Olbia: Righi, Gilardi, Zeoli, Testa, Movilli, Memè, Masciantonio (93' Soro); Cazzola, Longobardi, D'Allocco, Simoncelli (57' Bordacconi). All. Serreri (Puccica squalif.). a disp.: Rosano, Brichetti, D'Aniello, Minutola, Collacchioni.
Pavia: Serena, Stefanini, Todeschini, Menicozzo, Donato, Fogacci, Andriuolo (86' D'Agostino), D'Amico, Brighenti (64' Campolonghi) Carbone, De Vincenziis (70' Nohman). All. Mangone. A disp.: Cantele, Acerbi, Caracciolo., Gatto.
Arbitro: Doveri di Roma
Rete: 61' Masciantonio.
Corner: 3-5; ammoniti Andriuolo, Stefanini, Gilardi e Movilli.

 

 

Ennesima sconfitta del Pavia, ora ultimo a 5 punti in compagnia di Pizzighettone e Montichiari.
A nulla serve rimarcare un'altra volta le manchevolezze di questa squadra. Di nuovo ultimi. Da tre anni.
Non c'è che dire: i tifosi pavesi hanno la pazienza di Giobbe per sopportare questa mancanza di risultati ormai cronica.
Non sappiamo quale sia l'obiettivo della società: farci tornare nei dilettanti, trasformare il Fortunati in un cimitero, ridurre i tifosi in stato semi-vegetativo.
O forse, in fondo, è "solo" mala gestione. Dal dopo Zocchi non abbiamo più un DS che conosca la serie C.
Gli allenatori succeduti a Torresani pare abbiano fatto parte di un Progetto a noi incompensibile.
Non esistono osservatori capaci, che vadano in giro per l'Italia a cercare nuovi talenti.
Soprattutto, manca l'entusiasmo di una volta. Gli azionisti di maggioranza, la famiglia Calisti, tiene ormai in ostaggio la società. In questi tre anni si sono susseguite dichiarazioni incredibili da parte di Armando Calisti; sia nei confronti dei tifosi, sia nei confronti della squadra e della stampa. Frasi che nulla avevano a che fare con la realtà. Frasi che quasi mai concernevano fatti tangibili. Sempre giustificazioni, accuse, deresponsabilizzazione.
Nulla di strano, quindi, se una società senza più motivazioni abbia prodotto squadre senza motivazioni.
Non ci stupiamo neanche dei risultati sportivi. Ultimo posto in C1 due anni fa, salvi agli spareggi di C2 lo scorso anno, ultimi in classifica oggi.
Una parabola discendente che sembra non avere fine.
Eppure, di fronte a questo disastro, si continua a credere che le cose cambieranno. Che in fondo è solo sfortuna, che la rosa è competitiva, che l'allenatore non si discute.
A nulla serve dimostrare che uno score di 4 sconfitte, 2 pari e 1 vittoria sia un ruolino di marcia fallimentare.
Come al solito, si cercherà di porre riparo a gennaio, quando la classifica sarà già sgranata e magari non più rimediabile.
Un concerto già visto, insomma.
Un concerto con un mix di incompetenza, spocchia, mancanza di programmazione.
Nel quale il direttore d'orchestra, Armando Calisti, è il principale responsabile di questa situazione.
Cambieranno le cose? Basterà un appalto in più o un cambio di giunta comunale a smuovere le acque anche in via Alzaia?
Non è dato a sapersi.
Una cosa è certa: il Pavia si sta inabissando nuovamente verso i dilettanti e questo pare interessi solo ai tifosi azzurri.

 

La Provincia Pavese

 

Basta un gol, Pavia di nuovo ultimo
Ancora una sconfitta di misura a Olbia, gli azzurri capitolano dopo un’ora
Assalto finale dopo lo svantaggio, D’Agostino fallisce la palla del pareggio


Olbia. Mentre l’Olbia spicca il volo, lasciandosi alle spalle la falsa partenza d’un campionato che alla vigilia lo vedeva favorito numero uno, il Pavia rivive con angoscia l’avvio del torneo scorso e torna ultimo in classifica in compagnia di Montichiari e Pizzighettone. Un gol è bastato all’Olbia per conquistare i tre punti e la terza vittoria consecutiva, il Pavia non ha sfigurato nel confronto con la quotata avversaria (sia pure priva della coppia d’attacco titolare) ma ritorna a casa ancora una volta con un pugno di mosche in mano. Dopo lo scivolone in casa contro il Rodengo, la trasferta di Olbia era una delle peggiori che potesse capitare, contro una squadra a mille dopo essersi riportata nelle zone alte della classifica grazie a due successi di fila.
L’ultimo dei quali, oltretutto, grazie a un vera e propria impresa: la vittoria a Valenza in nove contro undici. Spinti da questo cambio di marcia, gli uomini del tecnico Puccica (peraltro squalificato) si sono subito buttati in avanti, facendo valere anche la pressione del fattore campo. Il Pavia ha tenuto comunque il campo, cercando di ribattere. La fase più critica per la difesa azzurra arriva tra il 15’ e il 20’, quando i bianchi locali vanno a più riprese alla conclusione: prima con Longobardi (tiro di poco fuori e girata al volo alta), poi Cazzola viene anticipato da Serena, che evita al centrocampista di chiudere il triangolo con Memè, quindi ancora Longobardi con un tiraccio sfiora il palo. Sempre il centravanti autore del gol decisivo a Valenza si fa vivo con un’altra conclusione molto pericolosa, a fil di palo, al 34’. Il Pavia cerca di reagire affidandosi all’inedita coppia d’attacco Carbone-Brighenti, sostenuti da De Vincenziis a sinistra e Andriulo a destra. Come previsto, Mangone sceglie di far tornare il capitano al ruolo di seconda punta-trequartista, avanzandolo rispetto alla posizione di regista davanti alla difesa, nella quale Benny ha giocato per tutta la seconda parte del campionato scorso e in avvio di questo. Sul finire di tempo è De Vincenziis che mette alla prova Righi.
In apertura di ripresa l’Olbia confeziona la migliore occasione, ma Masciantonio spedisce al lato una palla a dir poco invitante. Al 17’, dal piede del neoentrato Bordacconi, parte l’azione che porta al vantaggio dell’Olbia: serve Gilardi che da destra entra in area e crossa forte, la palla attraversa tutta l’area e Masciantonio deve soltanto appoggiarla in rete.
Da questo momento in avanti i padroni di casa rinunciano alla spint offensiva e cominciano a coprirsi, mentre Mangone getta nella mischia prima Campolonghi al posto di Brighenti, poi Nohman per De Vincenziis e quindi D’Agostino (al posto di Andriulo), all’esordio stagionale, sia pure durato pochi minuti. Il Pavia si fa avanti, anche se l’azione è abbastanza confusa. Tuttavia a un minuto dalla fine dei tempi regolamentari gli azzurri avrebbero l’occasione buona per pareggiare: di tacco Carbone smarca in area D’Agostino, ma il laterale aspetta troppo prima di concludere e si fa anticipare dal capitano dell’Olbia, Gilardi. Nei cinque minuti di recupero concessi dall’arbitro Deveri il Pavia non riesce più a farsi pericoloso. Resta la sconfitta. E domenica in casa c’è un altro brutto cliente: il Como, altra squadra inserita nel lotto delle favorite a inizio campionato, che dopo aver faticato sta scalando la classifica. (r.s.)

Serena 6. Quattro parate a basso coefficiente di rischio, becca gol su distrazione dei suoi compagni di difesa.
Stefanini 6. Non ha compito facile prima contro Simonelli e poi contro Masciantonio, che elude la sua sorveglianza in occasione del gol decisivo.
Donato 6. Gara accorta nel rispetto del ruolo, ma senza eccellere.
Fogacci 7. Il migliore. Si fa apprezzare per tutta la gara, implacabile nei contrasti e propositivo nei rilanci.
Todeschini 6. Prova appena sufficiente in una fascia dove l’Olbia spinge di più.
Andriulo 5.5. Generoso, ma scarsamente produttivo sulla fascia destra.
D’Agostino sv. Entra al posto di Andriulo, non ha tempo di incidere nel rush finale del Pavia.
Menicozzo 6.5. Macina chilometri. Leader del centrocampo.
D’Amico 6. Prova di buona continuità agonistica a centrocampo, ma senza acuti.
Brighenti 5.5: ha vita difficile a reggere il ruolo di punta nella morsa dei difensori centrali dell’Olbia.
Campolonghi 5.5. Rileva Brighenti, ma la sua mezzora in campo non riesce a darei frutti sperati da Mangone.
Carbone 6. La classe non è acqua, ma da marcato speciale trova duri ostacoli.
De Vincenziis 5: mai pericoloso sulla fascia sinistra, sovrastato dall’esperto Gilardi.
Nohman 5: subentra a De Vincenziis a venti minuti dalla fine, ma il suo ingreso non cambia le carte in tavola.