PAVIA-RODENGO SAIANO-1-3

 

PAVIA: Cantele, Donato, Belotti, Todeschini, Fogacci, Selleri (dal 26' st
D'Agostino), Convertino (dal 1'st Petribiasi), Valentini, Petresini,
Mandorlini, De Vincenziis (dal 1'st Stefanini).
A disposizione: Lucenti, De Stefano, Bigioni, Magenis.
All. Sig. Alessandro Madocci
RODENGO SAIANO: Lamacchia, Bari, Tignonsini, Preti, Pelati, Bertoni,
Bodini (dal 39' st Luzzana), Piovani (dal 26' st Bigatti), Gambino (dal
19' st Koffi), Bonomi, Spampatti.
A disposizione: Pedersoli, Canini, Fiori, Martinelli.
All. Sig. Ermanno Franzoni
Arbitro: sig. Bergher di Rovigo
Assistenti: sigg. De Bortoli di Conselve ed Eminente di Legnago
Marcatori: Selleri (PV) all'8'pt, Gambino (RO) al 20' pt, Pelati (RO) al
38'pt, Bonomi (RO) al 37' st.
Ammonizioni: Valentini (PV) al 12'pt, Fogacci (PV) al 36'pt, Koffi (RO)
al 24'st, Petribiasi al 29'st
Angoli: 2 a 2
Recupero: 2' nel primo tempo e 2' nel secondo tempo

 

 

Difficile trovare le parole per lo sfascio della partita di oggi.
Doveva essere l'esordio in C2, un esordio che avrebbe dovuto virtualmente cambiare pagina rispetto alla fallimentare stagione 2006-2007.
La realtà, invece, è stata ben peggiore dei timori di ciascuno di noi.
L'1-3 maturato in via Alzaia, infatti, non solo è stato ampiamente meritato, ma ha anche definitivamente spazientito i pochi coraggiosi presenti allo stadio.
Non bastasse la giornata azzurra, ci si è messa anche la squadra a far montare il malcontento. Malconento sfociato, come detto, in una civile contestazione, roba da niente se paragonata a ciò che accade in ambienti molto più "caldi".
Eppure il Pavia aveva iniziato bene, costruendo qualche buona azione e sapendo portarsi in vantaggio grazie ad un bel gol di Selleri, servito da Petresini.
Purtroppo, il gol del pari di Gambino dopo soli 10 minuti, ha avuto un effetto devastante su tutta la squadra. Abbiamo assistito ad appoggi elementari sbagliati, errori di concentrazione, troppo nervosismo.
Errori di inesperienza, verrebbe da dire vista l'età media degli azzurri.
Il Rodengo, invece, onestissima squadra bresciana con poche idee ma molto chiare, ha puntato tutto sull'asse Piovani-Preti, due vecchietti che hanno insegnato ai nostro come sia più semplice far circolare la palla anzichè corrergli dietro.
Va da sè che dopo un tempo i nostri erano a terra ed il Rodengo capace di raddoppiare grazie ad una mischia in area con correzione ravvicinata.
Pavesi nel pallone, insomma, e non solo in attacco, dove si sapeva essere poco incisivi. In difesa non si contano le incertezze, con Donato e Belotti molto incerti, in una modulo a tre che certo non esalta le loro caratteristiche.
Un tantino meglio Fogacci, che si prende un'ammonizione per un inutile fallo a metacampo ma che nel complesso evita la deriva.
La realtà peggiore arriva però dal centrocampo, dove Valentini e Mandorlini naufragano senza appello. Trovo ampio il divario di esperienza e carisma con Preti e Piovani. Per di più i nostri corrono spesso a vuoto, termine ancora gentile per dire che ballano la rumba e non ne vedono una. Il filtro è assente, la costruzione di gioco anche.
Certo, dover sostenere tre punte è compito arduo, ma pensiamo che là in mezzo occorra anche gente di esperienza, essendo il reparto più delicato di una squadra di calcio.
Se a ciò aggiungiamo i due esterni non proprio eccelsi, allora vedremo come di palloni là davanti ne arrivino veramente pochi e che il Rodengo ha gioco facile nel far ripartire l'azione servendo spesso un Bonomi in gran giornata.
L'ex Pergo gioca infatti una signora partita, impreziosita da una rabona sul terzo gol ospite.
Gli azzurri non possono far altro che rincorrere, spesso in affanno, un Rodengo ben più quadrato, forte nel reagire allo svantaggio e poi nel gestire (comodamente) il risultato.
Pochi o nulli i pericoli corsi dall'estremo difensore ospite. Il Pavia, nonostante le tre punte, non scalfisce neanche la retroguardia bresciana, e questo dovrebbe far pensare sull'utilizzo, sempre e comunque, del 3-4-3.
Forse una formazione più coperta avrebbe potuto gestire meglio il vantaggio, forse i tre difensori non sono proprio adatti a giocare in questo modo, essendo poco veloci. Forse le tre punte, considerando gli infortuni e tutto il resto, potevano essere ridotte a due.
Quel che è sicuro, è che esordi peggiore non poteva esserci. Invertire la rotta è indispensabile per una squadra zeppa di giovani ed esordienti.
Sperare che Carbone possa cambiare tutto è utopia: servono rinforzi a centrocampo, gente esperta capace di reagire nei momenti di difficoltà.
La società per ora non ci sente. L'augurio è di non rivivere la stagione dell'anno passato.