6 Settembre 

GRIGI SENZA SOLDI???

Finalmente si parte.
Dopo la giornata di sciopero di domenica scorsa, la C2 ha deciso di iniziare la stagione dopodomani in virtù delle rassicurazioni fatte dalla Lega a Macalli.
Il pavia se la vedrà sul campo del Montichiari, squadra che l'anno scorso ha giocato nel girone B e che quest'anno si propone l'obiettivo dei play-off. Partita vera, dunque: gli azzurri, dopo le indicazioni fornite in amichevole e in coppa italia, sono chiamati a fornire una prova di carattere in un match indubbiamente difficile. Così come sarà ancor più impegnativo il prosieguo del campionato con Monza, Mantova e Alessandria da affrontare nell'arco di due mesi.
Ma veniamo a ciò di cui vi voglio parlare. Mercoledì sera, in coppa, l'Alessandria si è presentata a Savona con la squadra Berretti. Pare ci siano problemi per i transfer dei giocatori visto che la società non avrebbe ancora presentato le fidejussioni per dare le necessarie garanzie sugli acquisti fatti.
L'ambiente alessandrino non è stato colto alla sprovvista: è da mesi che si parla di presunte insolvenze della società piemontese. Boiardi e soci hanno sempre smentito queste presunte difficoltà.
Ciononostante, mercoledì sera i titolari non hanno giocato. E questo, dopo tante chiacchiere, è un fatto.
Se la serietà di una dirigenza si vede anche da questo, possiamo attribuire a quella alessandrina una nota di biasimo: è vero che probabilmente tutto si sistemerà, ma è anche vero che la situazione non è più così rosea come all'inizio, e alcuni giocatori si saranno sicuramente pentiti di aver cambiato maglia.
D'altronde, assicurare a livello di serie C contratti principeschi, non è facile per nessuno.
Se ad Alessandria, dove credono di essere i migliori, si verificano queste cose, è perchè la società, a dispetto di ciò che sembra in apparenza, non è matura e responsabile.
Boiardi, come i suoi collaboratori, ha rilasciato molte interviste in questo periodo, al fine di rassicurare tutti. Evidentemente non diceva tutta la verità; è chiaro che la situazione, in capo alla dirigenza piemontese, non è serena come dovrebbe essere. 
Cionondimeno, tutto ciò si ripercuoterà sulla squadra: quando viene a mancare la necessaria fiducia tra le parti è ovvio che anche i risultati ne risentano.
Prendo ad esempio l'Alessandria ma perchè non citare il caso del Novara, il cui Presidente Mastagni ha portato la squadra in ritiro in Bulgaria (sic!) in luoghi che definirei da terzo mondo se non fosse che in giro ne vediamo di peggio.
Alla fine, la morale è sempre quella: non fare il passo più lungo della gamba. E, in piemonte, specialmente a Novara e Alessandria che si credono l'ombelico del mondo, manca la necessaria umiltà per capirlo.
Il Pavia, invece, continua la sua stagione lavorando come dalle nostra parti si è sempre fatto da quando c'è Calisti al timone: con serietà ed impegno, ben consci di essere, sulla carta (ma solo su quella...) inferiori
a squadroni costati una cifra, ma che stanno già mostrando le prime crepe.
A mio avviso, se vorremo sperare in qualcosa di più, la soluzione è scommettere sui giovani.
L'imperativo, ormai, è puntare sul settore giovanile e sperare che ogni anno crescano un paio di ragazzi in grado di giocare in prima squadra per essere valorizzati e coprire quindi le sempre maggiori spese che gravano sulle società professionistiche.
Un vivaio capace di diventare il serbatoio della prima squadra sarà a breve indispensabile, senza contare l'orgoglio di poter dire che nel Pavia giocano ragazzi pavesi.
Certo, questa è una strada diversa rispetto a chi vuole vincere tutto e subito: ma, alla lunga, la forza del vivaio sarà l'unica arma a nostra disposizione. E non è un'utopia: senza scomodare l'Atalanta o il Torino,
ci sono realtà affermate come quelle di Brescia, Cremona, Verona, tutte società che investono sui giovani e traggono benefici notevoli dalla loro valorizzazione.