Sulla PP sono stati riportati alcuni stralci di una lettera della Zuppa alla società.
Allego la lettera integrale e la scansione della pagina della PP...


Comincia un nuovo campionato per il Pavia. E stavolta è C2, dopo 4 anni di terza serie ed una retrocessione cocente quanto incomprensibile, nei modi in cui è maturata.
Ci saremmo attesi, dopo le umiliazioni dello scorso anno, almeno un tentativo da parte della società di riavvicinare i tifosi al Pavia.
Non avremmo chiesto la luna, anche se guardandoci in giro ci piace sottolineare l'egregio lavoro di marketing svolto da realtà simili alla nostra, vedi Vercelli e Novara.
Non avremmo voluto nè cercato inutili proclami di pronta risalita in C1, nè ingressi gratis. Solo un pizzico più di attenzione e rispetto per quei tifosi che la scorsa stagione hanno presenziato in casa e trasferta, dando segno di grande attaccamento al Pavia. Nonchè, lasciatecelo dire, dando dimostrazione di una notevole dose di pazienza e di auto-ironia, doti sviluppate in grande quantità lo scorso anno.
Ci saremmo aspettati, questo sì, una campagna abbonamenti seria e maggiormente pubblicizzata, magari con qualche offerta in più per le categorie più svantaggiate (studenti, anziani, famiglie).
Così come avremmo sperato di leggere dichiarazioni della società volte a generare un minimo di entusiasmo, di passione, visto che il calcio è sport e divertimento.

Non pretendiamo nulla, nè lo abbiamo mai chiesto. A chi ci dice che ci è venuta la bocca buona (dopo i play-off per la B), rispondiamo che fino a non molto tempo fa calcavamo orgogliosamente i campetti di Arcene, Trezzo e Gandino. E certo non avremo problemi quest'anno a seguire la squadra a Caravaggio e Mezzocorona.
Quello che invece ci delude profondamente, è invece constatare che gli abbonati dovranno pagare l'esordio casalingo contro il Rodengo Saiano: francamente ci saremmo attesi ben altro.
Infatti, vorremmo sommessamente far notare che siamo l'unica squadra di serie C (delle circa 90) che fa pagare i propri abbonati alla prima giornata di campionato, per di più dopo una retrocessione.
Al di là della secca perdita economica, viene da domandarsi con quale criterio si pensi di riavvicinare i tifosi pavesi con queste scelte di "marketing", che probabilmente sortiranno solo l'effetto di un Fortunati deserto.
Rimaniamo sinceramente convinti che con un po' di collaborazione in più si possa costruire qualcosa di positivo anche nella fredda Pavia.

 

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