PAVIA-OLBIA-2-0

PAVIA (4-4-2): 1 Facchin; 2 Ricci, 6 Fogacci, 5 Acerbi, 3 Visconti; 11 Boldrini (41’ st 16 Bonacina), 4 Thomas (17’ st 18 Mazzocco), 8 D’Amico, 7 Ferrini; 9 Pavoletti, 10 Carbone (35’ st 14 Daffara). A disposizione: 12 Galasso, 13 Caracciolo, 15 Stefanini, 17 D’Errico. All. Mangone.  

OLBIA (4-1-4-1): 1 Righi; 2 Scalise, 5 Demartis, 6 Fedeli, 3 Ghidini; 4 Soro; 10 Lisai (25’ st 16 Masciantonio), 8 Granaiola (19’ st 17 Senes), 7 Bussi, 11 Castellan (17’ st 15 Esposito); 9 Castricato. A disposizione: 12 Caroppo, 13 Volpe, 14 Bianco. All. Gautieri.

ARBITRO : Affinito di Frattamaggiore, assistenti Alassio di Imperia e Moretti di Savona. RETI : st 15’ (rig) Carbone, 35’ Pavoletti.

NOTE : recupero 2’+3’, angoli 7-4 Pavia. Espulso al 30’ pt l’allenatore dell’Olbia, Gautieri. Ammoniti 26’ pt Scalise, 11’ st Soro, 37’ Visconti, 40’ st Masciantonio, tutti per gioco falloso.

Bis del Pavia, che replica la vittoria di 4 giorni fa contro la Valenzana. Squadra determinata, solida, che non ha concesso nulla all'Olbia, la quale, da par suo, conta su una difesa esperta e tutt'altro che sprovveduta.
I sardi sono un po' spuntati in avanti, complice l'assenza di Giglio: Castricato fa quel che po' ma i troppi lanci lunghi degli olbiesi finiscono sempre sulla testa di Acerbi o di Fogacci.
La manovra, comunque è sempre rimasta in mano azzurra, grazie ad un Thomas in gran forma e a Pato D'Amico, anima e cuore della squadra. E, stavolta, dobbiamo anche parlare di due fasce sfruttate a dovere, evento poco frequente quest'anno. Ferrini e Boldrini hanno disputato un bel match. Il primo concreto fino al midollo, ordinato, ma anche capace di saltare più volte l'ex Scalise, fino a guadagnarsi il (netto) rigore realizzato da Carbone. Boldrini, sulla destra, si è trovato a competere con Ghidini, che proprio terzino non è. Mitch è parso sempre nel cuore del gioco; anzi, occorre dire che spesso non è stato servito adeguatamente dai compagni. In campo aperto diventa devastante e anche oggi lo abbiamo potuto vedere.
In avanti potremmo cominciare a dare il nomignolo di "bomber" a Pavoletti: il livornese tutto grinta è andato a segno anche oggi grazie ad un cross al bacio di Carbone. Ora è a quota 7 e crediamo possa finire in doppia cifra se impiegato stabilmente da titolare. Anche lui, ovviamente, ha beneficiato dei palloni messi in mezzo dalle laterali.
Dietro, invece, pochi rischi. Anzi, solo uno: il colpo di testa di Lisai clamorosamente solo in area piccola che, per nostra fortuna, è finito alto di un soffio (si era sull'1-0).
Anche sulla fasce l'Olbia ha punto poco: Castellan e Bussi non ci hanno messo in difficoltà.  Da segnalare, negli ultimi 20 minuti, l'ingresso di Mazzocco al posto di Thomas. Bell'esordio, non c'è dubbio. Mazzocco appare giocatore fotocopia del francese: bravo in copertura, ordinato, non sbaglia un passaggio, dà le geometrie giuste, non tira indietro la gamba. Sicuramente un elemento su cui contare nella corsa alla C1.
Parrebbe tutto bene quindi. In realtà, se la mentalità ci ha convinto nelle due partita in casa. Ma è in trasferta che questo Pavia deve dimostrare di essere cambiato. Domenica a Vercelli (contro la Pro Vercelli) ci sarà la prova del nove, e solo allora capiremo che gli uomini di Mangone potranno ambire al primo posto oppure dovranno lottare per i play-off. Il tempo per recuperare i tre punti che ci separano dall'Alto Adige c'è tutto.

PAVIA. Il 5-1 rifilato alla Valenzana nel recupero di mercoledì, addizionato al secco 2-0 contro i sardi dell’Olbia, è la grande risposta di una squadra che doveva farsi perdonare quel buco nero lungo 45 minuti vissuto a Trento. Carbone, sostituito dopo 80 minuti per l’applauso dei tifosi, esce fresco e rilassato dalla doccia, ma in sala stampa sembra evitare i taccuini. Pochi attimi dopo, mentre è già al volante della sua auto, la disponibilità è del 100%.   Carbone, una partita attenta la sua, giocate senza sbavature, i palloni gestiti uno a uno. E una vittoria importante.   «A quarant’anni bisogna sapersi gestire, giocare con la testa. Accorgersi di quello che ti succede intorno. Niente di strano per me».   A Trento aveva dovuto calmare i tifosi, ora cantano il suo nome.   «In categorie come queste non bisogna mai farsi prendere dall’impulsività. La stagione è lunga. E non è che prima eravamo dei brocchi e ora siamo improvvisamente diventati fenomeni».   Che cosa rappresenta allora il Pavia in questo campionato? La terza forza o qualcosa di più?   «Siamo la prima forza alla pari con le altre squadre».   Quando si faranno i giochi, allora?    «Il nostro momento verrà con i campi asciutti, in primavera. Abbiamo gente tecnica, come Carbone (dice proprio così, in terza persona ndr) e Boldrini. Vedrete che ci divertiremo».   Sia più preciso.   «Bisogna rimanere in alto, il più possibile in alto. A quel punto tra aprile e maggio ci giocheremo tutte le nostre carte». (ste.pal)

Pavia spietato, completato il riscatto

la Provincia Pavese — 18 gennaio 2010   pagina 21   sezione: SPORT

  PAVIA. Un gol e un assist. Benny Carbone è l’uomo della partita. In sette giorni il Pavia passa dall’istantanea che ritrae il capitano a Trento a parlamentare con i tifosi imbufaliti dopo lo 0-5 col Mezzocorona, all’ovazione che gli riserva la curva dopo il successo sull’Olbia.  Però c’è anche una squadra da applaudire. Un Pavia che dopo la convocazione punitiva alle 8 del mattino al Fortunati il lunedì dopo la disfatta di Trento, ha risposto con sei punti in cinque giorni, sette gol fatti e uno solo subito, la classifica che vede gli azzurri in orbita, a ridosso di Alto Adige e Spezia, e alla testa di un agguerrito plotone con 30 punti. Domenica a Vercelli sarà un’altra partitissima. Intanto è arrivata la conferma sulla bontà dell’organico in una stagione che resta il perfetto laboratorio per la prossima, pronti però a cogliere il massimo dei frutti qualora se ne presentino le opportunità. Era indicativa la prova con l’Olbia. Una squadra più solida della sua classifica, specialista dei pareggi in trasferta. Gautieri l’ha schierata con un «4-1-4-1» che voleva speculare sulla presunta difficoltà del Pavia in zona gol. Perché gli azzurri, ben disposti intorno alla coppia centrale Fogacci-Acerbi, davanti a un Facchin che quanto a sicurezza non sta facendo rimpiagere Mandrelli e con la verve di Ricci sulla fascia sono un complesso tonico e di categoria fin dalla linea difensiva. L’approccio alla partita voluto da mister Mangone ha offerto un Carbone sempre in agguato e un Pavoletti che, a dispetto della giovane età, dimostra disponibilità ad arretrare e a scambiare la palla con il più illustre compagno di reparto e ad aprire la strada agli inserimenti dei centrocampisti, di D’Amico su tutti. Thomas, partito bene e in debito di ossigeno a lungo andare, ha permesso di far vedere quanto il Pavia possa essere insidioso se la palla viene intercettata all’origine dell’azione altrui. Non è stata una partita semplice, un freddo cane e un campo dal fondo disastroso. Nonostante questo i pochi spettatori del Fortunati hanno ammirato l’intensità di Ferrini - lui che aveva perso le staffe a Trento lasciando i compagni in inferiorità numerica - nel giocare ogni pallone riciclandolo sulla corsia e puntando Scalise fino a fargli venire il mal di testa. Il Pavia ha superato l’arroccamento dei sardi proprio con gli spunti dell’esterno sinistro di centrocampo. Che subito dopo l’intervallo è sceso sulla linea di fondo a mettere in mezzo un pallone avvelenato; poi la fiammata con la quale, saltato ancora una volta Scalisi, ha costretto De Martis a tagliargli la strada in piena area. Carbone dagli undici metri ha battuto a fil di palo Righi e lì il Pavia ha cominciato a farsi apprezzare nel gestire una partita finalmente aperta. Così è venuto il momento di Mazzocco, il centrocampista che dovrà mettere ordine nella gestione dei ritmi, un giocatore che ha subito dimostrato di potersi integrare con le caratteristiche di incursore di D’Amico. Perché Mazzocco è uno che sa stare in un centrocampo «a quattro» bilanciando le proposte in orizzontale ai lanci in verticale: bello uno di questi per Carbone pescato sul filo del fuorigioco. Non è che dopo una mezzora si possano esprimere giudizi che non rischino di essere affrettati, però Mazzocco si è fatto apprezzare per la capacità di difendere il pallone. Le altre risposte nelle prossime prestazioni. Tutto di Carbone il finale. Che dopo il rigore realizzato, ha fallito in modo clamoroso, almeno per lui, un tap-in a centroarea su una respinta del portiere. Poi il tocco di classe per il raddoppio; decentrato a destra, il capitano si è portata avanti la palla di petto fino alla linea di fondo. Da lì ha pennellato un cross delizioso per Pavoletti. E il ragazzino, che deve respirare l’aria del Fortunati dove gli viene perdonato poco, ha incornato perentorio di testa. Sette gol per il 21enne, proprio come quelli Carbone. Scusate se è poco. - Stefano Pallaroni

Carbone e Pavoletti, il Pavia c è

la Provincia Pavese — 18 gennaio 2010   pagina 22   sezione: SPORT

 PAVIA. Il Pavia c’è, e torna in piena corsa per uno dei primi cinque posti, quelli buoni per tentare di salire in Prima Divisione. Gli azzurri fanno fruttare come meglio non potevano il doppio turno casalingo, cancellando il naufragio trentino: così, quattro giorni dopo la cinquina alla Valenzana, hanno liquidato anche l’Olbia. E’ vero che la gara è sbloccata da un rigore non chiarissimo, ma la vittoria ci sta tutta e conferma che la coppia Carbone-Pavoletti funziona: il capitano segna dal dischetto, il giovanotto livornese con un’incornata. Finora fanno 14 reti equamente suddivise: mica male.  La gara ha un inizio poco avvicente: un paio di tentativi azzurri (Pavoletti da fuori, abbondantemente alto; poi bello e insistito scambio sullo stretto tra Benny e lo stesso Pavoletti, pescato però in fuori gioco) e sull’altro fronte una conclusione poco alta di Lisai, sopra la traversa.  Bisogna aspettare metà tempo perché la partita cominci a ravvivarsi. Al 24’ D’Amico ruba palla sulla trequarti, buca la difesa e piomba in rigore, quindi smista a sinistra per il liberissimo Ferrini, ma il piattone dell’esterno sinistro azzurro è deviato facilmente in angolo da Righi.  Tutto da raccontare quello che succede alla mezzora. Visconti conclude con un bel rasoterra da fuori un’azione corale del Pavia, Righi para ma non trattiene, si avventa Pavoletti che da due passi in mezza girata spara in porta. La rete è scossa e la palla vi si adagia in fondo: in molti sono convinti che sia gol, anche l’assistente, che corre verso metà campo. Pavoletti stranamente non esulta, ma in pochi secondi la scena cambia e altri azzurri corrono ad abbracciare l’attaccante, che a quel punto comincia a festeggiare. Finché un giocatore dell’Olbia va a raccogliere la palla dietro la porta, svelando che in realtà il tiro è finito sull’esterno della rete. Nel frattempo, però il tecnico dei sardi Gautieri si è fatto espellere per aver fatto irruzione in campo, convinto che l’arbitro abbia concesso il gol. Invece, ovviamente, si riprende con una rimessa dal fondo.  Le emozioni non finiscono qui. Pochi minuti dopo Carbone, servito da Boldrini, sfiora il gol, ma Righi è bravo a uscire a valanga sui piedi del capitano e deviare in angolo. Sul corner, il Pavia prova a fare harakiri: la palla è rinviata dalla difesa dell’Olbia e i sardi si trovano in tre contro uno, ma quell’uno è D’Amico, e «Pato» con intelligenza prima evita di farsi infilare e poi va a chiudere sull’ex Scalise, pronto alla botta decisiva.  La ripresa non inizia bene per il Pavia, e al 10’ l’Olbia ha un’altra grossa opportunità per passare: su cross di Ghidini, Lisai a centro area ha tutto il tempo di mirare, ma il colpo di testa è fuori bersaglio di qualche centimetro. Meno male che un’iniziativa di Ferrini sulla sinistra mette in crisi la difesa sarda: saltato Scalise, gli si fa incontro De Martis, il contatto è punito dall’arbitro con il calcio di rigore. L’Olbia protesta a lungo, ma dal dischetto Carbone batte forte e angolato, la traiettoria è imprendibile per Righi, che pure intuisce. Dopo l’1-0 Benny potrebbe raddoppiare ma si mangia un gol che pare già fatto: sul cross teso di Visconti, Righi vola di pugno ma consegna involontariamente la palla a Carbone, che però non centra la porta.  Il capitano si rifà alla grande qualche minuto dopo, al 35’, con l’assist del 2-0: delizioso controllo di petto, poi dal fondo cross pennellato per Pavoletti, che dall’altezza del dischetto svetta e con una testata potente e precisa spedisce la palla nel sacco.  Si capisce subito che l’Olbia non avrà la forza di reagire, nonostante le tre punte schierate in campo per tentare il recupero. I sardi, quintultimi a dispetto dei pronostici della vigilia di campionato che li davano tra i favoriti, non impensieriscono la difesa azzurra che è tornata a essere sicura.  C’è tempo, con il consueto giro di cambi, di vedere in azione anche il neoacquisto Mazzocco: un debutto positivo in maglia azzurra, quello dell’ex Padova. Domenica si va a Vercelli. - Luca Simeone

 

«Premiata la pazienza»

la Provincia Pavese — 18 gennaio 2010   pagina 23   sezione: SPORT

 PAVIA. «Ora bisogna crescere anche in trasferta, ci siamo stufati ogni domenica di sentire dire giustamente che non si è mai vinto fuori casa». Con il sorriso dopo il suo settimo gol stagionale Leonardo Pavoletti, da buon livornese schietto, non si tira indietro nel dire che il Pavia ha ora da colmare una lacuna per rimanere in corsa non solo per i playoff. Gli obiettivi di Pavoletti sono altrettanto chiari. «Ho segnato sette gol come lo scorso anno a Viareggio, ora il mio prossimo obiettivo è di arrivare in doppia cifra - continua Pavoletti - sto bene e lotto su ogni pallone. Ho avuto uno splendido assist da Benny per il raddoppio e l’ho sfruttato. Nell’episodio del gol-non gol invece da due passi ho sbagliato e poi caduto a terra non ho capito cosa fosse successo. Poi tra le proteste dell’Olbia tutto è stato chiarito».  Amedeo Mangone ha avuto con Valenzana e Olbia sei punti dalla sua squadra. Quella reazione attesa dopo lo scivolone col Mezzocorona. «L’avevo detto che con l’Olbia non sarebbe stato facile perché sono una squadra che non molla mai e per un’ora sono rimasti chiusi, pronti a sfruttare le ripartenze giocando con un’unica punta - spiega il tecnico del Pavia - bisognava avere pazienza nel cercare il gol e così è stato. Dopo il rigore trasformato da Carbone loro si sono più aperti ed è diventato tutto diverso».  Soddisfatto del risultato ma anche della prestazione, e del del neoacquisto Mazzocco. «Positivi tutti e l’innesto di Mazzocco ci ha consentito di gestire la palla con più qualità in mezzo al campo e di rallentare il gioco, porre un limite alla frenesia - sottolinea Mangone - è stata una buona settimana tra Valenzana e Olbia, da martedì penseremo alla Pro Vercelli, ma prima di tutto guardando a noi stessi come ricordo sempre ai miei giocatori».  Dall’ultima di campionato di Prima Divisione con la maglia del Monza, Mazzocco non scendeva in campo e il debutto con il Pavia è la fine di una lunga attesa. «Non vedevo l’ora di tornare a giocare una gara vera e anche quello spezzone di gara odierna è stato importantissimo per ritrovare la condizione e il ritmo partita - ammette il regista veneto - una vittoria importante che ci dà continua in classifica e quindi siamo contentissimi». Tra mercoledì e domenica anche la società ha avuto risposte dopo la strigliata di lunedì mattina in seguito al pesante ko di Trento. «La reazione c’è stata e ne siamo contenti perché significa che il gruppo c’è - dice l’amministratore delegato del Pavia Alessandro Zanchi - questi sei punti delle ultime due gare ci riportano in alto in classifica in un momento dove alcune squadre come Alto Adige e Spezia sembrano voler dare un segnale. Il Pavia c’è e ha la voglia di dimostrare di poter rimanere lì in alto senza soffrire di vertigini. In questo girone di ritorno dobbiamo credere in noi stessi e con la continuità si potrà rimanere a lottare per un risultato importante».  Alessandro Fogacci fa un bilancio del campionato del Pavia finora: «Avere 33 punti a questo punto era inimmaginabile e quindi siamo contenti - ammette il difensore del Pavia - dopo la sconfitta con il Mezzocorona abbiamo dimostrato carattere e dato risposte sul campo alle critiche. Le ferite fanno male e non si cancellano, ma siamo contenti e con fiducia guardiamo al futuro. La vittoria con l’Olbia dimostra che sappiamo vincere anche partite difficili perché quando un avversario si chiude bisogna anche essere abili a sbloccare la gara. E noi ci siamo riusciti».  Arrabbiato invece Carmine Gautieri, che a fine gara esce dagli spogliatoi e si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Non mi è mai capitato di vedere una cosa simile - dichiara il tecnico dell’Olbia - assegnare un gol a una squadra con la palla non terminata in rete. Se a quest’episodio è poi stato posto rimedio dopo le nostre proteste, anche il rigore che ha sbloccato e deciso la gara è discutibilissimo. Non ci sto, debbo fare un appello a Braschi affinché ci siano arbitri preparati a dirigere le gare di A, B e C. Si può perdere, ma non vedendo cose come quelle di oggi. Poi il Pavia è una squadra da primissimi posti e lo dimostra il campionato che sta facendo. L’amico Amedeo Mangone ha alle spalle anche un’ottima società e sicuramente non posso che augurare al Pavia e a lui tante soddisfazioni». - Enrico Venni

LE PAGELLE D’Amico salva il risultato   Facchin 6. Poco lavoro per lui, ma lo sbriga con attenzione, facendo capire che anche senza Mandrelli (che torna domenica dopo la riduzione della squalifica), la porta è in buone mani.   Ricci 6.5 . Castellan non gli crea problemi, né Esposito. Garantisce maggiore copertura, senza rinunciare a sortite in avanti.    Fogacci 6.5 . Chiude in sicurezza i pochi buchi lasciati all’Olbia dalla difesa del Pavia.   Acerbi 7. Inesorabile su Castricato, che non vede palla per tutta la partita. Con il passare delle partite cresce anche nello stile, oltre che nell’efficacia.  Visconti 6. La discreta prova di ieri completa il riscatto del giovane piacentino, dopo la giornata no di Trento e il gran gol con la Valenzana.   Boldrini 6. Cerca meno l’affondo personale ma ne guadagna in sostanza, anche nella fase difensiva.  dal 41’ st Bonacina sv.  Thomas 5.5. Inizia bene, ma poi sbaglia qualcosa di troppo e appare spesso in ritardo. In calo, viene sostituito.  dal 17’ st Mazzocco 6.5 La prima impressione è ottima. Si inserisce subito bene e mostra le sue qualità nella distribuzione della palla e nel senso della posizione.    D’Amico 7 . Splendido primo tempo, nel quale fornisce un assist al bacio dopo una grande azione personale e poi salva letteralmente il risultato da solo contro tre dell’Olbia. Tira un po’ il fiato nella difesa, restando comunque molto tonico.    Ferrini 6.5 . Gran lavoro sulla fascia per tutta la gara. Nel primo tempo fallisce una grande palla-gol, ma si fa perdonare nella ripresa provocando il fallo da rigore che sblocca l’incontro.   Pavoletti 7. Affina l’intesa con Carbone e mostra di saperci fare anche con la palla tra i piedi. E soprattutto, va ancora in rete. Unico neo, l’esultanza sul suo non-gol.   Carbone 7. Seconda partita dopo quattro giorni, e a 38 anni potrebbe essere un problema, ma non per lui. Ci sono i polmoni, la testa e il piede. Segna il rigore, sbaglia clamorosamente il 2-0 ma poi lo propizia con un grande assist.  dal 35’ st Daffara sv.  Olbia : Righi 6, Scalise 5.5, De Martis 6, Fedeli 6, Ghidini 6.5, Soro 6, Lisai 6 (Masciantonio sv), Granaiola 5.5 (Senes 5.5), Bussi 6, Castellan 5.5 (Esposito 6), Castricato 5.5. (l.si.)

 

D Amico, grinta a 90 «Il disastro di Trento ci ha dato la scossa»

la Provincia Pavese — 19 gennaio 2010   pagina 34   sezione: SPORT

  PAVIA. Lo si è visto correre su ogni pallone per novanta minuti, macinando chilometri. Se il Pavia ha avuto in queste ultime due gare con Valenzana e Olbia tanto carattere, è anche merito di Pato D’Amico. Fondamentale il suo recupero su Scalise nel primo tempo sullo 0-0, quando il Pavia sbilanciato ha lasciato all’Olbia un contropiede partito in tre contro uno. «E’ il mio lavoro - risponde D’Amico e conoscendolo non è certo per modestia - il Pavia quando mi ha ingaggiato sapeva cosa potevo dare alla squadra. Non sono un regista, ma un centrocampista di quantità, che non molla mai. Agonismo, determinazione sono il mio gioco e cerco di dare sempre il 120% come ci invita a fare mister Mangone».  D’Amico che prima di Natale è rimasto per un paio di gare in panchina, poi è tornato protagonista. «Ho dato tanto nell’andata e il mister ha deciso a centrocampo di schierare al mio posto Bonacina, che ha fatto bene quando è stato impiegato - racconta D’Amico - l’importante è essere un gruppo, avere più soluzioni tattiche è fondamentale. Adesso è arrivato anche Mazzocco e siamo in quattro per due maglie, ma credo che la concorrenza possa far bene a tutti».  Dopo la disfatta di Trento sono arrivate due risposte convincenti: «Ancora oggi non sappiamo spiegarci cosa è successo nella ripresa con il Mezzocorona, ma per assurdo questo 5-0 di Trento ci ha fatto bene anche perché venivamo dal pari interno con la Pro Sesto prima di Natale in cui non avevamo brillato. La pesante sconfitta di Trento può essere la svolta, perché ho visto un gran carattere di tutta la squadra. Le critiche ci hanno toccato nel vivo. A volte è dura subirle, ma erano giuste dopo la figuraccia di Trento: credo che quello che ci ha detto la società, i giudizi della stampa, ma anche quelli dei tifosi abbiano lasciato il segno in positivo. E ora andiamo a Vercelli ben concentrati. Non possiamo più commettere l’errore di sentirci appagati. Vogliamo far risultato e la mentalità giusta c’è». - Enrico Venni