GROSSETO-PAVIA-1-1 (Cecchini, Chiaretti)

Data: 29/5/2005 Ore:16.00 Stadio: Olimpico (Grosseto)

RETI: 41` Cecchini (G), 85` Chiaretti (P)
GROSSETO: Rossi Fr., Bianchini (91` Beltrame), Miano, Antonazzo, Bellè, Perovic (68` Epifani), Agostini, Di Meglio, Maggiolini (91` Gutierrez), Cecchini, Pellicori - All. Stefano Cuoghi
PAVIA: Bressan, Bandirali, Preite, Papini, Fasano, Urbano, Gambadori (86` Lunardini), Sciaccaluga, Cardamone (60` Ceccarelli), Zizzari (86` Todeschini), Chiaretti - All. Marco Torresani
ARBITRO: Maurizio Ciampi M. (Roma 1)
RECUPERO: 6 minuti (3` pt + 3` st)
AMMONITI: Agostini, Miano (G), Gambadori, Sciaccaluga (P)
ESPULSI: nessuno
SPETTATORI: 2947


Pareggio colto sul filo di lana, ma meritato, quello colto dal Pavia allo "Zecchini" di Grosseto.

Importantissimo, perchè costringerà il Grosseto, si spera, a scoprirsi nella gara di ritorno, nella quale gli azzurri avranno 2 risultati su 3 a disposizione.

Pareggio che assume un peso notevole considerando anche le gravi assenze di Ciullo e soprattuto di Gorini. Al loro posto giocano Chiaretti e Urbano.

Torresani, in più, rivoluzione il centrocampo, con  Sciaccaluga arretrato a prendere meno botte affiancato da Papini (in marcatura su Bellè) e Gambadori. A fare da raccordo con le punte ci pensa Cardamone. Nell'inedito ruolo di trequartista Ciccio cerca anche di dar fastidio ad Agostini, cosa che riuscirà ma fino ad un certo punto.

Il Grosseto, invece, scende in campo con la consueta formazione (assente il solo Perra) e cerca fin da subito di mettere sotto i pavesi.

In realtà il gioco latita, la partita è parecchio spezzettata e il gran caldo non aiuta certo.

Comunque il Pavia non corre grandi rischi; anzi, nelle ripartenze Chiaretti punge parecchio. Anche Zizzari fa molto movimento, in avanti come in copertura, e la sua presenza è un ottimo a Lele.

In difesa Urbano cerca di dare ordine al reparto, anche se l'assenza dell'ultim'ora di Gorini pesa come un macigno.

Resta il fatto che i padroni di casa non cercano troppo il fraseggio e per fortuna il nostro centrocampo filtra molto bene.

Di occasioni vere e proprie non ce n'è: più che altro si assiste ad una serie di colpi proibiti (specialmente su Chiaretti e Zizzari) impuniti da Ciampi di Roma.

In particolare, grida vendetta una gomitata a Zizzari ed un intervento assassino a gamba tesa sempre sull'11 pavese.

Ma tant'è: si sapeva che a Grosseto avremmo trovato una squadra di questo tipo.

Tuttavia segnaliamo due occasioni a metà tempo. Prima Sciaccaluga su punizione dal limite sfiora la traversa (ma il tiro era stato deviato), poi Bellè, solo in area, trova un grande Bressan pronto alla deviazione provvidenziale.

Ma le emozioni arrivano nel finale di tempo.

E purtroppo il Pavia ci lascia le penne. Al 42', lunga rimessa laterale vicina alla bandierina del corner a spiovere in area. Sponda di Pellicori in mezzo all'area dove Cecchini, solo, insacca al volo da distanza ravvicinata.

In questo frangente la difesa pavese si è fatta trovare impreparata, prima sulla rimessa lunga e poi proprio in mezzo all'area.

Tuttavia, il Pavia non accusa il colpo e 2 minuti dopo va vicinissimo al pari.

Su un corner di Sciaccaluga, si scatena un batti e ribatti in area. Alla fine la palla giunge a Cardamone che, appena dentro l'area, colpisce al volo di destro. Peccato che sulla linea ci sia Di Meglio che salva in extremis.

Finisce così il primo tempo. Con qualche rimpianto per un gol evitabile e per un salvataggio sulla linea che grida vendetta.

Nella ripresa parte meglio il Grosseto che ci mette in difficoltà. Gli azzurri fanno fatica a costruire trame apprezzabili di gioco, e Torresani lo vede.

Tanto che al 15' toglie Cardamone per inserire Ceccarelli che dà un po' di vitalità al reparto offensivo.

Pian piano, quindi, il Pavia migliora pur trovando occasione di impensierire Rossi.

C'è da dire che dopo il gol, si è assistito ad una serie di falli sistematici e perdite di tempo che vengono tollerate dall'arbitro. Di palloni nel campo di gioco ne rimane solo uno ed i raccatapalle sono stati sapientemente addestrati dalla società toscana a perdere altro tempo.

Si arriva così ai minuti finali, dove succede di tutto.

Al 40' il Pavia pareggia. Sciaccaluga mette in mezzo un pallone d'oro sul quale Chiaretti si libera della guardia di Di Meglio ed insacca di testa.

Esplode la curva azzurra, ed i 500 tifosi pavesi gioiscono dopo aver temuto la sconfitta.

Ma non finisce qui, perchè qualche attimo dopo un'uscita scriteriata di Bressan dà a Pellicori la palla del 2-1. Sembra fatta per tutti ma non per Aldone Preite che, non si sa come, arriva col piede un attimo prima del numero 9 locale e spedisce in angolo.

Un intervento che da solo vale un gol.

Infine, dopo 4 minuti di recupero e svariati cross da infarto che piovono dalle parti di Bressan, Ciampi fischia e mette fine alle ostilità.

Oggi, nel complesso, dobbiamo dire di aver visto un discreto Pavia.

Purtroppo è stata più una partita di calci che di calcio e questo ha sicuramente danneggiato gli azzurri.

Ha pesato l'assenza di Gorini. Urbano è un bravo giocatore, ma in queste partite uno come Edo è semplicemente insostituibile.

Bene il centrocampo, nel quale Papini e Gambadori si sono distinti per un lavoro di copertura eccezionale. Sciaccaluga, invece, è rimasto lucido fino alla fine e ha sbagliato pochissimi palloni. Non è un caso se il gol è scaturito dai suoi piedi.

In avanti le note più liete. In una partita dove hanno preso parecchie botte, sia Zizzari che Chiaretti hanno mostrato di poter far reparto. Entrambi hanno fatto molto movimento, hanno svolto un ottimo lavoro di copertura e, nel complesso, si sono dimostrati in gran forma.

Specialmente il Lele oggi ha giocato un gran match e, a parte il gol, ha lasciato intendere che quando trova spazi aperti può diventare inarrestabile.

Oltre a lui, una menzione per Aldo Preite. Prestazione impeccabile, come al solito, ma il miracolo compiuto del finale di partita potrebbe valere la qualificazione. Era in ritardo rispetto a Pellicori ma ha saputo anticiparlo in maniera pulita, salvando il pareggio.

Festeggia il Pavia, che pure sa di non poter minimamente abbassare la guardia, considerando che i toscani si esprimono meglio in trasferta che in casa.

Tuttavia, saranno proprio loro a dover fare la partita domenica prossima ed il Pavia avrà qualche spazio in più per giocare a calcio.

 

Tutti in trasferta, come ai tempi di Sarzana

la Provincia Pavese — 28 maggio 2005   pagina 43   sezione: ALTRE

 Per continuare a vivere il sogno della conquista della serie B al fianco del Pavia 500 tifosi azzurri andranno a Grosseto per la gara d’andata del primo turno dei play off. Un seguito delle grandi occasioni che fa tornare alla mente dei supporter pavesi i momenti di festa della storia calcistica della società di via Alzaia. Una carovana di pullman seguì il Pavia a Sarzana per la gara che consegnò al Pavia il ritorno in serie C2. Erano i tempi del Pavia guidato in campo da Stefano Civeriati e in panchina da Giorgio Campagna. Era uno dei momenti più belli dell’era societaria della famiglia Achilli. Questa volta, per inseguire la serie B, non poteva esserci certo minor interesse. Il Pavia risalito dall’Eccellenza alla C1 sotto la guida della famiglia Calisti può ora compiere un capolavoro. E in questo momento che coinvolge tutta la città non potevano essere assenti neppure gli amministratori locali. Sei pullman per 315 persone sono stati organizzati grazie alla collaborazione offerta al Pavia dall’Amministrazione Comunale e dalla Line, la società che gestisce il trasporto pubblico cittadino. Il tutto ad un prezzo popolare, cinque euro di spesa per raggiungere Grosseto con partenza dal piazzale dello stadio Fortunati alle 8,30. Ritrovo almeno mezz’ora prima perché per questa partenza si prevede molta confusione e un clima festaiolo che si spera possa esserci anche al ritorno dalla Toscana. Un segnale che la città e i suoi amministratori danno al Pavia e che dovranno esserci anche in futuro nel caso in cui gli azzurri arrivassero al traguardo storico della serie B. A quel punto infatti si porrebbe il problema di uno stadio adeguato per la cadetteria, ma ora è meglio concentrarsi sul presente e sul grande esodo che speriamo possa ripetersi poi fra un paio di settimane. Questo significherebbe un Pavia alla finalissima dei play off del girone A contro la vincente della sfida tra Mantova e Frosinone. Più di una possibilità, le chance ci sono e vanno giocate nella lunga partita da 180’ che avrà il suo «primo tempo» a Grosseto.

I tifosi ora ci credono «A un passo dal sogno»

la Provincia Pavese — 29 maggio 2005   pagina 52   sezione: SPORT

 PAVIA. L’impresa nell’impresa. In occasione dello storico approdo ai play off anche Pavia si mobilita, in tantissimi raggiungeranno Grosseto, con ogni mezzo. Più di 300 saranno sui sei pullman messi a disposizione da Amministrazione comunale, Pavia calcio e Line: «Era necessario mobilitarsi per un evento di questa portata - spiega il vicesindaco di Pavia Ettore Filippi Filippi - Abbiamo deciso di intervenire in aiuto ai tifosi per dare il giusto riconoscimento all’ottimo campionato disputato dalla squadra. Vogliamo che i ragazzi sappiamo che dietro di loro c’è un’intera città. Si tratta di un momento unico nella storia recente azzurra e vogliamo far sentire tutto il nostro calore. Con la speranza che rappresenti il miglior viatico possibile verso la B». Un’emozione particolare la provano anche gli storici gruppi di supporter pavesi: «Seguo il Pavia dal 1962 - avverte il presidente dei «Fedelissimi» Luigi Fatica - In questo momento sto provando un’emozione indescrivibile. E pensare che siamo partiti fra mille incognite, reduci da una retrocessione e con giocatori semi sconosciuti. Questi play off la squadra se li è proprio meritati e ed è anche un premio a noi tifosi. C’eravamo anche ai tempi dell’Eccellenza, anche allora animati dalla speranza di poter rivedere questo club in alto. Ora siamo ad un passo dalla realizzazione di un sogno». Anche i gruppi di recente formazione, come la «Zuppa alla pavese», si sono mobilitati: «Ci siamo riuniti quasi per caso circa un anno fa - spiega il responsabile Massimo Furlan - All’inizio si trattava solo di un caso goliardica, divenuta sempre più seria col passare delle giornate. La passione e l’attaccamento a questi colori sono cresciuti a dismisura e ora faremmo di tutto per cercare di far sentire in ogni circostanza il nostro calore alla squadra.

Pavia d'attacco a Grosseto

la Provincia Pavese — 29 maggio 2005   pagina 52   sezione: SPORT

 PAVIA. Il Pavia varca la frontiera dei play off. Bello, come tutte le prime volte. Stimolante, perché il Grosseto è una signora squadra. Avvincente, perché il fascino del pallone cresce esponenzialmente quando la posta è alta. E qui c’è in palio una fetta di serie B, il grande calcio insomma. Sta bene il Pavia. E’ un buon punto di partenza. La vittoria di Mantova all’ultima giornata della stagione regolare ha rivitalizzato l’ambiente fino a quel momento un poco ammosciato dalla stanchezza. Adesso, però, scocca l’ora dei verdetti. E se a Grosseto la società lamenta la freddezza della città, intesa come tifoseria e istituzioni, Pavia risponde mandando in trasferta almeno 500 appassionatissimi. Di questi tempi è una bella risposta. Vedremo due grandi partite. Non significa necessariamente spettacolo, però. Siamo in Italia, non dimenticatelo. Qui da noi c’è sempre chi la perfezione la fa derivare da forze contrapposte che si esauriscono nel nulla di fatto. Non gli azzurri, però. Ed è ulteriore motivo d’orgoglio. Il Pavia che gioca per fare risultato, che proprio a Grosseto il 26 marzo andò a buttare secchiate d’acqua gelata sull’ambiente toscano convinto di vincere facile, affronta la trasferta odierna con due punte (Zizzari e Chiaretti) supportate - è molto probabile - dai guizzi di Cardamone piuttosto che optare per un modulo 3-5-2 «chiuso», con un terzino in più. Condividiamo.  Non gioca Ciullo oggi. Non è al top il capocannoniere azzurro. Così non se l’è sentita di affrontare la Maginot maremmana (17 gol subiti, miglior difesa del girone). Lele Chiaretti da Vazia è pronto a non farlo rimpiangere in tandem con Zizzari, che si è lasciato alle spalle l’infortunio. In panchina, poi, c’è «Cavallo pazzo» Ceccarelli, idolo dei tifosi: può essere il valore aggiunto del Pavia per arrivare in finale, una carta in più da giocare, una risorsa che può rendere gli azzurri più offensivi all’occorrenza. Resta da fare i conti con la macchinosità che il centrocampo Gambadori-Sciaccaluga-Papini a tratti abbina alla collaudata affidabilità. Piccolo neo risolvibile. Soprattutto in una partita che il Pavia non sarà dichiaratamente chiamato a fare. Vero che gli azzurri non possono permettersi di lasciare il campo a una formazione manovriera come il Grosseto, ma l’ingrediente del mordi e fuggi basato sui recuperi palla in mezzo al campo può diventare decisivo. Il Grosseto, che rispetto al match di campionato ritrova in attacco Pellicori (12 gol), è squadra solida senza una connotazione marcata nell’area di rigore avversaria: 35 le reti segnate contro le 47 del Pavia (quello azzurro è l’undici più prolifico tra gli otto ai play off dell’intera C1) e il secondo tiratore scelto, Bellé, che ne ha messi a segno 9 soprattutto come specialista delle punizioni. E ne sa qualche cosa il Pavia, raggiunto al Fortunati proprio da una sua parabola. Con l’arrivo di Cuoghi in panchina, terzo tecnico dopo Esposito e Specchia, Bellé è stato spostato a ridosso delle punte ad agire da trequartista. L’identica situazione tattica il Pavia l’ha sofferta contro la Pistoiese (Valiani) e a Busto contro la Pro Patria (Morfeo). Per il Grosseto è però un assetto non rodato, che può provocare inferiorità numerica a centrocampo specie se la mezz’ala Perovic sarà preferita al mediano Epifani. Tenuto conto che Perra, arcigno centrocampista biancorosso, non giocherà la doppia sfida per infortunio, il peso dell’interdizione può accumularsi su Agostini. Sfida che si giocherà in mezzo al campo, dunque, con Antonazzo e Maggiolini alternative sulle fasce, dove anche Breschi ad agire a sinistra può essere una soluzione. In campionato è terminata due volte in parità. Finisse ancora così, al Pavia basterebbe per la finale. - Stefano Pallaroni

 

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