MANTOVA - PAVIA:   3 - 0

MANTOVA (4-4-2): 1 Bellodi; 2 Mezzanotti, 5 Notari, 6 Cioffi, 3 Lanzara (25’ st 14 Pellegrini); 7 Tarana, 4 Spinale, 8 Gelsi, 10 Caridi (28’ st 15 Contadini); 9 Graziani (28’ st 18 Hubner), 11 Poggi. A disposizione 12 Milan, 13 Simoni, 16 Todea, 17 De Poli. Allenatore Mimmo di Carlo. PAVIA (3-4-3): 1 Bressan; 5 Preite, 4 Urbano, 2 Bandirali; 7 Gambadori (19’ st 14 Todeschini), 6 Lunardini, 10 Sciaccaluga, 3 Fasano (39’ pt 17 Ceccarelli); 9 Chiaretti, 11 Zizzari, 8 Cardamone (43’ st 18 Convertino). A disposizione 12 Reggiani, 13 Nossa, 15 Ferretti, 16 Colantoni. Allenatore Marco Torresani. ARBITRO: Ciampi di Roma. RETI: pt 3’ e 7’ Graziani, 9’ Lanzara. NOTE: recupero 2’ e 4’. Calci d’angolo 4-3 (primo tempo 0-3). Ammoniti: pt 31’ Notari (gioco falloso); st 15’ Mezzanotti (gioco falloso), 26’ Lunardini (gioco falloso). Spettatori 10.500 (di cui circa 500 provenienti da Pavia) dei quali 9.957 paganti per un incasso complessivo di 146.970 euro.

 

Pavesi a Mantova E' giallo sui posti

la Provincia Pavese — 16 giugno 2005   pagina 00

 PAVIA. Cresce la tensione per Mantova-Pavia, domenica la seconda partita della finale per la serie B. Ma c’è il giallo dei posti allo stadio Martelli. I tifosi biancorossi sono a caccia dei biglietti riservati agli azzurri. Poi la vendita on-line che scatta in tutta Italia, Mantova compresa, contro ogni norma di ordine pubblico: mentre a Pavia per acquistare un posto allo stadio bisogna esibire la carta d’identità. I 2.400 tagliandi previsti per gli ospiti nella curva Cisa del Martelli che si riducono a 900 e nessuno sa perchè. La Lega di C che blocca tutto, ma non spiega il motivo. E il Pavia Calcio che rivendica quanto previsto per i suoi tifosi. Insomma, la situazione è difficile e si cerca di risolvere i problemi. Intanto i Club azzurri lanciano un appello per esserci a Mantova. Alle pagine 48 e 49

 

L'ultimo applauso per il Pavia

la Provincia Pavese — 19 giugno 2005   pagina 51   sezione: SPORT

 PAVIA. Per la serie B o per l’ultimo grande applauso. Un giorno comunque da ricordare. Allo stadio Martelli di Mantova il Pavia, accompagnato da 600 tifosi, va a completare la sua stagione più bella da almeno mezzo secolo. Non gli sono propizi gli dei del pallone: Torresani, infatti, dovrà a fare a meno di Romeo Papini e Francesco Ciullo, ovvero l’architrave e l’esecutore del gioco azzurro. Non si lamenta nessuno, però, in via Alzaia alla vigilia. E’ la mentalità giusta per proiettarsi in un futuro ad alto livello.  Rimontare due gol al Mantova e risalire dal 3-1 subito al Fortunati (gol di Caridi e doppietta di Noselli dopo il vantaggio di Sciaccaluga su punizione) diventa quasi impossibile nell’emergenza. I virgiliani possono permettersi persino di perdere con un gol di scarto oggi al 90esimo. Festeggerebbero comunque il ritorno tra i cadetti dopo 30 anni. Se il Pavia dovesse invece presentarsi al triplice fischio avanti di due gol si andrebbe ai supplementari, due tempi da 15 minuti, termine entro il quale il divario dovrà essere dilatato a tre gol di scarto. Altrimenti - e senza passare attraverso i calci di rigore non previsti in questi spareggi - sarà sempre il Mantova a far festa.  Se lo spiraglio per realizzare il trionfo è più ridotto dell’evangelica cruna dell’ago, il Pavia attende comunque l’abbraccio dei suoi 600 fedelissimi (voto 10), il 25% dei 2400 biglietti riservati ai fan pavesi in curva Cisa. Per chi è rimasto a casa il voto è 2. L’exploit azzurro, infatti, meritava molte più adesioni. Il referendum «a Mantova sì o no» dove non era prevista l’astensione l’avevamo immaginato con numeri migliori. Ne riparleremo. Prima c’è una partita da giocare dove l’assenza di Papini verrà integrata da Gambadori al rientro dopo la squalifica. In attacco doveva essere il giorno di Ciullo - al posto di Chiaretti, probabilmente - , mentre ora Torresani sta riflettendo su quale formazione rischiare. Il «3-4-3» annunciato con Todeschini e Fasano sulle fasce sembra oggettivamente poco offensivo per una squadra che deve vincere con ampio margine. Il «4-4-2» con Ceccarelli a destra, come in gara1, toglierebbe però al Pavia qualsiasi possibilità di intervento dalla panchina per cambiare marcia. In una partita «senza domani», il dosaggio delle forze e il rispetto degli equilibri potrebbe però trasformarsi in un boomerang. Lasciando spazio ai rimpianti. Così non ci stupiremmo se alla fine il «Cecca» venisse buttato dentro subito per farsi perdonare il mancato 2-2 in gara1, mentre Fasano agirebbe da quarto difensore a sinistra a proteggere Cardamone sulla linea dei centrocampisti. Il Mantova invece recupera Graziani e Di Carlo gongola perché così la sua squadra sviluppa migliori equilibri.  Non appena si chiuderà la stagione, sarà già tempo di mercato. La notizia delle ultime ore è che Torresani potrebbe... restare l’allenatore di Papini nel prossimo campionato a Terni. Una chance strameritata per il tecnico di Cremona dopo un settennato che è forse la pagina più bella della storia secolare del Pavia. Con Ciullo, Papini, Ceccarelli e Urbano sicuri partenti - sono tutti in prestito e futuribili - l’unica certezza per ora è legata a Sciaccaluga. Ci sono poi Zizzari e Chiaretti, di proprietà rispettivamente di Spezia e Cesena, con il primo che ha più chance di restare. Di ieri è la notizia che l’AlbinoLeffe sarebbe sulle tracce di Cardamone. Anche questo dimostra che è stato un anno fantastico. - Stefano Pallaroni

 

La fiducia non va ko

la Provincia Pavese — 22 giugno 2005   pagina 40   sezione: SPORT

 PAVIA. «Il 3-0 a Mantova non cancella una stagione così»: è l’unanime commento degli esponenti della tifoseria azzurra dopo la finale dei play off. «Speravamo in un altro risultato, ma non si può colpevolizzare una squadra che ci ha dato innumerevoli soddisfazioni e ha sfiorata la promozione in B - commenta Ivan Fatica, responsabile organizzativo dei «Fedelissimi» - . Sappiamo che molte saranno le partenze annunciate, perché molti sono i giocatori in prestito che meritano di salire di categoria, a cominciare da Ciullo e Papini». Malgrado una probabile rivoluzione nella rosa, non manca la fiducia dei supporter pavesi: «Le basi per far bene ci sono, a partire da una società che vuole costruire un altro gruppo altrettanto competitivo per la C1 - sottolinea Fatica - Se i risultati ci sono, il pubblico pavese può solo crescere». Anche dalla «Zuppa alla Pavese» c’è soddisfazione e fiducia per il futuro azzurro: «Un campionato così positivo nessuno poteva prevederlo, l’unica stecca è stata forse quella di domenica, ma non può certo cancellare quello di buono che si è fatto in un’intera stagione - dichiara lo “zuppaiolo” Massimo Furlan - . Metà dei giocatori di quest’anno sono purtroppo in uscita, questa è l’incognita per ripetere la stagione magica appena conclusa. Vorremmo dimostrare che il Pavia non è un “fuoco di paglia” e che può confermarsi a certi livelli in C1. La fiducia c’è ed è data dai risultati di una società che in sette anni ha fallito solo un campionato, quello scorso. E questo ci dà ottimismo».

 

Pavia, l'importante è riprovarci

la Provincia Pavese — 21 giugno 2005   pagina 43   sezione: SPORT

 MANTOVA. Ci riproverete. Dovete promettercelo. A partire dalla società per arrivare ai giocatori. Quelli che di loro resteranno, almeno. Chi invece verrà a indossare la maglia azzurra da qui al 28 agosto - giorno di avvio di una stagione che partirà presto, perché il 2006 sarà l’anno dei mondiali di Germania - sa già che a Pavia è cominciata una fase nuova, dimensionata verso i grandi traguardi, dove le zone alte della classifica non procurano più vertigini. A nessuno. Né in termini tecnici né tantomeno economici.  Pavia è entrata nel club di chi aspira al pallone che conta: questo è il traguardo raggiunto quest’anno. Nulla di definitivo, perché nello sport ogni volta è una sfida nuova, ma è un primo passo significativo e importante. A partire dal livello di considerazione. Pavia con la finale dei play off per la serie B ha dato un primo colpo di spugna al provincialismo, si è fatta un nome a livello nazionale. E con giovani come Papini, Ciullo e Ceccarelli maturati per le categorie superiori è diventata pure una piazza di interesse per gli operatori in cerca di ambienti-palestra per i gioielli del futuro.  Vedremo come evolverà il prossimo mercato, ma rientrare nei ranghi della mediocrità sarebbe delittuoso. I primi 9 minuti di gara2 di finale con il Mantova, quando i virgiliani hanno rifilato tre ceffoni al Pavia, hanno riportato il pensiero ai momenti poco felici di una stagione, la scorsa, quando ci si avventurava per il campionato senza un progetto, dilettanti allo sbaraglio o quasi. La grinta con la quale Sciaccaluga ha voluto e ottenuto rispetto da avversari a un passo dal farsi beffe dei colori azzurri è stato il segno che qualcosa è cambiato. Legittimo il trionfo del Mantova, larghi gli orizzonti di una serie B che sul Mincio ritrovano dopo 30 anni. E il presidente Lori - magnate dei pannolini - annuncia effetti speciali sul mercato, forse anche il nostro Papini via Ternana. Chi di Pavia domenica ha voluto esserci, ha visto cosa può produrre la cassa di risonanza del pallone: una città viva, i progetti per adeguare le strutture al nuovo palcoscenico, la vetrina dei media nazionali. Pavia non c’è ancora, ma il divario non è incolmabile. Anzi. In un calcio drogato di eccessi, il futuro è di chi calibra spese e investimenti. E il Pavia dei Calisti fa parte di un gruppo ancora ristretto di club che possono farsi strada inevitabilmente, attraverso una selezione naturale, quella che più prima che poi farà calare la mannaia su chi non ha i conti in regola. Da pavesi e dopo tante delusioni nell’ultimo mezzo secolo di calcio - la retrocessione seguita all’unica promozione in B e che nell’arco di tre stagioni virò in fallimento fu solo l’inizio di un lungo limbo, ad esempio - non vogliamo alimentare illusioni. Lo spazio per imporsi, però, c’è. Il Pavia che dovrà essere ridisegnato sul prossimo mercato si fonda ora su un ambiente dove la sindrome dell’inadeguatezza - più o meno consapevole - è finalmente evaporata. Le tante finestre televisive che hanno accompagnato una stagione al vertice della terza serie, il ritorno dell’Italia Under 21, una squadra vettore positivo del nome di Pavia, sono cose belle che debbono essere la norma. E non lasciamo cadere proprio ora l’argomento del nuovo stadio. Una città che aspira a scalare le classifiche della vivibilità, ormai a un passo dall’adeguamento viabilistico con il completamento della tangenziale, non deve perdere l’occasione per avere un impianto sportivo moderno. Il Fortunati da allacciare alla tangenziale Est e da ribaltare nella struttura - l’ingresso principale ora compresso sul Naviglio dovrà essere portato in quello che oggi è il rettilineo distinti attraverso la conversione dell’area ex industriale adiacente - non può essere solo argomento in coincidenza di primati in classifica con conseguenti passerelle di vip. - dall'inviato Stefano Pallaroni