CANAVESE-PAVIA-2-1

CANAVESE (4-4-2): Pozzato 5.5; Conrotto 6.5, Vettori 6.5, Carretto 6, Riggio 6; Girasole 6 (84' Berger s.v.), Russo 7, Casisa 6.5, Ottonello 7 (92' Pagliarulo s.v.); Ghezzi 6.5 (79' Koffi 6), Bachlechner 7.
(a disp.: Merlano, Falomi,Santoni, Curcio)
All. Luca Prina 6
PAVIA (4-4-2): Mandrelli 6; Daffara 5, Fogacci 6, Acerbi 6, Visconti 5 (62' Bonacina 6.5); Ferrini 6, D'Amico 6, Thomas 6 (57' Ferretti 6), Boldrini 4.5; Carbone 5.5, De Vincenziis 4.5 ( 75' Ricci 6).
(a disp.: Facchin, Caracciolo, Gatto, D'Errico)
All.: Amedeo Mangone 5
NOTE: giornata fredda e piovosa, campo pesante e fangoso in pessime condizioni.
Spettatori: 300 circa per un incasso ufficialmente non comunicato.
Ammoniti: 18' Carbone (Pv), 44' Russo (Ca); 56' Ferrini (Pv); 89' Fogacci (Pv), 92' Casisa (Ca)
Recupero : 1' pt; 5' st
Corner: 7-2 per il Pavia
Arbitro: sig. Zonno di Bari 6 ( sig. Palusco di Vicenza 6; sig. Deriù di Trento 6)
Marcatore: 23' D'Amico (Pv); 39' Ghezzi (Ca); 44' Bachlechner (Ca).

Il Pavia esce ancora sconfitto dalla sua sesta trasferta di questo campionato. Questa volta il regalo viene a tutto vantaggio di una Canavese che esce dalla zona play-out facendo suo un incontro dove la volontà, al solito, ha avuto ragione sul resto. Gli azzurri non hanno ancora capito che per vincere in questa categoria c'è bisogno di grinta, determinazione, sacrificio, anche e soprattutto contro squadra più deboli che fanno dell'agonismo la propria forza.
Peccato perchè per l'ennesima volta ci troviamo a commentare punti persi; punti che ci avrebbero permesso di iniziare una timida ma incontestabile fuga rispetto agli avversari. Certo è che se i ragazzi di Mangone non hanno ancora capito con quale mentalità si deve scendere in campo in trasferta, viene da chiedersi come faranno ad acquisirla, considerando che siamo ormai ad un terzo di campionato e non si vedono avvisaglie in tal senso.
Anche a San Giusto, paesino sperduto e campo sportivo da prima categoria, abbiamo assistito alla solita musica domenicale: molli, supponenti, quasi certi di poter vincere senza dare il 100%. E il gol dello 0-1, segnato da Pato con un tiro da fuori senza tante pretese, aveva anchesì messo la gara sui giusti binari. Poi però i padroni di casa accelerano e, quando lo fanno, ci mettono in difficoltà. Soprattutto sulla fascia destra, dove Daffara in fase difensiva mostra evidenti problemi. I cross per i gol della Canavese arrivano infatti dalla sua parte e i bravi Ghezzi e Bachlechner non si fanno pregare troppo. Il primo realizza con una girata sottoporta, il secondo con un perentorio colpo di testa, anch'esso sotto misura e con Mandrelli incolpevole.
Nella ripresa il Pavia ci mette 15' buoni prima di capire come deve attaccare i rosso-blu. E le nostre migliori azioni coincidono con l'ingresso in campo di quel fenomeno che è Ferretti. Il giocatore ex-Cesena entra infatti al 57' per giocare l'ultima mezz'ora, ma da tifosi non capiamo quale sia il suo problema, considerando che ha giocato senza dare l'impressione di avere malanni fisici tali da farlo partire, come al solito, dalla panchina.
Il forcing finale produce alcune occasioni che avrebbero potuto ristabilire la parità ma evidentemente non era proprio giornata.
Nel complesso una domenica da dimenticare, che ci lascia sgomenti in quanto gli 11 schierati a San Giusto erano gli stessi che avevano incantato contro lo Spezia. Seve una sterzata, quindi, ma di quelle decise. Si è vista troppa gente trotterellare in mezzo al campo, mentre gli avversari correvano. E, così facendo, vincere diventa cosa difficile, anche con le ultime della classe.

 

Pavia, c è ancora il mal di trasferta

la Provincia Pavese — 10 novembre 2009   pagina 48   sezione: SPORT

 SAN GIUSTO CANAVESE. Dopo il Legnano, il Pavia riesce a resuscitare anche il Canavese, che nelle ultime tre gare casalinghe aveva sempre perso, e pure nettamente. La sindrome da trasferta colpisce ancora gli azzurri, incappati nel terzo ko consecutivo lontano dal Fortunati. E stavolta con l’aggravante che Carbone e compagni passano pure in vantaggio, ma alla fine del primo tempo, nel giro di sei minuti, subiscono l’uno-due dei piemontesi dal quale non riescono più a riprendersi: quando il Pavia, nella seconda metà della ripresa, tenta con più convinzione la rimonta, è ormai troppo tardi.  A quel punto, infatti, la grande buona volontà deve fare i conti con lucidità ed energie che iniziano a scarseggiare dopo una gara giocata a fare lo slalom tra le pozzanghere. Ma il campo pesante può essere solo una debole attenuante per una squadra abituata a giocare palla più di quanto facciano in media le altre del girone. E quest’altra sconfitta del Pavia nemmeno può essere archiviata come una conferma del comportamento da Dr. Jekyll e Mr. Hyde (rullo compressore in casa, poco grintosa e a tratti ingenua fuori).  Lo straordinario filotto al Fortunati ha soltanto nascosto una lacuna del Pavia, vale a dire la scarsa incisività in attacco e l’incapacià di rovesciare le gare che si mettono male. Lacuna che appunto in casa è stata mascherata da una fase difensiva finora impeccabile, che al contrario in trasferta soffre di amnesie talvolta fatali.  Tuttavia non bisogna dimenticare che il Pavia, nonostante la sconfitta, resta primo in classifica: unico aspetto positivo della trasferta piemontese, ma tutt’altro che trascurabile.  La gara, nonostante l’acqua in campo, viene giocata a buon ritmo dalle squadre, ma come è lecito aspettarsi gli scivoloni sono molto più numerosi delle occasioni create. Il vantaggio del Pavia, al 23’, arriva in maniera abbastanza casuale. D’Amico dai venti metri fa partire un tiro che non pare irresistibile ma sulla traiettoria De Vincenziis (che davanti fa coppia con Carbone, vista l’indisponibilità totale di Pavoletti e quella parziale di Ferretti) si abbassa e il suo movimento inganna il portiere Pozzato, che giudica la palla fuori: invece la sfera rotola sul palo e si infila.  Al 32’ potrebbe arrivare il raddoppio: passaggio filtrante per Carbone, sul filo del fuorigioco, ma a tu per tu con Pozzato il capitano mette al lato. Il Canavese non sta a guardare e pareggia dopo un’ingenuità di Daffara, che non spazza: Ottonello ne approfitta e crossa basso, Ghezzi spalle alla porta controlla di sinistro, si gira e di destro fulmina Mandrelli. Lo stesso Ottonello al 44’ potrebbe fare 2-1, ma il suo sinistro a giro si spegne al lato. Il vantaggio arriva però un minuto dopo: ancora da sinistra Ottonello, in mezzo Bachlechner di testa, da due passi, ha il tempo per mirare e schiacciare in rete. Insomma, ai primi affondo ben portati dal Canavese la difesa del Pavia - così solida al Fortunati - si fa infilare con facilità. Il vantaggio a metà gara dei padroni di casa non fa una piega.  Il Pavia prova a recuperare nella ripresa, ma solo con l’ingresso di Ferretti e Bonacina la manovra si fa più incisiva. Il Canavese però è ben chiuso dietro e fa quello che probabilmente avrebbe dovuto fare il Pavia dopo il vantaggio, viste le condizioni del terreno: palla lunga e avanti, per poi richiudersi ad azione sfumata. Solo nella parte finale il Pavia esercita una pressione che sembra in grado di far capitolare Pozzato. L’occasione buona arriva al 38’, quando Bonacina buca la difesa pescando Carbone tutto solo, il controllo di petto è perfetto ma al momento di battere a rete il capitano scivola su una pozzanghera e il portiere del Canavese riesce a salvarsi in uscita. Poi ci provano ancora Bonacina e Carbone da fuori, le conclusioni, deviate, non vanno distanti dal palo. Il Canavese è un po’ in affanno ma resiste all’ultimo assalto azzurro.  Domenica si torna a giocare in casa, per fortuna. Ma c’è l’Alghero, squadra ostica, che ha riagguantato Pavia e Rodengo in testa. - dal nostro inviato Luca Simeone

 

 

Un ko difficile da spiegare

la Provincia Pavese — 10 novembre 2009   pagina 49   sezione: SPORT

SAN GIUSTO CANAVESE. Solo in curva il Pavia è stato superiore al Canavese. Una trentina i supporter azzurri che hanno sfidato il maltempo, qualcuno in più dei tifosi blugranata di casa. A fine gara c’è anche l’applauso al Pavia, almeno per l’impegno. Invece all’uscita dallo spogliatoio i volti della squadra hanno l’espressione di chi non riesce a capacitarsi di come il Pavia abbia potuto perdere questa gara. Come guarire dal mal di trasferta? La cura non è stata ancora individuata.  «Abbiamo cercato di giocare almeno nel secondo tempo - dice il tecnico Amedeo Mangone - il Canavese però aveva più intensità e voglia. Ci siamo svegliati tardi e ora siamo qui a commentare l’ennesima delusione. Dopo due vittorie consecutive in casa forse pensavamo di essere diventati bravissimi. Invece dopo il vantaggio siamo stati un po’ presuntuosi. Abbiamo perso dopo essere andati in vantaggio? Sono tutti elementi che fanno pensare, che andranno esaminati prima possibile». Ora c’è l’Alghero, tornato al primo posto dopo il successo contro la Sambonifacese. «Ma il problema è di motivazioni a giusto atteggiamento - ribatte Mangone - a prescindere dal fatto che l’avversario si chiami Canavese o Alghero».  Un atteggiamento, quello in trasferta, che anche i giocatori hanno difficoltà a spiegarsi. «Abbiamo subito questo uno-due in pochi minuti, in entrambi i casi dopo palle perse a centrocampo - è l’analisi di Francesco Acerbi - ma abbiamo commesso errori anche noi centrali. Nel secondo tempo li abbiamo messi nella loro metà campo, abbiamo anche avuto delle occasioni, ma non siamo riusciti a segnare. L’unico rimedio è cercare di migliorarci giorno per giorno, ora pensiamo a rifarci con l’Alghero».  E guarda già avanti, cercando di mettersi alle spalle quest’altra delusione in trasferta, Patricio “Pato” D’Amico. «La squadra è giovane e manca di continuità - dice l’autore del temporaneo vantaggio del Pavia - ma la classifica resta ottima: nonostante tutto possiamo dire che le cose vanno bene perché restiamo in alto. Certo, abbiamo sprecato un altro jolly, ma io resto molto orgoglioso di appartenere a questa squadra. Dobbiamo continuare a lavorare finché non troveremo la soluzione a questo problema che abbiamo nelle gare esterne».  Anche per Ivan De Vincenziis è difficile capire cosa è successo: «Onestamente non riesco a darmi una spiegazione. Tornavo nel mio ruolo, quello di punta, ma con molti lanci lunghi per me era difficile giocare. Il campo pesante forse ci ha penalizzato, ma non è per questo che abbiamo perso».  Anche Andrea Ferretti sottolinea: «Con questo campo pieno di pozzanghere le squadre si affidavano soprattutto a lanci lunghi e di gioco se n’è visto poco. I due gol loro alla fine del primo tempo ci hanno un po’ tagliato le gambe, ma nel secondo tempo si poteva anche pareggiare. Comunque, la prossima partita deve essere quella più importante per noi».  Ovvia la soddisfazione del Canavese. «Oggi i ragazzi hanno veramente buttato il cuore oltre l’ostacolo conquistando la vittoria con merito - ha dichiarato mister Prina - l’atteggiamento tattico è stato impeccabile». (l.si.) - dall inviato

 

Senza Titolo

la Provincia Pavese — 10 novembre 2009   pagina 49   sezione: SPORT

   LE PAGELLE Carbone è generoso   Mandrelli 6 . C’era poco da fare suoi due gol del Canavese. Per il resto, di fatto non è mai impegnato. Negli ultimi due minuti lascia la porta per tentare l’avventura nell’area di rigore avversaria, senza fortuna.   Daffara 5.5. Dalla sua parte nascono gli assist per i due gol del Canavese. Continua a non convincere in fase difensiva. Ultimo scampolo di gara da laterale di centrocampo.   Fogacci 6. Spazza via senza pensarci, e viste le condizioni del terreno fa bene. Ha qualche responsabilità però sui gol del Canavese.   Acerbi 6. Imbattibile nel gioco aereo, eccetto nell’azione del secondo gol quando Bachlechner è libero di incornare da distanza ravvicinata.   Visconti 5.5 Inizia discretamente ma poi cala nella ripresa e Mangone lo richiama in panchina.  dal 18’ st Bonacina 6. Il suo ingresso, con quello di Ferretti, dà più incisività alla manovra. Suo l’assist a Carbone per la clamorosa palla gol del 38’, come pure alcune conclusioni da fuori. Dimostra che in questa squadra può trovare spazio.   Boldrini 5. Un campo del genere non è certo fatto per lui, ma ci mette del suo intestardendosi alla ricerca del dribbling. Un passo indietro rispetto a sette giorni prima.   Thomas 5.5 Non è una delle sue migliori partite e quando si tratta di tentare di riacciuffare il risultato serve un elemento più offensivo.  dal 12’ st Ferretti 6. Dà certamente più peso all’azione offensiva, avesse potuto giocare dall’inizio (veniva da un problema muscolare) forse le cose sarebbero andate diversamente.   D’Amico 6.5. Trova il gol, anche se in maniera un po’ fortunosa. Lotta nell’acquitrino, ma con intelligenza, poi anche lui accusa la stanchezza.   Ferrini 6. Presidia la sinistra senza troppi affanni ma dando anche poco in fase offensiva. Con i cambi della ripresa va a fare il terzino.   De Vincenziis 5.5 . Torna a fare la punta, ma non è certo la sua gara visto che la palla a terra si gioca poco.   Ricci sv. Cerca di dare il suo contributo nell’arrembaggio finale.  Carbone 6. Gli capitano le due occasioni-gol per gli azzurri: nel primo caso sbaglia lui, nel secondo è tradito da una pozzanghera. Comunque generoso, anche in copertura.   Canavese : Pozzato 5.5; Conrotto 6, Carretto 6.5, Vettori 6.5, Riggio 6; Casisa 6 (Pagliarulo sv), Russo 7, Girasole 6 (Berger sv); Ottonello 7; Bachlechner 6.5, Ghezzi 6.5 (Koffi sv).