ALTO ADIGE-PAVIA-1-1

ALTO ADIGE (4-1-4-1): 1 Zomer; 2 Brugger, 5 Kiem, 6 Cascone; 4 Bacher; 7 Campo, 8 Cerchia (25’ st 15 H. Fischnaller), 10 Scavone (44’ st 18 M. Fischnaller), 11 Fink (25’ st 16 Polito); 9 Albanese. A disposizione: 12 Mair, 13 Ortolan, 14 Zullo, 17 Pfitscher). All. Alfredo Sebastiani.   

PAVIA (4-4-2): 1 Mandrelli; 2 Ricci (1’ st 16 Stefanini), 5 Acerbi, 6 Fogacci, 3 Visconti (35’ st 18 De Vincenziis); 11 Boldrini, 4 Thomas (15’ st 14 D’Amico), 8 Bonacina, 7 Ferrini; 9 Ferretti, 10 Carbone. A disposizione: 12 Facchin, 13 Caracciolo, 15 Gatto, 17 Pavoletti. All. Amedeo Mangone.

ARBITRO : Giorgetti di Cesena. RETI : 23’ pt (rig) Scavone, 6’ st Ferretti.

NOTE : recupero 1’ e 4’, calci d’angolo 5-3 per il Pavia (primo tempo 3-0). Ammoniti: 22’ pt Ricci (gioco falloso), 31’ pt Cascone (gf), 8’ st Ferrini (gf), 22’ st Boldrini (comportamento non regolamentare).

Cuore Pavia, punto d'oro a Bolzano

la Provincia Pavese — 07 dicembre 2009   pagina 30   sezione: SPORT

  BOLZANO. Se non proprio guarito, il Pavia è sulla strada giusta per scrollarsi di dosso la sindrome da trasferta, ultima zavorra verso la definitiva legittimazione delle sue ambizioni di primato. Lo attesta il pareggio conquistato ieri, con pieno merito, a Bolzano, sul campo di un Alto Adige ancora imbattuto in casa. Un Pavia che ha sofferto nel primo tempo, quando sono sembrati materializzarsi di nuovo i fantasmi del suo male cronico, ma protagonista di una ripresa di notevole spessore, sublimata dal gol del pareggio di Ferretti, vicino in pieno recupero anche al clamoroso raddoppio.  L’1-1 conclusivo rimane, comunque, un risultato più che soddisfacente, specie se analizzato alla luce degli ulteriori progressi sul piano del gioco, rispetto alla prova già positiva di Rodengo, e del carattere della squadra, capace per la prima volta in stagione di rimontare lo svantaggio iniziale. Il Pavia cede proprio ai bresciani e al Legnano il primato, ma ora il calendario gli sorride, proponendo le sfide casalinghe di fila con Pro Sesto e Valenzana.  Mangone ripropone in avvio lo stesso undici che ha travolto il Carpenedolo, con Ricci laterale destro di difesa, Bonacina al fianco di Thomas e la coppia d’attacco Carbone-Ferretti; Alto Adige con Bacher centromediano davanti alla difesa e i quattro centrocampisti in linea a supporto dell’unica punta Albanese. Il Pavia comincia guardingo, bolzanini più intraprendenti. Bello il colpo d’occhio dello stadio Druso, circondato da montagne già spruzzate di neve, mentre il centro città è preso d’assalto dai patiti dei mercatini natalizi. Sembra profilarsi subito una partita di sofferenza per gli azzurri, troppo contratti e rintanati nella propria metà campo. Non che l’Alto Adige faccia sfracelli, però dà l’impressione di avere più voglia e di cercare con maggiore insistenza il gol, e quell’Albanese là davanti, tipo tracagnotto ma veloce, tiene in apprensione la difesa ospite. I padroni di casa si affacciano per due volte in area al 9’ e al 10’, il Pavia replica al 13’ ma l’assist di Carbone pesca Boldrini in fuorigioco. La squadra di Mangone fatica a centrocampo, con Bonacina sotto tono e Thomas che viaggia a sprazzi. Altoatesini in vantaggio al 22’: passaggio filtrante in area per Albanese, Ricci in recupero tocca la palla ma anche il piede dell’attaccante biancorosso (nel dopogara il difensore ammetterà con franchezza che il fallo c’era), per l’arbitro cesenate Giorgetti è rigore che Scavone trasforma. La reazione azzurra è tutta in un colpo di testa di Ricci (35’), che raccoglie un corner di Carbone e chiama Zomer a un mezzo miracolo per la deviazione.  L’intervallo serve a Mangone per scuotere i suoi ragazzi e il Pavia che torna in campo nella ripresa ha tutto un’altra sostanza. Ricci, atteso a Taranto per la convocazione nell’Under 20, fa la doccia anzitempo, al suo posto c’è Stefanini che ripaga la fiducia del mister con un cross perfetto per Ferretti, che di testa con una traiettoria beffarda batte un immobile Zomer (6’). Un minuto più tardi, Albanese spara alle stelle a un passo dalla linea di porta. Ma è l’ultima fiammata dell’Alto Adige. Da quel momento, si vede soprattutto il Pavia, pericoloso al 12’ ancora con Ferretti, liberato da un’iniziativa di Carbone, ma la sua incornata è troppo centrale. Brivido al 33’, il cross radente di Albanese attraversa l’intero specchio della porta senza che nessuno intervenga per la zampata vincente. Mangone non si accontenta del pari, pure prezioso, e getta nella mischia anche De Vincenziis, per un Pavia a trazione anteriore. Ivan vivacizza la manovra sulla fascia sinistra, ci prova dal limite al 38’, palla fuori di un soffio, e nel recupero con un’altra conclusione di poco a lato.  I minuti finali sono un monologo azzurro. Ancora lo scatenato Ferretti fa gridare al gol al 94’, con un tiro ad effetto scagliato all’interno dell’area che lambisce il palo. Poi non c’è più tempo. Il Pavia rinvia l’appuntamento con la prima vittoria esterna, ma si consola con un punto pesante, che chiude positivamente il ciclo di ferro. - dal nostro inviato Roberto Lodigiani

«E un Pavia in crescita»

la Provincia Pavese — 07 dicembre 2009   pagina 31   sezione: SPORT

  BOLZANO. «Finalmente siamo riusciti a rimontare uno svantaggio, ma è un vero peccato aver regalato un tempo all’Alto Adige». Due considerazioni con cui Amedeo Mangone sintetizza la bella reazione del Pavia, che a Bolzano ha subito nel primo tempo l’avvio più deciso degli avversari per poi nella ripresa diventare padrone del campo: «Sapevamo che l’Alto Adige parte sempre forte e ci avrebbe aggredito sin dal primo minuto - ammette il tecnico azzurro - Peccato perché pur concedendo poco come occasioni, il rigore del loro vantaggio e non più di uno o due tiri in porta, abbiamo affrontato i primi 45’ non con la determinazione che ci voleva. Nell’intervallo ho alzato la voce e spronato la squadra ad una reazione che c’è stata. E’ arrivato immediatamente il gol del pareggio e poi il Pavia ha spinto fino all’ultimo minuto di recupero quando abbiamo sfiorato la vittoria con la conclusione di Ferretti. Ma anche prima abbiamo creduto nella possibilità di portare a casa i tre punti con altre occasioni. L’avevo detto anche alla vigilia - ricorda Mangone - Più che gli avversari temo nel bene e nel male la mia squadra. Purtroppo accade che in trasferta ci concediamo pause come nel primo tempo e poi per fortuna abbiamo dimostrato di ricordarci delle nostre possibilità e lo si è visto».  Protagonisti degli episodi decisivi della gara Andrea Ferretti e Luca Ricci, i due giocatori arrivati a fine agosto in via Alzaia dal Cesena. Il centravanti ha realizzato il suo quarto gol stagionale e sfiorato la doppietta personale che avrebbe meritato per l’ottima prova personale. «Sul gol del pareggio c’è stato un bel traversone di Stefanini, io ero sul secondo palo e ho cercato di colpire di testa per mandare dalla parte opposta e sorprendere il loro portiere - racconta Andrea Ferretti - Lui ha avuto un’esitazione fintando l’uscita, poi cercando di arretrare sulla linea di porta ed è scivolato. Peccato invece per il tiro allo scadere, la palla ha scheggiato il palo esterno a portiere battuto: sarebbe stato il massimo». Un Ferretti soddisfatto della sua prestazione? «Sono convinto di poter far bene e in queste ultime giornate lo sto dimostrando - ribadisce il centravanti azzurro - Peccato per il primo tempo sottotono rispetto alla ripresa. C’è stata una reazione d’orgoglio. Siamo rientrati dagli spogliatoi convinti di poter far bene, di recuperare lo svantaggio e ci siamo riusciti. Bene anche l’innesto di Stefanini che ci ha dato subito più spinta sulla fascia mettendo oltre al traversone-assist per il mio gol anche altri buoni palloni. Un Pavia che torna da Bolzano con la consapevolezza di poter chiudere bene l’annata nelle prossime due gare casalinghe».  Meno brillante di altre occasioni Luca Ricci che lascia lo stadio Druso con la valigia per raggiungere già in serata Taranto dove domani sarà impegnato con la Nazionale Under 20 contro la Germania. E su questo argomento vuole subito spazzare dubbi: «Probabilmente non sono riuscito ad esprimermi come in altre occasioni ma avevo in testa solo Alto Adige-Pavia e non altro - ribadisce subito Ricci - Sul rigore posso dire che si poteva dare o meno. Il contatto c’è stato nell’uno contro uno e il loro attaccante è andato giù. Che non fosse gioranta positiva per me l’ho capito poco dopo quando ho staccato bene di testa sul calcio d’angolo di Carbone che già nel primo tempo poteva darci il pareggio: il loro portiere d’istinto è volato a togliere la palla da sotto la traversa. Poi nell’intervallo il mister ha deciso di dare più spinta sulla fascia inserendo Stefanini e sono uscito. Mi spiace poi che domenica non ci potrò essere: ero diffidato e con l’ammonizione per il fallo del rigore sarò squalificato».  Cristian Mandrelli, come sempre attento, ha svolto un lavoro principalmente di ordinaria amministrazione, offrendo la solita sicurezza fra i pali per la difesa azzurra. «Oggi il Pavia ha disputato una delle migliori gare esterne della stagione, dimostrando di sapere reagire e recuperare allo svantaggio e per la prima volta ce l’abbiamo fatta - dichiara il portiere azzurro - Peccato poi aver subito il gol su rigore proprio nel momento del primo tempo in cui, dopo un po’ di affanno iniziale stavamo uscendo bene e incominciando a giocare come sappiamo». - Enrico Venni

Schwoch, sempre il Pavia nel cuore «Ma in trasferta deve crescere»

la Provincia Pavese — 02 dicembre 2009   pagina 43   sezione: SPORT

  PAVIA. L’amico Carbone lo aspetta domenica a Bolzano. Dove Stefan Schwoch è di casa, perchè ci è nato (il 19 ottobre 1969) e ci vivono ancora i genitori. «Ringrazio Benny per l’invito - replica lui - Potrei esserci davvero, dopo tutto il Pavia mi è rimasto nel cuore».  L’ex azzurro, protagonista di due grandi stagioni in C2 con il Pavia fra il 1992 e il ’94 (sessanta presenze, 19 gol), ha appeso le scarpette al chiodo un paio di anni fa, e da allora lavora per il Vicenza, società con cui ha chiuso la sua carriera di calciatore. Si è occupato del settore giovanile e adesso setaccia il Nord a caccia di giovani talenti. L’altra domenica, Stefan era a Rodengo, dove ha assistito alla sfida fra i padroni di casa e la squadra di Mangone. «In quell’occasione - racconta - confesso di non avere visto un grande Pavia. Il Rodengo ha avuto 4-5 palle gol nitide e se avesse vinto 4-1 non ci sarebbe stato nulla da ridire. Va aggiunto però che al Pavia mancavano il centrale difensivo e il mio amico Benny, che in quella categoria è uno che può ancora fare la differenza».  Il pronostico su Alto Adige-Pavia? «Difficile. Sono due squadre di vertice, i bolzanini sono molto forti in casa (ancora imbattuti), mentre so che gli azzurri si trovano a più a loro agio al Comunale. Ma per aspirare a vincere il girone, devono crescere anche in trasferta, cambiare marcia con decisione».  Certo è che, se dipendesse solo dal cuore, Schwoch sceglierebbe senza esitazioni il Pavia: «Da Bolzano - spiega - manco ormai da tantissimo tempo, anche se di tanto in tanto vado a trovare i miei, mentre degli anni pavesi conservo ricordi dolcissimi. Conosco bene Carbone della squadra attuale - aggiunge l’ex attaccante - è l’unico della rosa con cui ho giocato insieme. Sono amico di Benny, così come sono legatissimo a Simone Baldo (attuale allenatore del Sant’Alessio) e a sua moglie».  Quasi superfluo aggiungere che, sul possibile match winner di domenica, Schwoch un’idea ben precisa ce l’ha: è Carbone, ovviamente, il suo candidato al ruolo. - Roberto Lodigiani

Pavia, con questa grinta andrai lontano

la Provincia Pavese — 07 dicembre 2009   pagina 27   sezione: SPORT

 PAVIA. Il Pavia esce imbattuto dalla lunga trasferta di Bolzano, dove strappa un punto all’Alto Adige, domenica amara per la pallacanestro. In serie D un solo pareggio (del Voghera) e tre battute d’arresto. Nel basket, dopo la sconfitta di Pavia, anche Vigevano deve arrendersi.  Manca ancora una vittoria fuori casa per l’undici di Mangone, ma resta la soddisfazione per aver giocato ad un buon livello. In classifica la posizione è di primissimo livello, e domenica al Fortunati arriva la Pro Sesto. Boccata d’ossigeno per la Valenzana, che al mitico Piola di Vercelli trova due gol e liquida i bianchi di casa, rilanciandosi verso posizioni più tranquille. Passando alla serie D, il Voghera soffre, stringe i denti in formazione rimaneggiatissima ma coglie un utile pareggio a Pizzighettone, in attesa della trasferta di Coppa mercoledì a Ponsacco. Battute d’arresto per Oltrepo, Vigebano e Derthona. Nella pallacanestro, Vigevano perde a Lodi contro l’Assigeco Casalpusterlengo, dopo che la Nuova Pallacanestro Pavia aveva dovuto arrendersi a Jesi contro la Fileni. Nella pallavolo femminile, continua la marcia vittoriosa della Riso Scotti, che ha la meglio sulla Castellana Grotte. In classifica la formazione di Milano fa un balzo in avanti, e la tifoseria comincia a sognare.

Carbone: «Prova d'orgoglio, mostrate le nostre qualità»

la Provincia Pavese — 08 dicembre 2009   pagina 51   sezione: SPORT

  PAVIA. Sfruttare il doppio turno casalingo con Pro Sesto e Valenzana, è questo il prossimo obiettivo del Pavia. «Con l’Alto Adige abbiamo dimostrato una grande reazione nel secondo tempo - sottolinea il capitano Benny Carbone - giocando palla a terra sono venute fuori le nostre qualità e potenzialità. Siamo bravi tatticamente, rapidi, l’intesa personale con Ferretti è cresciuta molto e nella ripresa avremmo anche potuto vincere. Una bella prova d’orgoglio».  Carbone è soddisfatto del Pavia di oggi: «Stiamo migliorando molto e questo ci permetterà di andare alla grande nel rush finale». Da lui anche una conferma sul modulo 4-4-2 con cui il Pavia ha trovato l’equilibrio tattico: «Anche lo scorso anno provammo all’inizio il 4-3-1-2, poi cambiammo. Il 4-4-2 copre più l’attacco e dà più garanzie. Una scelta che il nostro allenatore ha fatto anche in base agli uomini a disposizione».  Benny non abbassa la guardia e apre la settimana con un messaggio chiaro: «Domenica chiuderemo l’andata con la Pro Sesto, che verrà a chiudersi. Dovremo stare ancora più concentrati perché contro le squadre forti le motivazioni non mancano, ma contro un avversario all’ultimo posto non deve essere diverso. L’obiettivo, inutile nasconderci, è fare 6 punti con Pro Sesto e Valenzana». - Enrico Venni

Zoncada sponsor del Pavia calcio

la Provincia Pavese — 03 dicembre 2009   pagina 50   sezione: SPORT

 PAVIA. E’ un ritorno, dopo tredici anni. Anche se non da socio, questa volta. Paolo Zoncada, tramite la sua Nadirex, è il nuovo sponsor del Pavia calcio, che aveva lasciato nel 1996 in seguito a divergenze con l’allora presidente Walter Rampini. Se ne era andato appena prima dell’avvento dell’era Calisti e torna adesso all’inizio dell’avventura degli Zanchi.  Allora Zoncada possedeva una quota del club di via Alzaia, adesso invece il marchio della sua impresa, che si occupa di organizzare convegni e congressi, comparirà sulle maglie del Pavia già a partire da domenica prossima per la sfida di Bolzano contro l’Alto Adige.  I dettagli dell’intesa, che è stata sottoscritta in questi giorni, verranno resi noti domani nel corso di una conferenza stampa. «Siamo molto contenti di questo importante accordo - dice l’amministratore delegato del Pavia, Alessandro Zanchi - Nadirex è un’azienda di primo piano per una società che vuole crescere. Oltretutto faceva male, sinceramente, non avere uno sponsor considerando il campionato di vertice che stiamo facendo».  In estate, prima dell’inizio del campionato, c’erano stati contatti tra il Pavia Calcio e un paio di aziende del Pavese. Poi c’è stato il contatto con Paolo Zoncada, che è andato a buon fine. Anche il Pavia, dunque, per la restante parte del campionato avrà uno sponsor.  Zoncada in questi anni ha legato il suo nome allo sport pavese. Oltre a essere stato a lungo sponsor della Pallacanestro Pavia con l’Edimes (è tuttora socio del club di basket), lo è stato, proprio con la Nadirex, anche del volley femminile: fino alla promozione in A2 dell’attuale Riso Scotti, all’epoca Villanterio.  «Mi è stata prospettata una nuova occasione - è la dichiarazione di Zoncada a commento dell’accordo raggiunto con il Pavia calcio - che ho ritenuto interessante e che ho accettato. Vedo nel Pavia una società proiettata verso un futuro interessante. E ho incontrato una proprietà assolutamente affidabile con la quale la collaborazione potrà essere molto produttiva». - Luca Simeone