PAVIA-FERALPI SALO-0-0
PAVIA (4-4-2): 1 Mandrelli; 2 Ricci (dal 17 st 13 Daffara), 6 Fogacci, 5 Acerbi, 3 Visconti; 9 De Vincenziis (dal 43 st 17 DErrico), 4 Thomas, 7 Mazzocco, 11 Boldrini; 8 DAmico (dal 30 st 15 Stefanini), 10 Carbone. A disposizione: 12 Facchin, 14 Bonacina, 16 Tacconi, 18 Lentini. All. Mangone.
FERALPI (4-4-2): 1 Ambrosio; 2 Sberna, 5 Colicchio, 6 Leonarduzzi, 3 Turato; 8 Bellomi (dal 17 st 15 Scioli), 10 Baggio, 4 Sella, 7 Longhi; 9 Rossetti (dal 28 st 16 Coppiardi), 11 Graziani (dal 44 st 18 Zanola). A disp. 12 Gargallo, 13 Picardi, 14 Bonaccorsi, 17 Piantoni. All. Ottoni.
ARBITRO : Vallorani di San Benedetto del Tronto.
NOTE : recupero 2+ 4, angoli 8-1 Pavia. Ammoniti 29 pt Leonarduzzi, 35 pt Acerbi, 45 pt Graziani, 14 st Sberna, 27 st Baggio, tutti per gioco falloso. Spettatori: 460 paganti (269 abbonati), incasso di 4.665 euro.
PAVIA. Contro la Feralpi Salò è arrivato solo un pareggio, ma nel complesso il mini-ciclo di gare chiuso con lo 0-0 di domenica - prima della sosta - è per il Pavia il migliore dallinizio del torneo. Tre vittorie su quattro partite, 10 punti sui 12 in palio conquistati. Mai gli azzurri avevano fatto meglio. E vero che 3 delle 4 gare erano al Fortunati, ma è anche vero che è arrivata la prima e tanto sospirata vittoria esterna, a Vercelli. Il frutto del cammino iniziato allindomani della batosta di Trento con il Mezzocorona è il secondo posto a pari merito con lAlto Adige, in una classifica che comincia finalmente a sgranarsi (curioso il fatto che proprio il Mezzocorona, dopo lexploit contro gli uomini di Mangone, abbia rimediato tre sconfitte di fila, uscendo in pratica dal discorso playoff). Forse è ancora un po presto, ma il Pavia potrebbe aver imboccato la strada della continuità di risultati che era proprio uno degli obiettivi di una stagione caratterizzata dal rendimento altalenante tra gare in casa e quelle in trasferta. Lo stesso pareggio contro la Feralpi Salò, matricola tosta, ha confermato a dispetto dello 0-0 finale il buon momento del Pavia. La mancanza di un attaccante darea - fuori sia Pavoletti che Ferretti - da affiancare a Carbone si è fatta inevitabilmente sentire, ma il Pavia è riuscito comunque a creare le sue occasioni da gol e a mettere alle corde una compagine che sino a questo momento ha perso solo tre volte in campionato. Gli azzurri dopo i cinque gol subiti in 40 a Trento dal Mezzocorona sono tornati a essere difesa pressoché impenetrabile: in quattro gare ha subito un solo gol e le occasioni da gol concesse alle avversarie in tutti i 360 si possono contare sulle dita di una mano. In attacco cè oggettivamente qualche problema in più, derivante dallinfortunio di Ferretti che ha tolto unottima arma importante al gioco offensivo azzurro. Nonostante questo, Pavoletti ha fin qui fatto benissimo: 7 reti per lui, in pratica uno ogni due partite in base ai minuti giocati. Non bisogna dimenticare che tra gli attaccanti più prolifici del girone è il più giovane (ha da poco compiuto 21 anni) e che ha sicuramente ampi margini di miglioramento. Ferretti, in rapporto ai minuti disputati, ha fatto anche meglio con i suoi 5 gol (in poco più di 700), ma ha giocato troppo poco. A risolvere le gare ci ha pensato spesso il fuoriclasse azzurro: Benny Carbone, che in campo non sembra dare alcun segno di appannamento fisico nonostante i 38 anni, resta luomo in grado di indirizzare da solo una partita con le sue prodezze. - Luca Simeone
PAVIA. Il gran possesso palla non basta al Pavia per superare la Feralpi Salò. Senza Quarenghi (messo ko allultimo momento da un attacco influenzale), lallenatore dei gardesani Claudio Ottoni cambia modulo passando dal consueto 4-3-3 al 4-4-2. E un cambio che se da un lato toglie armi allattacco della Feralpi, contribuisce a consolidare la fase difensiva degli ospiti, rendendo la vita dura al Pavia. Con la buona circolazione di palla, e le due punte Carbone e DAmico che rientrano per giocare palla a terra, gli azzurri pu senza avere centimetri in attacco riescono a creare a creare problemi alla Feralpi. Poco alla volta però la vena si affievolisce e anche il campo di gioco, appesantito dalla neve, complica le cose nella costruzione del gioco. Con il positivo ingresso di Stefanini sulla fascia destra, e De Vinceziis spostato più al centro, le cose migliorano, ma la difesa dei gardesani tiene.
PAVIA. «Per 95 abbiamo fatto la partita. Di più non potevo chiedere ai miei giocatori». Esordisce così Amedeo Mangone in sala stampa, in una giornata in cui il rammarico è di non essere riusciti a centrare la quarta vittoria consecutiva. «Le assenze di Pavoletti e Ferretti ci hanno tolto centimetri in attacco - continua il tecnico del Pavia - chi ha giocato ha dato tutto, da Pato DAmico che si è adattato a questo ruolo in emergenza, a Ivan De Vincenziis». Mangone si tiene il punto e la prestazione. «Alla squadra posso fare solo complimenti perché ha dato tutto fino alla fine e non si è mai concessa pause contro un avversario che si è chiuso ancora di più avendo anche lassenza di Quarenghi - commenta il tecnico del Pavia - anche da questo pareggio usciamo con la consapevolezza di aver fornito una buona prestazione. Ora ci meritiamo un po di riposo con la sosta e pensiamo a recuperare gli infortunati». Mangone ha dato due giorni di riposo ai suoi giocatori che si ritroveranno mercoledì al Mascherpa per una settimana corta che si concluderà sabato. Approfittando della sosta si può fare anche un piccolo bilancio sul campionato. «E vero che le prime in classifica stanno confermandosi come le più accreditate protagoniste per la lotta playoff - dichiara Mangone - ma non dimentichiamo, per esempio, che proprio la Feralpi con un eventuale vittoria a San Giusto nel recupero di giovedì potrebbe agganciarci nel trio al secondo posto. Lo Spezia? Ha leggermente guadagnato e ora è la squadra che sta provando a essere leader del campionato». Tra i primi ad uscire dallo spogliatoio Luca Ricci. «Ci è mancato solo il gol - dichiara il difensore romagnolo - alla fine in queste gare si può comunque considerare un punto guadagnato perché sapevamo che non sarebbe stato facile contro una squadra che si chiude e riparte pericolosamente. Ora gi prendiamo un po di riposo con questa sosta - continua Ricci - non dimentichiamo che con oggi abbiamo disputato cinque gare in tre settimane e quindi cè bisogno di rifiatare sia psicologicamente che fisicamente». Non vanno dimenticate anche le difficoltà di un campo pesante, con la nevicata che ha imbiancato il Fortunati nella notte tra venerdì e sabato. «E questo ha penalizzato una squadra più tecnica come la nostra - dichiara il laterale sinistro Pietro Visconti - credo che di più non potevamo dare, abbiamo spinto per 95». Anche Ivan De Vincenziis ha cercato la via del gol ripetutamente sia inizialmente come esterno di centrocampo che poi nella fase finale come seconda punta al fianco di Benny Carbone. «Ho tirato in porta almeno cinque o sei volte - dice De Vincenziis - forse loccasione più pericolosa è stata quella dei primi minuti. Ho calciato a girare cercando langolo, ma il loro portiere è stato bravo a mettere in corner. Anche in avvio di secondo tempo ho provato a sorprenderlo con una conclusione a girare, ma pure in questo caso è stato bravo a distendersi e deviare». Lattaccante cresciuto nelle giovanili azzurre ribadisce poi la grande generosità del Pavia. «Non ci siamo mai risparmiati dando spinta e pressione per più di novanta minuti - continua De Vincenziis - lo dimostra anche lultima occasione in pieno recupero con DErrico». E proprio il giovane classe 92 ha dimostrato carattere provandoci per nulla intimorito con il tentativo di girata, spalle alla porta, al 94. «In quel momento ho pensato solo a provarci - ammette DErrico - la prossima volta magari mi andrà meglio». Anche lamministratore delegato azzurro Alessandro Zanchi ammette come questa prova sia comunque positiva al di là della mancata vittoria. «I segnali da questa gara confermano il nostro buon momento - dichiara Zanchi - abbiamo disputato unottima prova e con un pizzico di fortuna in più avremmo potuto anche centrare i tre punti». Complimenti al Pavia arrivano anche dal tecnico del Feralpisalò, Claudio Ottoni. «Sono soddisfatto della prova della mia squadra che ha dovuto anche cambiare modulo alla vigilia di questa trasferta per lassenza di Quarenghi - spiega Ottoni - una gara di grande sacrificio contro un Pavia che ho visto in grande condizione atletica e che ci ha provato dal primo allultimo minuto. Per questo ho fatto i complimenti al mio collega Mangone». - Enrico Venni