PAVIA-LEGNANO-1-1 (La Cagnina, Chini)

Pavia-Legnano-1-1. Questo l'amaro verdetto del recupero della prima di campionato. Azzurri che hanno giocato sottotono rispetto al match di domenica scorsa vinto con la Cremonese. Ma azzurri che hanno dovuto giocare a pallone praticamente da soli. Il Legnano, venuto a Pavia per cercare il pareggio, ha offerto quanto di meglio si potesse mostrare dell'ampio repertorio dell'anticalcio. Falli, perdite di tempo, proteste, giocatori che ogni due per tre sono a terra per farsi medicare; insomma, gli 11 di Ernestino Ramella hanno fatto vedere al Comunale il peggio che si sia mai visto da anni. Neanche ai tempi dell'Eccellenza il Pavia aveva trovato squadre più difensiviste. E attenzione: non si sta parlando di catenaccio alla Trapattoni: sarebbe onestamente un complimento per la squadra lilla. 
Ma veniamo al match, almeno per quel poco che si è giocato.
Torresani fa subito una sorpresa ai tifosi: dentro tutte le punte: Rossini, Cardamone, Inacio, La Cagnina (fuori Dondo e difesa con Zocchi, Todeschini, Liverani e Preite).
Pavia che, quindi, dovrebbe esporsi molto in attacco; ma così non è: purtroppo si gioca troppo con palloni lunghi e con i poveri Inacio e La Cagnina a cercare di soffiare di testa qualche pallone alla solida difesa del Legnano. Legnano, che, invece, sfrutta la superiorità a metà campo con incursioni che mettono un po' in apprensione la retroguardia azzurra. S una di queste, la difesa azzurra provoca un rigore apparso netto: si incarica della battuta Shala che però tira su Mandrelli. La difesa, comunque, mostra insicurezza in particolar modo nella costruzione del gioco, dove Zocchi sbaglia qualche disimpegno di troppo.
Centrocampo che viene sistematicamente saltato dai lanci lunghi, ma qui Piovesan dimostra di non essere ancora entrato negli schemi azzurri.
In attacco, invece, le cose buone le fa solo Rossini sulla sinistra, dove però si pesta un po' i piedi con Cardamone.
Supermario riesce, nonostante gli spazi angusti in cui si trova, a saltare l'uomo e a guadagnare corner e punizioni. Fino al gol, giunto al 35': dribbla 2 difensori lilla sulla linea di fondo (prima con una finta e poi di tacco), mette al centro per La Cagnina che al volo di destro insacca con Malatesta che tenta un goffo intervento.
Non c'è neanche il tempo di esultare che il Legnano, otto minuti dopo, trova il pari su calcio d'angolo: Chini si trova colpevolmente libero a pochi metri da Mandrelli e insacca di testa. Finisce il primo tempo sull'uno a uno.
Per quanto riguarda la ripresa c'è poco da dire: il Legnano rinuncia a fare quel poco che aveva fatto nel primo tempo e difende il pari fino al 94'.
Stendo un velo pietoso sulla prestazione dell'undici di Ramella anche perchè è difficile commentare il non-calcio e sopratutto una ripresa in cui si è giocato, per modo di dire, al massimo 15-20 minuti.
Per il resto, falli di qualunque tipo, trattenute, spintoni, perdite di tempo che hanno indispettito anche lo sportivissimo pubblico pavese.
L'arbitro, invece, è stato anche peggio: sembrava fosse a fare una corsetta in Vernavola. Zero personalità, zero fermezza, zero interventi volti a stroncare questa melina durata fin troppo.
Per non parlare di infrazioni non viste, di guardalinee che segnalavano i falli dei lilla al suo posto, e di una condotta al limite dell'indisponente.
Sicuramente il peggior arbitro visto a Pavia in questo inizio di stagione.