PAVIA-GROSSETO-2-0 (Zizzari, Fasano)

 

Data: 5/6/2005 Ore: 16.00 Stadio: Pietro Fortunati (Pavia)
RETI: 62 Zizzari (P), 70 Fasano (P)
PAVIA: Bressan, Bandirali, Fasano (76 Ceccarelli), Urbano, Preite, Cardamone, Gambadori, Papini, Chiaretti, Sciaccaluga (79 Ciullo), Zizzari (67 Todeschini) - ALL. Marco Torresani
GROSSETO: Rossi Fr., Bianchini, Maggiolini, Epifani (57 Bertani), Miano (62 Breschi), Di Meglio, Bellè (65 Taurino), Antonazzo, Pellicori, Cecchini, Agostini - ALL. Stefano Cuoghi
ARBITRO: Gabriele Gava (Conegliano Veneto)
RECUPERO: 7 minuti (2 pt + 5 st)
AMMONITI: Gambadori, Fasano, Zizzari (P), Epifani, Bianchini, Pellicori (G)
ESPULSI: 65 BIANCHINI, 72 MAGGIOLINI, 73 PELLICORI (G)
SPETTATORI: 4500

Fantastico Pavia!

Un 2-0 che non ammette repliche quello rifilato ai picchiatori grossetani.

Un cinghiale cotto a fuoco lento, come si addice alle grandi squadre che fanno prima sfogare gli ospiti e poi colpiscono con un uno-due mortifero.

Non è stato facile, beninteso.

Il Grosseto è salito a Pavia per vincere, e poco c'è mancato che riuscisse a passare in vantaggio, complice una difesa pavese un po' bloccata dalla paura.

Ma oggi gli azzurri erano sospinti da un pubblico meraviglioso, una marea immensa colorata d'azzurro in ogni settore dello stadio.

E al gol di Zizzari, il boato è stato da pelle d'oca....roba da derby col Piacenza!

Ma partiamo dall'inizio.

Torresani schiera lo stesso 11 di Grosseto, con il bomber Ciullo in panchina pronto per ogni evenienza.

Lo stesso fa Cuoghi, proponendo una squadra molto offensiva con Bellè trequartista.

L'inizio è da choc: il Grosseto va vicino al gol su un'incursione di Bellè che incrocia di sinistro da dentro l'area. Bressan fa il miracolo e respinge di piede.

I toscani fanno subito capire di voler fare la gara ed il Pavia è bloccato dalla tensione: Urbano in special modo sente molto la partita e sbaglia qualche appoggio elementare.

Ma Bandirali e Preite sono attenti e vigilano sugli attaccanti biancorossi.

A centrocampo Cardamone collega centrocampo e attacco, ma la squadra è lunga e fatica a proporsi in fase offensiva.

Il Grosseto quindi prende in mano le redini del gioco, ma le occasioni sono merce rara.

Più che altro si vedono botte, ovviamente a senso unico. A fine tempo risulteranno ammoniti 3 toscani e Bressan.

Per il Pavia, da segnalare una bella azione di Ciccio sulla sinistra che ruba palla a Di Meglio, arriva sul fondo e la mette in mezzo: Zizzari non ci arriva per un soffio.

Anche Zizzari, mai domo, mette scompiglio in area: ruba palla sulla trequarti ad un difensore, entra in area ma si allunga il pallone quel tanto che basta per permettere a Rossi di uscire alla disperata e salvare la porta.

Chiaretti, invece, lotta e prende calci. Ci prova anche da fuori senza fortuna, ma trova in Zizzari la spalla che tutti vorrebbero.

La ripresa si apre ancora coi toscani in avanti.

Bressan ci mette due pezze enormi sui tentativi di Cecchini (sinistro da dentro l'area) e Pellicori (cross basso in area piccola con Walter in anticipo sul 9 toscano).

Poi il Pavia si scuote e, complice il calo dei toscani, comincia a macinare gioco.

Specialmente sulla fascia destra è Gambadori la dpina nel fianco.

Difende, recupera una miriade di palloni e spesso si propone in avanti.

Arrivano anche parecchi palloni in mezzo e, al 60', Zizzari si smarca in area su un cross dalla destra di Sciaccaluga e inzucca imparabilmente con Rossi che può solo guardare.

Gran gol e boato assordante del Comunale!

Il Grosseto è in ginocchio, e comincia la caccia all'uomo.

Dopo 5 minuti Gava deve ammonire per la seconda volta Bianchini: toscani in 10.

Al 70' arriva il raddoppio: Chiaretti si porta a spasso due avversari, entra in area, vede Fasano al limite e gliela appoggia.

Il terzino pavese si inventa un sinistro a girare che batte implacabilmente Rossi.

E' il gol della sicurezza, il gol che porta dritto il Pavia in finale!

Da ora in avanti sarebbe solo accademia se non fosse che i picchiatori toscani cercano in tutti i modi di far male ai nostri.

L'arbitro caccia dal campo prima Maggiolini e poi Pellicori, entrambi per entrare assassine.

Col Grosseto ridotto in 8, non c'è più partita.

Il Pavia non affonda il colpo, non vuole umiliare gli ospiti e si accontenta di tener palla fino alla fine.

E' un torello che permette ai tifosi pavesi di "riprendersi" dopo le emozioni della gara e di festeggiare i propri beniamini.

Torresani concede a Zizzari una standing ovation, facendo entrare Ceccarelli.

Poi è la volta di capitan Sciaccaluga, applauditissimo, che viene sostituito da Ciullo.

Una gara ottimale, giocata dal Pavia con grande tranquillità (anche troppa in certi disimpegni difensivi) e lucidità.

Gli azzurri sono usciti alla distanza, infliggendo al Grosseto un 1-2 che non lascia attenuanti.

Una squadra che, prima di tutto, è un grande gruppo. Tant'è che oggi è difficile andare a trovare un migliore in campo.

Tutti hanno dato il massimo.

Bressan ha compiuto un paio di miracoli ed è sempre stato sicuro nelle prese alte.

La difesa è apparsa concentratissima. Ottimo Bandirali che non ha sbagliato nulla, esemplare l'Aldone che ogni tanto si permette anche di fare il suggeritore con qualche bella sgroppata sulla destra.

Urbano, emozionato all'inizio, ha via via assunto maggiore sicurezza e ha organizzato bene il reparto.

E Fasano, con quel gran gol, si è fatto perdonare alcune prestazioni sotto tono.

A centrocampo, semplicemente fantastico Gambadori sulla destra. Bene anche Papini che ha randellato per bene rispodendo colpo su colpo al gioco duro dei toscani.

Sciaccaluga, poi, ha sbagliato praticamente niente. In gran forma il nostro capitano. E col Mantova servirà una sua grande prestazione.

In avanti abbiamo assistito ad uno strepitoso Zizzari. Ha corso chilometri, ha sporcato tutti i palloni alti. Ha lottato come un gladiatore ed il gol è giunto a giusto premio di una gara eccellente.

Chiaretti è stato anche lui un guerriero. Nel primo tempo ci ha provato un paio di volte da fuori. E' stato bravo a tenere alta la squadra quando si notava più di uno sfilacciamente tra centrocampo e attacco. Sua la palla servita a Fasano per il raddoppio.

Insomma, è festa grande e già si pensa a domenica prossima, quando al Fortunati scenderà la corazzata Mantova.

Il Pavia, comunque, il suo obiettivo lo ha raggiunto. Perdere la finale col Mantova non sarebbe certo un disonore, considerando ciò che ha speso Lori ed il budget del Pavia.

Ma l'impressione, tuttavia, è che ce la possiamo giocare anche con i virgiliani. Senza pressioni, senza obblighi, ma con tanta voglia di continuare a divertirci!

 

Pavia-Grosseto, metà stadio è pieno

la Provincia Pavese — 02 giugno 2005   pagina 41   sezione: SPORT

 PAVIA. E’ febbre da serie B, e che febbre. Ieri, nel primo giorno di prevendita dei biglietti per Pavia-Grosseto, sono stati frantumati tutti i record di vendita nel giorno singolo. Alle 18.30, quando ha chiuso il botteghino di via Alzaia, preso d’assalto, erano stati staccati 1882 tagliandi, quasi la metà dei posti disponibili per il Pavia. Una media di oltre 400 biglietti all’ora. Una cosa mai vista, a Pavia.  Sono stati venduti 246 biglietti in tribuna ovest, 450 in tribuna bianca e verde, 546 in tribuna laterale e 640 nelle curve. Sono a disposizione per i tifosi azzurri 4000 tagliandi. «Si va verso il tutto esaurito - commentano soddisfatti in via Alzaia - Chi non si affretta rischia di rimanere fuori dalla partita dell’anno». Oggi si replica: dalle 10.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30. Avanti così fino a sabato, sempre che rimangano biglietti: il che sembra difficile. Intanto dalla Lega è arrivata la notizia: Pavia-Grosseto, alle 16 di domenica, sarà trasmessa in diretta su RaiSport Sat. «La notizia ci fa molto piacere - commenta il direttore generale Armando Calisti - perchè è un premio per la squadra che ha lavorato bene e per gli sponsor che hanno creduto in noi. Ma non credo che la tv porterà meno tifosi al Fortunati: questo è un evento da godersi in prima persona. I nostri tifosi vogliono essere presenti allo stadio, e i dati sulla prevendita lo dimostrano». Un vero boom. «Sappiamo bene che un’affluenza del genere durante tutto l’anno è impossibile, ma è molto importante che i nostri tifosi rispondano “presente” nei momenti cruciali. A dire il vero noi per primi siamo meravigliati perchè abbiamo avuto brutti segnali in stagione regolare. Penso ai match con la Pistoiese e la Sangiovannese: quasi più importanti di questa con il Grosseto. Ci giocavamo la promozione diretta con la vittoria del campionato, ma i tifosi sono stati un po’ tiepidi. C’è stato un segnale importante domenica scorsa, quando 500 tifosi si sono mossi da Pavia per raggiungere Grosseto». Come mai questa svolta? «Sono un pavese e conosco bene la mia gente. Siamo fatti così. Freddi all’inizio, forse timorosi di non essere all’altezza, di subire delusioni. Poi, quando ci scaldiamo, non ci ferma più nessuno. Come un diesel. Ma a Pavia non c’è una tradizione di calcio ad alto livello: la gente ha bisogno di tempo per abituarsi all’idea». Il tutto esaurito è quasi sicuro. «E’ vero. Infatti anche io ho comprato una decina di biglietti per gli amici, prima che finissero». Se andate in B servirà uno stadio più grande. «Lavorando insieme non sarà un problema ampliare il Fortunati». Tra la gente in coda l’entusiasmo è palpabile. «Sono venuta a prendere i biglietti per me e mio figlio 18enne - afferma Tiziana Civardi - E’ la seconda partita che vedo quest’anno. Mio figlio invece ne ha viste molte: si è appassionato durante il campionato, vedendo che il Pavia giocava bene». D’accordo Davide Grassi. «Ho preso tre biglietti di curva, per me e due amici - afferma - Se avessi saputo che il Pavia giocava così bene avrei fatto l’abbonamento. Ho visto una decina di partite al Fortunati, le trasferte a Mantova, Cremona e Novara e quella di domenica scorsa a Grosseto. In tutte le occasioni che contavano, io c’ero». (ha collaborato Michele Lanati) - Paolo Fizzarotti

Il record con la Cremonese: erano in 4.881

la Provincia Pavese — 02 giugno 2005   pagina 41   sezione: SPORT

 PAVIA. Si va verso il tutto esaurito: molto probabilmente sarà battuto il record di Pavia-Cremonese. Per quella partita, disputata il 27 febbraio, furono venduti 3.668 biglietti, che aggiunti agli 895 abbonati e ai 318 accrediti, portarno il totale a 4.881 per un incasso di 46.347,11 euro. Ricordiamo che la partita di domenica viene organizzata direttamente della Lega calcio, che ha trattenuto 363 biglietti, di vari settori, che saranno distribuiti gratuitamente alle autorità, agli invitati speciali e agli accreditati. Ci sono poi mille tagliandi della curva riservata ai tifosi del Grosseto. Da segnalare che con la Cremonese furono venduti 876 biglietti agli ospiti. Numeri difficilmente ripetibili domenica prossima vista la distanza da Grosseto. Pare però che i supporter toscani abbiano prenotato dieci pullman e che l’interesse in città stia crescendo in maniera esponenziale: l’obiettivo dichiarato è «battere» i tifosi del Pavia, raggiungendo almeno quota 600. Di sicuro Pavia supererà Grosseto quanto alle presenze allo stadio di caso: allo Zecchini non erano più di 2.500 i tifosi toscani. Visto che la capienza dello stadio Fortunati è di 5.208 spettatori, ai supporter del Pavia restano a disposizione 3.845 biglietti, così suddivisi: 787 tribune azzurre, 760 bianche e verdi, 1.118 laterali e 1.180 curve (settore nord).

Pavia, con Chiaretti si va in paradiso

la Provincia Pavese — 03 giugno 2005   pagina 43   sezione: SPORT

 MAGHERNO. Che sia tridente o meno, di sicuro il Pavia può contare su un Lele Chiaretti in forma strepitosa. L’attaccante laziale lo ha confermato ieri nel test di Magherno: un gol su rigore, un altro di testa su corner di Sciaccaluga, una traversa con una punizione dal limite. Torresani ieri ha provato il tridente, che potrebbe essere anche la mossa a sorpresa per la partita di domenica, magari in caso di necessità. Di positivo c’è anche il recupero di Ciullo, che anche ieri si è mosso bene e vuole giocare.  «Non mi nascondo, lo dico da qualche settimana che sto bene. Questo finale di stagione mi sta regalando grandi soddisfazioni». Lele Chiaretti è caricatissimo. Suo il gol (il quinto stagionale) nel finale a Grosseto che ha regalato al Pavia il pareggio. E non è certo pago: «Dalla gara disputata da titolare con la Pistoiese sono andato sempre in crescendo e sono convinto di avere ancora margini di miglioramento». Se lo augurano anche i tifosi pavesi: con un Chiaretti così la B è possibile. Gli attaccanti del Pavia dovranno stare attenti alle «carezze» dei difensori del Grosseto: «Porto ancora i segni sulle gambe delle botte prese domenica scorsa - aggiunge Chiaretti, mostrando i lividi - la forza della difesa dei toscani è la fisicità. Per essere più chiari diciamo pure che sono dei picchiatori. Se usano tutti i mezzi per fermarci vuol dire che ci temono parecchio». Torresani ieri ha provato il tridente Ciullo-Zizzari-Chiaretti. Quante possibilità ci sono che lo rivedremo nei play off, magari già nel match di domenica con il Grosseto? «Insieme in campionato abbiamo giocato solo il secondo tempo a La Spezia e tra l’altro in quell’occasione mi fu annullato un gol regolare - ricorda Chiaretti - Con il recupero di Ciullo l’allenatore Torresani ha voluto sperimentare anche questa possibilità. Deciderà lui chi mandare in campo». Ma il tridente è comunque un’ipotesi credibile: «Tra noi tre Zizzari ha più le caratteristiche di centrale, mentre io e Ciullo amiamo partire da dietro. Con questo assetto tutti e tre dobbiamo sacrificarci di più in copertura». Il Pavia passa il turno anche con il pareggio: «A A Grosseto abbiamo subito in partenza, accontentandoci del pareggio, e al ritorno non dobbiamo assolutamente commettere lo stesso errore. Il Grosseto deve vincere e dovrà aprirsi, lasciandoci spazi che possiamo sfruttare. Non possiamo solo gestire il risultato di parità, impostare una partita in tal senso non è nelle nostre capacità. Sappiamo di avere questo vantaggio, ma ci può star bene al 90’, prima faremo la nostra gara come sempre». L’arma in più per il Pavia saranno i tifosi, mai come questa volta vicini al Pavia. I biglietti stanno andando a ruba, domenica il Fortunati sarà stracolmo: «Fa piacere vedere questo calore attorno alla nostra squadra. Io arrivo da una piazza come Cesena dove la tifoseria ci è sempre stata attaccatissima - racconta Chiaretti - Domenica ci sarà sicuramente lo stadio pieno e i nostri tifosi alla fine potranno essere l’arma in più per spingerci verso la finale dei play off». Giocatori e città sono pronti per un evento sportivo di quelli a cui non si può mancare e che possono rimanere nella storia della Pavia calcistica. Questa è un’occasione da non perdere. Enrico Venni

Una città spinge la sua squadra

la Provincia Pavese — 05 giugno 2005   pagina 37   sezione: SPORT

 PAVIA. Tutta la città guarda al Fortunati. Anche chi oggi non sarà sugli spalti dello stadio, tra le 16 e le 18, sarà collegato con via Alzaia: con il telefono, la radio o la tv. A cominciare da Dario Scotti, l’imprenditore alimentare, lo sponsor della squadra: «Ci sarò con il cuore. Un amico mi terrà informato minuto per minuto - spiega Scotti - . Un pronostico? Andiamo in finale. In quel caso ci sarò perché due partite così vanno viste». Scotti ha legato il nome della sua azienda a quello della squadra già quando il Pavia era in serie D: «La sponsorizzazione era nata come un atto di amore, da pavese per la città - continua Scotti - poi è diventata importante per la strategia della nostra azienda». Il marchio Scotti e gli azzurri rappresentano la Pavia che si fa strada in una società sempre più competitiva. «Chi lavora tanto e bene viene premiato, vale per le aziende come per il calcio. I Calisti hanno investito e lavorato bene: i risultati lo dimostrano - continua Scotti - . E’ un esempio per la città, i pavesi se stanno accorgendo, e dimostra che dipende solo da noi». Ci sarà invece, anche se solo per un tempo, il sindaco di Pavia: «Gli impegni mi impediranno di vedere il secondo tempo - spiega Piera Capitelli - e mi spiace perché ci tengo, ma sono una che si agita e soffre». Meglio così allora.  «Sono combattuta perché l’unica volta che da sindaco sono venuta a vedere il Pavia abbiamo perso (0-1 con la Sangiovannese, ndr). E’ facile dire che nello sport bisogna saper perdere, ma in realtà è dura perché il tifo è un fatto emotivo. Io voglio vincere con la mia città e Pavia si sta identificando sempre di più con questa squadra. C’è una voglia di vincere che se poi perdessimo ci deprimeremmo». Meglio parlare d’altro allora. Ci pensa il vicesindaco Ettore Filippi, con un intervento da tecnico, anche perché sette giorni fa era a Grosseto a vedere la gara d’andata. Lui oggi resterà fino alla fine. «Il Grosseto fa un gioco intimidatorio. Se l’arbitro, oltre che fischiare bene come all’andata, non si dimenticherà di estrarre i cartellini quando i toscani eccedono con i falli, il Pavia non avrà problemi ad andare in finale - spiega Filippi - Il Mantova? Non pensiamoci: ogni giorno ha la sua pena».  La sofferenze Ambrogio Pelagalli la esorcizza: «Auguro al Grosseto di pareggiare al 94’, un attimo prima del triplice fischio». L’ex calciatore del Pavia non ci sarà: «Vado a vedere Mantova-Frosinone per il Milan. Un pronostico? Vedo il Pavia in finale perché lo merita e perché è più solido. Poteva essere già in B al posto della Cremonese, ma la promozione è ancora possibile». Pelagalli ha scommesso con 15 amici mantovani che se il Pavia andrà in B, pagherà loro la cena: «Il Milan mi ha dato una delusione incredibile a Istanbul, vorrei consolarmi con il Pavia - spiega - . A quel punto sarei contento di pagare». Sulla strada della serie B però c’è da superare l’ostacolo Mantova: «Loro dicono di volere il Pavia ma la vittoria degli azzurri a casa loro dimostra che non ci devono prendere sotto gamba. Poggi può far fare loro il salto di qualità, ma il Pavia ha uomini che possono mettere in difficoltà chiunque». Non ci sarà nemmeno Marco Lodola, l’artista pavese. «La città e la squadra meritano la finale. Io non ci sono ma mi terrà aggiornato Cisco, quello citato da Max Pezzali in una sua canzone. Pronostico? No, porta rogna. Ci sarò in finale? La scaramanzia mi impone di stare alla larga: ho seguito il Pavia l’anno scorso e non è andata bene. In questa stagione invece non l’ho mai visto e siamo ai play off. Magari la finale la vedo, con Cisco». Meglio non perderla, potrebbe essere un’ opera d’arte. - Claudio Malvicini

 

Zizzari: ho buttato giù la porta

la Provincia Pavese — 07 giugno 2005   pagina 37   sezione: SPORT

 PAVIA. «Sciaccaluga ha messo in mezzo la palla e io ho buttato giù la porta». Francesco Zizzari lo racconta così il suo gol di testa. Quello che ha definitivamente rotto l’equilibrio tra Pavia e Grosseto: due pareggi in campionato, 64 punti e coabitazione in classifica, 1-1 all’andata dei play off, 0-0 all’intervallo di gara2. Poi il centravanti spezzino, arrivato in estate in sordina e rivelatosi preziosissimo, ha segnato il gol della vita. Quello che porta il Pavia alle soglie della serie B mezzo secolo dopo l’unica promozione tra i cadetti. Zizzari era all’asciutto da tre mesi, ma aveva giocato una prima parte di stagione entusiasmante. Quando fece gol alla Torres - ricordate l’incredibile volata di 60 metri di Ciullo a confezionargli l’assist? - c’era ancora la neve a bordo campo. Domenica invece il caldo aveva trasformato il Fortunati in una fornace, il Grosseto non era per niente domo e la partita stava per trasformarsi in un estenuante thriller. Prima che Zizzari segnasse, col piglio del grande bomber, l’undicesimo gol di un’annata fantastica.  «Sì, è il gol più importante della mia carriera - spiega Zizzari - , ne avevo segnato uno per la salvezza del Baracca Lugo in C2, ma non c’è paragone. Avete visto bene, “Fra” (Ciullo, ndr) è stato il primo a piombare in campo dalla panchina a urlarmi “te l’avevo detto, te l’avevo detto”. In settimana Ciullo sosteneva che avrei segnato e ora dovrò pagargli la cena. Toccò a lui farlo quando gli avevo prennunciato il gol con il Vittoria e poi arrivò una doppietta». Intesa perfetta, dunque, per i gemelli d’attacco forse più sottovalutati del campionato. A inizio stagione, però. Da allora è passata una vita e nel cielo del Pavia l’azzurro si è fatto intensissimo. «Il Mantova? Non avrà vita facile in finale - sorride Zizzari - , ci sostiene l’entusiasmo e l’abbiamo dimostrato ancora. In più Ciullo sta tornando. E lui è un grandissimo». Intanto abbiamo ritrovato il miglior Zizzari. «Dopo l’infortunio ho ricaricato le pile - dice lo spezzino - , sto bene e questo gol per me è come una liberazione. Avevo pronosticato il gol di Sciaccaluga su punizione? C’è stato un pizzico di scaramanzia». Torresani lì accanto spende poche, ma significative parole per l’attaccante che in fondo ama di più: «Zizzari è tornato lui». Quanto al tridente, in prospettiva finale sarà argomento dei prossimi giorni. «Decide il mister, è questione di equilibri, ma si può fare», saluta Zizzari.  «Il Mantova voleva il Pavia in finale: sono contento per loro perché le cose sono andate come volevano», accende intanto la miccia capitan Sciaccaluga. «Andiamo a giocarci la B con la squadra superfavorita fin da luglio che poi ha fallito la promozione diretta. Noi siamo solo quelli che fin qui han rotto le scatole a tutti. Abbiamo realizzato un miracolo, un evento storico per la gente e la città di Pavia. Dal campo ho ammirato una grandissima squadra che ha colpito il Grosseto al momento giusto. C’era tensione? Normale contro una squadra che gioca duro, che aveva vinto 9 volte fuori casa subendo solo 4 gol in 18 partite esterne. Abbiamo sofferto le fasi iniziali dei due tempi, ma poi abbiamo meritato noi». - Stefano Pallaroni

Il Camilli furioso. E i Vip fanno gli ultrà

la Provincia Pavese — 07 giugno 2005   pagina 36   sezione: SPORT

 PAVIA. Parapiglia in tribuna centrale al Fortunati quando il Pavia passa in vantaggio. Il principio di rissa avrebbe avuto origine da un gesto dal presidente provinciale di Alleanza Nazionale, Ferdinando Crovace, nei confronti del presidente del Grosseto Piero Camilli che stava seguendo la partita. I tifosi ospiti hanno reagito molto duramente e si è arrivati a un passo da una gigantesca rissa in tribuna. Le forze dell’ordine sono infatti riuscite a dividere i contendenti e a riportare una relativa calma nel settore dei tifosi Vip. Nelle curve invece è stata una giornata esemplare.  Anche il questore di Pavia, Gianni Calesini, è intervenuto in tribuna per cercare di calmare gli animi. Ad un certo punto si è veramente temuto una maxi-scazzottata in un settore solitamente tranquillo. Ma, nonostante la conclusione senza danni, la vicenda potrebbe avere conseguenze di carattere giudiziario. Gli agenti della polizia scientifica hanno filmato gli incidenti e, nella giornata di ieri, hanno iniziato a visionare le riprese. E’ stata aperta un’inchiesta e, se dovessero emergere responsabilità, potrebbero anche essere inviate segnalazioni alla magistratura. Intanto il giudice sportivo ha multato il Pavia di 3mila euro e il Grosseto di mille. (adr.aga)

 

Bressan è una saracinesca

la Provincia Pavese — 07 giugno 2005   pagina 36   sezione: SPORT

 PAVIA. Il sogno continua. Pavia e Grosseto ricordano quei pugili che passano i round a studiarsi, ma dopo tre pareggi, tra campionato e play off, nella partita che porta alla finale per la serie B, gli azzurri trovano il diretto di Zizzari e il gancio di Fasano, e stendono l’avversario. Fino al 17’ della ripresa però erano stati i toscani ad avere le occasioni migliori, vanificate da un grande Bressan. Davanti a 4mila spettatori e alle telecamere di Raisport satellite gli azzurri non perdono la calma, consapevoli che basta un pareggio per andare a sfidare il Mantova, poi il centravanti indica la strada agli azzurri e gli amaranto gliela spianano collezionando tre espulsioni in nove minuti (dal 20’ al 29’). Il Grosseto, troppo nervoso, è stato tradito da quel gioco duro che ne aveva fatto la squadra meno battuta del campionato. Un pallonetto di Fasano archivia la pratica e nel finale si rivede anche Ciullo.  Al 3’ Epifani entra duro su Bandirali e scatta il primo giallo. L’arbitro cerca così di prevenire il gioco duro ma i toscani non si scompongono e continuano a fare fallo ogni volta che un azzurro tenta una giocata, dovunque si trovi. Al 4’ il Grosseto potrebbe segnare. Bellè scambia con Maggiolini poi entra in area, si allarga sulla sinistra e tira, Bressan respinge di stinco, poi libera Papini. All’11’ si vede il Pavia: incursione di Gambadori e sul corner di Sciaccaluga Rossi smanaccia anticipando Chiaretti. Ancora Chiaretti prova il destro da fuori, Rossi para. I toscani vivono di folate e cercano soprattutto di inaridire la vena degli azzurri raddoppiando a centrocampo e facendo braccare Sciaccaluga da Epifani. Il Pavia invece si spacca lasciando Cardamone, Chiaretti e Zizzari isolati in avanti. Cardamone cerca di rimediare tornando anche in difesa ed è da lì che al 23’ parte palla al piede, scambia con Chiaretti, salta Bianchini, entra in area ma tira addosso a Di Meglio. Al 35’ nasce un parapiglia nell’area del Pavia e Fasano e Pellicori vengono ammoniti per reciproche scorrettezze. Al 36’ Bianchini interviene a valanga su Gambadori: giallo. Bertani entra in campo dalla panchina per spingere Bandirali, ma l’arbitro non interviene. Il gioco latita. Nella ripresa il Grosseto parte meglio. Al 1’ percussione di Pellicori che serve Cecchini a destra, dribbling e sinistro secco, Urbano devia e Bressan si tuffa a smanacciare la palla destinata nell’angolo lontano. Al 7’ Maggiolini entra in area da sinistra e mette in mezzo, Bressan si distende poi la difesa mette in angolo. Sul cross dalla bandierina ancora Bressan esce a respingere in tuffo. Il Pavia è in affanno e Cuoghi inserisce una punta al posto di Epifani. Gli azzurri faticano ad adattarsi e Antonazzo, al 16’, ha lo spazio per crossare sul secondo palo per Pellicori, Bressan si allunga come un gatto e fa suo il pallone. Il Grosseto preme, ma è il Pavia a segnare: cross da 30 metri di Sciaccaluga, Zizzari anticipa Di Meglio e gira in porta di testa. Al 20’ Bianchini si vendica con un fallaccio al limite sul centravanti: secondo giallo ed espulsione. Torresani toglie Zizzari, acciaccato, e inserisce Todeschini. Al 24’ Gambadori si fa ammonire, salterà la finale. Al 26’ il Grosseto va al tappeto: Sciaccaluga apre per Chiaretti che serve Fasano, interno sinistro dal vertice dell’area e palla a spiovere sul palo più lontano: 2-0. Ai toscani saltano i nervi. Al 28’ si fa espellere Maggiolini per proteste, al 29’ Pellicori entra duro su Preite a centrocampo: secondo giallo e Grosseto in otto. Torresani richiama i diffidati Fasano e Sciaccaluga per non rischiare. Entra Ciullo e segna anche, ma è in fuorigioco. Poco male. - Claudio Malvicini

Torresani, vincere rafforza

la Provincia Pavese — 07 giugno 2005   pagina 35   sezione: SPORT

 PAVIA. Forgiati nelle difficoltà. Marco Torresani sa che il Pavia ha speso molto per eliminare il Grosseto, ma non se ne rammarica: «Arrivare in finale dopo una battaglia così ti fortifica perché diventi più consapevole dei tuoi mezzi». Contro il Mantova serve tutto, soprattutto la convinzione. «Il Mantova avrà la pressione di dover vincere, ma ha anche il vantaggio del secondo posto in classifica, cioè di poter salire in serie B segnando il nostro stesso numero di gol - continua l’allenatore degli azzurri -. Sulla nostra pelle abbiamo capito non è un vantaggio da poco. Quello che conta non è il pensare che ti bastano due pareggi, anzi quello sarebbe negativo se ti spingesse a giocare per lo 0-0. La differenza la fa la tranquillità di sapere che se anche vai sotto, ti basta pareggiare per passare il turno». Una tranquillità che ha aiutato il Pavia a non cadere nelle provocazioni: «Eravamo preparati a evitarle e ci aspettavamo anche il loro forcing iniziale - continua Torresani -. Il loro obiettivo era colpirci prima che ci fossimo adattati, ma abbiamo retto». Il Pavia però non è stato perfetto: «Ci siamo allungati lasciando soli gli attaccanti, ma è successo solo quando abbiamo cercato di verticalizzare - spiega l’allenatore del Pavia - e comunque è un errore in cui siamo caduto meno volte rispetto alla gara d’andata». E gli acciaccati? «Gorini ricomincia questa settimana ad allenarsi dopo gli antibiotici per la broncopolmonite, mentre Ciullo è ancora a corto di condizione. Vedremo». Diversi gli umori in casa dei toscani. «Prima del gol di Zizzari l’unica squadra pericolosa era stata la nostra - sostiene Stefano Cuoghi, allenatore del Grosseto -. Io ho contato almeno 3 occasioni pulite per portarci in vantaggio, a quel punto la partita sarebbe cambiata». Le tre espulsioni? «Come ha estratto il secondo giallo per Bianchini, l’arbitro avrebbe dovuto ammonire per la seconda volta anche Gambadori che ha fatto un fallo da dietro uguale a quello del mio giocatore - sostiene Cuoghi - Quanto alla presunta cattiveria del Grosseto, io da calciatore il gioco duro l’ho visto e vi assicuro che è molto peggio». Più duro è invece il commento di Piero Camilli, il presidente del Grosseto: «Non ci siamo qualificati perché non abbiamo sfruttato le occasioni avute, ma l’arbitraggio non mi è piaciuto. La mia impressione è che la Lega abbia preparato un “pacchetto” per avere due squadre lombarde in finale». La replica è di Armando Calisti, direttore generale del Pavia: «Quelle di Camilli sono stupidaggini. Gli ricordo, in fatto di sportività, che nella finale d’andata i raccattapalle, quando il Grosseto era in vantaggio, non trovavano il pallone, dopo il pareggio del Pavia invece ne avevano sempre uno. La verità è che noi ci siamo comportati meglio di loro perché non abbiamo fatto nulla per aizzare gli animi. Quando ho visto ammonire un loro giocatore dopo 3’ ho capito che il Grosseto non avrebbe finito la partita in undici». Per Calisti il merito della qualificazione è soprattutto di Torresani: «Ha aiutato la squadra a mantenere i nervi saldi». Un segno di maturità. - Claudio Malvicini

 

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