San Michele a Pavia

La chiesa di San Michele ha rivestito una enorme importanza nell'XI e XII secolo. Fu infatti utilizzata per l'incoronazione di Re d'Italia e di Imperatori (Enrico II nel 1004, il Barbarossa nel 1155). La chiesa attuale viene fatta risalire alla prima metà del XII secolo, dopo il grande terremoto che nel 1117 distrusse molte chiese della Padania.

La facciata a capanna è delitata da pesanti contrafforti angolari e divisa in tre sezioni da contrafforti a fascio.

La sezione centrale in particolare è aperta da tre livelli di aperture (bifore, monofore ed oculi) che accentuano la verticalità della struttura.

Le bifore sono con cornice a doppio rincasso. sull'asse verticale della finestra e tutto intorno (nella sezione centrale) sinotano gli incavi originariamente occupati da bacini ceramici ora scomparsi.

La facciata è delimitata da una loggia su colonnine che segue gli spioventi del tetto. Le volticine sono supportatte da mensole la cui testata è decorata da sculture.

La facciata è inoltre ricoperta di rilievi che ne costituiscono un elemento caratterizzante. Questi rilievi sono concentrati nei tre portali e in una serie di fascie parallele che percorrono tutta la facciata sino al livello delle bifore.

I portali hanno tutti la stessa struttura a fascio, con architrave liscia e lunetta ospitante solo un rilievo raffigurante un angelo in posizione frontale. Quello centrale è più grande dei laterali.

Al di sopra dell'archivolto è murato un rilievo in pietra raffigurante San Michele che calpesta un drago.

I rilievi dei portali sono stati in gran parte rifatti nell'800 a causa del processo di degrado della pietra arenaria nelal quale sono scolpiti. L'aspetto stilistico dei rilievi non è pertanto giudicabile anche se l'effetto complessivo dei portali si avvicina a quello originario.

Un'altra scimmia, raffigurata seduta, è inserita anche sul questo montante.

I componenti dell'archivolto sono completamenmte coperti di rilievi a palmette ed a tralcio, abitati o meno; nella ghiera più interna animali (in gran parte marini) sono raffigurati in una processione.

I capitelli del portale sono in pietra e sono coperti di rilievi raffiguranti scene di lotta ed animali fantastici simboleggianti i pericoli del peccato.

Nella parte più interna, un vescovo rappresenta la forza protettrice della chiesa.

Lo stesso schema viene seguito nel capitello di destra. In questo caso la raffigurazione dell'aquila frontale può avere una connotazione positiva visto il legame di Pavia col potere imperiale.

Anche i piedritti del portale sono ricoperti di rilievi astratti, ispirati al repertorio tipico del romanico lombardo.

Sull'elemento esterno del piedritto sisnitro si distendono, all'interno di spazi quadragolari delimitati da cornici, dei rilievi figuranti raffiguranti scene dei Testamenti, difficilmente identificabili.

La decorazione prosegue verso l'interno con una semicolonna decorata ad intreccio, un pilastrino coperto di palmette, un'altra semicolonna scolpita con figurazioni di animali reali ed immaginari per concludersi col pilastrino più interno coperto di palmette.

Il portale destro ha la stessa struttura e schema decorativo di quello centrale.

La statua di angelo alla sommità si stacca maggiormente dalla superficie di fondo.

La ghiera esterna dell'archivolto presenta un tralcio che forma dei tondi al'interno dei quali sono collocate delle figure.

I capitelli hanno dei rilievi dall'interpretazione meno chiara di quelli del portale centrale.

Un grifone sembra proteggere un animale più piccolo mentre un uomo tiene la sua mano sulla sua bocca. A fianco un altro uomo abbraccia due esseri compositi, forse a significare la sua accettazione del peccato: degno di nota è lo stile e l'iconografia del rilievo che ricorda sculture di origine sumera.

Seguono un uomo ed una donna che colgono dei grappoli da una pianta di vite. Nella parte interna, un uomo circondato da bambini uno dei quali gli sta tirando i baffi mentre il secondo sembra volergli estrarre il pugnale dal fodero.

Il capitello di sinistra presenta all'esterno l'aquila, simbolo imperiale. Segue una sirena bicaudale.

Un curioso capitello decorato di tante teste sovrapposte (si notino in alto un re ed un vescovo) è preceduto da una figurazione di un angelo. Sono forse le anime tra le due possibili vie rese possibili dal libero arbitrio?

La decorazione dei piedritti riprende i temi usuali ed è evidentemente restaurata

Gli stessi temi sono sviluppati nel portale sinistro. I capitelli presentano i temi dell'aquila, della sirena e degli animali che condividono una sola testa sullo spigolo.

Sulla destra un concio in pietra raffigura la lotta di un uomo con dei draghi, uno dei quali gli addenta la testa.

La facciata è percorsa orizzontalmente da fregi scolpiti ormai talmente consunti da renderne difficile l'interpretazione. Queste sculture sono molto interessanti perché, contrariamente a quelle dei portali, sembrano evidenziare una maggiore attenzione alla resa plastica delle figure che aggettano maggiormente dalla superficie di fondo.

L'unica scena riconoscibile è quella che raffigura Adamo ed Eva.

Seguono scene di caccia...

...di lotta...

...o tratte, probabilmente, da episodi biblici.

Un cavaliere?

Animali reali e fantastici.

Interessanti raffigurazioni che richiamano l'iconografia del Signore degli animali, di origine sumera.

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