ARRIVEDERCI JOSE'!

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Un pezzo di storia che se ne va.
Josč La Cagnina, attaccante del Pavia, ci lascia; andrā alla Cremonese pare per ragioni di bilancio.
E' un giorno triste per tutti coloro che hanno visto in Josč la bandiera del Pavia da 4 anni a questa parte. E sono molti, tra i tifosi pavesi, coloro che lo considerano tale. Gli applausi pių convinti, gli incitamenti pių numerosi, le lodi pių appassionate. Josč in questo era il numero 1, rappresentava ciō che Torresani predica a Pavia da sei anni: impegno, abnegazione, voglia di vincere.
E Josč č cosė dentro e fuori dal campo. Tanto da arrivare a ripetere, in questi ultimi giorni, che voleva a tutti i costi rimanere a Pavia anche al prezzo di partire dalla panchina e di guadagnare meno di quello che avrebbe preso a Ivrea e Cremona.
Non so cosa ne pensino i dirigenti azzurri, ma un giocatore che parla cosė merita una statua davanti al Fortunati. L'attaccamento alla maglia dimostrato da La Cagnina č qualcosa che colpisce, sopratutto in un mondo del calcio sempre pių legato al business e meno ai sentimenti.
Personalmente ho sperato fino all'ultimo che la trattativa con la Cremonese saltasse, credendo di poter rivedere Josč anche il prossimo anno in C1 magari con la fascia di capitano. Sė, perchč gran parte del merito della promozione dello scorso campionato va a lui. Chi pių di lui ha creduto, quel pomeriggio di aprile, nella sconfitta del Novara a Mantova rimanendo sul terreno di gioco a partita finita festeggiando poi con i suoi tifosi? Chi ha dato la carica alla squadra, giocando punta, centrocampista, terzino, quando la partita si metteva in salita?
Chi pių di lui ha giocato, da protagonista, questi quattro anni conquistando due promozioni?
Io credo che Josč abbia dato molto, anche pių di ciō che ha ricevuto. Al di lā della ragioni bilancio o di sfoltimento della rosa, la societā aveva il dovere di valutare questi fatti. Bene ha detto Josč relativamente alla delusione di essere stato prima considerato incedibile, e poi venduto ad una squadra di C2.
Non č cosė che ci si comporta con un giocatore che ha dato tutto per la maglia azzurra. E che rappresentava l'anima della squadra.
Come non ricordare la doppietta di due anni fa con l'Alessandria, la rovesciata di Lissone, il gol al '90 con il Trento ed il Montichiari l'anno scorso.
Ebbene, Josč, io ti saluto e ti auguro le migliori fortune con la tua nuova maglia. Mi auguro ti ritrovarti a Pavia, anche da avversario. Magari segnando un gol: e sarebbe l'unica volta che il Fortunati applaudirebbe il gol di un giocatore "avversario". Ne sono sicuro.
Perchč se la societā dimentica e i giornalisti non hanno speso una parola per difenderti, sappi che i tifosi sono tutti con te e ti ringraziano dei momenti belli vissuti in questi quattro anni stupendi.
Con la certezza che tu sarai sempre "uno di noi".