COMO-PAVIA-0-0



Data: 6/4/2005 Ore: 18.00 Stadio: Giuseppe Sinigaglia (Como)
COMO: Gori, Santacroce (88` Grassi), Mariani, Colombo A., Pedotti, Di Fabio, Cigardi, Carotti, Fummo (68` Fabiano), Graziano (54` Rosso), Bressan - ALL. Simone Boldini
PAVIA: Bressan, Bandirali, Fasano, Urbano, Preite, Cardamone (57` Chiaretti), Gambadori, Papini (59` Todeschini), Ciullo (81` Ceccarelli), Sciaccaluga, Zizzari - ALL. Marco Torresani
ARBITRO: Maurizio Ciampi M. (Roma 1)
RECUPERO: 6 minuti (2` pt + 4` st)
AMMONITI: Colombo A., Pedotti, Cigardi (C), Gambadori, Preite (P)
ESPULSI: 94` BANDIRALI (P)
SPETTATORI: 950 (524 paganti + 426 abbonati)

Doveva vincere il Pavia per credere ancora nel primo posto. Così non è stato. Il pari maturato al Sinigaglia fa lentamente morire le speranze e dà il via libera alla Cremonese, oggi salita a +8 (con una gara in più).

Rimane solo la matematica a questo punto, ma fare calcoli sarebbe sbagliato. Come sarebbe sbagliato pensare che i 7 punti che ci dividono dal Frosinone siano un divario che ci possa dare tranquillità.

A Como si è visto il Pavia di queste ultime settimane. Attenti sul piano difensivo, valido a centrocampo, ma terribilmente sterile in avanti, dove le punte di movimento ne fanno veramente poco.

Poco movimento uguale pochi spazi, seppure in una partita nella quale il Como, a tratti, lasciava giocare.

Certo è che le fasce non sono mai state sfruttate. Complice la giornata negativa di Fasano e l'uscita a metà gara di Cardamone.

Nonostante questo quadro a tinte fosche, le occasioni sono capitate: ben 3 e nitidissime. Tutte sbagliate grossolanamente da Zizzari, Ciullo ed infine Chiaretti.

Una gara, insomma, che avrebbe potuto vederci vincitori, ma è chiaro che là davanti qualcosa si è inceppato.

Torresani per la gara coi lariani schiera il solito 3-5-2 con l'unica assenza di Gorini (sostituito da Urbano). Qualche malanno ancora da smaltire per Papini, che però è in campo regolarmente.

La gara inizia bene per gli azzurri che provano un paio di affondi. Zizzari non riesce ad intervenire su un cross di Fasano. Poi ci prova il Como da fuori, ma il tiro di Cigardi termina a lato senza pretese. Al 18' arriva la prima vera occasione della partita: Papini ruba palla sulla trequarti, si invola verso l'area, dribbla un difensore, si accentra e conclude di destro: ottima parata di Gori.

Intanto si nota come i lariani picchino senza tanti riguardi. Ne fa le spese Sciaccaluga, colpito durissimo da Pedotti (ammonito). Comunque il Pavia mantiene il pallino del gioco ma Ciullo e Zizzari, come detto, creano pochi spazi. Cardamone, sulla sinistra, è l'unico a non dare riferimenti fissi alla difesa lariana, ma anche lui viene trattato con un certo "riguardo" da Santacroce.

Nel primo tempo, l'arbitro sorvola su altri due falli da cartellino giallo: uno su Ciullo che viene trattenuto per la   maglia, un altro su Gambadori colpito duro e costretto ad uscire per qualche minuto.

Al 40', punizione dal limite con Sciaccaluga che calcia a lato di poco ma il tiro è troppo debole.

Poi, al 44', altra occasionissima: Sciaccaluga dal limite tenta il tiro che, smorzato da un difendente, capita sui piedi di Zizzari. L'11 pavese, solo in area, controlla male e consente a Gori di intervenire.

La ripresa si apre con un Como più spavaldo ed un Pavia che fatica a costruire gioco. Di gioco se ne vede in effetti ben poco e Torresani cerca di dare la sveglia con un doppio cambio: entrano Todeschini (per Papini) e Chiaretti (per Cardamone).

Al 15' altro errore clamoroso. Todeschini se ne va sulla destra, prova un diagonale che Gori respinge proprio sui piedi di Ciullo, appostato solo soletto nell'area piccola.

Il bomber azzurro scivola proprio al momento di concludere e l'occasione viene vanificata.

Dopo 10 minuti è Chiaretti a combinarne un'altra. Su cross di Aldone, Zizzari e Ciullo saltano insieme, la palla viene spizzicata sulla sinistra dove Chiaretti può concludere senza problemi: il tiro è alle stelle.

Insomma, pur giocando male, basterebbe avere un minimo di precisione sottoporta ma evidentemente non è proprio giornata.

Il Como trova a centrocampo degli spazi per incunearsi, ma non riesce a sfruttarli.

Da segnalare un tiro di Di Fabio al 34' con Bressan chiamato all'unico vero intervento difficile della giornata.

Poi Sciaccalga su angolo coglie la traversa (ma Gori era lì).

Nel finale si gioca per lo più a tamburello. Tanti palloni gettati in avanti, dove però Chiaretti e Zizzari (Ciullo intanto è sostituito dal Cecca) fanno ben poco e vengono sovrastati.

C'è spazio solo per una reazione di Ceccarelli che poteva costargli l'espulsione e per un rosso, che nessuno ha capito, all'indirizzo di Bandirali, reo di un fallo da tergo (e qui termina lo show personale di Ciampi).

In buona sostanza, un Pavia con poche idee, ma che avrebbe potuto portare a casa agevolmente la gara contro un Como apparso ben poca cosa. Il solo Fummo, tra i comaschi, ha dato un pizzico di imprevedibilità al gioco offensivo (supportato da un discreto Graziano). Per il resto tanti calci, specialmente da Pedotti e Carotti all'indirizzo dei nostri.

L'attacco non funziona. Troppo lento e prevedibile il Pavia da metacampo in su. Eppure le occasioni non sono mancate e sarebbe bastato un gol per prendere il volo.

Cosa salvare di questo pomeriggio? Io credo la prestazione di Urbano che non ha fatto assolutamente rimpiangere Gorini. Personalità da vendere, piedi tutto sommato buoni e i "tempi" giusti del marcatore.

Il solito Aldone, cuore e anima degli azzurri. Sciacca che ultimamente predica un po' troppo nel deserto (ma ogni tanto dovrebbe contare fino a 10...).

Chi è mancato? Sicuramente l'attacco: Ciullo grande delusione. Passeggia per il campo, sbaglia un gol fatto ed in generale incide poco o nulla. Zizzari, senza di lui, pare spaesato. Pure lui si mangia un'occasione incredibile, ma i piedi sono quello che sono.

In difficoltà pure Fasano: oggi molto peggio del solito. Nullo in fase offensiva (unico cross pervenuto al 2' del primo tempo, poi più nulla), se possibile sottozero in difesa, dove spesso si fa anticipare e viene saltato dal diretto avversario.

Papini, pur in condizione fisica tutt'altro che buona, ha giocato ben al di sotto del suo standard. E così Sciaccaluga ha dovuto, nuovamente, cantare e portare la croce.

Il pari di oggi, per concludere, pesa. E parecchio.

Il distacco dalla Cremonese pare incolmabile e lunedì sera arriva al Fortunati una Pistoiese in grandissima forma.

Importante sarà rivedere in attacco quel gioco, quelle geometrie che ci hanno consentito, nel girone di andata, di andare a rete con una certa facilità.

E cominciare a pensare, purtroppo, agli spareggi.