LUMEZZANE - PAVIA - 2-3 (1-2)


Data: 14/3/2004 Ore: 15.00 Stadio: Comunale Di Lumezzane (Lumezzane)
RETI: 15` Sinigaglia (L), 30` Bandirali (P), 45` Inacio (P), 92` Sinigaglia (L), 96` Rossini (P)
LUMEZZANE: Borghetto, Bruni (79` Borghetti), Zaninelli, Strada, Coppini, Dallamano (46` Russo), Fracassetti, Sella, Sinigaglia, Centi, Piovani - ALL. Giancarlo D`astoli
PAVIA: Bressan, Gheller, Todeschini (74` Zanardo), Ferraro, Stocco, Bandirali, Ambrosoni, Sciaccaluga (79` Crippa), Nordi, Inacio (86` Rossini), Ferretti - ALL. Marco Torresani
ARBITRO: Giorgio Lops (Torino)
RECUPERO: 12 minuti (5` pt + 7` st)
AMMONITI: Piovani, Zaninelli, Fracassetti (L), Ferretti, Bandirali, Bressan, Rossini, Inacio (P)
ESPULSI: 68` COPPINI (L), 87` FERRETTI (P)
SPETTATORI: 301 (113 paganti + 188 abbonati)

Pavia, la svolta a Lumezzane?

la Provincia Pavese — 16 marzo 2004   pagina 33   sezione: SPORT

 PAVIA. Lo abbiamo ripetuto fino alla noia in questi mesi: il Pavia non è affatto la peggiore squadra del girone A. E con una miglior gestione di risorse forse non eccezionali, ma comunque dignitose, la posizione di classifica ora sarebbe assai diversa. Altrimenti non si vince due volte con il Lumezzane, la seconda forza del girone A. Il gol di Rossini al settimo giro di lancetta di un recupero chilometrico è un segno del destino. Esattamente come quella vittoria per 3-0 ottenuta in autunno a Cittadella. Allora il Pavia aveva dilapidato tanta manna con un punto racimolato nelle successive partite interne contro Pisa e Pistoiese. Stavolta sprecare un simile assist non si può più. Due partite in casa con Novara e Cittadella, in mezzo la trasferta di Busto Arsizio: perdere ancora il filo del discorso sarebbe delittuoso.  Dopo 7 sconfitte in otto partite disputate nel 2004, gli azzurri in un colpo solo hanno vinto sul campo di una grande, hanno ritrovato Inacio goleador e hanno pure dato un colpo di spugna al fatalismo di cui erano ormai preda ogni qual volta gli avversari passavano in vantaggio. Il gol di Sinigaglia stavolta non ha tagliato le gambe al Pavia. Che con Bandirali e Inacio ha sorpassato una prima volta. Quando ancora Sinigaglia, durante il secondo minuto di recupero, ha realizzato il gol del 2-2 poteva finire lì. Per non dire peggio. E invece Rossini, al secondo centro stagionale dopo il «numero» che ha matato il Padova a dicembre, con un tocco al velluto ha messo la palla là dove Borghetto non poteva arrivarci. Fa piacere vedere che per la seconda partita di seguito è stata schierata la difesa «a quattro», addirittura con l’inserimento di Zanardo - che potenzialmente fluidifica assai più di Todeschini - nel cuore della ripresa. Il Pavia ha bisogno come il pane di identità tattica e di continuità nell’applicazione del modulo. Buone notizie arrivano poi da Sciaccaluga e Ferretti, i due pezzi pregiati del mercato di gennaio che per infortuni e squalifiche non erano ancora stati schierati insieme dall’inizio. Peccato che l’ex Livorno sia stato espulso per doppia ammonizione (tra l’altro la seconda l’arbitro poteva risparmiarsela). E contro il Novara Torresani dovrà rinunciare a un’altra pedina importante come Inacio. Però è questo il momento di insistere, di pigiare sull’acceleratore, di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Visto le altre? La Reggiana piccola piccola che aveva fatto bottino al Fortunati all’Epifania (mamma mia, che rabbia!) è andata allo sfascio in casa con l’Arezzo, il Varese è caduto a Cittadella con tanto di esonero per mister Sannino e Pro Patria e Torres hanno fatto pari e patta. Fa rumore il 4-1 esterno colto dal Prato a Pistoia, ma è anche il segno che in questo campionato nessun risultato è scritto in partenza. Questo è stato l’errore più grave e ricorrente degli azzurri: battezzare gli avversari, renderli più forti di quel che effettivamente sono, industriarsi nel predisporre marcature speciali senza acquisire in solidità difensiva e imbevendosi al contrario di timori e freni mentali. Pavia sempre ultimo, insieme alla Pro Patria. La terra promessa della salvezza senza passare dai play out è però a soli due punti (Torres a quota 26). Restano 9 partite. Al Pavia che torna «gasato» da Lumezzane consigliamo di mantenere viva la fiamma dell’entusiasmo. L’ingrediente che è spesso mancato in questa stagione. Domenica arriva il Novara. Se lo ricordano ancora Nordi e compagni chi vinse la volata appena un anno fa? - Stefano Pallaroni

 

Zocchi: vittoria meritata

la Provincia Pavese — 16 marzo 2004   pagina 35   sezione: SPORT

 LUMEZZANE. «Prestazione positiva e successo meritato. Anche se alla fine abbiamo rischiato di non vincere una gara che potevamo chiudere prima». Commenta così Marco Torresani la vittoria a Lumezzane: «Purtroppo stavamo per pagare caro nuovamente i nostri errori, le occasioni le abbiamo avute, ma non le abbiamo sfruttate e il Lumezzane ci stava per castigare. Con l’uomo in più siamo riusciti a trovare ancora più spazi, ci è mancata la precisione».  «L’aver recuperato molti centrocampisti mi ha permesso di schierare finalmente un reparto che ha garantito un buon possesso palla - sottolinea Torresani - Positivo anche lo spostamento di Stocco, anche se deve ritrovare il passo in quel ruolo. Peccato però che l’emergenza continui: Ferretti con l’espulsione sarà squalificato come Inacio e Rossini, avremo problemi quindi soprattutto in attacco». Soddisfazione anche dal direttore sportivo del Pavia, Moreno Zocchi: «Alla fine portiamo a casa tre punti meritati, ma certo questo ci deve insegnare ad essere più cinici. Sul 2-1 abbiamo avuto due o tre occasioni per chiudere la gara e le abbiamo sprecate. Siamo comunque stati bravi a crederci sino in fondo». Soddisfazione, ma anche rimpianti guardando in là: domenica non ci saranno per squalifica Ferretti, Inacio e Rossini: «Tre perdite pesanti, due in attacco di giocatori che hanno fatto gol e Ferretti che ha giocato benissimo al suo rientro in squadra dopo le due giornate di squalifica - commenta il ds azzurro - Peccato, torniamo nuovamente in emergenza, infortuni e squalifiche continuano a sommarsi domenica dopo domenica, il Pavia è in emergenza ormai da due-tre mesi. Vedremo come abbiamo sempre fatto di tirarci su le maniche e di presentarci competitivi per la gara di con il Novara». Amarezza invece in casa Lumezzane, alla vigilia i bresciani speravano di riscattare la sconfitta dell’andata: «Abbiamo tre gol su palle inattive - commenta il tecnico del Lumezzane, Gianfranco D’Astoli -. Dopo il nostro primo gol abbiamo subito troppo, il Pavia ci ha castigato approfittando del troppo spazio che gli abbiamo concesso. Alla fine dobbiamo fare tesoro dei nostri errori, il Pavia come ci era successo all’andata deve rappresentare una svolta per il nostro campionato. Lo spirito giusto è stato quello del secondo tempo e non il modo in cui abbiamo giocato il primo». Pavia, già vincitore all’andata, «bestia nera» del Lumezzane? «Questo Pavia ci è indigesto - ammette amaramente D’Astoli - Probabilmente nel modo di giocare di questa squadra c’è qualcosa che ci mette in difficoltà». (e.v)

 

Piovani esalta gli azzurri «Salvezza alla portata»

la Provincia Pavese — 16 marzo 2004   pagina 34   sezione: SPORT

 LUMEZZANE. «Il Pavia, se continua a giocare con questo furore agonistico, riuscirà a evitare la retrocessione». Parola di Giampiero Piovani, uno che di salvezze se ne intende. Da capitano di una matricola come il Piacenza ne ha conquistate ben due in serie A: «La C1 è una categoria ostica, ma gli azzurri hanno le carte in regola per rimanerci. Per potersi salvare è necessario scendere in campo sempre col coltello fra i denti, come se ogni partita fosse una finale. E poi non bisogna mai dare nulla per scontato, provando a conquistare punti anche in campi sulla carta inespugnabili. Il girone è molto equilibrato e in fondo i giochi sono apertissimi. Può bastare una gara per cambiare il volto di una stagione». Piovani, dopo l’esperienza a Livorno e la parentesi a Lucca, da gennaio si è trasferito a Lumezzane: «Con la maglia della Lucchese quest’anno avevo già affrontato due volte questo Pavia. Pur avendolo battuto, mi aveva sempre fatto un’ottima impressione.

 

Rossini come il Re Mida

la Provincia Pavese — 16 marzo 2004   pagina 34   sezione: SPORT

 LUMEZZANE (Bs). All’inferno e ritorno. Sul campo del Lumezzane secondo in classifica, il Pavia acciuffa all’ultimo istante una vittoria meritatissima, dopo essere stato raggiunto in pieno recupero e aver rischiato un minuto prima la rete della clamorosa beffa. A decidere è stato un gol da cineteca di Mario Rossini, entrato in campo da pochi minuti. Gli azzurri incassano così tre punti pesanti in casa di una squadra fortissima, peraltro già battuta all’andata. Proprio in uno stadio che profuma di serie B, con una struttura imponente e pochi tifosi ma calorosissimi a far da cornice ad una squadra che merita il piano superiore, Nordi e compagni tornano ad assaporare il dolce aroma della serie C1. Prestazioni come quella di domenica dimostrano che il Pavia può starci in questa categoria e che la salvezza non è una chimera: adesso sarà però necessaria la continuità. Contro il Lumezzane come annunciato si è visto un centrocampo a rombo, appositamente architettato per ingabbiare il regista Pietro Strada (ex Parma). Proprio la costante pressione esercitata sul portatore di palla ha consentito di arginare lo strapotere tecnico degli avversari. Il resto lo hanno fatto grinta, audacia e gli episodi. Finalmente tinti d’azzurro.  Il Pavia si presenta con Todeschini esterno basso al posto di Zanardo e il rombo a metà campo, con Stocco vertice basso, Sciaccaluga e Ambrosoni ai lati, Ferretti dietro le punte. I padroni di casa rispondono con un elastico 4-5-1, con le ali Piovani e Centi a supporto dell’unica punta Sinigaglia. La prima vero occasione della partita capita al 14’ ad Inacio che, imbeccato da Ferretti, elude la trappola del fuorigioco, salta Borghetto ma a porta vuota conclude incredibilmente sull’esterno della rete. Un errore pagato a carissimo prezzo. Sul ribaltamento di fronte sono infatti i bresciani a sbloccare il risultato. Il segnalinee assegna un fallo laterale in favore del Pavia ma l’arbitro lo smentisce, Bruni rimette velocemente in gioco per Fracassetti il quale trova un varco nel lato sinistro della difesa azzurra (che nel frattempo stava salendo) e crossa per Sinigaglia, stop e tiro dal limite che vale l’1-0. Nordi e compagni protestano vibratamente ma il gol viene convalidato. La squadra comunque non si disunisce e rialza la testa. E’ il primo indizio di una giornata che si rivelerà speciale. Alla mezzora Gheller effettua una rimessa lunghissima per il capitano che di testa impegna Borghetto. Il Pavia spinge e al 36’ pareggia: angolo di Sciaccaluga per Bandirali, stacco solitario e incornata vincente. Il Lumezzane appare in stato confusionale e allora gli azzurri ne approfittano, passando in vantaggio in chiusura di primo tempo grazie ad un tocco di nuca di Inacio, che anticipa il portiere avversario in uscita. Nella ripresa D’Astoli passa al 4-4-2 inserendo l’attaccante Russo al posto di Dallamano, con Sella che va a fare l’esterno sinistro difensivo. I padroni di casa fanno la partita ma sono ancora gli ospiti in contropiede a rendersi pericolosi. Al 24’ Coppino stende Inacio lanciato a rete e viene espulso. Poco dopo però il brasiliano, tutto solo davanti a Borghetto, fallisce un gol clamoroso. Nel finale l’arbitro caccia anche Ferretti (seconda ammonizione per non aver rispettato la distanza su un calcio piazzato) e gli azzurri si mangiano nuovamente il 3-1 con Rossini. E così al 47’, sugli sviluppi di una punizione di Strada, Sinigaglia raccoglie la respinta di Bressan e sigla il 2-2. Non solo. Un minuto dopo lo stesso attaccante di testa va vicinissimo alla tripletta personale. Ma proprio quando stanno scorrendo i titoli di coda Mario Rossini raccoglie una palla vagante, con un tocco felpato salta un avversario e da posizione defilata incrocia sul palo opposto. Michele Lanati

 

Sciaccaluga, marcia in più

la Provincia Pavese — 16 marzo 2004   pagina 35   sezione: SPORT

 LUMEZZANE. C’è euforia tra i giocatori del Pavia dopo il clamoroso colpaccio compiuto ai danni del Lumezzane. Nell’aria si respira qualcosa di magico. Alcuni esponenti del clan azzurro addirittura, per scaramanzia, preferiscono non rilasciare dichiarazioni. E si godono il trionfo. Accettano invece di buon grado di commentare la partita da poco terminata i nuovi acquisti Charles Ferretti e Paolo Sciaccaluga, grandi protagonisti della partita: «E’ stata una gara incredibile - commenta l’ex centrocampista del Livorno - L’abbiamo vinta con merito ma fino a pochi secondi prima stavamo persino rischiando di perderla. La sorte per una volta ci ha dato una mano. Peccato solamente per la mia espulsione». Che, sommata alle ammonizioni di Inacio e Rossini(per entrambi si tratta della quarta), priverà il Pavia di ben tre giocatori per il fondamentale Pavia-Novara.  Proprio Ferretti, con il suo continuo galleggiamento tra la linea di centrocampo e quella di attacco, ha messo in grande difficoltà il Lumezzane: «Nell’arco della mia carriera ho ricoperto tantissimi ruoli - avverte -, ma questo è in assoluto quello in cui mi trovo meglio, perché mi consente di stare a stretto contatto con la porta avversaria e mi esenta da particolari compiti di marcatura. Inoltre, avendo la possibilità di correre un po’ meno, riesco a dettare l’ultimo passaggio con maggiore lucidità. Comunque, al di la della mia prestazione, credo che tutta la squadra abbia dato prova di grande forza. Ci voleva proprio questa vittoria, per il morale e la classifica. Unica nota stonata della giornata l’espulsione, che mi costringerà a saltare la prossima gara. L’arbitro mi ha ammonito per la seconda volta perché a suo avviso non ero a distanza regolamentare dalla palla, impedendo la ripresa del gioco. Dal campo a dir la verità ho avuto la sensazione che il direttore di gara attendesse un pretesto per ristabilire la parità numerica». Visibilmente soddisfatto anche Paolo Sciaccaluga, che approva l’esperimento del rombo effettuato a metà campo: «Credo che questa formula abbia dato buoni frutti. Ci ha consentito di occupare bene gli spazi, senza concedere terreno all’avversario. Siamo stati molto bravi a contenerli, ripartendo poi velocemente in contropiede. Sinceramente dopo le tante occasioni fallite ho temuto che ci potessero punire. E invece alla fine l’abbiamo spuntata. La mia sostituzione? Ho chiesto il cambio perché avevo accusato un leggero risentimento muscolare e, essendo piuttosto stanco, ritenevo che fosse giusto dare ad un compagno fresco la possibilità di dare una mano alla squadra». Gli altri giocatori azzurri preferiscono astenersi dall’esprimere commenti. L’autore del primo gol Roberto Bandirali e il capitano Omar Nordi tacciono «per scaramanzia». Invece Inacio dice di aver fatto un voto: si sente in Quaresima, parlerà solo dopo Pasqua. (mi.lan)  AMBROSONI. Non sta attraversando un gran momento. Lo si intuisce anche da alcune conclusioni del tutto fuori misura o da giocate non sempre precise. Riesce comunque a stare a galla, non mollando mai e meritando la sufficienza. Generoso: voto 6.