PAVIA-CROCIATI NOCETO-1-1

PAVIA (4-4-2): 1 Mandrelli; 2 Daffara (45’ st 14 Bonacina), 6 Fogacci, 5 Acerbi, 3 Visconti; 11 Boldrini, 4 Thomas (1’ st 15 D’Amico), 8 Mazzocco, 7 Ferrini; 9 Pavoletti (34’ st 17 Camilluzzi), 10 Carbone. A disp. 12 Facchin, 13 Ricci, 16 Stefanini, 18 De Vincenziis. All. Mangone.  
CROCIATI NOCETO (4-4-1-1): 1 Mondini; 2 Tagliavini, 5 Paoletti, 6 Coppola, 3 Addona; 7 Ferretti, 4 Migliaccio (22’ st 15 Castagnetti), 8 Mora, 10 Guareschi (32’ st 16 Pin); 11 La Cagnina; 9 Pietranera (28’ st 18 Miftah). A disp. 12 Indolfi Raia, 13 Famà, 14 Delledonne, 17 Magnani. All. Torresani.
ARBITRO : Quartarone di Messina.
RETI : pt 32’ La Cagnina; st 28’ Ferrini.
NOTE : recupero 1’+ 5’, angoli 8-3 Pavia. Espulso 11’ st Boldrini per gioco violento. Ammoniti: Daffara, Paoletti. Spettatori paganti 450 (abbonati 265), incasso 4.800 euro.

 

Gli ex azzurri fanno tremare il Pavia

la Provincia Pavese — 22 febbraio 2010   pagina 24   sezione: SPORT

 PAVIA. C’è mancato poco che Marco Torresani, al ritorno al Fortunati da avversario, facesse il colpaccio con i suoi Crociati Noceto. Di certo il mister che per nove anni indimenticabili ha fatto la storia recente del Pavia, ha buttato momentaneamente fuori dalla zona playoff gli azzurri di Mangone, con la complicità di un altro ex, Josè la Cagnina, autore del vantaggio dei parmensi. Mentre il terzo ex, Michele Pietranera, si è visto respingere dal palo la conclusione che sarebbe valsa il raddoppio per gli ospiti, e forse il colpo del ko alle speranze di raddrizzare la gara.  Del Pavia resta l’orgogliosa mezzora finale, proprio quella giocata in dieci contro undici per l’espulsione di Boldrini. Sia pure in inferiorità numerica, e naturalmente rischiando qualcosa sulle ripartenze avversarie, gli azzurri hanno dato fondo a tutte le energie riuscendo ad agguantare l’1-1 con un rasoterra di Ferrini imprendibile per Mondini, l’ex portiere di Napoli, Samp e Vicenza.  Il primo tempo, invece, è uno dei peggiori visti al Fortunati. E manco a dire che è la presenza di Torresani a bloccare gli azzurri, perché l’unico che a Pavia ha avuto il mister di Cremona è Mandrelli, mentre gli altri ex azzurri stanno nelle file dei Crociati: sono Pietranera e La Cagnina a guidare l’attacco.  Ed è proprio La Cagnina a castigare Mandrelli e il Pavia poco dopo la mezzora della prima frazione: testa di Migliaccio, Josè controlla e infila di sinistro sul primo palo. Niente esultanza, in nome dei cinque anni passati in azzurro. Sta di fatto che il gol è pesante e il Pavia lo accusa. Con Carbone a mezzo servizio per problemi all’adduttore (con forfait evitato in extremis), le opportunità - a parte una conclusione del capitano al 2’, di poco fuori - capitano sui piedi di Pavoletti: al 17’ su sponda di Benny si divincola, ma disturbato spara alto; quindi poco prima dello 0-1 si allunga, solo davanti a Mondini, un gran palla di Visconti; dopo il gol ha altre due chance, ma sulla prima Mondini lo brucia in uscita, sull’altra spara fuori. Ma la palla migliore la gioca al 44’: vince un rimpallo e va al tiro da distanza ravvicinata, il gol sembra certo ma Mondini gliela respinge. Il tempo si chiude con una buona iniziativa di Boldrini che conclude di poco al lato.  Al di là delle occasioni, che pure ci sono, il Pavia fa fatica a costruire e paga a centrocampo un Thomas in ombra. D’Amico lo rileva a inizio ripresa e il tempo pare iniziare su un altro ritmo per gli azzurri, che premono e collezionano angoli a ripetizione. Al 2’ una punizione filtrante di Carbone attraversa tutta l’area e Daffara arriva con un attimo di ritardo.  L’occasionissima però la costruiscono ancora i due ex: cross di La Cagnina, Pietranera si coordina e di testa centra il palo a Mandrelli battuto. La gara sembra prendere una brutta piega all’11, quando l’arbitro sventola il rosso a Boldrini per un’entrata su La Cagnina a palla già passata.  Invece l’inferiorità numerica pare dare al Pavia quella rabbia agonistica mancata nei primi 45’. Dopo un colpo di testa fuori di Pavoletti, al 26’ Carbone viene lanciato con grande precisione in contropiede da D’Amico: Benny è solo davanti a Mondini piazza nell’angolo ma il portiere riesce a deviare di piede. Poi è ancora il portiere sugli scudi e sempre su Carbone, che in plastica rovesciata tenta il gol spettacolare che per poco non arriva. Al 28’ però il gol arriva: dopo una serie di tocchi al limite dell’area dei parmensi la palla arriva a Ferrini, che di prima intenzione scaglia un rasoterra che batte sul palo e si infila.  I Crociati tentano di sfruttare le ripartenze: e in un paio di occasioni, sul finire, vanno vicini al gol. Al 40’ Mandrelli salva su Miftah, lanciato da Castagnetti che aveva rubato palla a Mazzocco. Al 44’ su un traversone velenoso la palla sfila pericolosamente nell’area azzurra e stavolta La Cagnina per poco non azzecca la deviazione vincente. Ma per il Pavia sarebbe stato troppo. - Luca Simeone

 

«Poco concreti, ma comunque vitali»

la Provincia Pavese — 24 febbraio 2010   pagina 42   sezione: SPORT

  PAVIA. Più che alla classifica, il Pavia in questa fase deve soprattutto guardare a quei limiti evidenziati nelle due gare dopo la sosta. Un Pavia che ha carattere da vendere, come dimostrato domenica con il Crociati, ma che appare meno concreto rispetto al passato.  «Non siamo stati brillantissimi ultimamente - ammette Leonardo Pavoletti - Ma è giusto dire che si è vista comunque una squadra viva che caratterialmente ha saputo superare difficoltà importanti. Abbiamo rimontato e provato anche a vincere, ci manca pure quel pizzico di fortuna che può cambiare l’esito di una partita». Allo schietto centravanti livornese non si può non far presente che il Pavia sta finalizza poco nelle ultime domeniche. «E’ vero - ammette Pavoletti - Personalmente con il Crociati ho avuto una bella occasione, che poteva essere importante nell’economia della gara. Ma anche da parte mia c’è il massimo impegno, voglia, e consapevolezza di poter rimanere nelle zone alte della classifica». Pavia che non fa calcoli, ma che non può lasciare per strada troppi punti per non perdere terreno sulle avversarie. «Finora non ho visto formazioni fuori dalla nostra portata o superiori alle altre e la classifica lo conferma - sottolinea l’attaccante toscano - Per questo sono sicuro che abbiamo le qualità per far bene e centrare un traguardo come quello dei play-off».  Dalla trasferta di Villacidro si attendono risposte e soprattutto punti. «Se la Villacidrese è quella dell’andata, possiamo ottenere un ottimo risultato - commenta Pavoletti - Anche se è vero che andiamo sul loro campo e che stanno lottando per la salvezza, ricordo la prestazione che abbiamo offerto all’andata: una delle migliori stagionali al Fortunati dove li abbiamo messi sotto dall’inizio alla fine. Ora dobbiamo dimostrare di poter dire la nostra anche in Sardegna». Un test dal quale il Pavia auspica segnali di ripresa, per questo mini-ciclo prima della nuova sosta di metà marzo: dopo Villacidro il Pavia ospiterà il Legnano per poi andare a Vercelli ad affrontare la Pro Belvedere. «Sono convinto che torneremo a muovere la classifica in maniera decisa già delle prossime gare - conclude Pavoletti - E che il Pavia saprà reinserirsi tra le prime cinque e rimanervi fino alla fine». - Enrico Venni

 

In dieci si gioca meglio L omaggio della Zuppa al mister cremonese

la Provincia Pavese — 22 febbraio 2010   pagina 25   sezione: SPORT

 PAVIA. La giornata di Torresani a Pavia comincia con la targa che gli viene consegnata, appena prima del fischio, dalla Zuppa alla Pavese, in omaggio per le nove stagioni in azzurro. Poi è partita e i suoi Crociati si confermano una compagine dura da superare. Il modulo è quello con La Cagnina dietro l’unica punta Pietranera, un centrocampo pronto a rafforzare la linea difensiva e con alcuni giovani interessanti come Mora e Migliaccio.  L’assetto compatto dei Crociati rende le cose più difficili a un Pavia penalizzato da Thomas in giornata no e dalla scarsa vena di Mazzocco. Le occasioni per gli azzurri arrivano più che altro dalla caparbietà di Pavoletti e da spunti singoli. Meglio il Pavia che resta in dieci dall’11’ della ripresa. Con un centrocampo ridotto a tre (Mazzocco al centro, Ferrini e D’Amico ai lati e vicini alle punte) il Pavia riesce a spingere e a trovare il gol. (l.si.)

 

Mangone: «Che reazione»

la Provincia Pavese — 22 febbraio 2010   pagina 25   sezione: SPORT

  PAVIA. Nel dopopartita la soddisfazione è più dei tre ex azzurri ora al Crociati Noceto, il tecnico Marco Torresani e i suoi giocatori Josè La Cagnina e Michele Pietranera. «Se guardiamo a quello che è accaduto nella ripresa si può sicuramente sottolineare la bella reazione della squadra anche in un momento non facile dopo l’espulsione di Boldrini - spiega Mangone - un episodio che ha condizionato sicuramente la gara quando già eravamo sotto di un gol. Una scelta piusttosto discutibile e negativa nei nostri confronti, come ci è accaduto anche nelle ultime gare». Una manovra, però, lenta nei primi 45’ quando il Pavia doveva fare la gara e non ci è riuscito, colpito poi dal contropiede di La Cagnina. «E’ più facile avere un atteggiamento come quello del Crociati, venuto per difendersi e ripartire - sottolinea Mangone - a questo si è aggiunta la nostra difficoltà a trovare le misure, un po’ di lentezza nella manovra e qualche errore di troppo di qualche giocatore apparso oggi sotto tono. Alla fine però il pareggio credo che sia meritatissimo per la reazione di una squadra che ha dato tutto provando addirittura a vincere fino al 95’».  Un Pavia che scivola fuori dalla zona playoff, che rimane comunque vicinissima. «La classifica oggi è questa, ma per noi non cambia molto - replica Mangone - dobbiamo pensare solo a far bene a Villacidro. Poi il gruppo delle pretendenti alla zona playoff è ancora lì».  Poco prima della gara la voce di un forfait dell’ultimora di Benny Carbone, che chiarisce tutto: «E’ tutta la settimana che ho qualche problema all’adduttore e per questo ho preferito fare riscaldamento al coperto e non sul campo, che sapevo particolarmente pesante. Sono riuscito comunque con qualche sacrificio a giocare».  L’analisi parte proprio dagli episodi: «Il Crociati nel primo tempo ha fatto un tiro in porta e un gol, nella ripresa un solo tiro e ha preso un palo, poi le occasioni le abbiamo avute noi - sottolinea Carbone - abbiamo lottato senza che si vedesse l’inferiorità numerica in campo. Playoff? Non guardavamo la classifica prima quando eravamo primi o secondi e continuiamo a fare così».  Michele Boldrini chiarisce l’episodio della sua espulsione: «Sono arrivato in ritardo, non potevo fermarmi, ma non era certo un intervento violento - sottolinea il centrocampista del Pavia - potevo meritarmi al massimo l’ammonizione. Sono rimasto sorpreso anch’io per questa espulsione». Marco Torresani uscendo dagli spogliatoi stringe molte mani, saluti e sorrisi e mostra orgoglioso la targa che ha in mano, consegnatagli prima della gara da alcuni rappresentanti della “Zuppa alla Pavese”. Un’emozione tornare al Fortunati? «Certo, all’inizio sono entrato in campo chiacchierando con il mio ex dirigente accompagnatore Carlo Gasio, ma poi non ho sbagliato panchina, lui è andato da una parte, io dall’altra - scherza Torresani - per il resto una partita in cui a un certo punto avevamo avuto l’occasione per chiuderla. Sull’1-0 c’è stato il palo di Pietranera e sulla ribattuta Ferretti ha mancato la possibilità di ribadire in rete. Poi seppur in superiorità numerica abbiamo subito la reazione di un Pavia che ci ha messo gran carattere, oltre alla qualità che ha con un gruppo di grande valore. Alla fine un punto sul campo della squadra che ha il miglior rendimento interno è quindi positivo». Un confronto sulle avversarie degli azzurri: «Lo Spezia ha qualcosa, ma molto poco, in più delle altre - giudica Torresani - poi ci sono cinque-sei squadre sullo stesso livello e può succedere di tutto». Ha segnato il suo ottavo gol stagionale Josè La Cagnina, che ha chiuso sotto la Curva Nord acclamato dai suoi ex tifosi. «Mi sono commosso, non lo posso negare, a Pavia ho giocato cinque bellissime stagioni e sono legato ai tifosi e a questa società - dichiara La Cagnina - dopo il gol non potevo proprio esultare. Mi spiace invece che qualche tifoso se la sia presa con me dopo l’espulsione di Boldrini. Ho dato la palla a un compagno e lui mi ha colpito successivamente, se poi fosse da ammonizione o espulsione è una decisione dell’arbitro».  Un altro ex, Michele Pietranera, pensa all’occasione mancata: «Il palo mi ha negato il gol del 2-0 a quel punto per il Pavia sarebbe stato tutto più difficile. Comunque usciamo da questo difficile campo con un buon punto». - Enrico Venni

 

Senza Titolo

la Provincia Pavese — 22 febbraio 2010   pagina 23   sezione: SPORT

Con questo andamento lento, il sogno del Pavia di giocarsi fino in fondo le chance di promozione in Prima divisione, è destinato a spegnersi. Con i pareggi non si fa troppa strada, nemmeno in un girone equilibrato come quello degli azzurri. La vittoria in via Alzaia manca da oltre un mese, dopo lo striminzito 1-0 di Vercelli con la Pro che aveva illuso sulla guarigione della squadra dal mal di trasferta. Poi sono venute le «X» interne con il Feralpisalò e, ieri, con il Crociati Noceto dei terribili ex Torresani e La Cagnina, in mezzo la sconfitta di San Bonifacio. Due punti in quattro partite è media da retrocessione, non da compagine che ambisce ai piani nobili della classifica. E se anche al Fortunati il Pavia comincia a rallentare, allora c’è davvero di che preoccuparsi. Anche perchè all’orizzonte si profila un viaggio in Sardegna che è sempre scomodo, contro una Villacidrese con l’acqua alla gola e affamata di punti.  Intanto lo Spezia sembra lanciarsi in una fuga vera, con l’Alto Adige che però non molla e risponde, battendo di misura il Legnano, alla vittoria dei liguri sul Carpenedolo. Spezia in vetta con 43 punti, rispetto ai 41 dei sudtirolesi e ai 38 del Pavia che scivola in sesta posizione, a cinque lunghezze di distacco. Certo, le distanze restano ancora ridotte, bastano un paio di sconfitte o, come abbiamo visto, qualche pareggio in fila per scompaginare giochi e posizioni in graduatoria. Proprio per questo, è essenziale che il Pavia reagisca immediatamente e torni a fare punti. Altrimenti potrebbe essere davvero troppo tardi per raddrizzare una situazione ancora non compromessa. (r.lo.)

 

Senza Titolo

la Provincia Pavese — 22 febbraio 2010   pagina 25   sezione: SPORT

   LE PAGELLE Thomas, giornata no  Mandrelli 6. Forse non impeccabile sul gol del vantaggio di La Cagnina, ma nella ripresa salva su Miftah lanciato a rete.  Daffara 5. Mangone lo preferisce a Ricci per dare più spinta sulla fascia. Ma la spinta non arriva. Arriva invece qualche apprensione in fase difensiva.  dal 45’ st Bonacina sv. Forse sarebbe stato utile inserirlo prima.  Fogacci 6. Pochi rischi per la difesa, anche quando il Pavia rimane in dieci e rischia di scoprirsi per raggiungere il gol del pareggio.  Acerbi 6. Meno brillante che in altre gare, ma resta un punto fermo della difesa azzurra.  Visconti 6. Al 31’ si improvvisa attaccante e fornisce un’ottima palla a Pavoletti. Come sempre, meglio quando si affaccia in avanti che in marcatura, dove spesso di fa saltare ingenuamente.  Boldrini 5.5. Qualche spunto è buono, come quello alla fine del primo tempo concluso con un bel tiro. Ma il suo fallo su La Cagnina, comunque inutile anche se l’espulsione appare eccessiva, fa scattare il rosso e lascia il Pavia in dieci.  Thomas 4.5 . Mangone pensa di sostituirlo già nel primo tempo. Incredibile la serie di errori di cui si rende protagonista. Frastornato. dal 1’ st D’Amico 6.5 . Suo l’assist a Carbone per la migliore occasione per il Pavia. Dà certamente più brio al centrocampo.  Mazzocco 5.5. Ci si aspetta da lui qualcosa che vada oltre le buone geometrie. Appare in grande difficoltà fisica nella parte finale di gara, quando perde un paio di palloni molto pericolosi. Per fortuna i Crociati non ne approfittano.   Ferrini 6.5. Partita così così, ma illuminata dal bel gol che dà il pareggio. Un gran tiro, il suo, senza stare a pensarci troppo.  Pavoletti 6.5 . Non sarà bello da vedere, ma alla fine è efficace e combatte su ogni pallone. Non segna, ma ci va vicino parecchie volte.  dal 34’ st Camilluzzi sv.  Carbone 6. Scende in campo nonostante i guai fisici e la prestazione ovviamente ne risente. Fallisce un gol, lo cerca altre due volte ma senza successo.  Crociati Noceto. Mondini 7, Tagliavini 6, Paoletti 6, Coppola 6, Addona 6; Ferretti 6, Migliaccio 7 (Castagnetti 6.5), Mora 7, Guareschi 6 (Pin sv); La Cagnina 7; Pietranera 6.5 (Miftah sv). (l.si.)

 

Frenata Pavia, play off più lontani

la Provincia Pavese — 24 febbraio 2010   pagina 42   sezione: SPORT

  PAVIA. Il carattere? Certo. Cuore e orgoglio? Sicuro. Ma le qualità temperamentali messe in mostra dal Pavia anche con il Crociati dei terribili ex non cancellano la matematica. E il calcolo statistico dice che gli azzurri hanno perso progressivamente terreno in classifica nel ritorno.  Due punti nelle ultime tre gare sono passo da retrocessione, non da piani nobili. Tanto è vero che, al fischio di chiusura di domenica, per la prima volta da tempo immemore, il Pavia si è ritrovato fuori dalla zona play off. Nulla di irrimediabile, si intende, visto che le distanze in alto restano ridotte e bastano un paio di vittorie in fila per scalare posizioni.  Ma rimane il dato di fondo di una squadra che ha rallentato dopo il giro di boa. E la frenata è diventata ancora più evidente in questo febbraio grigio anche sotto il profilo calcistico. Conquistata il 17 gennaio la prima vittoria in trasferta, a Vercelli, il Pavia ha pareggiato in casa con la Feralpisalò, perso a San Bonifacio e di nuovo impattato con il Crociati di Torresani e La Cagnina. Morale: chiusa l’andata in terza posizione, a tre lunghezze dalla vetta, gli azzurri si ritrovano ora al sesto posto, a cinque punti dallo Spezia che accenna la fuga. A maggior ragione, dunque, serve una scossa già a Villacidro, sia per recuperare il passo da play off, sia per dimostrare che il blitz nelle risaie non è stato un fatto episodico. Impresa non facile ma neppure impossibile, visto che la pericolante Villacidrese è già stata battuta cinque volte fra le mura amiche (da Rodengo, Alto Adige, Pro Vercelli, Sambonifacese e Crociati). Ma all’appuntamento in terra sarda, il Pavia dovrà presentarsi senza il centrocampista con vocazioni offensive Michele Boldrini, ieri squalificato per due giornate dal giudice sportivo, dopo il rosso diretto incassato nel match con gli emiliani. (r.lo.)

 

Pavia, Thomas ci crede

la Provincia Pavese — 25 febbraio 2010   pagina 33   sezione: SPORT

  PAVIA. La squalifica di due turni di Michele Boldrini costringe il Pavia a cambiare l’assetto a centrocampo. Domenica scorsa contro il Crociati non ha brillato il francese Milan Thomas, sostituito dopo l’intervallo da un Pato D’Amico che ha garantito più sostanza al settore.  Proprio il centrocampista argentino, insieme a Manuel Bonacina, si candida ad una maglia da titolare per la trasferta di Villacidro. Il duo Bonacina-D’Amico potrebbe trovare spazio dal primo minuto in un centrocampo completato da Ferrini e Mazzocco. La terza alternativa sulla fascia è rappresentata da De Vincenziis: in questo campionato Mangone l’ha impiegato più in questo ruolo che da seconda punta. Il francese Thomas, uno dei più continui per rendimento, non si nasconde dopo la prestazione negativa di domenica scorsa. «Una giornata storta ci può stare nell’arco di un campionato dove sono riuscito a giocare per oltre 20 partite sempre da titolare. Credo di aver dato un apporto positivo al Pavia - sottolinea il centrocampista transalpino - Qui mi sono ambientato senza problemi». Thomas ha formato con Mazzocco la coppia centrale di centrocampo di questo avvio di 2010. «Ci completiamo bene - spiega il francese - Lui è più un giocatore di costruzione, io sono più aggressivo: mi piace correre e fare dell’agonismo la mia caratteristica in campo».  Il Pavia vive questa settimana con la rabbia di non aver raccolto molto nelle ultime due uscite: un’energia da sfruttare al meglio per ottenere un risultato importante sul campo della Villacidrese. «Rispetto a qualche settimana fa il nostro atteggiamento non è cambiato - sottolinea Thomas - Prepariamo con grande scrupolo in settimana gli impegni della domenica. Curiamo ogni dettaglio, dagli aspetti tattici a quelli atletici. Sono cambiati i risultati, questo è vero. Abbiamo raccolto meno di quanto prodotto sul campo: anche domenica scorsa alla prima occasione concessa ai nostri avversari il Crociati ha subito segnato, mentre noi non siamo riusciti a concretizzare le opportunità avute. In Sardegna - conclude il centrocampista francese - andiamo consapevoli delle nostre potenzialità e con una gran voglia di tornare a far punti pesanti per la classifica. Sono certo che ci riusciremo». - Enrico Venni

 

Il presidente dà la carica al Pavia

la Provincia Pavese — 26 febbraio 2010   pagina 58   sezione: SPORT

 PAVIA. Dopo il passo falso di San Bonifacio e quello a metà di domenica scorsa contro i Crociati Noceto - che hanno determinato l’uscita dalla zona playoff, sia pure per un solo punto - al Pavia serve ripartire subito per restare comunque incollato alla testa del girone e giocarsi tutte le sue carte nella parte finale del campionato. Così, a suonare la carica, ci ha pensato ieri il presidente Pierlorenzo Zanchi, che è andato a fare visita alla squadra.  «E’ stato un intervento costruttivo - spiega il figlio Alessandro, aministratore delegato del Pavia calcio - un messaggio importante al gruppo, che spero ci faccia uscire più forti mentalmente, così da affrontare con lo spirito giusto le ultime dieci gare. Con la Sambonifacese e Crociati abbiamo trovato due squadre che avevano una convinzione maggiore della nostra di fare punti. In questa categoria a volte la tenacia paga più della qualità».  Il fatto di trovarsi, per la prima volta dopo mesi, fuori dalla zona playoff (ma la classifica in testa resta cortissima) secondo Alessandro Zanchi non ha avuto ripercussioni sui giocatori: «Noi fin da luglio, quando abbiamo iniziato questa avventura, abbiamo detto che l’obiettivo era centrare i playoff. Volevamo costruire un Pavia che nell’arco di due stagioni - ma provandoci fin da questa - potesse giocarsi la promozione. Il campionato dura ancora due mesi e mezzo, ci sono trenta punti in palio e le opportunità sono intatte. C’è chi sostiene che allo stadio non c’è tanto pubblico perché all’inizio avremmo dovuto dire che volevamo vincere il campionato. Ma se lo avessimo fatto, sarebbero stati i primi a criticarci adesso».  Già, i numeri del pubblico: in discesa, nonostante il campionato di vertice del Pavia. «Voglio chiarire che noi non ci siamo mai lamentati per la non eccezionale presenza allo stadio - spiega Alessandro Zanchi - eravamo a mille come entusiasmo quando abbiamo cominciato e siamo a mille adesso. Certo, se poi ci fosse più pubblico sarebbe ancora meglio, ne gioveremmo sotto il profilo sia delle emozioni che - inutile negarlo - economico. Ma non è nemmeno detto che una società con poco pubblico non possa essere ambiziosa».  Proviamo a quantificare quale era l’attesa del club in termini di spettatori: «Rispetto ala scorsa stagione, qualche centinaio di paganti in più a partita». Ma detto questo «non c’è da parte nostra nessuna polemica, tantomeno questo può diventare un alibi per noi». Anzi, Zanchi ci tiene a «ringraziare tutti quelli che vengono a vederci, in casa e in trasferta, a prescindere dal numero».  Nel frattempo prosegue l’operazione avviata con le scuole per cercare di coinvolgere gli alunni nella passione calcistica per il Pavia. «Per la gara col Legnano lanceremo un’altra iniziativa con il Comune di Marcignago, vogliamo cercare di coinvolgere anche i centri limitrofi. Il sogno è creare una generazione di piccoli tifosi».

 

La Cagnina, sfida ai ricordi

la Provincia Pavese — 19 febbraio 2010   pagina 42   sezione: SPORT

 PAVIA. A 36 anni sta segnando come quando era ragazzino. Forse anche di più. I numeri per Josè La Cagnina parlano chiaro: l’anno scorso 9 gol in 19 gare, fondamentali per la promozione dei Crociati dalla D. Quest’anno in Seconda Divisione le reti sono già 7.  Una grande annata per l’ex azzurro, di pari passi con quella della matricola Crociati Noceto, che sta facendo un campionato di tutto rispetto: ottavo posto a 32 punti, +8 sulla zona playout e -5 dal Pavia e dalla zona playoff. Ma La Cagnina domenica al Fortunati è atteso da una sfida contro i suoi ricordi, così come il mister dei parmensi, Marco Torresani. Ex è anche Michele Pietranera (già 10 gol segnati finora). «Sì, stiamo facendo bene e questo è un momento positivo - dice La Cagnina - l’obiettivo resta la salvezza. Certo, anche la mia stagione è davvero buona: finora in C2 le mie migliori annate sono state quelle con il Pavia, 10 e 11 reti. Fa piacere, ma prima di tutto vengono gli obiettivi della squadra».  Non è la prima volta che La Cagnina viene a Pavia da ex, ma potrebbe essere di fatto la prima in campionato. «Ero già tornato al Fortunati con la Cremonese, ma in Coppa - spiega La Cagnina - e poi in campionato, ma andai in panchina: vinse 1-0 il Pavia. Se avrò sensazioni particolari? Tante, sarà emozionante e spero di non sbagliare spogliatoio... Il Fortunati mi ha regalato tante soddisfazioni. A livello societario al Pavia è cambiato qualcosa, ma sono rimasti in parecchi, e ogni tanto li sento; dal massaggiatore Setti al preparatore atletico Gerosa, dal ds Zocchi, che è stato anche compagno di squadra, a Gasio. Solo il fatto di entrare in campo, ritrovare i tifosi, sarà una gran bella emozione: il Pavia l’ho nel cuore. Vengo da avversario ma spero di ricevere dal pubblico applausi».  Del Pavia dice che «è una buonissima squadra, una delle candidate alla promozione. Spicca Carbone, ma sono tutti forti». Per La Cagnina le due ottime stagioni a Noceto sono state anche una rivalsa dopo la parentesi negativa di Voghera. «Andare a Voghera fu una scelta affrettata e quindi una parte di colpa è mia - spiega La Cagnina - ero senza squadra, con una gran voglia di giocare, e accettai di scendere di due categorie. Non ho niente contro la città, ma la gestione da parte della società non mi è piaciuta». Ai Crociati ha ritrovato mister Torresani e un ambiente sereno, adatto a ripartire: «Con Torresani sono sempre rimasto in contatto e non potevo rifiutare la sua chiamata: il mister l’ho avuto per 7 anni, meglio di lui non mi conosce nessuno». E si vede. - Luca Simeone

 

Pavia, la partita di Gerosa contro il maestro Torresani

la Provincia Pavese — 20 febbraio 2010   pagina 41   sezione: SPORT

 PAVIA. Uno andrà in quella del Pavia, l’altro in quella degli ospiti. Per la prima volta al Fortunati, dopo 9 stagioni, le strade verso la panchina di Arturo Gerosa e Marco Torresani si divideranno.  E’ già capitato a Vercelli e a Noceto, all’andata, ma stavolta è diverso perché si gioca nello stadio di casa in cui il preparatore atletico azzurro Gerosa e mister Torresani, dalle paludi dell’Eccellenza ai fasti della quasi-B, hanno condiviso così tanta parte della storia recente del Pavia. Inevitabile che lasci il segno. «Abbiamo vissuto gioie e dolori - ricorda Gerosa - retrocessioni e grandi traguardi. Il primo anno io ero ancora giovane e lui invece un allenatore che aveva già ottenuto risultati. Insieme a lui sono cresciuto, e nel modo migliore, imparando tanto. E di questo gli sono riconoscente. Dal punto di vista umano, poi, è una persona eccezionale, con la quale è impossibile vivere momenti di disagio».  Le due squadre, nota Gerosa, hanno un comune denominatore che riflette la dote principale dell’uomo-allenatore Torresani: «L’equilibrio. Le sue squadre non soffrono mai di alti e bassi. E’ così anche quella attuale, i Crociati Noceto». Cioè l’avversario di domani, una matricola che è già a +8 sui playout e -5 dai playoff. «L’insegnamento più grande di Torresani? Di sicuro mi ha aperto la mente sulla psicologia dei calciatori, a interpretare certe dinamiche dei singoli e del gruppo. Dinamiche che vanno al di là del campo e che si possono cogliere solo tramite la profondità del rapporto interpersonale».  Da parte sua, Torresani aveva grande fiducia nei confronti di Gerosa, a tal punto da lasciargli gestire l’allenamento: «Mi dava praticamente carta bianca negli allenamenti - spiega Gerosa - lui sovrintendeva, io ero l’esecutore. Mi ha “obbligato” a inventarmi delle partitine particolari, per lavorare su alcuni aspetti specifici».  Quando, dopo l’esonero a Pavia, andò a Vercelli, Torresani lo avrebbe voluto con sé: «Io alla fine decisi di restare, anche perché c’erano aspetti del progetto della Pro Vercelli che non mi convincevano, ma mi sentii in colpa. Dopo l’esonero però mi chiamò per dirmi che avevo ragione, e che avevo fatto bene a non seguirlo». - Luca Simeone