29 Settembre 
MANTOVA-PAVIA-1-0 (Caridi 15')

Che occasione persa!
Il Pavia perde a Mantova senza aver mai dato l'impressione di poter giocare ad armi pari contro un Mantova, forte, cinico, ma non irresistibile.
La sconfitta, più per demerito nostro che per meriti altrui, fa capire che gli azzurri dovranno rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo.
Soprattutto, è la mentalità vincente che stavolta è venuta meno.
Il Pavia è sceso in campo con le gambe molli, sempre in ritardo sui contrasti, con una paura grande come una casa.
Il Mantova, davanti ad un pubblico d'eccezione, ha sfoderato una prova tutta orgoglio, vincendo alla fine meritatamente.
Solo la Dea bendata avrebbe potuto regalare il pari al Pavia; ma la traversa di Cardamone a tempo scaduto, ha fatto capire che oggi non era giornata.
Squadra che scende in campo con i soliti undici e subito il Mantova prende in mano la situazione. I biancorossi hanno, nella prima frazione, dominato il campo, e solo la sorte ha permesso al Pavia di rimanere in gara.
Tutto ciò, nonostante gli azzurri giocassero in superiorità numerica dal 10' del primo tempo, quando Todea è stato espulso per fallo di reazione su Ambrosoni. Anzi, sembrava il Mantova la squadra con l'uomo in più: i virgiliani hanno giocato con una grinta ed una determinazione che avremmo voluto vedere anche nei giocatori azzurri.
Ma tant'è, dopo 5 minuti è arrivato il gol mantovano con Caridi che arriva liberissimo al limite dell'area e lascia partire un destro che Mandrelli riesce solo a deviare. Il pallone scheggia il palo e si insacca. Sarà l'unico gol della giornata; anche perchè, fino alla fine del primo tempo, gli azzurri attaccano ma senza costrutto; il Mantova si difende ma là davanti ha un Graziani che da solo tiene in apprensione l'intera retroguardia pavese.
Da segnalare solo l'ingresso di Rossini al posto di Preite.
Nel secondo tempo, è ancora il Pavia che tiene in mano le redini della metacampo, ma l'azione si dipana con molta fatica, con Inacio e La Cagnina che non vengono serviti stretti come sono nelle fitte maglie della difesa biancorossa.
E qui, gli azzurri non fanno altro che far partire decine e decine di cross in area avversaria sui quali i giganti mantovani hanno sempre la meglio.
Non si cerca, colpevolmente, il tiro da fuori; non si verticalizza l'azione che passa da Ambrosoni a Piovesan a Rossini senza che la palla faccia un metro nella direzione giusta.
Anzi, è il Mantova che in contropiede sfiora il raddoppio con Graziani e Pupita.
Nel finela il Pavia ci prova con più convinzione, prova ne è che Cardamone dal limite coglie l'incrocio dei pali. Ma, forse, meglio così. La sconfitta deve farci pensare su come questa gara è stata affrontata. Il Mantova, squadra senza'altro superiore al Pavia, ci ha surclassato anche nella tenuta atletica e nella determinazione, e questo non va per niente bene.
Il Pavia, pur con un uomo in più, non ha mai dato l'impressione di poter raggiungere il pareggio. Certo, la difesa mantovana è forse la più forte del campionato, ma servivano delle idee, idee che sono venute a mancare proprio nella partita più importante disputata fino ad ora.
In particolare, male sono andati, a mio personalissimo parere: Mandrelli, che non ha mai dato sicurezza al reparto; Cardamone, che nonostante la traversa, ha giocato senza riuscire a verticalizzare il gioco; Piovesan, dal quale ci si aspetta una grinta maggiore.
Meglio di altri La Cagnina, l'unico a cercarsi qualche pallone in attacco e Ambrosoni che ha tenuto il centrocampo in mano praticamente da solo.
Per concludere, il Pavia visto oggi merita non più di un 5, frutto di un primo tempo inguardabile e di una ripresa appena sufficiente.
Qualcuno magari mi potrà dire di aver visto l'impegno, ma questo, se c'è stato, non ha spostato di una virgola i valori in campo.
La mentalità vista oggi, è quella della squadra di provincia che gioca per la salvezza e che cerca di limitare i danni davanti allo squadrone di turno.