PAVIA - MANTOVA:   1 - 3

PAVIA (4-4-2): 1 Bressan; 5 Preite, 4 Urbano (42’ st 13 Gorini), 2 Bandirali, 3 Todeschini (33’ st 18 Ciullo); 7 Ceccarelli (18’ 16 Nossa), 8 Papini, 10 Sciaccaluga, 6 Cardamone; 9 Chiaretti, 11 Zizzari. A disp. 12 Reggiani, 114 Lunardini, 15 Ferretti, 17 Colantoni. All. Marco Torresani. MANTOVA (4-4-2): 1 Bellodi; 2 Mezzanotti, 5 Notari, 6 Cioffi, 3 Lanzara (39’ ST 13 Simoni); 7 Tarana, 4 Todea, 8 Gelsi, 10 Caridi; 11 Hubner (28’ st 18 Noselli), 9 Poggi (28’ ST 15 Contadini). A disp. 12 Milan, 14 Pellegrini, 16 Liendo, 17 De Poli. All. Domenico Di Carlo. ARBITRO: Orsato di Schio. RETI: pt 19’ Sciaccaluga; st 6’ Caridi, 32’ e 45’ Noselli. NOTE: recupero 2’ e 5’. Angoli: 4-3 (primo tempo 1-0). Ammoniti: pt 13’ Todeschini (gioco falloso), 34’ Tarana (gf); st 17’ Ceccarelli (gf), 29’ Noselli (comportamento antiregolamentare). Espulsi: st 39’ Di Carlo (proteste), 50’ Gorini (condotta violenta) e Noselli (fallo di reazione). Spettatori 5.000 (paganti 4.592) per un incasso di 67.720 euro.

 

Pavia, oltre il Mantova c'è la B

la Provincia Pavese — 07 giugno 2005   pagina 35   sezione: SPORT

 PAVIA. Adesso il Mantova. Si comincia al Fortunati domenica. Il 19 giugno, al Martelli, avremo il verdetto. Il Pavia è giunto alle soglie della serie B. Tocca il cielo con un dito. Non è sazio, però. Conta poco che i virgiliani siano i più forti, che abbiano un budget cinque volte superiore, che Poggi e Hubner siano reduci dai prati di serie A. Nei prossimi 180 minuti si giocherà undici contro undici. Solo questo importa. E che il Pavia debba fare un gol in più dei rivali che invece possono accontentarsi di un doppio pareggio in virtù del secondo posto in campionato, non è così determinante. Le due squadre sanno tutto una dell’altra. Saranno due partitissime.  C’era misurata euforia nel clan azzurro dopo la meritata vittoria sui «duri» del Grosseto. E tutti, ma proprio tutti, avevano già in testa la doppia finale. A partire da Secondino Calisti, l’architetto del rinascimento azzurro iniziato sette stagioni or sono sui campi d’oratorio dell’Eccellenza. Impeccabile nel completo estivo, il patron ha pronunciato frasi importanti. «Piedi per terra come sempre, come è stato in tutti questi anni. Ma se viene la serie B siamo qui a prendercela. Sì, questo è il punto più alto della mia gestione. Quando ho preso il Pavia sognavo di portarlo qui. Un passo alla volta ci siamo arrivati. Contro il Grosseto siamo stati davvero bravi». Quel “davvero” davanti all’aggettivo “bravi” significa che il Pavia è stato eccezionale agli occhi del numero uno azzurro che tendendo la mano per congedarsi lancia un proclama. Alla sua maniera, con un filo di voce. «No, non mi sento inferiore al Mantova. Con quello che ho visto in questo primo atto dei play off non siamo inferiori a nessuno». Se la proprietà lancia un messaggio tanto chiaro - l’eventuale serie B con il denaro a palate dei diritti televisivi potrebbe rivelarsi un affare - l’orizzonte del Pavia non ha più limiti. Ha vinto una serie durissima il team di Torresani. Vita più facile invece per il Mantova, capace di archiviare la pratica fin da gara1 a Frosinone. La fatica? Con sette giorni per recuperare non si farà sentire. E il Pavia potrebbe risultare ulteriormente forgiato sul piano della convinzione. I biancorossi sono favoritissimi anche se mai hanno dimostrato di essere quel Real Mantova che erano andati sbandierando dopo il successo ottenuto a Pavia il 16 gennaio scorso. Quando gli azzurri soffrirono di vertigini e mostrarono il fianco al mestiere più che alla consistenza altrui. Domenica sarà la partita forse più importante mai giocata sull’erba di via Alzaia. Con il Grosseto è stata una strepitosa incornata di Zizzari a scacciare i fantasmi. Prima era stato bravo Bressan a presidiare la porta azzurra e dopo il raddoppio di Fasano - gol da antologia - assurda l’isteria che ha offuscato le menti di tanti, troppi, avversari. Il Grosseto è rimasto in otto giocatori nei 20 minuti finali per le espulsioni di Bianchini, Maggiolini e Pellicori. Dal Pavia è arrivata una lezione di stile. Invece di infierire, dopo tante ruvidezze subite, gli azzurri si sono limitati a controllare la partita. Tra le cose da ritoccare, il Pavia ha faticato sulla fascia destra, ha lasciato una porta clamorosamente aperta a Bellé nelle fasi iniziali e sono cose che in finale non verranno perdonate. Squalificato Gambadori, avremo al 90% il rientro di Todeschini che con Fasano dovrà preoccuparsi di determinare l’atteggiamento della squadra. Anche domenica, quando Sciaccaluga si è guardato intorno, spesso gli esterni erano dietro la linea della palla. Aspetti su cui lavorare. E poi mancano le giocate del miglior Ciullo. Innegabile. Domenica partirà in panchina - volete scommettere? - ma alla bisogna e con una settimana in più di lavoro nelle gambe, il suo apporto potrà essere anticipato rispetto alla mezz’ora finale. Lo stesso vale per Ceccarelli. - Stefano Pallaroni

 

Pavia-Mantova da tutto esaurito

la Provincia Pavese — 11 giugno 2005   pagina 00

 PAVIA. Stadio esaurito. Bruciate le ultime poltrone da 25 euro, Pavia-Mantova domani potrà essere vista solo in diretta su RaiSat. Al proposito la questura di Pavia annuncia controlli: senza biglietto non sarà possibile avvicinarsi al Fortunati. Intanto i protagonisti lanciano la sfida. Il capitano del Pavia Paolo Sciaccaluga suggerisce la tattica: prudenza, attenzione, niente frenesia. «E’ una partita in due atti che dura 180’ che potrebbero diventare 210’ con i supplementari», ammonisce il genovese. Paolo Poggi, stella biancorossa, fa professione di umiltà: «Nel Pavia Sciaccaluga e Ciullo sono da serie A, prevedo equilibrio e decideranno gli episodi». Intanto Ciullo partirà ancora in panchina.

 

«Vinciamo a Mantova»

la Provincia Pavese — 11 giugno 2005   pagina 48   sezione: SPORT

 PAVIA. Questo è il loro giorno. La vigilia è lo spazio dei sogni, un tempo in cui tutto è ancora possibile: la culla del tifoso. Tornare al pub Borgo Calvenzano in un giorno così significa immergersi nelle speranze fantastiche di chi segue il Pavia da sempre. E poco importa che il Mantova sia favorito. «Il Mantova è una pensione per vecchi campioni e poi anche il Milan doveva vincere a Istanbul... - sostiene Alberto Galletti, il barista - Travolgeremo anche il pronostico: pareggiamo in casa e vinciamo 1-0 a Mantova». «Non si potrebbe soffrire un po’ meno?» chiede Beppe, che dice di avere un approccio «antalgico», è medico, parla difficile, comunque vuole dire «antidolorifico»: «Preferisco non esaltarmi troppo - spiega - per non soffrire dopo». «A questi non segni tre gol - replica Alberto - se passi, passi al 90º».  «Io invece punto su un doppio 1-0 - sostiene Anders - per punire la loro strafottenza». Perché su questo sono tutti d’accordo: il Mantova non è simpatico. Nel tempo perfetto della vigilia ogni tifoso immagina un modo per punirlo: «Segna Sciaccaluga al Martelli - apre Alberto - su calcio d’angolo». «Anzi no - rilancia Ivan - Apre Cardamone, di testa o in rovesciata, e a Mantova, al 90º chiude Papini con un tiro da fuori». Il più crudele è il Professore: «Lasci prendere fiducia al Mantova, che così si apre, poi nel secondo tempo metti Ciullo che gli fa gol in contropiede». La punizione perfetta per la presunzione. E in fatto di vendette c’è anche chi pensa a Macellari, che a gennaio se n’è andato per inseguire le sirene della serie B. «Io sogno la Triestina retrocessa e il Pavia in B - sostiene Claudio - con Macellari che deve giocare in C1». «Io mi sbilancio, ma spero non lo faccia la squadra - sostiene saggio “Edo”, studente - Io sogno un gol di Preite». Il bello del calcio, che la vita si dimentica spesso di copiare, è che il giorno della partita i sogni della vigilia, a volte, si realizzano. Se lo ancori alla realtà, il tifoso sa anche estrarre le considerazioni tecniche: «L’assenza del loro Spinale è più grave di quella di Gambadori - sostiene Alberto - ma per batterli dovremo allargare il gioco e tenere bassa la palla perché sui cross Cioffi è un muro. E poi non dovremo lasciare 30 metri tra l’attacco e il resto della squadra, come è successo con il Grosseto, altrimenti ti affondano». L’uomo decisivo? Per quasi tutti sarà Sciaccaluga: «Corre il doppio di quando era giovane, risolve le partite e ha tenuto in piedi il Pavia tutto l’anno - sostiene Alberto - E’ un capitano vero». «Sciaccaluga segna su calcio da fermo - dice il Professore - L’arma in più però potrebbe essere Ciullo perché ha fame di gol. Lo si è visto col Grosseto: ha toccato una palla e ha segnato, anche se poi l’arbitro ha annullato». «Sarà decisivo Chiaretti», pronostica invece Roberto.

 

Il Pavia gioca, Pavia sogna

la Provincia Pavese — 12 giugno 2005   pagina 44   sezione: SPORT

 PAVIA. Signori, è «la» partita. Il Pavia e il suo ritrovato popolo la scorsa estate nemmeno osavano immaginarla. Poi l’hanno sognata e inseguita per una stagione intera. Oggi la vivranno. Insieme. In palio c’è la prima fetta di serie B. Di fronte il Mantova e quasi mezzo Fortunati colorato di biancorosso a fare da contraltare. Oltre 5mila spettatori nel vetusto impianto di via Alzaia esaurito fin da giovedì mattina. Mai successo. E’ già accaduto invece che il Pavia dei miracoli facesse saltare un’infinità di pronostici dopo aver vinto un’innumerevole quantità di scommesse relativamente ai suoi interpreti, i giocatori. Per volare tra i cadetti ci vuole un’impresa. Non si scappa. Nessuno pretende la B - ed è un vantaggio da sfruttare - , ma dei bilanci - comunque di segno positivo - vogliamo parlare solo dal 20 giugno. Qui sta il punto. Quella di oggi è solo la prima metà di una sfida che il Pavia può vincere segnando almeno un gol in più degli avversari. Di tempo, per riuscirci, ce n’è a iosa. Minimo tre ore che possono allungarsi a 210 minuti se si arriverà al triplice fischio di domenica prossima al Martelli ancora in parità. Il Pavia non deve buttarsi all’attacco. Non fa parte del suo Dna e ogni qual volta l’ha fatto - in particolare in casa con il Mantova e in parte con il Frosinone - l’ha pagata cara. E poi il super-Mantova, che deve recitare la parte del gatto con il topo, il suo tallone d’Achille ce l’ha.  Di che si tratta? E’ presto detto. Ve l’immaginate la banda di Di Carlo - che la promozione l’ha già fallita per via diretta per di più a vantaggio dei cugini della Cremonese - arrivare con la situazione in bilico nei minuti finali del retour match sotto la pressione di 10mila tifosi? Il Pavia a quello deve puntare. Tenendo viva la doppia sfida fino in fondo, mantenendo elevati livelli di concentrazione, evitando gli errori più che pensare a gratificare la propria gente: questo deve essere il piano di gara1. Teoria, certo, ma anche psicologia. Che ha sempre riscontri molto pratici. Marco Torresani, se non sarà costretto, nulla cambierà rispetto al match vinto 2-0 sul Grosseto. Todeschini rileva lo squalificato Gambadori, Fasano alla fine verrà buttato nella mischia. «Fasano è rimasto a riposo per precauzione, ma stava meglio e conto di recuperarlo - ha detto il mister - . E’ migliorata anche la condizione di Ciullo, mentre Gorini è più indietro. Possiamo prenderci dei rischi, senza esagerare però».  L’alternativa al 3-4-3 con Todeschini a guardare negli occhi Caridi - tatticamente l’avversario più insidioso per l’abilità nell’uno-contro-uno e la dimestichezza a giocare a due con Poggi - è un 4-4-2 con Nossa terzino sinistro e Cardamone arretrato di dieci metri a completare il centrocampo. Altro non è ipotizzabile, non rientra nella logica delle cose azzurre, non fa parte della cultura calcistica di un allenatore che ha portato il Pavia dall’Eccellenza fino alla soglia dei cadetti con la coerenza come denominatore. Oggi però potrà capitare di dover anticipare qualche mossa. Se da una parte gli azzurri puntano a inoculare il germe dell’angoscia nel Mantova in vista del ritorno, dall’altra - in caso di deriva negativa - quella odierna potrebbe essere l’ultima partita della stagione (leggi risultato contrario al punto da rendere irrecuperabile la situazione). Non si potrà arrivare fino a quel punto senza aver spremuto Ciullo e pure Ceccarelli fino all’ultima goccia. Sarebbe imperdonabile farsi accompagnare dai rimpianti. Il Mantova arriva a Pavia sulle ali di un trionfale passaggio del turno a spese del Frosinone. Poggi ha segnato un gol all’andata e uno - splendido, in rovesciata alla Gigi Riva - al ritorno. E’ in forma smagliante l’ex Udinese e Venezia - ricordate le sfide del Pavia con i lagunari di Zaccheroni e Civeriati, stagione 1990-91? - e intorno a lui è cresciuta la fiducia di una squadra che prima dei play off ha spesso fallito proprio quando la situazione imponeva il risultato. Graziani si trascina un acciacco muscolare da una settimana, ma Di Carlo - in questo molto simile a Torresani - vuole recuperarlo per evitare di giocarsi Hubner dall’inizio. Tanto che se il figlio del Ciccio mundial dovesse alzare bandiera bianca, non è da escludere l’opzione Poggi-Caridi in attacco con Contadini a completare la linea mediana. In partita il Mantova punterà molto sulla forbice Caridi-Poggi a sinistra in opposizione a Preite-Todeschini. Per il Pavia importanti i metri che Papini e Sciaccaluga sapranno rubare a Todea e Gelsi per tenere sufficientemente alto il baricentro evitando - insieme al lavoro di cucitura di Cardamone - che le punte finiscano preda dei poderosi centrali Notari e Cioffi. L’imperativo assoluto però è non offrire il fianco alla classe del Mantova. - Stefano Pallaroni

 

Che gioia con Sciaccaluga

la Provincia Pavese — 14 giugno 2005   pagina 44   sezione: SPORT

 PAVIA. Crederci non è bastato. Il Pavia tiene in scacco il Mantova per 53’ minuti, durante i quali va anche in vantaggio grazie a una punizione di Sciaccaluga, poi però Caridi pareggia e il sogno della B si incrina. All’8’ della ripresa Ceccarelli manca da due passi il 2-1 e gli azzurri si smarriscono. Dopo 75’ non all’altezza della sua fama, Hubner lascia il posto a Noselli che al 32’ firma indisturbato il raddoppio con un colpo di testa su cross dalla bandierina. Entra Ciullo, il Pavia passa alle tre punte e si riversa in attacco, ma raccoglie solo un tiro fuori misura di Sciaccaluga. Al 45’ arriva la beffa: la difesa del Mantova ribatte una verticalizzazione di Sciaccaluga, Nossa manca l’intervento e il pallone arriva a Noselli che si invola verso la porta, Gorini non chiude e il virgiliano batte Bressan con un pallonetto. Per andare in serie B domenica il Pavia dovrà vincere con almeno tre gol di scarto a Mantova.  Al 3’ Caridi sfugge a Preite ma in area recupera Papini. Comincia così la lunga serie di interventi del centrocampista romano che nel primo tempo è ovunque. Il Mantova ha in campo Hubner, ma al 38enne ex capocannoniere della serie A non basta l’esperienza per pungere, mentre Poggi sembra estraniarsi dal gioco, ma c’è poco da fidarsi.  Il Pavia corre più del Mantova, anche perché Cardamone torna spesso a recuperare palloni e in tandem con Ceccarelli fa girare la testa agli avversari. Al 19’ Gelsi atterra Sciaccaluga ai 25 metri. Il capitano batte la punizione, la palla colpisce Hubner in barriera e cambia traiettoria spiazzando il portiere: 1-0. Al 25’ Ceccarelli prova il sinistro dal limite, ma il tiro è troppo debole. In tutto il primo tempo il Mantova raccoglie solo una punizione dai 25 metri che Gelsi tira sulla barriera. Il Pavia fa la partita, ma non trova il colpo da ko.  Nella ripresa la musica cambia. Al 6’ Poggi, marcato da Bandirali, trova lo spazio per un cross dalla linea di fondo, Caridi anticipa Ceccarelli nell’area piccola e infila di testa Bressan con un pallonetto sul palo più lontano: 1-1. All’8’ il Pavia può già tornare in vantaggio. Chiaretti serve a centro area Zizzari che tenta la girata, il pallone si impenna e Cardamone lo colpisce al volo da sinistra. Bellodi devia sulla traversa, ma la palla resta nell’area piccola dove Ceccarelli si abbassa per colpire di testa e da un metro non inquadra la porta. Dopo questo errore il Pavia va fuori giri: la manovra si sfilaccia, la squadra arretra e il lancio lungo diventa l’unica soluzione. Al 15’ Sciaccaluga ruba palla a Todea e serve Chiaretti ai 20 metri, ma il suo tiro va altissimo. Del Pavia spumeggiante del primo tempo restano solo qualche spunto di Cardamone e le punizioni di Sciaccaluga per cui Torresani sceglie di coprirsi inserendo Nossa al posta di Ceccarelli. L’allenatore vuole inserire Ciullo al posto di una punta, ma al 32’ deve cambiare idea. Il Mantova batte un angolo, Noselli stacca di testa sul primo palo e incrocia sul legno più lontano: 1-2. Dentro Ciullo per Todeschini, ma le tre punte non producono occasioni. Al 35’ ci prova Sciaccaluga dai 18 metri, ma la conclusione è debole e imprecisa. Al 39’ si fa espellere l’allenatore Di Carlo per proteste.  Al 45’ arriva il colpo del ko: Sciaccaluga cerca il lancio in profondità, la difesa virgiliana intercetta e rilancia. Nossa manca l’intervento e la palla arriva a Noselli che si invola. Gorini, subentrato a Urbano, non chiude e l’attaccante segna l’1-3 con un colpo sotto sull’uscita di Bressan. Al 50’ Gorini colpisce Noselli a gioco fermo, il mantovano scalcia e l’arbitro espelle entrambi un attimo prima della fine. - Claudio Malvicini

 

 

Torresani, giornata rovinata

la Provincia Pavese — 14 giugno 2005   pagina 45   sezione: SPORT

 PAVIA. L’aveva immaginata in modo diverso, Marco Torresani, la sua 241esima panchina azzurra tra campionato e play off. L’obiettivo era andare a Mantova con la porta della serie B ancora aperta. L’1-0 firmato da Sciaccaluga andava benissimo, ma anche con un pareggio le possibilit sarebbero rimaste intatte o quasi. Poi lo sciagurato quarto d’ora finale. Lì il Pavia ha mandato tutto all’aria. «Pensate che a me stava bene pure la sconfitta per 2-1 - spiega il tecnico - . Nel ritorno a Mantova con un gol si poteva puntare ai supplementari. Adesso invece bisogna farne due. Più difficile. Per questo ho inserito Gorini nel finale. Ho fatto appello all’esperienza. Invece è arrivato il terzo gol e lui si è fatto espellere». E’ deluso Torresani. Persino un poco stanco. Lui che gli stati d’animo in pubblico li trattiene più che abbandonarsi agli sfoghi, stavolta nemmeno usa il codice della replica fredda e tagliente per scoraggiare l’interlocutore. Risponde e sorride mestamente. Gli errori commessi dal suo Pavia gli hanno rovinato una giornata speciale.  «Il Mantova ha punito tutti i nostri errori, non ricordo parate di Bressan - dice Torresani - e questo è il prodotto del loro mestiere abbinato a indubbie qualità tecniche contro la nostra inesperienza. Tra i due undici di partenza c’erano quasi 60 anni di differenza a favore dei biancorossi. Si è visto». Peccato, perché nel primo tempo il Pavia era stato perfetto o quasi. «E non avevamo nemmeno speso più degli avversari», aggiunge Torresani che non vuol sentir parlare di atteggiamento troppo dispendioso degli azzurri poi pagato alla distanza. «Alla fine avevano i crampi anche molti del Mantova», dice il mister ai microfoni delle tv. «Avevo iniziato con Ceccarelli, una scelta più offensiva non appena mi è stato comunicato che Fasano non ce l’avrebbe fatta. E’ andata bene. Il gol di Sciaccaluga ci ha dato tranquillità. Dopo l’intervallo il gol di Caridi sommato alla traversa di Cardamone e all’occasione fallita da Ceccarelli sono gli episodi che ci hanno fatto “sballare”».  Ciullo però si aspettava di entrare prima. A fine partita il bomber non riusciva a nascondere la delusione. «Se vi riferite alla sostituzione di Nossa con Ceccarelli, non me la sono sentita di forzare ulteriormente in chiave offensiva - spiega Torresani - . Nossa a quel punto mi serviva per tamponare Caridi che, dopo il gol, stava crescendo». Peccato, perché ora il rischio è di passare da un Fortunati stracolmo a quattro gatti in trasferta a Mantova. «Capisco cosa intendete - sorride amaro il tecnico azzurro - e davvero credo che sarebbe bellissimo se i nostri tifosi ci seguissero comunque numerosi. Se può servire, io ci credo ancora. Fatemi metabolizzare la delusione, diamo ai ragazzi 48 ore per sgomberare la mente e poi vedrete la reazione». E sul fronte mantovano l’allenatore Mimmo Di Carlo non ha davvero dubbi in proposito. «Questo 3-1 è una mezza sentenza, ma il Pavia è una squadra strepitosa sia sul piano qualitativo che quantitativo. Faccio loro i complimenti per quello che hanno dimostrato anche stavolta e poi metterò sotto torchio i miei dall’inizio della settimana. Perché c’è ancora una partita da giocare». Mantova in difficoltà sul pressing azzurro nel primo tempo, ma capace di presentarsi in campo con piglio totalmente diverso nella ripresa. Merito anche di Noselli, il bomber di scorta. «Alessandro è una delle nostre soluzioni e quel gol sul primo palo è una situazione che abbiamo provato sapendo che il Pavia poteva essere battuto proprio lì - dice Di Carlo - . All’intervallo ho detto di aumentare la concentrazione e di giocare più palloni in profondità». Quelli che sono linfa vitale per la classe di Paolino Poggi. - Stefano Pallaroni

 

Il Mantova sbanca Pavia e ipoteca la B

la Gazzetta di Mantova — 13 giugno 2005   pagina 19   sezione: SPORT

 PAVIA. Tutto in 90’. Dalla tensione alla paura, dalla speranza alla gioia pura e al tripudio. Agli annali di Pavia-Mantova resteranno l’1-3 e magari i marcatori (Sciaccaluga - in realtà autogol di Hubner - Caridi e due volte Noselli). Ma soltanto chi ha vissuto il match del ‘Fortunati’ e ha il cuore biancorosso può capire la magia di un pomeriggio in cui su un rettangolo verde il calcio concentra le emozioni di una vita e si conferma (per chi vince) il gioco più bello del mondo.  GLI SPALTI. Prima del match, sugli spalti si capisce subito che non c’è storia: un terzo dello stadio è biancorosso e la curva mantovana sovrasta quella di casa.  LA SORPRESA. All’ingresso delle squadre in campo l’unica sorpresa è nella formazione del Pavia: Fasano è ko e Torresani risolve così i suoi dubbi schierando come esterni a destra un tornante (Ceccarelli) e a sinistra un terzino (Todeschini). Il suo 3-4-3 diventa così in fase difensiva un 4-4-2, col contemporaneo arretramento di Todeschini e Cardamone. Di Carlo schiera il solito Mantova, con Todea e Hubner al posto degli indisponibili Spinale e Graziani.  TENSIONE. Per un quarto d’ora le squadre appaiono paralizzate dalla tensione e in campo accade poco o nulla. Un brivido lo regala Cioffi, lasciando passare uno spiovente sul secondo palo: Ceccarelli in spaccata non ci arriva per un soffio.  L’INCUBO. Al 19’ i peggiori incubi dei mantovani prendono corpo: Sciaccaluga (l’ex di turno) calcia una punizione dai 25 metri e una sfortunata deviazione della barriera spiazza Bellodi. E’ l’1-0. Inevitabile pensare a quanto accadde due anni fa a Treviso contro il Suditrol. O tornare ancora più indietro con la mente alle incredibili beffe subite dal Mantova in passato negli incontri decisivi.  IL TERRORE. Il fatto è che il terrore s’impossessa non solo dei tifosi ma anche degli undici biancorossi in campo. Che cominciano a sparare palloni alti in avanti come ci fosse Graziani, non azzeccano due passaggi di fila, commettono ingenuità a ripetizione. La squadra è in tilt, si teme il crollo ma il Pavia non ne approfitta. Gravissimo errore. E il primo tempo va in archivio così.  IL CARATTERE. Quindici minuti però bastano a Notari e compagni per ritrovare se stessi. E’ già accaduto altre volte in questa stagione: spogliatoio muto, ci si guarda negli occhi e si capisce che la tensione è quella giusta. Dentro che si balla, come chiede la curva Te.  TANO DA MORIRE. Prima il portiere esce su Hubner, poi (6’) Poggi fa fuori due avversari sull’out destro e pennella per Caridi, che incorna meglio di Graziani: 1-1.  SAN MIRKO. Neanche il tempo di gioire e nell’altra area accade di tutto: prima Bellodi nega il gol a Cardamone con un intervento strepitoso; la palla carambola sulla traversa e Ceccarelli da due passi di testa manda fuori.  DOMINIO. E’ il solo acuto del Pavia nella ripresa. Pian piano i padroni di casa spariscono dal campo, mentre il Mantova sale in cattedra. Torresani lo capisce e cerca di porre rimedio inserendo il terzino Nossa al posto di Ceccarelli. Inutile, anzi dannoso.  VINCE MIMMO. L’altra panchina invece muove la pedina giusta: giù l’esausto Hubner (21’), dentro Noselli che deciderà il match. Chapeau a Di Carlo, che al 39’ paga la sua grinta anche con l’espulsione, che diventa passerella acclamata dalla curva.  LO SHOW. Nel finale ci sono anche Simoni e Contadini a dare una mano, mentre Poggi e Lanzara escono per crampi. Il Mantova colpisce con Noselli, poi domina e - col Pavia avanti a testa bassa - sbaglia almeno tre contropiede clamorosi in quattro contro uno. Ma a un minuto dalla fine ancora Noselli (poi espulso insieme a Gorini che lo calpesta a terra) fa 3-1. Il pubblico di casa sfolla, la festa è tutta biancorossa.