Brera alla vigilia del Mundial spagnolo

La Repubblica, domenica 12 giugno 1982


Mi attento con il coraggio di sempre al pronostico generale sul dodicesimo Campeonao Mundial de Fùtebol, che la Spagna organizza dal 13 giugno all'11 luglio. S'intende che chiamo coraggio quello che ad altri può tranquillamente sembrare spensieratezza; d'altronde, so che nessuna colpa viene considerata peggiore di quella che un povero cristo commette manifestando la propria opinione personale. Io sono dunque preparato al peggio, ma per antica esperienza debbo anche premettere che non sono nato indovino, ch non pretendo affatto di essere tale e che arrischio previsioni secondo logica e intimi pruriti o ticchi o estri o quel che preferite di più labile e strano. (...)

Messa a posto la coscienza con queste dichiarazioni preventive, non mi resta che passare a giudizi diretti (...) Figurano nei sei "Grupos Mundiales" rappresentative di totale insignificanza quali il Camerun, l'Algeria, El Salvador, Il Kuwait, l'Honduras e la Nuova Zelanda. Per contro, sono rimaste a casa autentiche protagoniste del calcio mondiale quali l'Olanda e l'Uruguay, che appartengono pure all'aristocrazia del nostro sport. (...) Le 24 finaliste sono state divise in sei "grupos" numerici di quattro (dall'uno a sei).

Nel "grupo" uno figurano l'Italia, la Polonia, il Perù e il Camerun. Da quanto avranno potuto agevolmente intuire i beneamati lettori, io privilegio l'Italia per mero spirito patriottico. In realtà, penso che la Polonia sia più solida e che il Perù sia calcisticamente più abile della squadra azzurra. Potremmo pareggiare la Polonia e battere addirittura il Perù se avessimo precisa coscienza della nostra intrinseca modestia e facessimo catenaccio alla severa e persino triste faccia del caballero Bearzot. Allora, penso, i polacchi non avrebbero la pazienza di aspettare gli spazi idonei al loro gioco e si avventerebbero squilibrandosi malamente. Noi potremmo infilarli una volta o l'altra e lucrare almeno un pareggio(...) Ottenuto il quale potremmo ancora chiuderci contro i più vanitosi peruani, picchiarli con virile empito e magari metterli sotto conquistando il passaggio al secondo turno. Ripeto che non abbiamo grandi giocatori e nemmeno un tecnico abile da un punto di vista tattico: quindi la ragione dovrebbe prevalere sul corazon e mandare a casa gli azzurri come si meritano: per fortuna la ragione - ho detto - è incommensurabile con il calcio come lo è il raggio, se ben ricordo, con la circonferenza della sfera (se ben ricordo): succede così che il cuore si spalanca alla speme e i cari pais in azzurro passano il turno. Per calcolata simpatia, li faccio precedere dai fantasiosi peruani, non dai ruvidi polacchi.

Nel "grupo" 2 figurano Germania, Austria, Cile e Algeria. I tedeschi sono stati battuti dall'Austria ai Mondiali 1978 (e proprio per questo sono rimasti gli azzurri a battersi con il Brasile per il terzo e quarto posto): questa volta mi sa che non faranno concessioni di sorta. I tedeschi sono campioni d'Europa e sanno meditare calcio come pochi: semmai si classificassero secondi nel primo turno cadrebbero nel "grupo" D al secondo: e vi incontrerebbero la Spagna, che non è proprio formidabile ma gioca in casa e deve prendere clamorose rivincite sugli arbitri dal lontano 1934, quando l'abbiamo picchiata e derubata a Firenze. Dunque, il "grupo" 2 tocca ai tedeschi, e con loro passano il turno i simpatici austriaci di Schachner e Prohaska. Non hanno alcuna chance il Cile e l'Algeria.

Il "grupo" 3 è incerto come il "grupo" 1: comprende l'Argentina, l'Ungheria, il Belgio ed El Salvador. I belgi sono i secondi campioni d'Europa (dietro ai tedeschi) e gli ungheresi hanno ritrovato la baldanza di un tempo. Si dà per scontato il passaggio del turno da parte dell'Argentina campione del mondo e forse non si fa bene. L'Argentina vive su ricordi fin troppo gloriosi: è ben guidata ma soffre di pericolose presunzioni (per esempio acciaccatele Maradona ed è una squadra appena normale). Poi, bisogna scegliere fra belgi e ungheresi. I belgi giocano all'italiana con uomini che purtroppo noi non abbiamo: gli argentini e gli ungheresi soffrono il contropiede. Mi aspetto sorprese dai belgi e sono in fiero imbarazzo con i miei sentimenti e con il mio quarto di sangue ungherese. Poiché tuttavia gli inquieti magiari sono anche dei napoletani biondi li vedo maltrattati dall'arbitro e spediti a casa.

Nel "grupo" 4, Inghilterra, Cecoslovacchia, Francia e Kuwait. Vedo prima la Cecoslovacchia, che è di insigne cinismo agonistico, e solo seconda l'Inghilterra. Il sentimento direbbe Francia ma non riesco a prenderlo sul serio. Quanto al Kuwait, spero di non vederlo neanche in tv. I cammelli non mi interessano e i kuwaitiani ne hanno portato uno per far vedere che si ricordano di quando non avevano i miliardi ma sì tanta rogna e tanta sete. A questi Mondiali non vanno oltre la parte delle macchiette. Esattamente come certo discobolo che mandarono ai Giochi del '74 e non superò, se ben ricordo, i 32 metri.

Il "grupo" 5 comprende Spagna, Jugoslavia, Irlanda del Nord e Honduras. Gli spagnoli si aspettano molto da questi mondiali e hanno precisa memoria di essere in credito fin dai giorni in cui gli italiani gliene azzopparono sette in una sola partita. Come ospiti, sono davvero squisiti: sul campo, tuttavia, si farà molto sentire la gente. Benché non abbiano una squadra da tuoni e fulmini, non bisogna dimenticare che il Barcellona gli ha appena vinto la coppa Coppe e dunque posseggono un certo carisma internazionale. Passeranno il turno con la Jugoslavia, che se non ha sbagliato preparazione può fare molto. Gli irlandesi del Nord paiono chiusi dalle dure avversarie già citate. L'Honduras non mi turba lo spirito in alcun modo.

Il "grupo" 6 vanta una stella di prima grandezza mondiale, il Brasile, e una squadra tornata all'eccellenza dopo anni di eclissi quasi inspiegabili, l'Unione Sovietica. C'è poi la Scozia, che non è mai agevole cliente e, ancora, la Nuova Zelanda, venuta fin quassù per scommessa. I neozelandesi discendono da gente che vinceva le risse e vendeva il suo corpo con tanto scandalo da farsi deportare. Per sopravvivere nelle risse bisogna essere gagliardi e per vendersi con successo bisogna essere belle; ma il calcio è gioco plebeo e quindi non è mai attecchito fra i discendenti - peraltro bellissimi - dei deportati d'un temps. Nel rugby hanno pochi eguali al mondo, ma il rugby viene giocato da signori in Gran Bretagna, e dunque fa fine giocarlo in Nuova Zelanda. Se si applicassero anche nella pedata, i calciatori non sarebbero inferiori ai rugbisti. Invece, hanno improvvisato la qualificazione e si limiteranno a battersi con empito virile, cioè mollando calcioni che spaventeranno i brasiliani, non i sovietici. I brasiliani non dispongono di punte che sappiano goleare granché bene: perciò, dovranno portare sotto i centrocampisti e correre rischi disdicevoli per la loro fama. Chissà perché, vedo meglio i sovietici (sempre che non si siano sovrallenati con la testardaggine che gli conosciamo).

Qui dunque riassumo e fornisco la (mia) possibile composizione del Grupos A e C (Barcellona) e B e D (Madrid). Accedono al gruppo A il Perù, l'Argentina e 'Urss; al gruppo C, l'Italia (sempre per via della mia spinta patriottica), il Belgio e il Brasile; al gruppo B, la Germania, la Cecoslovacchia e la Jugoslavia; al gruppo D l'Austria, la Spagna e l'Inghilterra. I sovietici giocano un arcigno calcio che manda in bestia gli argentini campioni del mondo e ancora di più i peruani. Sono, i compagni di Blochin, a disputare la semifinale con la vincente del gruppo C, che non sarà l'Italia, ahimè. Sono buon patriota ma tutto ha un limite: da Barcellona torniamo a casa appagati.

I belgi invece affrontano il magno Brasile e lo mettono sotto (!). Dice: secondo logica, dovrebbero giocare la semifinale gli argentini e i brasiliani. È vero, dovrebbero: ma in mezzo secolo di assidue sofferenze mi sono dovuto convincere che la logica non riguarda il calcio. E poi, di pronosticare in favore dei più forti e famosi sono buoni tutti. Vediamo ora che cosa succede a Madrid. Nel gruppo B i tedeschi danno luogo a ruggenti duelli con cechi e jugoslavi. Alla fine prevalgono loro e disputano la pericolosa semifinale con la Spagna, che ha clamorosamente messo fuori l'Inghilterra e l'Austria. Dovrei argomentare a lungo per giustificare plausibilmente questa mia scelta. Ho già detto degli arbitri e del fattore campo. Naturalmente, la Spagna perderà la semifinale con la Germania e disputerà il terzo posto alla perdente di Belgio-Urss. Vedo campione del mondo la Germania e terza classificata la Spagna.

Mi piacerebbe davvero - per spirito europeistico - rivedere ai Mondiali la finale europea di Roma 1980: non ho il coraggio di aggiungere altro sul Belgio. Forse gli ho già concesso fin troppo a spese del Brasile e dell'Argentina. A questo punto chiudo consolandomi di rischiare la mia parte con il solo fine di intrattenere il lettore. Chi fa pronostici nel calcio, sbaglia settanta volte sette: e io mi ostino a fare i pronostici; vedete mo' che brutto carattere è il mio.