20/05/2003

Una società stabile per un Pavia ancora più forte

Ancora un anno è passato. E' il quinto dell'era Calisti. Sembrano di ieri le trasferte di Gorgonzola,Gandino e Arcene: ma ora il Pavia è tornato nel calcio che conta e vuole ancora essere protagonista. Il futuro vedrà gli azzurri impegnati a Firenze, forse Genova e Venezia, sicuramente Ferrara e Reggio.
Il prossimo campionato di C1 sarà durissimo, anche per il suo livello qualitativo.
La società azzurra arriva in terza serie con l'obiettivo di restarci e noi lo crediamo possibile. Per una serie di ragioni.
In primis la serietà: in tutti questi anni mai una polemica, mai una parola fuori luogo, mai nulla che potesse turbare l'ambiente azzurro. I Calisti, prima ancora che portare i capitali necessari alla scalata, hanno portato la serietà, la laboriosità e la modestia tipica dei pavesi. Hanno costruito una società dalle fondamenta stabili e, con oculatezza, l'hanno riportata in paradiso.
In secondo luogo, l'entusiasmo. Per smuovere il pubblico pavese ce ne vuole. Ma i Calisti ci sono riusciti. Erano anni che il Comunale non si riempiva così. E l'anno prossimo il cassiere avrà modo di essere ancora più soddisfatto.
In C1 sarà importante sostenere ancor più i ragazzi; sarà dura e loro meritano il massimo apporto.
In terzo luogo, le scelte degli uomini. E qui, bada bene, non mi riferisco solo alla capacità tecnica dei singoli giocatori. Mi riferisco alla scelta anche e sopratutto sul piano umano. Allenatori come Torresani e giocatori come La Cagnina (ma potrei citarne tanti altri), sono semplicemente insostituibili. Per la forza d'animo, per il coraggio, per la voglia di stupire.
Cosa potrebbe far sì che il Pavia diventi un esempio anche ad alto livello? Noi crediamo una cosa sola: nuovi soci. Si parla tanto della famiglia Scotti che ora partecipa come sponsor. Ma tanti sono gli imprenditori che possono dare una mano ai Calisti. In C1, le spese sono tante ed allestire una squadra competitiva è sempre più difficile.
Allargare la società, mantenedone però le dimensioni "familiari" e la stabilità, significherebbe poter puntare ancora più in alto. L'arrivo di nuovi soci permetterebbe di puntare ancora più in alto. Ma, ribadisco, senza snaturare i pregi della creatura dei Calisti. Loro hanno fatto di nuovo grande il Pavia. Loro sanno guidare la squadra con professionalità, senza mettere sotto pressione l'allenatore, senza inserirsi nelle scelte tecniche. Il Pavia ha successo perchè ognuno fa il proprio mestiere e rispetta il proprio ruolo.
Pare lapalissiano ma è così.
La C1, comunque, ci dirà molte cose. Ci farà capire se la squadra può essere competitiva, se il pubblico pavese farà la sua parte, se i giocatori sapranno vincere la scommessa (e alcuni, ne siamo sicuri, lotteranno come leoni per vincerla).
In questi giorni si fanno tanti nomi di possibili acquisti. Forse anche troppi. L'impressione è che gran parte della rosa sarà riconfermata. Giustamente, dal momento che chi ha vinto in C2 ha tutte le ragioni per difendere la C1 appena conquistata. Sarà importante, sopratutto, che i nuovi acquisti si rivelino prima di tutto persone che lotteranno per la maglia azzurra. La squadra di quest'anno era stata costruita non certo per vincere il campionato. Eppure sappiamo tutti com'è andata. Le parole d'ordine dell'anno prossimo saranno Sudore e Carattere. Solo così il Pavia darà il massimo.