NOVARA-PAVIA-2-0 (Cioffi, Carlet)

Perde alla prova del nove il Pavia. La sconfitta degli azzurri, secca anche se in bilico fino al 90', è senza attenuanti. Una sconfitta figlia di un'inferiorità nella zona nevralgica del campo dove Braiati, Brizzi e Monza surclassano i nostri Vecchi, Breviario e Cardamone. Si sapeva che senza Ambrosoni e Gambadori lì in mezzo sarebbe stata dura, ma si pensava ad una prova di orgoglio degli azzurri sul campo di una rivale che lo scorso anno ingaggiò con il Pavia una sfida esaltante per la C1.
Invece, per 75 minuti buoni il Novara ha dimostrato una superiorità basata sulla tecnica e sull'organizzazione di gioco. Di più: ci ha creduto sempre. Cosa che il Pavia non ha fatto.
Gli azzurri hanno cercato di contenere i blu piemontesi facendo leva su una difesa in buona giornata con Stocco e Bandirali insuperabili e con Gruttadauria che, a mio avviso, ha replicato l'ottima prestazione di sette giorni fa. Sulle fasce Zanardo ha dimostrato di valere il posto di titolare. Gheller, invece, inguardabile e troppo impreciso nei disimpegni.
Ma tant'è: la difesa azzurra regge. E lo fa in un contesto nel quale si vede arrivare giocatori novaresi da tutte le parti, colpa di un centrocampo che di filtro ne fa pochino.
In avanti, Inacio è solo. Corre, si danna, soprattutto viene picchiato impunemente dai difensori piemontesi. Purtroppo, il supporto di Rossini e Cardamone è minimo in una giornata che vede il Pavia difendere lo zero a zero. E, in effetti, noi tifosi ci crediamo per tutto il primo tempo durante il quale le occasioni sono praticamente inesistenti.
Solo Pinamonte, al 39', si vede negare la rete da una smanacciata di Bressan in angolo. Poi, la doccia fredda: su un batti e ribatti in area, Cioffi trova la deviazione vincente ed il Novara è in vantaggio.
Gli azzurri si imbambolano e lasciano agli avversari l'iniziativa. Negli ultimi minuti il Pavia rischia di subire il secondo gol, ma alla fine la sfanga e termine sotto di uno.
Nella ripresa Nordi prende il posto di Zanardo reduce da infortunio. E il Pavia si fa vedere un po' di più in area. Ma si tratta di una superiorità sterile, che produce poco. Cardamone è alquanto fumoso, Rossini di birra non ne ha più. Torresani lo capisce e fa entrare Gilardi, ma la musica non cambia.
A metà ripresa, l'occasione buona: Nordi si presenta libero sulla sinistra in piena area. Potrebbe concludere in rete ma svirgola incredibilmente. E se sbaglia anche lo Sceicco...
Poi, nell'ultimo quarto d'ora il Pavia ha un'impennata d'orgoglio. Cerca il pari, si sbilancia e il Novara non ne sa approfittare. Per inciso, un Novara tutt'altro che irresistibile (probabilmente il Pavia dello scorso anno avrebbe anche vinto oggi al Piola, ma lasciamo stare).
Gli azzurri ci provano, quindi. E la pressione porta a due ottime occasioni, prima con Stocco che non trova la deviazione sotto misura, poi con Inacio che spizzica il pallone ma Franzese para in tuffo.
E' comunque troppo tardi per recuperare.
Il secondo gol novarese, segnato da Carlet in contropiede, chiude una partita che non aveva altro da dire e serve più alla statistica che all'economia della gara e al giudizio finale.
I pavesi hanno giocato male, o meglio, hanno rinunciato a giocare fino a che non sono andati in svantaggio. E non va bene. Contro una rivale diretta sarebbe stato meglio provare a vincere, considerando che non avevamo un centrocampo adatto alle barricate.
Soprattutto, il Novara non si è dimostrato poi così superiore; avevano il dente avvelenato dopo la sconfitta di Spezia e hanno vinto perchè hanno "voluto" vincere. Il Pavia, ancora una volta, è mancato per volontà e carattere.
In particolare, Vecchi e Breviario hanno ampiamente deluso. Onestamente ci si aspettava di più da due giocatori che, a inizio stagione, erano indicati come la coppia titolare di centrocampo.
Bene invece la difesa escluso Gheller.