PAVIA-CARPENEDOLO-3-0

PAVIA (4-4-2): 1 Mandrelli; 2 Ricci, 6 Fogacci, 5 Acerbi, 3 Visconti; 11 Boldrini (36’ st 14 D’Amico), 4 Thomas, 8 Bonacina, 7 Ferrini; 10 Carbone (24’ st 17 Pavoletti), 9 Ferretti (33’ st De Vincenziis). A disposizione: 12 Facchin, 13 Caracciolo, 15 Gatto, 16 Stefanini. All. Mangone.  

CARPENEDOLO (4-4-2): 1 Altebrando; 2 Flena, 5 Grieco, 6 Rossini, 3 Wilson; 7 Germani, 8 Vignali (1’ st 16 Bovi), 10 Orlandi (24’ st 15 Morbini); 9 G. Lorenzini, 11 P. Lorenzini (1’ st 18 Capogna). A disposizione: 12 Portesi, 13 Valerio, 14 Pelizzari, 17 Poli. All. Zanoncelli.

ARBITRO : Fiamingo di Pisa, assistenti Pennacchio di Faenza e Gotti di Bologna.

RETI : pt 27’ Carbone; st 30’ Boldrini, 32’ Pavoletti.

NOTE : recupero 1’+ 2’, angoli 2-2. Ammonito Ferrini (26’ st) per gioco falloso. Spettatori paganti 589 (269 abbonati), incasso 3.100 euro. Prima della gara è stata scoperta in curva Nord la targa dedicata a Fabio Ardizzone.

Un Pavia sontuoso.
Non ci sono altri aggettivi per definire la brillante prestazione degli azzurri, padroni del campo in lungo e in largo contro il Carpenedolo.
Una partita condotta dall'inizio alla fine, grazie ad una superiorità schiacciante, e in taluni momenti imbarazzante. Mai il Carpenedolo ha dato l'impressione di poter, non dico pareggiare il match, quanto di segnare almeno il gol della bandiera. Probabilmente una giornata no dei rosso-blu, ma di contro c'è da sottolineare come il Pavia, tra le mura amiche, si conferma schiacciasassi, tornando alla vittoria dopo tre prestazioni a loro modo sottotono.
Piace il gioco espresso, piace la coppia Ferretti-Carbone, in grado di tenere sempre in apprensione il pur bravo Altebrando. Piace il gioco sulle fasce, con Visconti e Ricci che si sovrappongono con intelligenza aiutando Ferrini e Boldrini. Piace sempre più Milan Thomas, leader azzurro, centrocampista di fosforo ma anche di sostanza, che sfodera prestazioni sempre più sicure e incontrastate. Piace il fatto che finalmente abbiamo visto tre bei gol tutti su azione, i primi due di grande fattura.
Per quanto riguarda la difesa, basti dire che il primo tiro pericoloso dalle parti di Mandrelli è giunto a 10 minuti dalla fine coi tre punti virtualmente in tasca.
C'è da essere decisamente soddisfatti quindi, ma anche un po' straniti da come questa squadra gioca in trasferta, una sorta di dottot Jekyll e mister Hide. Vedremo domenica prossima al Druso di Bolzano cosa succederà. Sperando che a Carbone e De Vincenziis (usciti anzitempo) non sia occorso nulla di grave.

 

 

Un Pavia super riconquista la vetta

la Provincia Pavese — 30 novembre 2009   pagina 26   sezione: SPORT

 PAVIA. La battuta d’arresto con l’Alghero è stata solo un incidente di percorso. Il Pavia riprende la marcia trionfale in casa con la migliore prestazione stagionale, che vale anche il primo posto, proprio in compagnia dell’Alghero. Gli azzurri ritrovano dunque la vetta dopo appena due turni - e il 3-0 di ieri al Carpenedolo avrebbe potuto essere anche più pesante - e ritrova anche un giocatore come Boldrini: sua la firma alla splendida rete del 2-0, un gol che si spera possa sbloccare l’ex Perugia, partito benissimo in campionato per poi sparire progressivamente con una serie di prestazioni mediocri.  Mangone dà un turno di riposo a D’Amico schierando dal primo minuto Bonacina al suo posto. Come previsto, in attacco spazio alla coppia Carbone-Ferretti, mentre dietro Ricci prende il posto dell’infortunato Daffara.  La gara stenta a decollare e nei primi 20’ c’è da segnalare solo una conclusione larga di Carbone al 6’, quindi al 12’ un doppio anticipo su Ferretti, pericolosamente in area. Poi però il Pavia comincia a fare sul serio e arrivano in rapida successione due occasioni: al 22’ battuta lunga di Fogacci su punizione, Ferretti spizza per Carbone che di destro impegna Altebrando. Poi subito dopo Boldrini in area gira indietro per Ferretti, sul sinistro c’è ancora il portiere del Carpenedolo.  Poco male, perché il gol arriva al 27’: Visconti è bravo a inserirsi sulla sinistra, servito da Ferrini, entra in area e crossa basso e teso per Carbone, che di piatto destro non lascia scampo ad Altebrando. La coppia Benny-Ferretti funziona, i due si cercano e si trovano spesso e al 38’ è ancora l’ex Cesena ad andare alla conclusione secca, quasi da fermo, dai venti metri. Altebrando appare sorpreso ma si mostra reattivo e vola a deviare in angolo.  Il Carpenedolo, benché forte del miglior attacco del girone, è pressoché inesistente davanti. Gli unici rischi - per modo di dire - il Pavia li corre su un paio di mezzi pasticci difensivi, ma sul primo il calcio a spiovere di Orlandi finisce alto, mentre Germani in un’altra circostanza non ne approfitta. I due esterni bresciani, dalle spiccate propensioni offensive, sono tenuti a bada senza ansie da Ricci e Visconti, mentre il centravanti Giacomo Lorenzini non ha palle giocabili. Così qualche insidia arriva solo da un paio di folate del terzino destro Flena.  Davvero troppo poco, così nell’intervallo Zanoncelli prova a cambiare, inserendo Bovi e in attacco Capogna, che dà un po’ più di spessore alla manovra degi ospiti. La pressione iniziale però non si traduce in vere palle gol e il Pavia controlla senza patemi. Al 19’, anzi, sono gli azzurri in contropiede ad andare vicinissimi al 2-0: Ferretti sulla destra vince un contrasto e serve una palla d’oro a Carbone, che solo davanti ad Altebrando preferisce la soluzione di forza, che però è di poco imprecisa.  Il raddoppio arriva alla mezzora: Boldrini guadagna palla a centrocampo, si incunea centralmente e smista per Ferretti, poi va a raccogliere in mezzo all’area il perfetto passaggio di ritorno, spettacolare la sua conclusione al volo per il 2-0.  Due minuti e arriva il tris: sul cross lungo di Visconti, Thomas appoggia di testa per Boldrini, che pesca Pavoletti (da poco entrato per il dolorante Carbone, alle prese con un problema muscolare), l’attaccante resiste a una carica, si gira e infila di potenza.  Nel finale il Pavia ha anche diverse chance per far diventare addirittura umiliante il passivo per gli avversari: ci vanno vicinissimi De Vincenziis, che su azione personale al 42’ sfiora il gol (palla al lato di un niente), poi Bonacina, che da fuori prova a inquadrare l’incrocio e per poco non ci riesce, e infine Thomas che si esibisce nella specialità della giornata, il tiro al volo, con coordinazione e potenza.  Nel Carpenedolo rimane solo Capogna e crederci, e al 34’ colpisce la traversa da fuori. Ci pensa Mandrelli, per il resto, a spegnere gli ultimi - e non troppo convinti - tentativi della squadra di Zanoncelli. - Luca Simeone

Zanoncelli duro con i suoi «Ci manca l umiltà Col Pavia non c è stata gara»

la Provincia Pavese — 30 novembre 2009   pagina 31   sezione: SPORT

 PAVIA. «C’è poco da dire su questa gara. E se giochiamo così faremo fatica a centrare l’obiettivo stagionale che è la salvezza». Francesco Zanoncelli, tecnico del Carpenedolo, è durissimo con la sua squadra e preannuncia che in settimana ci sarà da riflettere. «Venivamo da alcune gare poco convincenti e stavolta abbiamo completamente sbagliato approccio - ribadisce Zanoncelli, complimentandosi con gli azzurri - questa squadra ha perso umiltà. Non c’è stata partita».  Prima della gara, sotto la curva Nord è stata scoperta la targa dedicata a Fabio Ardizzone, indimenticato capitano azzurro, scomparso in un incidente stradale. Alla breve cerimonia erano presenti i famigliari di Ardizzone, con l’amministratore delegato del Pavia, Alessandro Zanchi, e il capitano Benny Carbone. A fine match, Carbone è andato ospite della trasmissione di Gene Gnocchi su Sky.

Un pieno di entusiasmo

la Provincia Pavese — 30 novembre 2009   pagina 31   sezione: SPORT

  PAVIA. «Quando il Pavia gioca così è difficile da battere per chiunque». Sono le prime parole, nel dopopartita, del presidente Pierlorenzo Zanchi. Un sorridente patron azzurro continua: «Ho visto del bel calcio e soprattutto una squadra che non ha mai avuto pause e che non si è mai accontentata. Dopo l’1-0 abbiamo attaccato fino al novantesimo, trovando il secondo, il terzo gol e sfiorandone altri - commenta Zanchi - c’è stata la giusta grinta e determinazione che ci ha portati a dominare il Carpenedolo». Il Pavia torna primo, un risultato da difendere a Bolzano. «Dobbiamo andare a giocare la prossima trasferta con la stessa mentalità. Così facendo torneremo con un risultato positivo».  Può essere ben soddisfatto anche Amedeo Mangone, che ammette di aver visto uno dei migliori Pavia della stagione: «Oltre al 3-0 la squadra ha offerto una prestazione di altissima qualità, sia tattica, ma anche mentale con una concentrazione che non ci è mai mancata dall’inizio alla fine - sottolinea il tecnico del Pavia - è la conferma anche del pareggio positivo di Rodengo contro un avversario di ottimo valore. La prova oggi è stata ancora migliore. Attaccare continuamente è frutto anche del fatto di non concedere nulla e difendere alti».  Sulla gestione della gara la scelta di Bonacina e la sostituzione di Carbone sono subito spiegati: «D’Amico ha sempre giocato e avendo la possibilità di avere un’alternativa valida come Bonacina ho scelto di fare un turnover - spiega Mangone - Carbone ha accusato un problema muscolare e quindi l’ho tolto subito, spero che non sia nulla di grave». In molti hanno applaudito la prestazione di Andrea Ferretti, un giocatore le cui qualità sono indiscutibili: «Sono il primo a dirgli che non è da questa categoria e oggi lo ha dimostrato - ammette Mangone - lui sa che deve crescere. Un esempio: ha fatto un bellissimo tiro dal limite su cui il loro portiere si è superato respingendo e mentre un suo compagno recuperava la palla per andare al cross, è rimasto fermo con le mani sul volto a disperarsi per il mancato gol e invece doveva seguire l’azione perché c’era ancora l’opportunità di andare in rete».  E sul primo posto cosa pensa Mangone? «Mi fa piacere, ma rimane il fatto che questo è un campionato apertissimo con tante squadre in quattro-cinque punti - risponde il tecnico - dico di non guardare alla classifica perché dobbiamo pensare a noi stessi, a ripetere prove come quella di oggi, fin da domenica a Bolzano. Se il nostro lavoro ci porta a questi risultati, non ci sono oggi squadre in assoluto più forti del Pavia. Ma dobbiamo dimostrarlo con la continuità».  E sull’argomento va anche Andrea Ferretti: «Sono convinto di quest’affermazione del mister - ribadisce l’attaccante ex Cesena - a Pavia mi trovo benissimo, dalla dirigenza, allo staff ai compagni. Oggi abbiamo dimostrato di dare spettacolo e di non lasciare giocare i nostri avversari. Una superiorità netta, che ha divertito anche noi in campo». Sul futuro? «Penseremo a Bolzano, ma prima di tutto a concentrarci perché abbiamo dimostrato cosa sappiamo fare e lo possiamo fare contro chiunque», conclude Ferretti. Sorride per il suo quarto gol anche Leonardo Pavoletti, che non è rammaricato dell’esclusione iniziale: «Il Pavia non ha undici titolari, ma tanti giocatori che formano un gruppo da cui il mister può scegliere ogni domenica - ribadisce l’attaccante toscano - io sono entrato con la giusta determinazione e ho trovato il gol. Sono quattro, e non mi voglio fermare qui per il bene del Pavia».  Gol che ha trovato anche Michele Boldrini nel giorno in cui conferma una crescita anche sul piano del gioco: «Credo di aver fatto bene anche in fase difensiva e sono contento anche di un gol che mi mancava da parecchio tempo - ammetter Boldrini - merito di un assist perfetto di Ferretti. Personalmente sono contento poi di aver a mia volta dato la palla per il terzo gol a Pavoletti. E’ un Pavia che ha divertito e meritato un risultato così netto - continua il centrocampista perugino - un ritorno alla vittoria che ci riporta al primo posto, ma non bisogna fare programmi. Credo che sia giusto continuare a concentrarci sulla gara successiva. Andremo a Bolzano per fare il massimo, per trovare altri punti importanti e cercare di confermarci».   - Enrico Venni

Senza Titolo

la Provincia Pavese — 29 novembre 2009   pagina 00   sezione: PAVIA

Calcio amico, a volte conta. Torna oggi, con i permessi di rito, lo striscione sugli spalti del campo comunale. «Povar ma gnüc» è la scritta dei tifosi del Pavia - della Zuppa - che la vogliono esibire nell’incontro, di livello, con i bresciani del Carpenedolo. Ma Brescia per Brescia, sarebbe giusto un coro per il ragazzo di Concesio, nero e italiano, che si chiama Mario Balotelli. «Di Balotelli noi siamo fratelli», urlato pure da avversari duri e arrabbiati, juventini. Sì, anche con il ciondolone interista non si fa razzismo. - Angelo Pezzali