PAVIA-CARAVAGGESE 1-1


PAVIA (4-4-1-1): Lucenti 5.5; Donato 6, Fogacci 6.5, Belotti 6, De Stefano 6; Pietribiasi 5 (10` st De Vincenziis 6), Speranza 5.5 (13` st Valentini 6.5), Mandorlini 5.5, Giaccherini 5.5 (29` st De Martin 5.5); Carbone 5; Petresini 5.5. A disp.: Cantele, Todeschini, D`Agostino, Bonacina. All.: Mangone 5.5.
CARAVAGGESE (4-4-2): Casazza 7; Kwembeke 6, Arnesa 5.5, Botti 6, Forlani 6; Germani 6, Manzoni 6 (29` st Panzeri 7), Magnani 5.5, Arrigoni 5 (20` st Cinetti 5.5); Okyere 5.5 (33` st Mica 5.5), Gambino 5.5. A disp.: Desperati, Brambilla, Roselli, Sonzogni. All.: Piantoni 6.
ARBITRO: Meli di Piacenza 6.5.
MARCATORI: st 34` Panzeri (C), 38` Valentini (P).
NOTE: Angoli: 10-3. Ammoniti: De Stefano, Fogacci (P), Okyere, Kwembeke (C). Recuperi: pt 1`; st 4`. Spettatori: 386 abbonati, 295 paganti per un incasso di 5.600,00 euro. Al 12` Casazza (C) para un rigore a Carbone.

Pareggio che sa di sconfitta, quello colto oggi dal nostro Pavia. Solo un gol di Valentini a pochi minuti dalla fine ha evitato l'ennesima onta casalinga contro una squadra decisamente scarsa come quella bergamasca. Scarsa, ma scesa in campo ordinata e senza tanti fronzoli. Al contrario degli azzurri, schierati da Mangone con un inedito (e suicida) 4-2-4. Solo Speranza e Mandorlini a centrocampo, con Giaccherini e Pietribiasi ali, Petresini centravanti e Carbone trequartista.
Inutile dire che la Caravaggese ha mantenuto per lunghi tratti il possesso del pallone, senza peraltro creare pericoli, ma disinnescando le nostre inoperose punte. Giaccherini e Pietribiasi, alla fin della fiera, si sono rivelati inutili, con un apporto vicino allo zero. Il primo, sempre marcato stretto e poco in palla. Il secondo, invece, assolutamente un pesce fuor d'acqua in un ruolo non suo.
Dietro, nel complesso, pochi patemi, ma anche perchè gli ospiti hanno potuto contare solo su un discreto Gambino, tra l'altro neo-acquisto.
L'impressione, confortata dal parere di gran parte del pubblico presene, è che stavolta Mangone l'abbia combinata grossa, schierando una formazione senza capo nè coda, consegnando il centrocampo agli avversari ed esponendo Pietribiasi ad una figuraccia. Non che i cambi effettuati dal mister siano stati più lungimiranti. In particolare, è sembrato a dir poco dubbio togliere Giaccherini per inserire De Vincenziis, volenteroso e nulla più. Non aggiungiamo nulla perchè l'espressione di Carbone durante questo cambio è stata impagabile.
Il Pavia, che nel primo tempo ha creato poco, nella ripresa non va oltre alcune conclusioni da fuori di Belotti, Mandorlini e del solito Carbone. Ma poi, quando l'arbitro assegna un rigore per atterramento di Giaccherini, Carbone tira debolmente tra le braccia di un incredulo Casazza. E se è vero che una delle massime più abusate nel calcio è "chi sbaglia paga", il Pavia la comprende benissimo pochi minuti dopo, all'80', quando il loro numero 11 è stato lasciato libero di farsi una galoppata di 40 metri per poi servire l'appena entrato numero 14 che ha fatto secco Lucenti.
Si profila un'altra sconfitta casalinga, ma sulla forza dei nervi, il Pavia trova il pari grazie ad una girata al volo di Valentini in piena area di rigore.
Nel finale, c'è spazio per altre due occasioni mangiate dal Pavia, con De Martin (entrato al 80') e con De Vincenziis, segno, se mai ce ne fosse stato bisogno, che sarebbe bastato avere il centrocampo per vincere la partita.
Come domenica scorsa con la Pro Vercelli, siamo quindi qua a recitare il mea culpa per l'ennesima partita casalinga buttata via. Stavolta, l'impressione, neanche tanto velata, è che sarebbe bastata una formazione più equilibrata per mettere in difficoltà i bergamaschi e vincere la partita.
Alcune mosse strampalate di Mangone hanno invece permesso agli ospiti di sfiorare seriamente la vittoria. Vittoria che, beninteso, avrebbero anche meritato, considerando la totale nullità di gioco espressa dagli azzurri. Non si è visto, ad esempio, il neo-acquisto Bonacina, benchè il giocatore sia in forma ed abbia giocato, fino a domenica scorsa, col Lecco.
Domenica, intanto, si va a Varese. Squadra che all'andata espugnò il Fortunati per due a zero. Inutile dire che, se non si vince in casa, bisognerà raccogliere qualche punto almeno in trasferta.

 

 

Massimiliano Marino   -  Alla fine di tutto il commento è sempre lo stesso: il Pavia crea tantissimo e spreca altrettanto. Suona come un ritornello in via Alzaia. E anche oggi, con un'amarezza indescrivibile nei confronti di una squadra che, per la seconda volta consecutiva doveva tornare a casa, per come giocato, con un bottino pieno, si ritrova con un misero punticino che sì, è importante ai fini della classifica, ma nasconde in fin dei conti quella che è stata la partita. Oggi i ragazzi di Mangone hanno sfornato una prestazione deliziosa creando e gestendo gli spazi a loro piacimento ma ancora una volta è mancata la zampata vincente. La realtà è questa: al Pavia manca un attaccante vero. Petresini, De Martin e Pietribiasi, con i loro quattro centri da inizio stagione, non stanno dimostrando di esserlo. Un gol ogni undici partite: questa è la loro media gol. Il Pavia deve intervenire sul mercato, cosa che non ha ancora fatto per rinforzare questo settore. La media gol è da retrocessione. Ciò non toglie che gli attaccanti giochino male: difendiamo Pietribiasi, perchè il mister insiste a utilizzarlo come laterale destro (e Stefanini ? Valentini ?), ruolo decisamente non suo; difendiamo De Martin, l'unico che riesce a far salire la squadra guadagnando punizioni su punizioni; difendiamo, da ultimo, anche Petresini, che ce la mette sempre tutta ma non sta dimostrando di essere un attaccante di categoria. La società deve rendersene conto: così non si avanti. Serve un attaccante. E i tifosi, per la prima volta in questa stagione, fischiano giustamente la dirigenza.
E chi scrive comincia a temere per il futuro di questa squadra: non si parla di retrocessione, ma poco ci manca. Perchè se non sei capace di battere la Valenzana, perdi lo scontro diretto contro il Cuneo e pareggi in casa partite contro Pro Vercelli e Olbia, allora non dimostri di essere una squadra di categoria. Oggi contro l'USO Calcio Caravaggio, una squadra che, con totale rispetto parlando, ha dimostrato di essere assai inferiore in tutti i reparti, gli azzurri hanno concluso la gara sul nulla di fatto sfornando una deliziosa prestazione, almeno nei primi 45' dove il conteggio degli angoli ammontava a sette (avversari non pervenuti) e le occasioni sprecate a sei. Ma il pareggio di oggi è frutto anche degli errori di mister Mangone che in sala stampa recita il mea culpa per la formazione schierata: fuori un De Martin in non perfette condizioni, Valentini e soprattutto Todeschini. Perchè ? "Scelta tecnica, per farlo riposare" affermerà Mangone. Che, intanto, schiera Pietribiasi laterale destro: bocciato sul nascere. Di certo, oggi non era un partita per sperimentare una nuova formazione. Primo tempo da spettacolo: forcing spietato degli azzurri con avversari costretti alla difensiva. Al 2' un incursione di Carbone viene sventata dalla difesa in calcio d'angolo sugli svilpuppi dei quale lo stesso n. 10, pescato da Speranza, esplode un destro che culmina sopra la traversa.  Al 7' il Pavia passa in vantaggio con Petresini ben servito da Carbone ma l'arbitro annulla per netto fuorigioco. Il Pavia non fatica a creare gioco e, basandosi sui calci piazzati e sulle giocate di Carbone, riesce a scalfire la difesa avveraria. Al 14' Speranza innesca Belotti la cui incornata di testa termina tra le braccia del portiere; più sfortunato Petresini al 27' che tenta invano di farsi largo tra le maglie bianche. Un tiro di Carbone a fil di palo (40') e un colpo di testa di Pietribiasi (46') segnano la fine del primo tempo che ha visto il Pavia protagonista assoluto del gioco. Preciso, ordinato e concentrato: è mancato solo il gol. Avversari non pervenuti in avanti e troppo prevedibili anche se in fase di costruzione hanno creato qualche sussulto qua e là senza troppo impersierire una difesa tutto sommato promossa. Nel secondo tempo si assiste ad un'altra partita: non che il Pavia smetta di giocare, ma il Caravaggio si fa più intraprendente anche se, in linea di massima, il ritmo e l'intensità calano notevolmente al cospetto di un primo tempo assai frizzante. Al 48' i padroni di casa vanno ancora una volta vicini al gol quando una punizione di Speranza viene raccolta da Fogacci che di testa impegna l'ex Casazza, sulla cui respita si avventa Carbone che, da posizione troppo defilata, calcia fuori. Al 51' prima vera azione del Caravaggio: punizione di Mignani e la mano di Lucenti sventa il pericolo in corner. Ma l'occasione più clamorosa arriva al 58' e a beneficiarne è il Pavia: Giaccherini cade a terra in area e l'arbitro decreta il calcio di rigore ma Carbone, stregato da Casazza, calcia debolmente alla destra del portiere che blocca in un sol tempo la più nitida occasione del match. Tutto da rifare. Ma come si suol dire "il treno passa una sola volta" perchè è il Caravaggio a salire in cattedra e a passare in vantaggio all'80' quando il neo entrato Mica avanza per tutto campo palla al piede bevendosi l'intera retroguardia azzurra e servendo infine l'accorrente Panzeri che trafigge l'incolpevole Lucenti. Uno a zero e "Fortunati" ammutolito. La reazione è immediata: all'83', Carbone, sempre lui, crossa su un calcio di punizione in direzione di Valentini che con una sventola mancina insacca. In pratica l'ultima occasione del match: finisce 1-1 lo scontro diretto tra Pavia e Uso Calcio. E in sala stampa il clima non è dei migliori. "Primo tempo male, nel secondo tempo abbiamo avuto l'occasione di andare in vantaggio con quel calcio di rigore" ammette capitan Carbone "mi sono preso la grossa responsabilità di calciarlo e ho fallito miseramente. Dispiace, perchè la partita assumeva una piega diversa. Di certo così non va. Abbiamo fatto un primo tempo da dimenticare. Dobbiamo guardarci tutti in faccia e reagire, guai a nascondersi. Abbiamo creato tanto ma non siamo riusciuti a buttarla dentro." E sul mercato, l'Harry Potter azzurro preferisce tagliar corto: "Ci pensa la dirigenza". La stessa teoria di "un brutto primo tempo", a mio avviso sbagliatissima, viene condivisa anche da Jack Daniel Giaccherini: "Primo tempo regalato, nel secondo un qualcosina in più c'è stato. Siamo riusciti a conquistare il calcio di rigore, non l'abbiamo trasformato, siamo andati sotto e siamo stati bravi a reagire". E si dimostra sincero autovalutando la sua prestazione: "Oggi non ho dato quel che potevo dare". E sull'attacco: "Non so spiegare perchè segnamo poco: nel calcio parlano i numeri. I problemi ci sono, i tifosi hanno ragione a contestarci". Parere opposto quello fornitoci da Belotti: "Primo tempo molto bene, però non abbiamo concretizzato niente. Non siamo riusciti a segnare, dobbiamo essere più cinici".  Tano Lucenti: "Abbiamo regalato il secondo tempo per demeriti nostri, dovevamo fare qualcosa in più, dispiace per il rigore ma siamo stati bravi a recuperare". E il n. 1 analizza la situazione: "Siamo entrati in campo molli, pensando che la partita potesse essere facile. Abbiamo sicuramente fatto di più: gli avversari hanno tirato due volte....con la Pro Vercelli è stata la stessa cosa". Anche il neo acquisto Bonacina ci tiene a dire la sua: "Vivo questa situazione positivamente, oggi bisognava fare meglio. Sono arrivato martedì e devo dire che mi sono trovato benissimo con i compagni e con la società". E spiega la scelta di approdare in C2: "Mi hanno parlato bene sia Mazzoni che La Cagnina (ex azzurri NdR) dicendomi di accettare subito questa offerta. E io sono contento di averlo fatto". Si autodescrive: "Sono un centrocampista, posso fare il centrrale in un centrocampo a quattro oppure un esterno in quello a tre; comunque sia, mi metto a disposizione del mister". Da ultimo, non poteva mancare mister Mangone: "Abbiamo cercato di giocarla, disputando una gara non buona. Abbiamo creato tanto e allo stesso tempo sbagliato altrettanto, pur giocando male. Non abbiamo sbagliato l'approccio, anzi, il fatto di essere stati lunghi ha concesso loro molti spazi." E spiega le sue scelte tattiche: "Ho messo in campo i giocatori che in settimana mi hanno dato buone risposte; ho lasciato fuori Todeschini perchè volevo farlo riposare dopo molte gare giocate e poi volevo impostare una gara diversa. Guardiamo comunque le cose positive". Quali? La classifica non di certo, i risultati nemmeno, il morale è a pezzi e la forma fisica va sicuramente sfruttata a dovere. Così non va. E' ora che la dirigenza se ne renda conto.

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