PAVIA-LEGNANO-1-1
PAVIA (4-4-2): 1 Mandrelli; 2 Ricci,
6 Fogacci, 5 Acerbi, 3 Visconti; 11 Bonacina (17 st 18 De Vincenziis), 4 Mazzocco
(23 st 14 Thomas), 8 DAmico, 7 Ferrini; 9 Pavoletti (33 st 17 Ferretti),
10 Carbone. (12 Facchin, 13 Daffara, 15 Stefanini, 16 Camilluzzi). All. Mangone.
LEGNANO (4-4-2): 1 Furlan; 2 Gomez Rodriguez, 5 Bianchi, 6 Marietti, 3 Silva Fernande; 7
Leto Colombo (40 st 15 Minincleri), 8 Monticciolo, 4 Capellupo, 11 Pontarollo; 9
Bisso, 10 DOnofrio (36 st 17 Lamenza). (12 Redaelli, 13 Riva, 14 Fioroni, 16
Gaeta, 18 Maglia). All. Scienza.
ARBITRO : Ferraioli di Nocera Inferiore.
RETI : st 38 De Vincenziis, 43 (rig) Monticciolo.
NOTE : recupero 1+ 5, angoli 6-2 Pavia. Ammoniti: Fogacci, Leto Colombo,
Bianchi, DAmico, Gomez Rofriguez, Ricci per gioco falloso, Pavoletti per fallo di
mano. Spettatori paganti 731 (269 abbonati), incasso 4.626 euro.
PAVIA. Tutto in cinque minuti. Tanti ne passano dalla splendida rovesciata di De Vincenziis, che restituirebbe la vittoria al Pavia dopo quarantadue giorni di digiuno, al rigore che vede solo larbitro, presunta trattenuta di Fogacci ai danni di Lamenza. La sofferenza continua. Ce lavevano ormai fatta gli azzurri, dopo una partita sofferta, a tornare al bottino da tre punti che manca dal 24 gennaio a Vercelli. Il febbraio nero, due pareggini e una sconfitta a San Bonifacio, pareva archiviato con la vittoria in uno dei derby più sentiti. Il Legnano aveva vinto ai punti i primi 45 minuti, frutto di una prestazione costruita sui difetti del Pavia. Musica diversa nella ripresa. Il calo dei lilla che avevano speso molto e gli azzurri che in spazi più larghi avevano preso confidenza. Una partita tesa, anche dura come spiegano i sette cartellini gialli, e risolta sui cambi del tecnico Mangone, Thomas a dare vigore quando Mazzocco aveva finito la benzina e Ferretti a restituire pericolosità alla prima linea rimpiazzando Pavoletti spossato da continue corse a vuoto e poco assistito da un centrocampo troppo distante. In partite così cè poco da andare per il sottile. Se il Legnano, squadra regina dei match fuori casa, viene al Fortunati a giocarti contro in tutte le porzioni del campo, significa che la tua cifra tecnica merita rispetto. A quel punto bisogna prendere quel che viene. Nel quarto dora finale intorno a Carbone la gabbia si era allargata anche per lazione combinata di De Vincenziis. Così da unazione nata da rimessa laterale, il folletto azzurro si trova smarcatissimo tra dischetto del rigore e limite dellarea piccola: soluzione in acrobazia alla Rumenigge, il pallone che si infila sotto la traversa. Poi lepisodio che, anche riguardato più volte al replay, resta inspiegabile. Larbitro mima a gesti un Fogacci che avrebbe affossato il lungagnone Lamenza; le immagini non vanno oltre limpressione avuta in presa diretta dalla tribuna: lattaccante del Legnano è appostato al limite dellarea, spalle alla porta, del tutto inoffensivo. E sulle sue spalle nessuno si appoggia. Piuttosto cera un mezzo penalty qualche minuto prima, quando Bisso non era arrivato sulla palla davanti a Mandrelli anche per una leggera spinta. Minutaglie, niente di clamoroso. Restano adesso otto partite per agganciare i play off, di cui 5 fuori casa, tante per una squadra che lontano dal Naviglio ha un ruolino da zona salvezza. Aspetto che può essere però unoccasione, una prova da affrontare a testa alta, a partire da Vercelli contro la Pro Belvedere e poi a La Spezia nel lunedì elettorale. Nella giornata in cui davanti vincono tutte tranne il Rodengo fermato a Valenza sul pari, la classifica dice che gli spareggi promozione restano a un passo, traguardo possibile, tolto lo Spezia capolista, per altre sei squadre. Solo due andranno deluse. Ma se le possibilità di partecipazione restano percentualmente alte, poi conteranno spirito e autorità. Il come ci si arriva, insomma. Ieri il Pavia, solo 4 punti nelle ultime cinque giornate, aveva risolto una situazione difficile. Con aspetti inizialmente negativi che possono diventare bagaglio di esperienza per il rush finale. Il Legnano ha allargato il campo con Leto Colombo e soprattutto con Pontarollo, stabilendo una triangolazione virtuosa sulla propria sinistra con Silva Fernandes e Capellupo a costringere in inferiorità numerica Ricci e Bonacina. Aggrediti dalla mediana avversaria, Mazzocco e DAmico hanno abbassato il baricentro, facendo mancare il sostegno alla prima linea dove non potevano bastare la buona volontà e la classe di Carbone. Un rebus che gli azzurri avevano poi risolto. Mentre il pari rischia di allargare crepe in morale e convinzione. - Stefano Pallaroni
PAVIA. Molta delusione negli spogliatoi del Fortunati. Benny Carbone, il capitano azzurro, non usa mezzi termini: «Rigore inesistente. Sicuramente non cera e se larbitro ha visto una trattenuta non capisco perché non abbia visto un fallo netto su di me in area, ma poi abbia deciso al 90simo diversamente per il Legnano». Il capitano azzurro continua poi analizzando il digiuno da successi soprattutto negli ultimi tempi al Fortunati. «Il nostro campo in non perfette condizioni penalizza una squadra come la nostra che predilige la costruzione del gioco palla a terra - spiega Benny Carbone - Forse accusiamo anche un pò di stanchezza, ma sono sicuro che su campi migliori si vedrà un Pavia protagonista in positivo del finale di stagione». Agli azzurri manca anche lepisodio favorevole che ieri sembrava il gol di De Vincenziis a 7 dal termine. «Poi invece è arrivato quel rigore - ribadisce il capitano del Pavia - Una vittoria avrebbe cambiato la nostra gioranta più che per la classifica per il nostro futuro. Vorrà dire che andremo a cercarcela domenica prossima a Vercelli con la Pro Belvedere». Delusione anche per lamministratore delegato del Pavia Alessandro Zanchi: «Peccato per questo pareggio allo scadere. Le immagini televisive confermano limpressione di un rigore che non cera. Il Legnano ha avuto il merito di disputare un buon primo tempo, poi noi siamo usciti bene nella ripresa e lo splendido gol di De Vincenziis sembrava averci premiato. E invece questo rigore ci costringe ad accontentarci di un punto». Un pareggio che pesa più psicologicamente che sulla classifica. «Non riusciamo più a vincere e dei tre punti avevamo bisogno per sbloccarci - ammette Alessandro Zanchi - . Così il risultato finale pesa soprattutto per questo». Amedeo Mangone, il tecnico, ha già lasciato il Fortunati preferendo smaltire delusione e rabbia in solitudine. Chi ha motivo di sorridere è invece Ivan De Vincenziis: «E un gol che ricorderò, sicuramente il più bello della mia carriera - ammette - . Ero contento anche perché ho visto un Pavia che nella ripresa ha dato il massimo. La reazione al primo tempo non brillante cè stata, in questa fase non possiamo nascondere come si sia un pò timorosi involontariamente per questa vittoria che ci manca da un pò di tempo. E se poi quando ci sei vicino tutto è vanificato da un rigore generoso». Dopo aver spiegato la dinamica del rigore concesso al Legnano Fogacci ringrazia i tifosi: «Ci sono sempre vicini, basti pensare a quei quatto o cinque che anche domenica scorsa sono venuti fino a Villacidro». Pato DAmico, infaticabile, è comunque ottimista: «Nel primo tempo abbiamo subito laggressività del Legnano, ma soprattutto i fantasmi psicologi che in questa fase ci tormeno - ammette il centrocampista argentino - Nella ripresa si è visto un Pavia vivo e questo è lennesimo segnale che la nostra squadra cè. Sono convinto che possiamo in questobiettivo e non solo, perché il Pavia ha le carte in regola e riuscirà a conquistare i play-off e a giocarsi fino in fondo la promozione». Anche Francesco Acerbi in difesa è stato tra quelli che hanno dimostrato tranquillità e concesso poco al Legnano. «Nei primi 45 ci è mancata la cattiveria agonistica contro un avversario che è partito fortissimo - ammette il difensore del Pavia - Poi, però, ho visto una squadra reagire e creare giocando bene due o tre palle gol prima del gol di De Vincenziis. A quel punto pensavamo fosse fatta e invece è arrivato questo rigore discutibile». Chi invece è soddisfatto è Giuseppe Scienza: «Una sconfitta sarebbe stata alla fine ingenerosa nei confronti della mia squadra - dichiara il tecnico del Legnano - Abbiamo disputato una buona prova soprattutto nel primo tempo. Poi il Pavia ha reagito e nella ripresa spinto di più creandoci qualche problema». Un Legnano alla prese con difficoltà societarie che sul campo non si vedono, visto che in classifica continua oggi ad essere appaiato al Pavia ad un solo punto dai play-off. E mister Scienza a questo punto non si nasconde: «Vista anche la prestazione odierna sul campo di un Pavia che considero tra le squadre più quotate del girone - conclude il tecnico lilla - possiamo sicuramente considerarci competitivi per giocarci fino in fondo questo obiettivi con tutte le squadre che sono in corsa con noi per i primi cinque posti». - Enrico Venni
PAVIA. Minuto 42 della ripresa, cross di marca lilla dalla tre quarti e Ferretti, attaccante del Pavia, svetta di testa liberando la propria area di rigore; Lamenza, numero 17 del Legnano, cade a terra spalle alla porta nei pressi del limite dellarea in posizione centrale. Per larbitro è stato trattenuto per la maglia da Fogacci: calcio di rigore. Inutili le proteste del difensore toscano e di Ricci. Dai gesti dellarbitro si intuisce la spiegazione a Fogacci: «Lhai affossato». «Vero, mi ha subito detto che lavrei tirato io per la maglia e fatto cadere - spiega Fogacci - Ma non è così. Un metro di giudizio che è stato sfavorevole a noi dallinizio alla fine, se riguardiamo la gara avrà fischiato 30 punizioni a favore del Legnano e 5 a noi. Larbitro ha fischiato un fallo di confusione in area penalizzandoci. Perché avevamo vinto». Anche il compagno di reparto Luca Ricci conferma: «Un fallo di confusione che di solito viene fischiato a favore della difesa - sottolinea il difensore romagnolo - : Ferretti ha anticipato tutti di testa e la palla era ormai lontano dallarea. Invece abbiamo visto visto larbitro indicare il dischetto vedendo il loro giocatore a terra. Una decisione che ci ha penalizzato ingiustamente». Se in casa Pavia tutti hanno le idee chiare, giusto sentire anche il racconto dallattaccante del Legnano Antonio Lamenza. «Il difensore del Pavia mi ha preso per la maglia - spiega Lamenza - Se poi questo meritasse il rigore o meno, lo decide larbitro. A mio avviso cera fallo perché sono stato sbilanciato». (e.v.)
PAVIA. Un po lhanno fatto il vento gelido e la minaccia di nevicata, e tanto invece lapatia ormai cronica di una parte del tifo azzurro. Ancora una volta al Fortunati è mancato il pubblico, a parte quello zoccolo duro fedele al Pavia sin dallinizio del campionato: ieri al Fortunati cerano soltanto 730 paganti (abbonati compresi) e tra laltro nonostante laggiunta di almeno una cinquantina di tifosi ospiti. E pensare che Pavia-Legnano era una gara di cartello, con in palio punti utili a riagganciare la zona playoff (anche se per effetto del pareggio finale nessuna delle due squadre cè riuscita). La vittoria manca dal 24 gennaio (trasferta di Vercelli) e forse anche questo ha contribuito ad affievolire la passione per i colori azzurri. Ma il Pavia resta in corsa per lobiettivo playoff e lapporto dei tifosi può giocare un ruolo importante proprio in questa parte finale di torneo. (l.si.)
LE PAGELLE Ferretti, buon ritorno Mandrelli 6.5. Determinante allinizio, quando salva due volte su Bisso. Monticciolo lo spiazza sul rigore, ma mica può fare sempre miracoli. Ricci 6. Meno brillante di altre volte. Tra lui e Bonacina non si capisce chi debba guardare Pontarollo, il risultato è che lesterno del Legnano nel primo tempo fa un figurone. Fogacci 6. Allinizio un paio di leggerezze che rischiano di costare caro, poi si riprende. Sul rigore, difficile capire cosa gli imputi larbitro. Nel finale rischia il rosso per un intervento su Lamenza. Acerbi 6. Si esibisce in un alcuni di disimpegni autorevoli, ma è meno preciso rispetto ad altre gare. Visconti 6. Anche lui è risucchiato allindietro dallottimo primo tempo dei lilla, appena più intraprendente nella ripresa. Bonacina 5.5. In difficoltà sulla fascia, contro Pontarollo e Fernandes. dal 17 st De Vincenziis 7. Fino al 37 non fa granché, anche se la sua maggiore propensione offensiva contribuisce a far guadagnare metri al Pavia. Poi arriva il gol-gioiello che fa impennare il voto. Mazzocco 5.5 Costretto a fare il mediano dallintraprendenza avversaria, non riesce a dare nellorganizzazione della manovra quellapporto che ci si aspetta da lui. dal 23 st Thomas 6. Fa discretamente la mezzora finale, dando limpressione di essere uscito dal periodo poco brillante. DAmico 6.5. Si prende gli insulti degli ex tifosi, in campo le prende e le dà. Lunico a centrocampo a cercare la profondità. Ferrini 6. Nei primi 45 si gioca poco nella sua zona e a lungo risulta un po avulso dalla manovra. Pur non demeritando non è certo una delle sue migliori prove. Pavoletti 6. Di palle ne vede davvero poche e non gioca male quelle che gli arrivano. dal 33 st Ferretti 6. Si presenta con un bel tiro dopo scambio con Carbone. Comunque incoraggiante, visto il rientro dopo la lunga assenza. Carbone 6. E il principale bersaglio della tattica aggressiva di Scienza e la patisce. Fabbrica comunque un meraviglioso assist per Ferretti, che per poco non fa centro. Legnano: Furlan 6.5; Gomez Rodriguez 6, Bianchi 6.5, Marietti 6.5, Silva Fenandes 6; Leto Colombo 6 (Minincleri sv), Monticciolo 7, Capellupo 7, Pontarollo 6.5; Bisso 6.5, DOnofrio 5.5 (Lamenza sv). (l.si.)
PAVIA. Ha rischiato di perderla nel primo tempo, era quasi sicuro di averla vinta dopo la splendida rete di De Vincenziis a 8 dalla fine. Alla fine per il Pavia arriva un pareggio che sa di beffa: il calcio rigore con il quale il Legnano agguanta gli azzurri al 43 della ripresa lo vede solo il signor Ferraioli di Nocera Inferiore. E se è vero che nel complesso i lilla non avrebbero forse meritato di perdere, è altrettanto vero che allandata incassarono tre punti anche oltre i loro meriti. Una partita, quella, che fu in qualche modo lopposto di quella vista ieri pomeriggio al Fortunati. Per chi ha visto anche quel match, fa una certa impressione vedere una squadra, il Legnano, così trasformata. Tanto i lilla il 18 ottobre erano apparsi impauriti, concentrati a non prenderle (pur vincendo alla fine), tanto ieri al Fortunati sono apparsi autoritari in campo per unora buona. Daltra parte in 16 partite molto è cambiato: il Legnano dalle secche della zona playout ha scalato la classifica fino a portarsi stabilmente nelle prime posizioni. E come dimenticare che gli uomini di Scienza in trasferta sono andati a mille, inanellando fino a cinque vittorie consecutive. Esattamente lopposto del Pavia, che ha fatto del Fortunati la sua roccaforte, eccetto le ultime gare. Così la partita la fa il Legnano e il Pavia pare confermare le difficoltà delle scorse settimane - soprattutto nella fase iniziale di gara - a produrre gioco e azioni da gol. Già al 2 il Pavia rischia di capitolare: Capellupo calcia da fuori, la palla dopo una carambola arriva al liberissimo Bisso, ma Mandrelli ci mette una pezza con un tackle da stopper che impedisce al centravanti lilla di scartarlo e concludere a botta sicura. All8 tocca ancora a Mandrelli uscire su Bisso, lanciato in area da un retropassaggio corto di Fogacci: il portiere si improvvisa terzino, cerca di chiudere lo specchio della porta e vince in qualche modo anche il secondo duello con Bisso, il cui destro a giro passa alto sullincrocio. Si gioca praticamente solo sulla fascia destra del Pavia, con Pontarollo che pare un funambolo. Il Legnano è quasi stabilmente nella metà campo azzurra e Carbone e soci fanno fatica a guadagnare terreno. Al 21 altra palla gol per il Legnano, il diagonale di DOnofrio dal vertice destro dellarea fa venire i brividi a Mandrelli e si spegne di poco al lato. Per il Pavia solo una spizzata di testa di Acerbi che finisce al lato. La ripresa inizia con la prima parata di Furlan, su tiro di Bonacina. Il Legnano spreca con Leto Colombo, che prova un improbabile pallonetto. Poco alla volta, il Pavia guadagna metri e pur non facendo niente di trascendentale in zona gol comincia a mettere pressione al Legnano. Pavoletti al 28 calcia da ottima posizione ma troppo centralmente. Poco dopo il livornese lascia il posto a Ferretti, al ritorno dopo il lungo periodo di stop, e subito il nuovo entrato confeziona assieme a Carbone lazione più bella della partita: tacco magico di Benny a servire lex Cesena, che fa un paio di passi e spara il destro, di poco fuori. Ora il Legnano sembra pagare lo sforzo prodotto per tutta la gara. E un minuto dopo loccasione di Ferretti arriva lo splendido gol di De Vincenziis in rovesciata: rimessa lunga di Ferrini in area, Ferretti salta con un difensore e la palla arriva a Ivan, che infila il sette con unacrobazia da fuoriclasse. Sembra fatta, anche se al 41 su una ripartenza del Legnano Bisso, pressato da Fogacci, finisce giù in area. Il bomber lilla reclama il rigore, e limpressione è che lepisodio pesi su quello che succede un minuto dopo: traversone in area, e mentre Ferretti respinge di testa, il nuovo entrato Lamenza si affloscia. Larbitro indica una strattonata di Fogacci, ma anche a rivederlo più volte non si capisce dove stia il fallo. Protesta il Pavia, protesta la panchina e Armando Calisti, in panchina, si fa espellere. Poi Monticciolo trasforma spiazzando Mandrelli e cala il sipario. Per i playoff si fa più dura, ma nulla è perduto. - Luca Simeone
PAVIA. Cè poco da dire. Negli ultimi quattro turni, il Pavia ha perso colpi rispetto a tutte le concorrenti nella corsa alla promozione. Eppure cè la convinzione di poter centrare lobiettivo playoff. Insomma, società e squadra pensano positivo nonostante i soli tre punti raccolti nelle ultime quattro uscite, che hanno fatto scivolare gli azzurri fuori dalla zona che conta. Di un pelo, però, perché i playoff restano a portata di mano: un punto più su. Alessandro Zanchi, amministratore delegato del Pavia, si dice fiducioso. «Il traguardo dei playoff resta alla nostra portata - dice - mancano 8 partite e ci sono tanti scontri diretti: per noi e per gli altri. E un finale tutto da giocare e restando uniti, al di là di qualche momento di nervosismo che ha coinvolto un po tutti, possiamo centrare lobiettivo stagionale». Zanchi torna per un attimo sulla gara con il Legnano (che, è bene ricordare, è la squadra che in trasferta ha fatto più punti, ben 21): «Loro hanno fatto un ottimo primo tempo e potevano anche andare in vantaggio. Ma ci sta anche: il Legnano è una squadra che sul campo ha fatto qualche punto più di noi. Nella ripresa abbiamo fatto più di loro ed è venuto il vantaggio con lo splendido gol di De Vincenziis». Zanchi smorza i toni anche sul rigore: «Al di là del fatto che ci fosse o meno, il pareggio alla fine è forse anche più giusto, anche se resta il rammarico per un risultato che pensavamo di avere già portato a casa». Sul momento generale del Pavia, il numero due azzurro ammette: «Certo, non si può dire che siamo a posto, ma più mentalmente, perché invece fisicamente la squadra cè e lo dimostra il fatto che nei finali siamo vivi. Della gara col Legnano non posso essere del tutto soddisfatto, ma il discorso cambia conoscendo le difficoltà che viviamo». Ma, appunto, niente è perduto: «Dobbiamo avere maggiore autostima. Allinizio forse si è esaltato troppo questa squadra, che però resta un gruppo valido in grado di entrare nelle prime cinque: serve anche entusiasmo per andare avanti. E poi ci sono due note positive: il primo gol di De Vincenziis - e sappiamo quanto conti per un attaccante sbloccarsi - e il recupero di Ferretti». - Luca Simeone