziis (al quale Mangone ha appena invertito la fascia di competenza con Boldrini) si beve il suo avversario sullout destro e mette in mezzo, Carbone appoggia per Boldrini e la conclusione è di poco alta. Nella ripresa ci si aspettano gli affondo dello Spezia per cercare di pareggiare, ma la squadra di DAdderio in 48 non riuscirà nemmeno a inquadrare lo specchio della porta e lunico pericolo (si fa per dire) arriva su una conclusione di Moro dalla lunga distanza, con palla alta sulla traversa. Il Pavia invece al 2 reclama il rigore per una spinta più che sospetta di Milone su Pavoletti, buttato giù, poi al 7 sfiora il 2-0 con una grande azione di Carbone che fa fuori tre avversari in un fazzoletto di terreno e dà la palla buona a Boldrini, ma il portiere si salva in due tempi. Poi il Pavia si limita a controllare e a tentare qualche sortita approfittando degli spazi che si aprono. Al 41 Ferrini (partito come terzino sinistro al posto di Visconti e poi avanzato a destra con lingresso dello stesso Visconti) va al tiro dopo una buona iniziativa di De Vincenziis, la palla sorvola la traversa. Quindi al 43 arriva il raddoppio: Visconti recupera una palla a centrocampo, la cede a Carbone (che pesca De Vincenziis) e si lancia letteralmente nello spazio avanti a sé, chiamando il passaggio di ritorno (perfetto) in area di rigore, lo stop di petto e il sinistro al volo sono da manuale. Il Pavia prosegue così in testa a braccetto col Rodengo, ma guadagnando punti su tutte le inseguitrici. Domenica si va a far visita al Canavese, giustiziere a sorpresa del Mezzocorona. - Luca Simeone
Non si può essere primi in classifica per caso a un terzo del cammino. E il Pavia, che si sbarazza dello Spezia, presenta almeno un paio di qualità che di solito caratterizzano le cavalcate importanti. La prima riguarda la fase difensiva: Mandrelli con cinque gol subiti è il portiere meno battuto del girone. La seconda è il ruolino di marcia al Fortunati, quello che era stato il cruccio delle ultime stagioni: gli azzurri hanno fin qui vinto senza subire reti tutte e sei le partite giocate in casa. Un record. Sono cose importanti, fondamenta sulle quali si può affermare che il ruolino esterno, mediocre, appartiene al capitolo dei margini di miglioramento. Senza pressione, però. Via Alzaia in estate ha cambiato rotta dopo alcune stagioni di navigazione a vista e i segnali inviati dalla stanza dei bottoni, ad esempio ingaggiando un direttore come Moreno Zocchi, si sono subito diffusi nellambiente. E la squadra, che lambiente respira a pieni polmoni, ha avvertito il cambio dindirizzo trovando una prima quadratura. Adesso il bimbo bisogna solo farlo crescere. La metafora non è nostra, ma appartiene al buon senso di Marco Torresani. E nellattuale quarta serie, dove non è che ci siano chissà quali corazzate, serenità e pazienza valgono oro. Il Pavia deve solo restare lì, agganciato in quota. Il volo, se ci saranno le condizioni, basterà spiccarlo in primavera, con un filotto importante al momento giusto. Intanto, nella giornata dedicata alla memoria di Fabio Ardizzone, la vittoria sullo Spezia, con una formazione abbastanza inedita, dice che Mangone ha pure qualche alternativa in una rosa allestita senza sprechi o eccedenze. Tranquillità e fedeltà sono invece le qualità di una piazza che, se nei rari momenti al top ha magari spinto meno rispetto ad altre realtà, resta un patrimonio affidabile su cui contare. Almeno sul Naviglio, nei giorni in cui Capello denuncia i troppi club ostaggio degli ultrà, non succede quello che abbiamo visto al novantesimo di domenica, quando i giocatori spezzini si sono dovuti umiliare di fronte alla loro curva, radunati a testa china davanti a qualche decina di beceri aggrappati alle sbarre della cancellata. Che tristezza. - Stefano Pallaroni
LE PAGELLE Ferrini in evidenza Mandrelli 6. Lintervento più difficile è quello di piede fuori area per anticipare Lazzaro. Nella ripresa praticamente mai impegnato, grazie a una difesa impenetrabile. Una sicurezza nelle uscite. Daffara 6. Tiene senza problemi in copertura, dove si fa apprezzare anche per alcuni anticipi. dal 40 st Ricci sv . Fogacci 7 . Emblematico quello che succede al 35 del primo tempo, nel giro di pochi secondi: prima salva su una situazione pericolosa, poi si fa scippare la palla, quindi rimedia ancora, sventando alla grande. Non sarà impeccabile, ma di sicuro efficace e spesso determinante. Acerbi 7. Assieme a Fogacci concede quasi nulla allattacco dello Spezia. Puntuale sulle palle alte, e non solo su quelle. Ferrini 7 . Mangone gli chiede di nuovo di fare il terzino, lui non si limita a eseguire il compito ma sfodera finalmente quella personalità che era rimasta un po in ombra finora. Probabilmente il migliore. De Vincenziis 6.5. Giocare sulla fascia ne limita le potenzialità, ma sa ritagliarsi il suo spazio e cresce nel corso della gara. Due ottimi assist, il secondo vale il 2-0. Thomas 6. Un po lento a volte, e qualche errore un po anomalo per lui. Tuttavia resta essenziale per la quadratura del centrocampo. DAmico 6.5. La solita bella prestazione per quantità e qualità. E la forma fisica eccellente gli dà anche maggiore equilibrio in campo. Boldrini 6. Se cerca di strafare rischia di incartarsi da solo, ma stavolta dà segnali di ripresa e un paio di volte va anche vicino al gol. dal 26 st Visconti 7 . Merita lincoraggiamento: entra subito in partita e poi segna uno splendido gol grazie alla sua iniziativa personale. Ferretti 6.5 . Di riffa o di raffa mette dentro l1-0, poi regala un paio di aperture da gran giocatore. Esce per una botta. dal 38 pt Pavoletti 6 . Spesso gli vengono chiamati falli dubbi. Non riesce ad approfittare di un paio di occasioni. Sufficienza, ma un po stentata. Carbone 6.5 . Allapparenza nulla di eccezionale, ma la manovra offensiva non può fare a meno di lui. Un paio di grandi spunti sui quali il Pavia va vicino al gol. Spezia : Aprea 5.5, Enow 6 (Cintoi sv), Salvalaggio 6, Milone 6, Scantamburlo 5.5, (Herzan sv), Del Padrone 5.5, Grieco 5.5, Padoin 5.5, Capuano 6, Lazzaro 6, Moro 5. (l.si.)
PAVIA. «Un Pavia che mi è piaciuto tanto, sono contento della prova di maturità di una squadra che per la prima volta si è trovata a giocare nel ruolo di capolista e ha retto bene la pressione psicologica». Il presidente azzurro Pierlorenzo Zanchi è sorridente vicino al figlio Alessandro. La dirigenza azzurra si gode questo bellavvio di stagione del Pavia che va al di là delle più rosee aspettative. Anche il vicepresidente Armando Calisti fa avanti indietro nellarea degli spogliatoi e si unisce ai festeggiamenti. «Mi fa piacere anche notare come la squadra sia cresciuta sotto il profilo del gioco - ribadisce il presidente Zanchi - dopo il vantaggio in altre gare casalinghe ci siamo gestiti, tendevamo magari a sederci un po, oggi invece ho visto un Pavia che ha dimostrato di non accontentarsi. E se poi a dieci minuti dalla fine entra un giocatore forte come Ricci ci ricordiamo che dalla panchina questa squadra ha sempre valide soluzioni». Amedeo Mangone nella sua analisi ammette come oltre allo Spezia lavversario in più delle giornata fosse proprio il primo posto in classifica. «Mi preoccupava che potessimo accusare qualche problema mentale, invece la squadra ha giocato con grande intensità, dando il massimo, e il risultato ci premia meritatamente - dichiara il tecnico azzurro - siamo stati bravi a preparare questa partita in settimana, ad arrivarci con grande concentrazione. Devo dare molto merito a tutto il gruppo che sta lavorando seriamente. E il fatto che lo Spezia sia con oggi alla terza sconfitta consecutiva non toglie nulla alla nostra prova, ritengo che possa riprendersi in futuro». Il tecnico azzurro spiega poi le scelte di schierare Ferrini come esterno sinistro difensivo al posto di Visconti e di lanciare dal primo minuto Ferretti al posto di Pavoletti: «Ferretti stava bene e contro una difesa forte fisicamente come quella dello Spezia mi dava la possibilità di giocare con un attaccante che tenesse più la palla a terra rispetto a Pavoletti. Recuperando Ferrini ho voluto ridare fiducia a De Vincenziis come esterno a centrocampo e ho fatto riposare inizialmente Visconti. Ho a disposizione un grande gruppo che mi consente di schierare tanti titolari e debbo elogiare tutti che sono sempre disponibili a farsi trovare pronti». Non ha chiuso il primo tempo in campo, ma Ferretti è stato comunque decisivo per il gol poco prima del quarto dora. «Purtroppo non riuscivo a stare più in campo dopo un colpo duro a una coscia, non riuscivo a correre perché mi si è gonfiata e sono stato costretto a chiedere il cambio - racconta Ferretti - sono invece molto contento di aver messo a segno un altro gol in una partita dove la squadra ha dimostrato una crescita nel rendimento. E ora aspettiamo questa trasferta con il Canavese per dimostrare che anche lontano dal Fortunati le cose cambieranno. Noi giochiamo sempre per vincere, in casa finora ci siamo sempre riusciti, ora vogliamo farlo anche fuori». E felice anche lesterno sinistro Pietro Visconti: «E il mio primo gol tra i professionisti - dichiara con soddisfazione - lesclusione iniziale? Lho saputo unora prima della partita, quando il mister ha dato la formazione. Daltronde non stavo giocando al meglio e quindi questa esclusione ci poteva stare, nessun dramma, anzi. Mi dà sicuramente stimoli in più. Quando sono entrato ero determinato ed è arrivata anche questa rete». Il Pavia si conferma imbattuto e senza gol subiti al Fortunati. La miglior difesa del campionato è uno dei punti sul quale gli azzurri hanno costruito il primato attuale in classifica. «E vero, ma soprattutto in gare come oggi abbiamo concesso veramente poco allo Spezia, che non è riuscito a calciare in porta - dice Alessandro Fogacci - un Pavia in crescita che ha dimostrato di saper conservare il primato in classifica dopo averlo ottenuto. Mi sembra un sogno essere lì davanti, dopo aver vissuto due campionati in cui siamo stati sempre costretti a rincorrere». Il jolly Francesco Ferrini ancora una volta si è dimostrato pronto a ricoprire esigenze tattiche diverse: «Rientravo dopo lo stop di domenica e mi sono messo a disposizione del mister. Meritiamo tutti di giocare, oggi è stata data fiducia a De Vincenziis, è rimasto fuori Visconti che quando è entrato ha reagito facendo gol. E il gruppo il segreto del Pavia e tutte le scelte finora fatte dallinizio o a gara in corsa dimostrano le qualità della nostra rosa». - Enrico Venni
PAVIA. «Questanno non sono alla ricerca di traguardi personali, mi interessa dare una mano a questo gruppo eccezionale, che può davvero centrare degli obiettivi importanti». Anche Benny Carbone si gode il primato in classifica nel girone A della Seconda Divisione. E ammette che non è un primo posto che arriva inaspettato. «Dire che è una sorpresa non sarebbe onesto - spiega il capitano - ci speravamo, consapevoli del fatto che con questi giocatori era possibile». Il tasso tecnico è superiore a quello della squadra della scorsa stagione, su questo Carbone non ha dubbi: «Abbiamo più giocatori desperienza e qualità in tutti i reparti. Affrontiamo le gare in maniera diversa e sappiamo anche gestirle meglio». Resta però un divario netto tra le partite casalinghe, dove il Pavia marcia a livelli da record (6 gare, 6 vittorie e nessun gol subito), e quelle in trasferta (appena 3 pareggi e 2 sconfitte). Come si spiega? «Anche a Salò e Legnano non siamo certo scesi in campo meno convinti del solito, ma abbiamo trovato squadre più grintose e cattive di quanto siamo stati noi. Ma già domenica sono convinto che ci confermeremo, almeno sotto il profilo della prestazione». E cè anche la convinzione che la squadra possa migliorare ancora. «Questa squadra ha ampi margini di miglioramento - dice il capitano - domenica scorsa abbiamo dato sicuramente il massimo come attenzione e concentrazione, anzi abbiamo fatto una partita perfetta, ma abbiamo ottenuto il risultato facendo il minimo sforzo». Come dire che una parte della potenzialità della squadra non si è ancora vista. Lanno scorso a un certo punto del campionato Benny aveva fatto una scommessa con il tecnico Amedeo Mangone sul numero di gol che avrebbe segnato. Questanno no: «Voglio essere un giocatore che dà una mano a tutti. Se lo meritano, i miei compagni, perché sono ragazzi straordinari che possono dare ai tifosi soddisfazioni grandissime». A proposito di tifosi, domenica scorsa al Fortunati si è vista una scena sgradevole al termine della gara, con i giocatori dello Spezia costretti dai loro supporter ad andare davanti alla curva a prendersi insulti e minacce. «Questo è anticalcio, non lho mai sopportato - dice Carbone - nessun giocatore entra mai in campo per perdere. Lo Spezia ha fatto una squadra per vincere il campionato, ma non è detto che ci debba riuscire. A Pavia cosa del genere non succedono: anche lanno scorso, quando andavamo male, nessuno si è mai permesso di minacciare. Tutti possono avere delle difficoltà, penso anche al Foggia del mio ex compagno Fabio Pecchia (hanno giocato assieme a Napoli e poi a Como, ora Pecchia guida il Foggia, ndr), una persona doro. Quando invece ero a Parma, ci fu il crac Parmalat e non prendemmo lo stipendio per molti mesi, ma restammo uniti anche con i tifosi. E quello che accade anche a Pavia. E il mio sogno è quello di vedere lo stadio biancazzurro, come quello dei playoff: assieme ai tifosi questa squadra può arrivare davvero molto in alto». - Luca Simeone