PAVIA-ALGHERO-0-2


PAVIA (4-4-2): 1 Mandrelli; 2 Ricci, 6 Fogacci, 5 Acerbi, 3 Visconti; 7 Daffara (1’ st 17 Ferretti), 4 Thomas (22’ st 16 Boldrini), 8 D’Amico, 11 De Vincenziis; 9 Pavoletti, 10 Carbone. A disposizione 12 Facchin, 13 Caracciolo, 14 Fiammenghi, 15 Bonacina, 18 D’Errico. All. Mangone.  

ALGHERO (4-5-1): 1 Aresti; 2 Gilardi, 5 Borghese, 4 Cirina, 3 Correale; 7 Demartis, 8 Sentinelli (46’ st 18 Farrugia), 6 Sogus, 11 Rais, 10 Barraco (30’ st 16 Gentile); 9 Cocco (23’st 15 Manzini). All. Corda, in panchina Pompili.

ARBITRO : D’Alesio di Forlì. RETI : pt 20’ (aut) Fogacci, 41’ Sentinelli.

NOTE : recupero 1’+5’, angoli 12-2 Pavia. Espulso 21’ st Sogus (somma di ammonizioni: 13’ st gioco falloso, 21’ st simulazione). Ammoniti Carbone (18’ pt, gioco falloso), Fogacci (41’ st, gioco falloso), Demartis (18’ st, proteste), Acerbi (47’ st, gioco falloso). Spettatori paganti 1.024 (269 abbonati), incasso 8.010.

Partita molto temuta in casa azzurra e alla fine dobbiamo dire che l'Alghero vince con merito al Fortunati. A nulla valgono le recriminazioni su un secondo tempo giocato all'arrembaggio, con numerose occasioni create e gli isolani rintanati tutti nella loro metacampo.
Il Pavia non dimostrato di avere il carattere giusto. Non ha saputo rispondere sul campo ad alcuni provocatori come Demartis e Sentinelli che fin dall'inizio hanno cercato di innervosirci. E dopo l'autogol sfortunato di Fogacci gli azzurri non sono stati in grado di cambiar marcia, difetto già visto molte altre volte in trasferta. Solo l'ingresso di Ferretti nella ripresa ha consentito ai pavesi di farsi vedere con regolare pericolosità dalle parti del portiere algherese.
Ma lo 0-2 maturato nella prima frazione è stata penalità troppo dura per risalire e alla fine la posta in palio è stata a totale appanaggio dei sardi. Non è stata, lo ripetiamo, una prestazione negativa sul piano del gioco. Certo è che il carattere della squadra che vuole vincere il campionato non si è visto. Non si è visto in Pavoletti come in Carbone, entrambi poco serviti ma per nulla in giornata. E, forse, sarebbe ora di dirimere il dilemma della punta. Pavoletti pare in fase involutiva: non lotta, non dialoga con Carbone, appare sfiduciato. Forse un po' di panchina non guasterebbe. D'altro canto, il mistero di Andrea Ferretti prosegue: giocatore fortissimo, dal gran talento, ma forse fragilissimo caratterialmente. Resta il fatto che non vediamo chi, al di là di Ferretti, possa essere schierato con la maglia numero 9.
Così come la squadra, priva di Ferretti e Boldrini, ha pagato dazio contro il gioco fisico dei sardi. Che non hanno picchiato più di tanto, ma si sono resi protagonisti di mezzucci ai quali eviteremmo volentieri di assistere sui campi di calcio. Lo sapevamo, anche Gabetta lo aveva denunciato tempo fa, ma non siamo stati capaci di rendere pan per focaccia ai giallorossi del vulcanico mister Corda.
E se si vuol vincere questo campionato, l'atteggiamento di oggi non è piaciuto per nulla. Anzi, domenica saremo a Rodengo senza Carbone e Fogacci, entrambi ammoniti e quindi squalificati perchè già in diffida.
Auspichiamo, comunque, che mister Mangone riesca a capire e a far capire ai ragazzi che in C2 si gioca innanzitutto con la grinta e poi con la tecnica, prima con la spada e solo dopo col fioretto. Se lo capiremo, allora la C1 non sarà più un miraggio.

 

 

Il Pavia si fa male con l Alghero

la Provincia Pavese — 17 novembre 2009   pagina 42   sezione: SPORT

 PAVIA. L’Alghero, almeno al momento, è superiore al Pavia. Al di là di una sconfitta maturata su due episodi, è questo il verdetto del match clou al Fortunati: gli azzurri perdono il primato e bloccano bruscamente la loro marcia trionfale in casa. L’Alghero è superiore non certo nel gioco ma in quello che, a questi livelli, fa forse ancor più la differenza: capacità di soffocare le trame avversarie - facendo leva su una difesa arcigna e abbondante - e di sfruttare al massimo le poche palle-gol a disposizione. Una caratteristica, quest’ultima, che per la verità lo stesso Pavia nelle altre gare in casa aveva mostrato.  Stavolta, però, gli azzurri si sono scontrati con una squadra apparsa specialista in cinismo. Il Pavia veniva dall’en plein al Fortunati (6 vittorie in 6 gare) senza prendere gol, ma l’Alghero nelle ultime quattro trasferte aveva ottenuto ben 8 punti (2 successi, 2 pareggi), e anche in questo caso senza subire reti. Lo 0-1 al 20’ è sembrato un brutto presagio, perché il primo gol incassato dal Pavia davanti al suo pubblico è stata una sfortunata autorete: il tiro-cross teso e forte di Demartis dalla destra sarebbe uscito senza far danni se non avesse carambolato su Fogacci, che di testa nel tentativo di allontanare ha spizzato di quel tanto che è bastato a infilare Mandrelli.  E pensare che la gara era cominciata benino per gli azzurri, con in mano il pallino del gioco pur senza grande incisività sotto rete. Così dopo che Pavoletti liscia un invitante cross di Visconti, al 5’ l’occasione più grossa arriva sul piede, anzi sul tacco di Acerbi, che trasformatosi per l’occasione in attaccante inventa un colpo da fuoriclasse che per un pelo non centra la porta.  L’Alghero, solidamente arroccato (l’unica punta è Cocco), aspetta e cerca di colpire sui calci piazzati, come con Cirina un minuto prima del gol. La rete del vantaggio è un colpo basso difficile da ammortizzare e che fa perdere ordine e lucidità al Pavia: le uniche conclusioni azzurre sono un paio di colpi di testa di Acerbi. L’Alghero fa ancora meno, ma su corner arriva al 41’ il raddoppio: batte Demartis e la deviazione di testa di Cirina, libero di colpire, diventa un assist perfetto per Sentinelli, che da due passi non può sbagliare. Una incornata larga di Pavoletti chiude il primo tempo.  Nella ripresa Mangone si gioca la carta Ferretti a fianco di Pavoletti (due lunghi anche per contrastare i centimetri dei difensori sardi), arretrando Carbone. Le cose migliorano, ma il Pavia solo a sprazzi riesce a mettere in apprensione la difesa dei giallorossi. Ci prova Carbone dopo un bello scambio con D’Amico, ma il tiro è telefonato, quindi Ferretti da fuori. L’occasione vera capita al 14’: il traversone di Thomas buca la difesa, ma Pavoletti al volo spara fuori. L’Alghero per tutta la ripresa si fa vedere solo al 19’ con un pericoloso contropiede che Cocco conclude abbondantemente al lato. Due minuti dopo i sardi restano in dieci per l’espulsione di Sogus, dopo il secondo cartellino giallo rimediato per simulazione. E’ il settimo rosso per l’Alghero in campionato (che ha anche squalificati l’allenatore Corda e il suo secondo).  L’espulsione aiuta il Pavia, che aumenta la pressione. Al 25’ Ferretti da fuori alza appena sopra la traversa, ma soprattutto tra il 32’ e il 33’ il gol sembra cosa fatta: invece Aresti si supera prima su Pavoletti di testa e poi su Ferretti di piede. Dopo la doppia fiammata però non arrivano altre opportunità, mentre l’Alghero batte le ultime punizioni in stile rugbistico (palla sparata in fallo laterale, lontano), senza nemmeno tentare la sortita ma solo per ricacciare gli azzurri indietro. L’ultimo sussulto allo scadere, un bel sinistro di Visconti dal limite che gira al largo del palo.  Per quanto Mangone non lo ritenga un problema, è un dato di fatto che il Pavia ancora una volta non sia riuscito a recuperare dopo lo svantaggio, anche se non si può dire che la reazione sia mancata. Domenica altro big-match a Rodengo: in palio la permanenza nelle zone alte. Senza Carbone e Fogacci, che saranno squalificati. - Luca Simeone

 

Carbone: «Poco concreti»

la Provincia Pavese — 17 novembre 2009   pagina 43   sezione: SPORT

 PAVIA. «E’ stata una partita un po’ strana perché per i primi 15-20’ siamo stati noi a tenere in mano il gioco, poi dopo l’episodio della sfortunata autorete abbiamo pagato il contraccolpo - ammette il capitano del Pavia Benny Carbone - nella ripresa, però, abbiamo creato almeno tre nette occasioni da rete e senza le parate del loro portiere avremmo potuto riaprire la gara. Ma al di là della buona reazione, dovevamo fare qualcosa di più per recuperare il doppio svantaggio».  Un’analisi che il capitano azzurro prosegue: «Anche nel secondo tempo quando abbiamo spinto tanto e siamo andati vicini al gol non siamo riusciti a “far male” all’Alghero - ribadisce Carbone - gli episodi sono stati negativi per noi, però l’Alghero ha dimostrato oggi di essere squadra più smaliziata di noi, ha messo in campo più mestiere anche quando continuava a interrompere il gioco o a perdere tempo. La differenza alla fine l’ha fatta la loro maggior concretezza, noi siamo un gruppo mediamente giovane e dobbiamo crescere in alcune cose, anche se sotto il profilo dell’impegno ce l’abbiamo messa tutta».  Un Pavia quindi che deve ancora crescere di mentalità e non solo fuori casa, rispetto a un Alghero che più che qualità tecnica ha dimostrato di meritare il primo posto in classifica in un campionato che rimane apertissimo. «La differenza l’ha fatta l’Alghero, dimostrando più testa nella conduzione della gara e maggiore compattezza di noi - spiega Amedeo Mangone - dopo il buon approccio alla partita abbiamo commesso degli errori perdendo le misure, dimostrando i limiti di una squadra giovane che ha subito la forza degli avversari sui calci piazzati e nel caso della sfortunata autorete non dimentichiamo che la palla era nostra e l’abbiamo regalata all’Alghero».  Una sconfitta che mette a nudo ancora un Pavia non pronto per la lotta promozione? «Siamo una squadra che cerca di giocare sempre a calcio, di impostare, ma quando come oggi si sono subiti due tiri e due gol - risponde Mangone - la squadra dimostra qualche limite e difficoltà che io spiego soprattutto nella nostra ancora poca maturità».  Ma se si fa notare al tecnico azzurro che in tutte e quattro le sconfitte subite il Pavia quando è andato in svantaggio non ha mai recuperato, lui respinge al mittente l’idea di una squadra che non sappia reagire. «Non è assolutamente un problema di paura - dichiara Amedeo Mangone - le quattro sconfitte sono maturate in modo diverso, dalla prova tutta negativa di Salò a quella di domenica scrosa con il Canavese in cui addirittura vincevamo e poi sotto 2-1 abbiamo cercato il pari per tutta la ripresa. Anche contro l’Alghero nel secondo tempo abbiamo provato e creato tanto. Dopo questa sconfitta dobbiamo solo pensare a lavorare con la stessa convinzione».  Come Benny Carbone, anche Alessandro Fogacci sarà assente domenica a Rodengo Saiano. «Peccato per quella sfortunata deviazione che ha messo la gara in discesa per l’Alghero - ammette il difensore azzurro, che poi spiega anche la sua ammonizione - mi sono scontrato con un avversario che mi si era messo davanti e istintivamente ho avuto una mezza reazione che l’arbitro ha punito con il cartellino giallo. Un po’ di nervosismo per lo 0-2 in una gara che comunque stavamo cercando di riaprire».  Anche il compagno di reparto Francesco Acerbi è dispiaciuto per questa prima sconfitta casalinga. «Due mezzi tiri e due gol ci hanno castigato - spiega il difensore del Pavia - siamo stati sfortunati nel subire la prima rete, dopo la quale loro hanno incominciato a chiudersi e se non ci fosse stato il raddoppio prima dell’intervallo sono convinto che si poteva anche pareggiare». Pato D’Amico analizza la gara paragonando l’atteggiamento dell’Alghero a quello delle altre squadre che hanno sconfitto il Pavia. «Noi cerchiamo sempre di giocare la palla e come ci è accaduto anche in trasferta l’Alghero è venuto qui ad aspettarci - dice il centrocampista argentino - ha sfruttato l’episodio favorevole del primo gol per continuare a gestire la gara in questo modo. Mi spiace per i tifosi, che ci seguono sempre più e calorosamente. Credo abbiano capito che ci abbiamo provato fino in fondo. Non ci siamo riusciti e ora pensiamo al Rodengo». - Enrico Venni

 

LE PAGELLE D’Amico lotta fino alla fine   Mandrelli 6 . Ancora una volta incolpevole sui gol, l’unico intervento al quale è chiamato è un’uscita a chiudere Rais al 32’ del primo tempo.   Ricci 6.5 . Schierato a destra anziché al centro, gioca alto e se la cava discretamente sulla fascia, pur non essendo un terzino.   Fogacci 5.5 L’autogol è un incidente, ma pare lasciare il segno a livello mentale, con qualche imprecisione di troppo e responsabilità anche sulla seconda rete.   Acerbi 6.5 . Sicuro in difesa, nel primo tempo è anche l’uomo più pericoloso del Pavia con tre conclusioni verso la porta, la prima delle quali (sullo 0-0) fa gridare al gol.   Visconti 6. Gara a corrente alternata. Quando affonda sulla fascia incide, ma la cosa accade meno spesso di quanto potrebbe.   Daffara 5. Avanzato a centrocampo per l’indisponibilità iniziale di Boldrini, di fatto con gli inserimenti di Ricci sulla sua fascia si trova a fare la mezzala. Non è il suo ruolo e si vede. Sostituito dopo il primo tempo. dal 1’ st Ferretti 6. Il Pavia con il suo ingresso acquista più peso davanti, anche se a volte l’ex Cesena appare un po’ lezioso. Il portiere dell’Alghero gli para il possibile 1-2.   Thomas 6 Inevitabilmente soffre un po’ contro un centrocampo a cinque, ma si fa valere nei contrasti e distribuisce discreti palloni. dal 22’ st Boldrini 5.5 Non inizia male, ma poi cala e non riesce a essere determinante. Non è solo colpa sua, visto che Mangone gli cambia ancora posizione in campo.   D’Amico 7. Grintoso ma senza cadere nelle provocazioni degli avversari, dinamico ma senza mai perdere la lucidità. Lotta fino alla fine e si conferma elemento imprescindibile per il Pavia.   De Vincenziis 6. Parte bene, ma ben presto la squadra si dimentica di lui, giocando sull’altra fascia. Nel secondo tempo entra più nel gioco, anche se manca l’acuto.   Pavoletti 5.5. E’ dura contro l’arcigna e nutrita difesa dell’Alghero. Spreca una grande occasione, su un’altra trova il miracolo di Aresti.   Carbone 5.5. Non riesce a scardinare il muro sardo. Stavolta non regala colpi di genio dei suoi e appare sotto tono.   Alghero : Aresti 7; Gilardi 6.5, Borghese 6.5, Cirina 6.5, Correale 6.5; Demartis 7 (Farrugia sv), Sentinelli 6.5, Sogus 5.5, Rais 5.5, Barraco 5.5 (Gentile sv); Cocco 5.5 (Manzini sv). (l.si.)

 

 

Difficile sfondare il muro sardo. La gara decisa dagli episodi

la Provincia Pavese — 17 novembre 2009   pagina 43   sezione: SPORT

 PAVIA. Mangone rinuncia inizialmente a Boldrini: a sostituirlo Daffara, avanzato a centrocampo, con l’inserimento di Ricci come esterno basso di destra, che però gioca molto alto per tentare di bilanciare il centrocampo a cinque dell’Alghero e tenere l’esterno Barraco a distanza dall’area di rigore. Il nutrito pacchetto centrale dei sardi, che si somma a una difesa rocciosa, è però difficile da penetrare e accusa qualche cedimento solo con l’espulsione di Sogus. Così la differenza la fanno gli episodi. L’Alghero si fa vedere in pratica solo sui calci piazzati, mandando sempre in battuta Demartis, l’elemento più talentuoso, e spostando in avanti tutti i difensori per sfruttarne l’altezza. L’ingresso di Ferretti dà benefici, allargando un po’ le maglie difensive. In tribuna si è visto Stefano Eranio, ex Milan e Genoa (ed ex nazionale), oggi allenatore delle giovanili rossonere. Semplice osservatore? (l.si.)